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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


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20 ore fa, Ives dice:

Andrea?.... :cat_lol:

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Andrea Delogu på Twitter: "Ora! Rai2 #stracult LIVE SHOW e questa faccia un  po' così. (E mille altre cose)… "

 

Magari!!! A quest'ora avrei il dottorato!

19 ore fa, superburp dice:

Quindi Barbero : storia = Allevi : musica classica? :spiteful::lol:

C'è un errore al secondo membro :cat_lol:. Allevi e classica sono incommensurabili :rofl:

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In questi giorni sto ascoltando Massenet (nell'ordine Thaïs, Thérèse, Esclarmonde, Don Quichotte e nuovamente Thérèse). Ho scoperto che mi piace proprio, non pensavo :o

Un grazie particolare a @Wittelsbach per la meritoria recensione della Massenet edition targata Decca.

---

Cambiando completamente genere:

In controdedica tardiva a @glenngould per la sonata della Coates, se gradisce.

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1 ora fa, Rinaldino dice:

In questi giorni sto ascoltando Massenet (nell'ordine Thaïs, Thérèse, Esclarmonde, Don Quichotte e nuovamente Thérèse). Ho scoperto che mi piace proprio, non pensavo :o

Un grazie particolare a @Wittelsbach per la meritoria recensione della Massenet edition targata Decca.

 

Mi fa più che altro piacere che sei tornato e che ti sia letto alcune mie "fatiche letterarie" partorite durante la tua assenza! Massenet è veramente il Puccini francese, sia pure nato prima e non così moderno.

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3 ore fa, Rinaldino dice:

In questi giorni sto ascoltando Massenet (nell'ordine Thaïs, Thérèse, Esclarmonde, Don Quichotte e nuovamente Thérèse). Ho scoperto che mi piace proprio, non pensavo :o

Strana questa sottovalutazione generale di Massenet, un musicista capace e spesso ispirato, benchè in fondo accademico e a tratti "polveroso", almeno ad un orecchio di oggi. Forse il suo essere piantato ostinatamente nell'800 può averlo penalizzato (Faurè, suo coetaneo, era certo più moderno), ma con tutte le bidonate del XIX secolo che ci sorbiamo, mi stupisce in ogni caso che sia così poco frequentato (anche Wittel lo conosceva poco prima di quelle recensioni). 

Suggerisco a tal proposito anche le deliziose commedie, io conosco le registrazioni con la Von Stade ❤️ 

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Musica borghese, ma ben fatta. Piuttosto, ieri ascoltavo un'ouverture di Suppè (tra l'altro diretta magnificamente da Solti) e mi è venuto in testa che io invece ho sempre snobbato il genere dell'operetta. Anche di Offenbach conosco solo i Racconti. 

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Tcherepnin: Sinfonia n.1 (1922)

Singapore Philharmonic, Lan Shui

Nuovo ascolto. Quando venne eseguita per la prima volta con Pierné sul podio a Parigi, il pubblico reagì malissimo. Il movimento iniziale con il suo secondo tema in ostinato che serpeggia per tutta l'orchestra aveva suscitato perplessità, ma il secondo movimento per sole percussioni fece scoppiare la sala con fischi e urla! Intervenne pure la polizia, mentre i resoconti della stampa furono per lo più ostili (bolscevismo musicale, si scrisse, oppure imitazione maldestra del Sacre: errore in entrambi i casi!).

Un pezzo audace e dalle sonorità insolite. La parte per sole percussioni pare sia il primo esempio del genere nella letteratura sinfonica, anticipando di parecchi anni sia Varèse (Ionisation) che Shostakovich (Il Naso). Anche strano il movimento lento con le sue sonorità estraniate, costituito in parte da una successione di duetti per tromba-corno, clarinetto-timpano, violino-contrabbasso, con momenti quasi espressionisti (l'introduzione, la sovrapposizione dei vari duetti, certe parti della conclusione affidate ai soli ottoni). Il finale è costituito da un rondò ostinato, che in alcuni momenti pare anticipare la polifonia costruttivista di Hindemith degli anni venti - a dire il vero, il freddo contrappuntismo è evidente anche nel primo movimento, che forse fece da modello ai movimenti veloci del Concerto Grosso di Markevitch. Originale nella forma e audace nel contenuto, un Tcherepnin raramente così incisivo. 

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6 ore fa, Majaniello dice:

Strana questa sottovalutazione generale di Massenet, un musicista capace e spesso ispirato, benchè in fondo accademico e a tratti "polveroso", almeno ad un orecchio di oggi. Forse il suo essere piantato ostinatamente nell'800 può averlo penalizzato (Faurè, suo coetaneo, era certo più moderno), ma con tutte le bidonate del XIX secolo che ci sorbiamo, mi stupisce in ogni caso che sia così poco frequentato (anche Wittel lo conosceva poco prima di quelle recensioni). 

Ti dirò, francamente me l'aspettavo melenso e un po' barboso, invece fin qui mi sono proprio divertito. Dal punto di vista teatrale in genere mi sembra molto efficace (vedi ad esempio Thaïs, che in mano a un altro sarebbe potuto diventare un mattonazzo moralista) e ricco di spunti musicali funzionali all'azione (penso all'espediente del minuetto in Thérèse). È pure sorprendentemente vario, forse più di tutti gli altri operisti che mi vengono in mente così su due piedi (atti singoli, grand opera, commedie, tragedie, ce n'è per tutti!). Pure le cose più stravaganti tipo Esclarmonde scorrono bene perché non si prendono troppo sul serio, però allo stesso tempo il Quichotte è persino toccante senza scadere eccessivamente nel patetico. C'è da dire che in effetti proprio il Quichotte per essere coetanea dell'uccello di fuoco è musicalmente fuori tempo massimo, però avercene! Anzi, direi che fra quelle che ho ascoltato fin qui è probabilmente la mia preferita (ed è pure stringatissima! Cinque atti in poco meno di due ore).

Il paragone con Fauré (e con Pénélope nello specifico) è venuto in mente anche a me a causa dei miei recenti ascolti, però direi che se dal punto di vista musicale Fauré è stato sicuramente un musicista più completo e meticoloso, quanto a senso del teatro invece Massenet vince praticamente a tavolino (merito anche dei libretti direi, in genere di buona fattura).

6 ore fa, Majaniello dice:

Suggerisco a tal proposito anche le deliziose commedie, io conosco le registrazioni con la Von Stade ❤️ 

Sì, le avevate citate anche a suo tempo e ce le ho in lista! ^_^

---

Oggi il tubo mi ha proposto questa curiosità giovanile di Ruth Crawford Seeger

Quando si dice il talento! :o

Cambiando completamente genere:

Non mi risulta che questa bella esecuzione (Pichon/Pygmalion Ensemble) del Requiem di M. Haydn sia disponibile in disco, peccato!

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Ho una curiosità da sottoporvi :o

All'inizio del saggio che sto leggendo su Skalkottas c'è una citazione di Schönberg in cui elenca i suoi migliori allievi: Anton Webern, Alban Berg, Hans Eisler, Karl Rankl, Winfried Zillig, Roberto Gerhard, Nikos Skalkottas, Norbert von Hannenheim, Gerald Strang, Adolf  Weiss.

A parte i soliti Webern e Berg e gli apprezzati (almeno in forum) Gerhard e Skalkottas fra questi conosco solo Eisler (e praticamente solo di nome). Gli altri chi sono? 

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8 minuti fa, Rinaldino dice:

Ho una curiosità da sottoporvi :o

All'inizio del saggio che sto leggendo su Skalkottas c'è una citazione di Schönberg in cui elenca i suoi migliori allievi: Anton Webern, Alban Berg, Hans Eisler, Karl Rankl, Winfried Zillig, Roberto Gerhard, Nikos Skalkottas, Norbert von Hannenheim, Gerald Strang, Adolf  Weiss.

A parte i soliti Webern e Berg e gli apprezzati (almeno in forum) Gerhard e Skalkottas fra questi conosco solo Eisler (e praticamente solo di nome). Gli altri chi sono? 

Zillig lo conosco come direttore (dirige non ricordo quale opera in un cofanetto con opere minori tedesche dell'800).

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1 ora fa, Rinaldino dice:

Ho una curiosità da sottoporvi :o

All'inizio del saggio che sto leggendo su Skalkottas c'è una citazione di Schönberg in cui elenca i suoi migliori allievi: Anton Webern, Alban Berg, Hans Eisler, Karl Rankl, Winfried Zillig, Roberto Gerhard, Nikos Skalkottas, Norbert von Hannenheim, Gerald Strang, Adolf  Weiss.

A parte i soliti Webern e Berg e gli apprezzati (almeno in forum) Gerhard e Skalkottas fra questi conosco solo Eisler (e praticamente solo di nome). Gli altri chi sono? 

Sono signori di nessuna particolare importanza, almeno come compositori. Zillig e Rankl furono due direttori abbastanza noti; Strang si dedicò alla musica elettronica negli anni sessanta, ma non lo conosco; von Hannenheim morì in un manicomio, ma credo non ci sia rimasto quasi nulla della sua produzione musicale.

Invece, di Weiss abbiamo un video su Wellesz, interessante ma poi neanche tanto originale

 

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1 ora fa, Rinaldino dice:

Ho una curiosità da sottoporvi :o

All'inizio del saggio che sto leggendo su Skalkottas c'è una citazione di Schönberg in cui elenca i suoi migliori allievi: Anton Webern, Alban Berg, Hans Eisler, Karl Rankl, Winfried Zillig, Roberto Gerhard, Nikos Skalkottas, Norbert von Hannenheim, Gerald Strang, Adolf  Weiss.

A parte i soliti Webern e Berg e gli apprezzati (almeno in forum) Gerhard e Skalkottas fra questi conosco solo Eisler (e praticamente solo di nome). Gli altri chi sono? 

Si era già parlato di questo passo di Schoenberg nel marzo scorso a partire da un'analoga domanda di @Yeats. Nei giorni seguenti c'erano state varie risposte che puoi recuperare a partire da quella domanda. A parte i nomi più noti, posso aggiungere che Zillig svolse, soprattutto nel panorama nordeuropeo, un ruolo analogo a quello svolto da altri direttori impegnati nel proporre la nuova musica, come Scherchen e Rosbaud

 

On 24/3/2021 at 20:08, Yeats dice:

ho presente il passaggio cui ti riferisci. assieme a skalkottas , come suoi migliori studenti citava questi nomi , che mi segnai a suo tempo: hanns eisler, karl rankl, rudolf kolisch, eduard steuermann, norbert von hannenheim, peter schacht e winfried zillig. nomi che devo ancora approfondire tutti, ma da quel poco che ho sentito dubito ve ne sia uno paragonabile al greco. 

 

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15 minuti fa, Madiel dice:

von Hannenheim morì in un manicomio, ma credo non ci sia rimasto quasi nulla della sua produzione musicale.

Già, è stato praticamente cancellato dalla storia a seguito dell'avvento del nazismo prima e della guerra poi. Peccato perché a quanto leggo nel libro all'epoca era molto quotato, vinse pure un premio/borsa di studio a cui era candidato anche Skalkottas. Se non capisco male nel tempo comunque qualcosa di suo è saltato fuori (principalmente roba per pianoforte e ho visto anche un disco di musica per viola), potrebbe meritare un ascolto! 

Comunque grazie per il riassunto! :ok:

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18 ore fa, Rinaldino dice:

llo stesso tempo il Quichotte è persino toccante senza scadere eccessivamente nel patetico. C'è da dire che in effetti proprio il Quichotte per essere coetanea dell'uccello di fuoco è musicalmente fuori tempo massimo, però avercene! Anzi, direi che fra quelle che ho ascoltato fin qui è probabilmente la mia preferita (ed è pure stringatissima! Cinque atti in poco meno di due ore).

Concordo in pieno, Ti dirò, anzi, che nella mia pur lunga esperienza di spettatore di spettacoli dal vivo, il Don Quichotte è l'opera che in assoluto mi ha commosso di più, complici anche una regia magnifica e un'esecuzione musicale ineccepibile e partecipe.

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22 ore fa, Rinaldino dice:

Ti dirò, francamente me l'aspettavo melenso e un po' barboso, invece fin qui mi sono proprio divertito. Dal punto di vista teatrale in genere mi sembra molto efficace (vedi ad esempio Thaïs, che in mano a un altro sarebbe potuto diventare un mattonazzo moralista) e ricco di spunti musicali funzionali all'azione (penso all'espediente del minuetto in Thérèse). È pure sorprendentemente vario, forse più di tutti gli altri operisti che mi vengono in mente così su due piedi (atti singoli, grand opera, commedie, tragedie, ce n'è per tutti!). Pure le cose più stravaganti tipo Esclarmonde scorrono bene perché non si prendono troppo sul serio, però allo stesso tempo il Quichotte è persino toccante senza scadere eccessivamente nel patetico. C'è da dire che in effetti proprio il Quichotte per essere coetanea dell'uccello di fuoco è musicalmente fuori tempo massimo, però avercene! Anzi, direi che fra quelle che ho ascoltato fin qui è probabilmente la mia preferita (ed è pure stringatissima! Cinque atti in poco meno di due ore).

Io mi sa proprio che Therese non la conosco, o se l'ho ascoltata molti anni fa non la ricordo. In generale non sono tanto fan del Massenet filone Manon / Werther / Navarraise, quanto proprio del Massenet più retrò a sfondo esotico/fantastico, lo trovo così abilmente manierista da essere... "neo-barocco"! Nel senso dei grandi tableaux fantastici tipo Amadis di Lully o Les Indes galantes di Rameau... le due opere registrate dalla ditta Sutherland-Bonynge sono un buon esempio, ma inserirei nel genere anche Herodiade (ovviamente molto meno cruda e malata della Salome straussiana) le storie un po' naif di Thais e Quichotte, le commedie... è la sua una possibile soluzione ai problemi del suo tempo, anzi l'approccio scopertamente evasivo ai tormenti che attanagliavano la sua generazione me lo rende addirittura simpatico. C'è nella sua musica la levità d'approccio da borghesia parigina unita alla fervida creatività di un favolista, così si tiene lontano dalla trombonata krukka ma anche da una certa pedanteria accademica; in fondo nasconde la disperazione di uno che tenta di aggrapparsi invano ad un'idea irraggiungibile, ad un mondo che si sta sgretolando, e in alcuni casi manco la nasconde (Quichotte appunto). Un autore malinconico sì, che a suo modo però ha un approccio consapevole alla crisi, per dirlo alla maniera mia è uno che se la racconta ma che sa bene di raccontarsela e lo fa capire chiaramente, spesso esageratamente, a chi l'ascolta. Almeno così l'ho sempre vista io.

Certo pure Massenet ha scritto un mezzo polpettone, Le Cid, ma anche lì non mancano i colpi da maestro, perchè non s'è detto ma è implicito, era uno che sapeva scrivere:

PS: mi piacerebbe ascoltare Griselidis e Le mage, un giorno. 

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Visto che nei giorni scorsi s'era indirettamente parlato di Wourinen, sono andato ad ascoltarmi per curiosità qualcosa di suo, attingendo dalla "miniera" del forum, Wellesz: la scelta è ricaduta sulla Terza Sinfonia.

A quanti debba controdediche.

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su Radio Classica ascolto il Concerto n.1 per pianoforte di Brahms, con Berman, Leinsdorf e la Chicago Symphony. Mah, sono quasi alla fine del primo tempo ma questa esecuzione non mi piace per niente :cat_uhh: tutto suonato fortissimo e violento, neanche una nota legata, neanche un po' di respiro, suono molto poco interessante. Pulizia tecnica impeccabile sia del solista che dell'orchestra, ma poco più.

P.s. ora comincia il secondo movimento. Ancora peggio :baaasmiley:

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On 10/9/2021 at 16:38, Ives dice:

Handel

Dixit Dominus

The Monteverdi Choir

The English Baroque Soloists

Sir John Eliot Gardiner

BBC Proms 2021

 

Concludo questo recentissimo concerto di Sir Gardiner ai Proms 2021 con la prima parte, che proponeva la cantata bachiana Christ lag in Todesbanden.

Seguirà questa Nona di Mahler:

Mahler: Symphony No. 9

e buona domenica a tutti!

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sempre su Radio Classica, Quintetto per due violini, due viole e violoncello in fa maggiore di Anton Bruckner, suonato dal Leipziger Streichquartett con Hartmut Rohde come altra viola. Un lavoro di cui non sapevo nemmeno l'esistenza. Molto interessante. L'Adagio è meraviglioso  🥰

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Biber, Missa "Salisburgensis" con partitura.

Da guardarsi rigorosamente a schermo intero - Ma ci si gode il doppio a capire come siano stati sfruttati i diversi strumenti con le loro peculiarità :o :o !

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3 ore fa, Madiel dice:

Scelsi: Cinque Incantesimi

Kristi Becker, pianoforte

Ci ritorno, stavolta in video perché sono piuttosto acrobatici da suonare

 

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