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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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17 ore fa, Wittelsbach dice:

Ma certo che sì.

 

Quanto alla tizia ritratta, nessuno dice chi sia purtroppo...

E' una foto da catalogo. Nel cd c'è specificato il fotografo, Sergej Rahunok che e' pure su Fa*cebok, magari si trova tra le sue foto o gli si può' mandare un messaggio 🤣 Intanto ascolto di nuovo la quinta di Shosta.

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Edward Elgar, "Enigma" Variations op. 36, BBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini

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Da furtiano non mi duole ammettere che questo storicissimo live londinesse del giugno 1935, è uno dei migliori lasciti artistici del maestro parmense. Parrucconi british fatevi da parte, la tempra inesauribile di Toscanini fa impallidire buona parte delle vostre esecuzioni. Lambrusco batte Earl Grey 3-1! (il punticino UK è di Barbirolli, che comunque è oriundo). ;):bye:

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @superburp e a chi gradisce...

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On 15/9/2021 at 17:29, Vigione dice:

Messa in c minore di Mozart. Ho trovato il cd in un mercatino a 3 euro, grande scoperta

Ah, neanche ventiquattro ore e il video è stato cancellato dal tubo!! :mellow:

 

50 minuti fa, Snorlax dice:

Edward Elgar, "Enigma" Variations op. 36, BBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini

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Da furtiano non mi duole ammettere che questo storicissimo live londinesse del giugno 1935, è uno dei migliori lasciti artistici del maestro parmense. Parrucconi british fatevi da parte, la tempra inesauribile di Toscanini fa impallidire buona parte delle vostre esecuzioni. Lambrusco batte Earl Grey 3-1! (il punticino UK è di Barbirolli, che comunque è oriundo). ;):bye:

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @superburp e a chi gradisce...

Concordo, edizione formidabile. Me la sono ascoltata on line poco fa! Esiste anche un altro "live" americano del 1951 con l'audio migliore.

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Oggi ho continuato con gli ascolti a tema Skalkottas: secondo trio per archi, alcuni estratti dalla prima suite sinfonica, concertino per due pianoforti e soprattutto concerto per due violini (molto fico! :o).

A proposito, non ho ben capito se il concerto per due violini sia da intendersi completo nella versione in cui l'accompagnamento è affidato a due pianoforti: nel catalogo della Mantzourani l'opera è indicata come concerto per due violini e orchestra, però non ci sono particolari dettagli in proposito :scratch_one-s_head:

 

 

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16 minuti fa, Rinaldino dice:

Oggi ho continuato con gli ascolti a tema Skalkottas: secondo trio per archi, alcuni estratti dalla prima suite sinfonica, concertino per due pianoforti e soprattutto concerto per due violini (molto fico! :o).

A proposito, non ho ben capito se il concerto per due violini sia da intendersi completo nella versione in cui l'accompagnamento è affidato a due pianoforti: nel catalogo della Mantzourani l'opera è indicata come concerto per due violini e orchestra, però non ci sono particolari dettagli in proposito :scratch_one-s_head:

 

 

Il Concerto per due violini è un capolavoro nel suo genere. La versione originale è per due violini e pianoforte. Il pezzo è stato trascritto per orchestra da un greco negli anni duemila, mi pare, ma è una operazione senza senso perché l'originale non dà alcuna indicazione per una eventuale trascrizione. 

Se ti interessa sentirlo così, esiste nell'integrale Bis

Skalkottas - Concertos - BIS: BISCD1554 - CD or download | Presto Music

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1 ora fa, Madiel dice:

l'originale non dà alcuna indicazione per una eventuale trascrizione.

E questo è proprio quello che sto cercando di capire -_-

Cercando su internet ho trovato un po' di tutto, però il saggio della Mantzourani mi sembra attendibile e quindi la curiosità mi resta (il disco con l'orchestrazione postuma comunque mi interessa pochino).

PS. Per cambiare un po' stasera ho ripreso i lieder, dopo Fauré, Schönberg e Eisler ora è il turno di Hindemith. Dopo un po' di ascolti comparati della prima versione ho deciso per questa interpretazione (Veronika Lenz-Kuhn/Wolfgang Kaiser). Ho visto che c'è pure un'incisione della seconda versione con Gage al pianoforte e nientemeno che Gundula Janowitz come soprano, ma purtroppo è di non facile reperibilità.

 

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4 ore fa, Snorlax dice:

Edward Elgar, "Enigma" Variations op. 36, BBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini

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Da furtiano non mi duole ammettere che questo storicissimo live londinesse del giugno 1935, è uno dei migliori lasciti artistici del maestro parmense. Parrucconi british fatevi da parte, la tempra inesauribile di Toscanini fa impallidire buona parte delle vostre esecuzioni. Lambrusco batte Earl Grey 3-1! (il punticino UK è di Barbirolli, che comunque è oriundo). ;):bye:

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @superburp e a chi gradisce...

Una dedica davvero inaspettata!

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5 ore fa, il viandante del sud dice:

Impressioni? Differenze, similitudini con i Choros di Villa-Lobos?

La Seresta è diversa dal Choro, per cui non ci sono motivi di contatto con quelli scritti da VL: in sostanza quella del cd è un pezzo concertante per pianoforte su ritmi popolari, l'incisività del discorso tra solista e orchestra ricorda molto i coevi concerti per pianoforte (specie i finali "galoppanti" del 3°, 4° e 5°). Assai seducente il movimento lento, simile a una serenata notturna e che potrebbe ricordare A notte alta di Casella.

I Choros di Guarnieri sono totalmente diversi da quelli di VL, di carattere improvvisato e che vagano a casaccio senza una forma precisa. In uno o più movimenti, sono dei veri e propri concertini: i ritmi sono più squadrati, l'insieme è ben strutturato e l'elemento folklorico è come domato. Quelli risalenti alla maturità presentano anche influssi delle avanguardie del periodo, come per esempio costellazioni dodecafoniche e altri artifici che ricordano la serialità weberniana. Un caso evidente è il Choro per flauto e orchestra del 1972, dalle sonorità estremamente raffinate e originali (si nota subito all'inizio del pezzo con l'intervento inatteso del cembalo accompagnato dai timpani). L'elemento popolare, invece, è preponderante nel Choro per violino del 1951, scritto nel periodo cosiddetto nazionalista dell'autore. Il Choro per fagotto del 1991, è una specie di compromesso tra elementi folklorici e altri più modernisti (da segnalare il bellissimo malinconico primo movimento). 

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Dietrich BUXTEHUDE
Sonate per violino arrangiate per cornetto e pezzi per organo

William Dongois, cornetto
Pierre-Alain Clerc, organo
Le Concert Brisé

Un disco spettacolare. Il bravissimo William Dongois ha preso alcune sonate di Buxtehude e le ha arrangiate sostituendo al violino solista il cornetto. Nel libretto si spiega che l'operazione trae la sua legittimità da un lato nella prassi seicentesca di utilizzare spesso il cornetto solista al posto del violino, dall'altra nel fatto che, sebbene al tempo di Buxtehude il cornetto fosse ormai avviato al disuso nella musica puramente strumentale, era invece ancora utilizzato per la musica vocale, soprattutto a carattere concertante. I pezzi per cornetto sono inframezzati da alcuni brani per organo solo, in ottime esecuzioni.

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2 ore fa, Alundra dice:

Ascolto questo tardo settimino di Milhaud. Il secondo movimento si intitola 'Etude in controlled chance' e, a quanto dicono su Wikipedia, e' una delle poche sue composizioni che contengono elementi aleatori. 

 

Anch'io sto proseguendo con Milhaud, sto approfondendo la prima sinfonia. Ho iniziato a sentire quella di Plasson e mi sembra molto bella, anche meglio di quella diretta dallo stesso Milhaud.

Non mi è piaciuto per niente Stokowski invece, tempi folli.

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11 ore fa, Alundra dice:

Ascolto questo tardo settimino di Milhaud. Il secondo movimento si intitola 'Etude in controlled chance' e, a quanto dicono su Wikipedia, e' una delle poche sue composizioni che contengono elementi aleatori. 

 

Mi sono incuriosito, dopo magari lo ascolto. Adesso: Victoria, "Vere Languores".

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Guarnieri: Choro per flauto e orchestra da camera (1972)

GUARNIERI, C.: Chôros, Vol. 1 / Seresta (Kopylova, Silvério, Nascimento,  Graton, São Paulo Symphony, Karabtchevsky) - 8.574197

@il viandante del sud ieri ho dimenticato di dire che Seresta ha evidenti assonanze, nel primo movimento, con il motorismo percussivo dei concerti per pianoforte 1-2 di Bartok. Lo stesso si percepisce in certe sonorità siderali ed eteree dei movimenti lenti degli altri Choros della maturità. Sia in Seresta che in questo Choros, Guarnieri si sforza di aggiornare il lessico con tecniche compositive della cosiddetta avanguardia, ma senza mai applicarle alla lettera e mantenendo vivo l'humus folklorico brasiliano. 

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Bel pezzo! Poulenc è forse il compositore con la vena melodica più brillante nel '900, sarebbe stata interessante una sua sinfonia "classica" sul modello di Prokofiev.

A Madiel, Vigione, Ives, kraus (che fine ha fatto?), Snorlax, viandante e chi altro gradisce.

Dopo riascolterò la prima di Milhaud diretta da Plasson.

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On 16/9/2021 at 19:43, Madiel dice:

Concordo, edizione formidabile. Me la sono ascoltata on line poco fa! Esiste anche un altro "live" americano del 1951 con l'audio migliore.

Cavolo Madiel, non te l'ho dedicata perché supponevo che Elgar ti fosse indigesto in tutte le salse!:sorry: Come già avevo accennato, altre esecuzioni con una simile grinta - che, anzi, io trovo ancor più persuasive - sono quelle di Barbirolli, ma, attenzione, non quella più diffusa con la Philharmonia (EMI) - piuttosto sottotono - ma le precedenti con la sua Hallé. Ecco qui la migliore:

 

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Pini di Roma
Orchestra Yomiuri di Tokio
Direttore Yuri Temirkanov

Che malinconia questo concerto del 2016 dove un direttore che è stato un grande guida tutto limitandosi al solfeggio, stando pressoché immobile senza quasi mai alzare gli occhi dalla partitura, e difatti conseguendo un'esecuzione solo scolastica.

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