Vai al contenuto

Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
 Condividi

Recommended Posts

  • Risposte 2,7k
  • Creato
  • Ultima Risposta

Top utenti di questa discussione

Top utenti di questa discussione

3 ore fa, Majaniello dice:

E' proprio un atteggiamento tipico di Muti, specie quando è alle prese con la musica italiana! in fondo nelle mie recensioni recenti cercavo di esprimere lo stesso concetto.

Potrebbe dedicarsi a pezzi meno pittorici e più astratti, magari funziona meglio. Però non saprei alla fine, almeno in quelle registrazioni di Respighi direi che Muti sia poco adatto, nonostante i vari momenti oggettivamente ottimi.

3 ore fa, Majaniello dice:

Hai capito Madiel che amicizie! con quali altri compositori hai parlato? (se la domanda non crea imbarazzo)..

Pochi, perché ho sempre avuto un certo ritegno ad avvicinare le persone. Si rischia di avere una profonda delusione per gli aspetti meno nobili degli individui che inevitabilmente saltano fuori, sai com'è... occhio non vede e cuore non duole :cat_lol: Oggi con i social si ha l'opportunità di assistere alla vita privata delle persone, mi è capitato di vedere degli episodi poco edificanti o certi atteggiamenti molestamente narcisistici si percepivano tra le righe. Io prima di avvicinarmi a qualcuno mi studio bene il soggetto, per cui noto i dettagli. Per fortuna adesso non c'è la completa sovrapposizione tra compositore e la propria vita privata, come nell'Ottocento, però resta il fastidio per certi atteggiamenti, per certe opinioni fuori luogo e per come si pone la persona che in un certo senso "danneggia" la mia percezione della loro musica.

Evito i contatti anche per timore reverenziale, ma in un paio di casi mi sono pentito perché il soggetto è poi morto. Per esperienza personale posso dire che l'approccio viene meglio con gli autori d'oltre oceano, ho scoperto che sono disponibili e non se la tirano come fanno, mediamente, i loro colleghi europei più o meno celebri. Se mandi una email, in genere ti rispondono subito senza farsi grandi problemi.

In genere, gli autori più noti non sembrano proprio interessati a parlare dei grandi sistemi con gli sconosciuti... e io non sono un adulatore per natura :cat_lol:  I compositori meno noti, ma direi più in generale i musicisti, hanno sempre opinioni interessantissime sulla materia musicale e si sbottonano meglio con l'interlocutore che percepiscono come amico. Sono lontani dalla pressione di certi ambienti e sono più liberi di commentare. Spesso sono più colti di altri.

------

Skalkottas: Suite per orchestra n.1

SKALKOTTAS, N.: 36 Greek Dances, Series 1 / The Sea (excerpts) / Suite No.  1 (Dance of the Waves) (Athens State Orchestra, Tsialis) - 8.574182

Link al commento
Condividi su altri siti

18 ore fa, Madiel dice:

Per quanto riguarda il Trittico romano, in Fontane preferisco nettamente Dutoit: oltre che profondamente poetico nel finale, mette in evidenza come nessuno tutti i lasciti della tradizione impressionista francese. 

A questo proposito spero di fare cosa gradita, visto che con Dutoit ho suonato diverse volte, di condividere il suo modus operandi durante le prove: tendenzialmente fa suonare ogni accordo dei fiati e ogni passaggio degli archi del brano dicendo "fagotto di più, flauto di meno", etc, finché arriva il "that's correct". Il tutto per circa 6 ore di fila. Penso di non aver mai odiato tanto un direttore :D però indubbiamente nel repertorio coloristico francese era eccezionale, abbiamo fatto una splendida Rapsodie Espagnole; per contro nello stesso concerto abbiamo fatto con lui una delle Prime di Brahms penso più brutte della storia. 🥱

buon weekend a tutti con:

F. Chopin: Quattro scherzi per pianoforte op. 20,31,39,54

Mikhail Pletnev

Link al commento
Condividi su altri siti

32 minuti fa, Keikobad dice:

A questo proposito spero di fare cosa gradita, visto che con Dutoit ho suonato diverse volte, di condividere il suo modus operandi durante le prove: tendenzialmente fa suonare ogni accordo dei fiati e ogni passaggio degli archi del brano dicendo "fagotto di più, flauto di meno", etc, finché arriva il "that's correct". Il tutto per circa 6 ore di fila. Penso di non aver mai odiato tanto un direttore :D però indubbiamente nel repertorio coloristico francese era eccezionale, abbiamo fatto delle splendide Valses nobles et sentimentales; per contro nello stesso concerto abbiamo fatto con lui una delle Prime di Brahms penso più brutte della storia. 🥱

Bella testimonianza! E' giusto lavorare molto per ottenere ottimi risultati! :D Quello è il suo repertorio d'elezione, in genere va a nozze con le musiche che hanno a che fare con la Francia del primo novecento, oppure con la musica descrittiva: Debussy, Ravel, de Falla, classici russi di fine ottocento, tutti i post impressionisti francesi, Stravinsky, Rodrigo, Saint-Saens, primo novecento neoclassico e così via. On line ci sono dei esempi ottimi della sua arte dal vivo (anche un video con Pini che mi è piaciuto molto). Ha avuto, però, sempre il limite di essere un direttore istintivo e poco intellettuale, che guarda piuttosto al suono che non al contenuto della musica (non dico con ciò che sia superficiale, essere anti-formalisti è una scelta lavorativa come un'altra), per cui si tiene lontano dal repertorio austro-tedesco standard (o lo frequenta poco) e nei pezzi che richiedono scavo psicologico non ha mai eccelso. Alla fine forse è meglio così, ognuno fa ciò per cui è predisposto dalla natura.

Link al commento
Condividi su altri siti

Non tutto il repertorio francese riesce bene allo svizzero Dutoit. Ha registrato ad esempio tantissimo Berlioz, tutti i lavori maggiori, ma in letture molto esteriori ed effettistiche, a mio parere. Musicalmente, è sempre accurato e puntiglioso, nitido e dinamico, ma poco incandescente nel disegno complessivo, rispetto ad altri interpreti. Forse, è un autore per lui più spigoloso e meno "perfetto". Ha avuto anche la gran fortuna di incidere con una delle più grandi orchestre del continente americano (Montréal) almeno negli anni 80/90. Anche The Planets è un suo cavallo di battaglia.

Holst

Egdon Heath

The Perfect Fool

London Symphony Orchestra

André Previn

41nyTokeCfL.jpg

Link al commento
Condividi su altri siti

34 minuti fa, Ives dice:

Non tutto il repertorio francese riesce bene allo svizzero Dutoit. Ha registrato ad esempio tantissimo Berlioz, tutti i lavori maggiori, ma in letture molto esteriori ed effettistiche, a mio parere. Musicalmente, è sempre accurato e puntiglioso, nitido e dinamico, ma poco incandescente nel disegno complessivo, rispetto ad altri interpreti. Forse, è un autore per lui più spigoloso e meno "perfetto". Ha avuto anche la gran fortuna di incidere con una delle più grandi orchestre del continente americano (Montréal) almeno negli anni 80/90. Anche The Planets è un suo cavallo di battaglia.

 

E infatti sopra si citava il repertorio francese, ma posteriore al 1880. Non conosco il suo Berlioz, ma così a naso mi pare autore lontano dalla sua sensibilità.

Link al commento
Condividi su altri siti

Rimando Schreker ad un momento di maggiore concentrazione... nel frattempo, questa mi sembra stupenda! (prima volta che l'ascolto).

finalmente un racconto autentico del Natale! 😮 

@Madiel @Wittelsbach @Snorlax

Link al commento
Condividi su altri siti

3 ore fa, Majaniello dice:

Rimando Schreker ad un momento di maggiore concentrazione... nel frattempo, questa mi sembra stupenda! (prima volta che l'ascolto).

finalmente un racconto autentico del Natale! 😮 

@Madiel @Wittelsbach @Snorlax

E cavolo, ti metti ad ascoltare un'opera difficile! Questa ha proprio la trama complessa se non la si conosce almeno un poco. Per il resto, Hindemith sulla scena è sempre geniale, anche quando scrive musica poco attraente (ai più, s'intende) come in vecchiaia :o

Ricambio con

Roslavetz: Nelle ore della luna nuova

BBC Schottish SO, Volkov

Link al commento
Condividi su altri siti

57 minuti fa, Madiel dice:

E cavolo, ti metti ad ascoltare un'opera difficile! Questa ha proprio la trama complessa se non la si conosce almeno un poco. Per il resto, Hindemith sulla scena è sempre geniale, anche quando scrive musica poco attraente (ai più, s'intende) come in vecchiaia :o

ehehe ho trovato la traduzione italiana (!!) del testo teatrale originale di Wilder, sennò non stavo così allegro...vediamo se trovo anche il libretto. Geniale il soggetto e bellissimi i dialoghi, e la musica pure! si passa con disinvoltura dal neoclassicismo più caustico al super-contrappuntismo krukko alle melodie natalizie americane (ad un certo punto sembra trasformarsi in Copland!). E poi c'è il pregio della brevità. Da riascoltare con calma.

°°°

Ora qualcosa di facile e rilassante, il quintetto per fiati di Rimsky da qui:

CH10420.jpg

un inedito Rimsky "neoclassico", poi soliti pregi e difetti della musica russa, sviluppi un po' rudimentali e... temi bellissimi! il primo tema dell'allegro è irresistibile! 

@il viandante del sud @Ives che lo ascoltava un po' di tempo fa.

Mi sapete segnalare altre opere di questo genere di Rimsky, se esistono? Mi pare che nella sua musica orchestrale (l'unica che conosco) non ci sia niente di simile.

PS: ah ma questo è il figlio di Ashkenazy! me ne sono accorto solo ora che scrivevo il post :P 

Link al commento
Condividi su altri siti

5 ore fa, Wittelsbach dice:

Mai sentito quel Natale secondo Hindemith! 😮

 

Opera abbastanza complicata e direi pure incredibile, a causa di una trama quasi inesistente e della teatralità concettuale: un pranzo di natale negli Stati Uniti occidentali tra il 1900 e il 1930, protagonista una facoltosa famiglia borghese bianca di tre generazioni. Pranzo che non si compie mai perché le scene trascolorano l'una nell'altra passando da un decennio all'altro, da una generazione all'altra. Alla fine, la protagonista, rimasta sola e anziana (circa 50 minuti prima era una vispa ragazzina !), resta a contemplare il suo passato in una malinconia infinita: la Morte è l'unica realtà tangibile, ma il pranzo di natale che deve continuare come tradizione è una metafora del succedersi delle stagioni dell'esistenza umana e della lotta inesausta per tramandare ai posteri il ricordo del passato. Una meditazione sul tempo che sfugge dalle nostre mani e sul destino dell'uomo (dell'artista), che ha come protagonista occulto proprio Hindemith, sempre che l'ultimo personaggio rimasto sul palco sia da identificare completamente nell'autore. La musica è spesso austera ma priva di pesantezza, riflette il carattere arcaicizzante tipico degli ultimi anni, successivo a Die Harmonie der Welt. Come ricorda Majaniello, ci sono anche citazioni di canzoni natalizie americane e prende sfumature vagamente coplandiane. L'orchestrazione è assai sobria, dalle sonorità cameristiche e iperstilizzate, tratteggia i personaggi con poche pennellate di colore. I timbri autunnali e momenti di angosciante malinconia pervadono l'operina, specie nella parte conclusiva: da notare con quanta finezza psicologica viene rappresentato l'istante in cui l'ultimo personaggio rimasto in scena prende coscienza della scomparsa dei suoi prossimi (ancora vivi pochi istanti prima) e della sua totale solitudine, ti assicuro che fa venire un nodo alla gola. Un lavoro spiazzante per la trama, per i simbolismi, per il carattere anti-teatrale e filosofico. Hindemith, dicono, l'aveva scritta per sé stesso e, in effetti, fu la sua pietra tombale (morì pochi mesi dopo la prima, che fu un fiasco).

Link al commento
Condividi su altri siti

21 ore fa, Madiel dice:

E infatti sopra si citava il repertorio francese, ma posteriore al 1880. Non conosco il suo Berlioz, ma così a naso mi pare autore lontano dalla sua sensibilità.

Anche il suo Saint-Saens, Bizet, Poulenc e Debussy mi sono sempre sembrati mortiferi dal punto di vista interpretativo. Poi, ripeto, guidava un'orchestra fantastica per virtuosismo e colori, che lui ha portato alla ribalta internazionale, quindi da quel punto di vista nulla da dire. Pure su Roussel e Honegger è stato fatto di meglio. Tentò la carta Prokofiev e Rach, abbastanza inutili. Ho i suoi "esperimenti" in Elgar e Janacek, da frullare nel cestino. Pure Shosta tutto suono e poco altro.

Link al commento
Condividi su altri siti

3 ore fa, Ives dice:

Anche il suo Saint-Saens, Bizet, Poulenc e Debussy mi sono sempre sembrati mortiferi dal punto di vista interpretativo. Poi, ripeto, guidava un'orchestra fantastica per virtuosismo e colori, che lui ha portato alla ribalta internazionale, quindi da quel punto di vista nulla da dire. Pure su Roussel e Honegger è stato fatto di meglio. Tentò la carta Prokofiev e Rach, abbastanza inutili. Ho i suoi "esperimenti" in Elgar e Janacek, da frullare nel cestino. Pure Shosta tutto suono e poco altro.

Qui lo penso anche io, più che altro credo che questi due abbiano ancora troppi retaggi tedeschi, ci vuole in altri termini un suono più teso e corposo. Ieri sera ho ascoltato tra le altre cose la quarta di Roussel da questo:

41wEOMkA+5L.jpg

specialmente il lento centrale, che è un po' il cuore della sinfonia, mi è parso fosse reso con molta maestria. 

Link al commento
Condividi su altri siti

ispirato da uno degli ultimi video di Hurwitz ascolto:

Rimsky-Korsakov: Suite da La favola dello Zar Saltan, op. 57

Seattle Symphony Orchestra diretta da Gerard Schwarz

devo dire che quando vedo Naxos e nomi di orchestre e direttori mezzi sconosciuti, mi approccio sempre con un po'di diffidenza, anche perché Hurwitz consiglia certe schifezze Naxos perché sponsorizzato. Invece la qualità tecnica di questa registrazione, sia del suono che della performance, è veramente eccezionale  😯

a seguire la suite dalla Fanciulla di neve, altro disco ma stessi esecutori

Link al commento
Condividi su altri siti

29 minuti fa, Keikobad dice:

Seattle Symphony Orchestra diretta da Gerard Schwarz

devo dire che quando vedo Naxos e nomi di orchestre e direttori mezzi sconosciuti, mi approccio sempre con un po'di diffidenza, anche perché Hurwitz consiglia certe schifezze Naxos perché sponsorizzato. Invece la qualità tecnica di questa registrazione, sia del suono che della performance, è veramente eccezionale  😯

 

Ma Schwarz è un ottimo direttore, così come è eccellente in genere, anche con altri direttori, l'orchestra di Seattle. Oltre tutto Schwarz va a nozze con i pezzi coloristici e fantasiosi.

Link al commento
Condividi su altri siti

14 ore fa, Madiel dice:

Opera abbastanza complicata e direi pure incredibile, a causa di una trama quasi inesistente e della teatralità concettuale: un pranzo di natale negli Stati Uniti occidentali tra il 1900 e il 1930, protagonista una facoltosa famiglia borghese bianca di tre generazioni. Pranzo che non si compie mai perché le scene trascolorano l'una nell'altra passando da un decennio all'altro, da una generazione all'altra. Alla fine, la protagonista, rimasta sola e anziana (circa 50 minuti prima era una vispa ragazzina !), resta a contemplare il suo passato in una malinconia infinita: la Morte è l'unica realtà tangibile, ma il pranzo di natale che deve continuare come tradizione è una metafora del succedersi delle stagioni dell'esistenza umana e della lotta inesausta per tramandare ai posteri il ricordo del passato. Una meditazione sul tempo che sfugge dalle nostre mani e sul destino dell'uomo (dell'artista), che ha come protagonista occulto proprio Hindemith, sempre che l'ultimo personaggio rimasto sul palco sia da identificare completamente nell'autore. La musica è spesso austera ma priva di pesantezza, riflette il carattere arcaicizzante tipico degli ultimi anni, successivo a Die Harmonie der Welt. Come ricorda Majaniello, ci sono anche citazioni di canzoni natalizie americane e prende sfumature vagamente coplandiane. L'orchestrazione è assai sobria, dalle sonorità cameristiche e iperstilizzate, tratteggia i personaggi con poche pennellate di colore. I timbri autunnali e momenti di angosciante malinconia pervadono l'operina, specie nella parte conclusiva: da notare con quanta finezza psicologica viene rappresentato l'istante in cui l'ultimo personaggio rimasto in scena prende coscienza della scomparsa dei suoi prossimi (ancora vivi pochi istanti prima) e della sua totale solitudine, ti assicuro che fa venire un nodo alla gola. Un lavoro spiazzante per la trama, per i simbolismi, per il carattere anti-teatrale e filosofico. Hindemith, dicono, l'aveva scritta per sé stesso e, in effetti, fu la sua pietra tombale (morì pochi mesi dopo la prima, che fu un fiasco).

E pensa che ho cominciato il Kreidekreis di Zemlinsky. Un misto di cinesate e di dialoghi con sottofondo d’orchestra! Mi stanno piacendo di più le cinesate.

Link al commento
Condividi su altri siti

3 ore fa, giobar dice:

Ma Schwarz è un ottimo direttore, così come è eccellente in genere, anche con altri direttori, l'orchestra di Seattle. Oltre tutto Schwarz va a nozze con i pezzi coloristici e fantasiosi.

La serie Rimsky-Schwarz è bellissima! Proprio Scheherazade, che ha una discografia immensa, si impone tra le mie edizioni preferite. A me lui non dispiace in generale, magari non è un genio del podio ma un ottimo professionista sì, con un repertorio anche molto ampio e stimolante da seguire. Nel grande repertorio, mi piacciono alcune sue cose di Strauss, e credo che Strauss sia più difficile da dirigere di Mahler! 

71r25YbE0jL._AC_SL1223_.jpg

 

2 ore fa, glenngould dice:

beh questa me la prendo pure io, è anche del periodo neoclassico, quindi...

Link al commento
Condividi su altri siti

5 ore fa, Wittelsbach dice:

E pensa che ho cominciato il Kreidekreis di Zemlinsky. Un misto di cinesate e di dialoghi con sottofondo d’orchestra! Mi stanno piacendo di più le cinesate.

E' già un buon punto di partenza, a me è andata male anche con quelle :D Penso che per te sentire uno Zemlinsky oggettivista sia proprio strano.

7 ore fa, Keikobad dice:

devo dire che quando vedo Naxos e nomi di orchestre e direttori mezzi sconosciuti, mi approccio sempre con un po'di diffidenza, anche perché Hurwitz consiglia certe schifezze Naxos perché sponsorizzato. Invece la qualità tecnica di questa registrazione, sia del suono che della performance, è veramente eccezionale  😯

 

Beh, Schwarz non è affatto un mezzo sconosciuto. Lo sarà forse in Europa, ma in USA è notissimo. Ed è pure un ottimo direttore, che dirige proprio tutto e quasi sempre con buoni-ottimi risultati.

Link al commento
Condividi su altri siti

Visto che mi avete incuriosito...

(in inglese così capisco qualcosa anche senza libretto).

Tra l'altro su youtube c'è pure una registrazione con Hindemith sul podio (credo sia la registrazione della prima a Mannheim).

In dedica a chi ne ha discusso!

@Majaniello qui si trova anche il libretto tedesco!

Link al commento
Condividi su altri siti

  • Madiel locked this topic
Ospite
Questa discussione è chiusa.
 Condividi

  • Chi sta navigando   0 utenti

    • Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy