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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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13 ore fa, Snorlax dice:

Wolfgang Amadeus Mozart, Serenate per strumenti a fiato K375 & K388, Orpheus Chamber Orchestra

 

 A qualcuno tali letture potranno addirittura sembrare leccate a causa di un perfezionismo fin troppo presente, @Ives...

Si, è un pò il "difetto" di questa storica orchestra americana da camera senza direttore. Non mi disturba in queste pagine, anzi, i legni e i fiati devono suonare cosi, belli precisi e lucenti; più nettamente questa tendenza è riscontrabile nelle sinfonie di Mozart e in Haydn. Qui troppo laccate e rassicuranti, per i miei gusti. Ricambio con:

Walton

Partita for Orchestra

Hindemith Variations

Spitfire Prelude & Fugue

BBC Scottish Symphony Orchestra

Martyn Brabbins

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2 ore fa, Majaniello dice:

In fissa con la suite da qui:

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:cat_trance:

Mah, il pezzo è interessante, però questo cd è moscissimo. Ce l'avevo, comprato appena uscito, frullato via dopo una settimana di ascolti.

------

Varèse: Amériques

Utah SO, Abravanel

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4 minuti fa, Madiel dice:

Mah, il pezzo è interessante, però questo cd è moscissimo. Ce l'avevo, comprato appena uscito, frullato via dopo una settimana di ascolti.

------

Varèse: Amériques

Utah SO, Abravanel

Mi riferivo al pezzo. Quanto all'interpretazione, non la trovo moscia, piuttosto mi pare che in alcuni punti gli archi siano stonati 😮 poi mi ascolto quella su Tactus. 

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Oggi alti e bassi, dal Poulenc del pomeriggio (concerto per piano, per due piano e per organo diretti da Dutoit) a Petterson con la settima sinfonia diretta da Segerstam.

Dopo un primo ascolto serio, la trovo meno riuscita dell'ottava. Impiega un mucchio di tempo ad ingranare, con quel terribile ostinato e temi per lo più costruiti sui grandi della scala minore. Però a un certo punto si pacifica e ci sono dei bellissimi momenti.

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22 ore fa, superburp dice:

A chi ne ha parlato recentemente (Rinaldino?).

A me me piace! ^_^

In questi giorni comunque sono passato ai concerti per violino di Prokofiev. Il primo mi è piaciuto molto fin da subito, col secondo invece ho avuto qualche difficoltà in più. Dopo un po' di ascolti comparati il mio consiglio discografico è Stern/Ormandy:
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Partitura alla mano ci sono alcune scelte discutibili in fatto di agogica (ma riuscite sul piano strettamente musicale), però il risultato complessivo è molto convincente: un approccio lirico ma senza sdilinquimenti, cesellato nei dettagli e coerente nell'insieme. La registrazione è ottima a parte un qualche strano incidente proprio alla fine dell'ultimo movimento del secondo concerto in cui la qualità audio scade per qualche secondo.

Poi sono andato avanti coi compiti delle vacanze operistici: Erwartung (Levine/Norman), Carmen (Karajan/Price/Corelli + parti di Solti/Troyanos/Domingo) e Pelléas et Mélisande (Abbado/Ewing/Le Roux).

Oggi torno su Fauré. Primo atto di Pénélope in video con la Antonacci da qui:

E due cicli di mélodies: La Bonne Chanson Op. 61 (versione per voce, piano e quintetto d'archi) con la Von Otter e La Chanson d'Eve Op. 95 con Irma Kolassi e Guido Agosti (!).

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Monteverdi, Magnificat a 6 Voci "da Cappella".

La versione alternativa, ad uso di Chiese più piccole e munite del solo organo, del Magnificat dai suoi Vespri, talora detta "da Cappella" nonostante la presenza del Basso Continuo per distinguerla dalla versione "Concertata" a 7 Voci e con Strumenti "obbligati".

A quanti debba controdediche.

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On 31/8/2021 at 20:55, Snorlax dice:

Eh sì!:drinks: Ho svariate registrazioni in discoteca de El amor brujo, ma questo recente acquisto mi ha sorpreso. Conoscevo la bravura di Mata, ma non mi aspettavo una lettura così elettrizzante. Ancora una volta i commenti che si trovano in giro per l'internet si sono rivelati poco affidabili, meglio sperimentare con le proprie orecchie...:rolleyes:

Oggi giornata stressante, quindi disco rassicurante:

Wolfgang Amadeus Mozart, Serenate per strumenti a fiato K375 & K388, Orpheus Chamber Orchestra

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...non smetterei mai di ascoltarle queste gemme mozartiane per ottetto di fiati. A qualcuno tali letture potranno addirittura sembrare leccate a causa di un perfezionismo fin troppo presente, tuttavia questo vecchio e fedele compact della Orpheus è una gioia per il cuore e per la mente ogni qualvolta lo si mette sul piatto, tant'è che non si può non rimanere stupiti dalla bravura e dalla musicalità di questi artisti, i quali non sembrano sbagliare una virgola, né tecnicamente né interpretativamente.

...oltre a Madiel, dedico anche al @il viandante del sud, a @Wittelsbach, a @superburp, a @Majaniello e ad @Ives...

Capolavori immortali!

@Endymion @glenngould @Majaniello @Snorlax @superburp @Wittelsbach @zippie

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On 30/8/2021 at 21:21, Snorlax dice:

Manuel de Falla, El amor brujo, M. Senn, Orchestra Sinfonica del Venezuela "Simon Bolivar", Eduardo Mata

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Ultimamente sono molto poco attivo in Forum, ma vi leggo sempre eh!:ok: In ogni caso la sera trovo spesso un momento per ascoltarmi qualcosina, e di recente sul piatto stanno finendo tutti i dischi dell'ottimo cofanetto di Eduardo Mata Latin America Alive, da cui è tratto il presente disco. Non so cosa si dica in rete a proposito di questa incisione del celeberrimo balletto di de Falla, tuttavia, non l'ho mai trovata citata tra le migliori. Personalmente ho trovato questa esecuzione eccellente, anzi, entusiasmante. L'orchestra venezuelana si trasforma in una compagine di prim'ordine sotto la bacchetta del direttore messicano, e se permane qualche ruvidezza di suono, questa non può essere che benvenuta in un pezzo così sanguigno e terroso. Mata non solo - ma non c'erano dubbi in questo - continua a dimostrarsi un colorista sopraffino, ma adotta agogiche non scontate che gettano una luce nuova anche sulle pagine più popolari di questo capolavoro: mi sono piaciuti parecchio i tempi moderati adottati per le due Canciones, che pure non hanno scalfito minimamente il mordente della scrittura del compositore iberico, che, al contrario, viene ancor più esaltato. Persuasivo l'apporto di Marta Senn e molto buona la ripresa del suono, d'altronde la Dorian raramente ha deluso in tal frangente.

...dedico a @Majaniello (grazie per Mengelberg, e sì, quella dovrebbe essere la registrazione della prima), @Wittelsbach (di cui non mi perdo una puntata delle recensioni keilbertiane), @Madiel, @Ives, @glenngould e a chiunque gradisca...

La Brilliant ha inserito questo disco in un boxino dedicato a de Falla uscito da pochi giorni. In precedenza lo aveva già pubblicato in altra veste.

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On 2/9/2021 at 12:22, Rinaldino dice:

E due cicli di mélodies: La Bonne Chanson Op. 61 (versione per voce, piano e quintetto d'archi) con la Von Otter e La Chanson d'Eve Op. 95 con Irma Kolassi e Guido Agosti (!).

Questi sono bellissimi :o

Di La Bonne Chanson esiste pure una registrazione con Fischer-Dieskau e Moore, tra l'altro direi notevole. È musica abbastanza difficile, armonicamente e formalmente piuttosto audace ma nell'insieme coerente anche grazie all'uso di motivi ricorrenti in più canzoni che aiutano ad orientarsi nella narrazione.

La Chanson d'Eve a confronto è più ermetico, seguendo l'estetica tipica dell'ultimo Fauré.

On 2/9/2021 at 12:22, Rinaldino dice:

Oggi torno su Fauré. Primo atto di Pénélope in video con la Antonacci da qui:

Questo spettacolo non è male e mi sembra anche piuttosto fedele. Resto abbastanza convinto della mia prima impressione: la musica è bella - in molti momenti direi un capolavoro - e l'impianto complessivo costruito sui tre leitmotiv principali è solido, però come pièce teatrale traballa un po'. Il titolo farebbe pensare a una drammaturgia tutta ripiegata sulla psicologia di Penelope - cosa che potrebbe funzionare benissimo - ma in realtà non mi sembra che il libretto si presti a un approccio di questo tipo: guardando per esempio al momento in cui l'inganno della tela viene scoperto si vede che il testo è più didascalico che allusivo ("Ah! Je suis découverte!"). Ci sono dei dettagli interessanti sparsi qua e là, però nel complesso mi sembra un'occasione mancata.

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Ricambio le dediche di @Snorlax e @il viandante del sud con questo che YouTube mi suggerisce

estendo anche a @Rinaldino @Madiel

La prima assoluta di questo brano fu eseguita il 15 Febbraio 2020 e il fatto che il terzo movimento si chiami "Lockdown" è quanto di più grottesco abbia mai visto in vita mia... ovviamente la buona Sig.ra Coates mai avrebbe potuto immaginare quello che sarebbe poi accaduto il mese successivo

Al netto delle mie considerazioni, il brano è stupendo

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45 minuti fa, glenngould dice:

Caspita, non avevo notato...avevo letto solo Muti!

Poi ci devi far sapere chi vince @Madiel :cat_lol:

Per quanto riguarda il Trittico romano, in Fontane preferisco nettamente Dutoit: oltre che profondamente poetico nel finale, mette in evidenza come nessuno tutti i lasciti della tradizione impressionista francese. I guizzi caleidoscopici dell'acqua nel Tritone proprio Muti se li scorda. 

Riguardo a Feste, preferisco ancora Dutoit, diciamo che vince un 10 a 9. Muti è valido, a volte lo trovo un tantino grossolano, qua e là lo trovo perfino fastidioso. Dovrei indicare minuto per minuto dove non mi piace per farmi capire meglio. In generale, gli manca il taglio epico e apocalittico in Circenses, mentre nel Giubileo sottolinea troppo l'ansia dei pellegrini invece della speranza (in particolare non mi piace l'accelerazione fuori luogo prima della risposta delle campane!!). Nella Befana insiste con testardaggine, a dire il vero lo fa anche nei precedenti movimenti, a voler evitare il taglio cinematografico della musica. Capisco che il bozzetto popolare possa infastidire, però è nella natura della musica, secondo me è giusto esaltare questo aspetto. L'effetto generale del finale è un po' episodico, Muti resta troppo aristocratico per una musica così elettrizzante, caciarona e popolana. Dutoit, invece, è sempre fluito e costante, tende a esaltare il virtuosismo e l'aspetto pittorico, ma è anche più ooerente (a volte la dirige come se fosse una colonna sonora, non mi dispiace questo approccio).

Riguardo a Pini, devo ascoltarlo con calma, per ora non mi sono soffermato con attenzione su tutto il pezzo.  

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1 ora fa, glenngould dice:

Ricambio le dediche di @Snorlax e @il viandante del sud con questo che YouTube mi suggerisce

estendo anche a @Rinaldino @Madiel

A proposito di Tcherepnin citato in altra discussione, la Coates è stata una sua allieva! Una volta mi disse, in un nostro scambio epistolare, che fu proprio il maestro a darle l'intuizione della musica micro-tonale facendole studiare a fondo la musica cinese (o comunque dell'Estremo Oriente). La incoraggiò pure a seguire quella strada, per l'epoca (primi anni sessanta) una vera incognita. Come insegnante pare fosse eccezionale, aveva una cultura musicale enciclopedica e conosceva ogni aspetto delle avanguardie. Ai suoi allievi indicava delle strade interessanti, ma che lui non percorreva affatto! Uno degli aspetti più strani di Tcherepnin, che in effetti era un modernista solo a parole. Cercava di annettere, per quanto possibile, solo certi aspetti delle avanguardie e del folklore nel suo stile post romantico (anzi, per meglio dire post "rimskyano"). 

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1 ora fa, superburp dice:

Ascolto da qui prima ed ouverture Accademica. A Snorlax e ci butto in mezzo anche Ives.

E fai bene. Integrale magnifica! Ora sono in una fase "british" quindi ti appioppo questi :cat_lol::

Vaughan Williams

The Wasps - Overture

Concerto Accademico

Three Portraits of England of Elizabeth

James Buswell - violin

London Symphony Orchestra

André Previn

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1 ora fa, Madiel dice:

Nella Befana insiste con testardaggine, a dire il vero lo fa anche nei precedenti movimenti, a voler evitare il taglio cinematografico della musica. Capisco che il bozzetto popolare possa infastidire, però è nella natura della musica, secondo me è giusto esaltare questo aspetto. L'effetto generale del finale è un po' episodico, Muti resta troppo aristocratico per una musica così elettrizzante, caciarona e popolana.

E' proprio un atteggiamento tipico di Muti, specie quando è alle prese con la musica italiana! in fondo nelle mie recensioni recenti cercavo di esprimere lo stesso concetto.

1 ora fa, Madiel dice:

A proposito di Tcherepnin citato in altra discussione, la Coates è stata una sua allieva! Una volta mi disse, in un nostro scambio epistolare...

Hai capito Madiel che amicizie! con quali altri compositori hai parlato? (se la domanda non crea imbarazzo)..

 

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