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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


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Adesso, Snorlax dice:

Richard Strauss, Macbeth op. 23, Staatskapelle Dresden, Rudolf Kempe

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...ogniqualvolta ascolto questo violentissimo poema sinfonico straussiano mi chiedo il perché del suo quasi totale oblio. Poco inciso, quasi mai presente in sala da concerto, pur avendo ben poco da invidiare a una buona parte dei suoi confratelli. Nonostante qualche ingenuità e qualche didascalismo, preferisco ascoltarmi dieci volte di fila il Macbeth che l'insopportabile solo di violino di Vita d'eroe, tanto per dire. E non patisce nemmeno le lungaggini di altre opere dell'autore...

...dedico a @Majaniello (con la promessa di ritornare ad essere più produttivo in Forum :drinks:), a @Madiel, @Wittelsbach, @Ives, @superburp e a chi gradisce...

Fai benissimo a dedicarmelo. È un poema sinfonico cupo e drammatico. Kempe non è il solo a farlo bene, ne avevo ascoltati almeno altri due ottimi ma al momento non mi vengono in mente (forse Ahronovich).

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10 minuti fa, Wittelsbach dice:

Fai benissimo a dedicarmelo. È un poema sinfonico cupo e drammatico. Kempe non è il solo a farlo bene, ne avevo ascoltati almeno altri due ottimi ma al momento non mi vengono in mente (forse Ahronovich).

Sono contento che anche tu ne sia un estimatore. Io in discoteca ho Kempe e l'altrettanto valido Dorati:

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...di blasonato c'è Maazel (DGG), che però non ho ancora avuto occasione di sentire...

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31 minuti fa, Snorlax dice:

Sono contento che anche tu ne sia un estimatore. Io in discoteca ho Kempe e l'altrettanto valido Dorati:

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...di blasonato c'è Maazel (DGG), che però non ho ancora avuto occasione di sentire...

Ce l'avevo: Macbeth dieci e lode, per Zarathustra l'orchestra poteva essere più potente e florida - non è un problema di Dorati, la cui interpretazione è sempre maiuscola.

 

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57 minuti fa, Snorlax dice:

Richard Strauss, Macbeth op. 23, Staatskapelle Dresden, Rudolf Kempe

...ogniqualvolta ascolto questo violentissimo poema sinfonico straussiano mi chiedo il perché del suo quasi totale oblio. Poco inciso, quasi mai presente in sala da concerto, pur avendo ben poco da invidiare a una buona parte dei suoi confratelli. Nonostante qualche ingenuità e qualche didascalismo, preferisco ascoltarmi dieci volte di fila il Macbeth che l'insopportabile solo di violino di Vita d'eroe, tanto per dire. E non patisce nemmeno le lungaggini di altre opere dell'autore...

mmmhhh, sei ingeneroso con il fine umorismo di Una Vita d'eroe. Macbeth è ancora un poema sinfonico acerbo, privo di sfumature, non tanto musicali quanto psicologiche. Sembra opera di un "ragazzino" alle prime esperienze intellettuali: vede tutto nero, inesorabile, senza inibizioni o mezze misure :cat_lol: Tende, di conseguenza, a essere un tantino monotono nella uniformità dei toni espressivi impiegati.

Comunque sia, Kempe è sempre un gigante e la dedica è di mio gradimento! Me lo ascolto anche io, ma in video dal vivo:

Da notare, nei primi tre minuti, il caos delle riprese televisive, con un operatore un tantino ubriaco :mellow:

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5 ore fa, glenngould dice:

Addirittura, mentre io ascolto At first light di George Benjamin

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Ieri notte a causa del caldo non riuscivo a dormire, e alla fine mi sono ascoltato i video di tre o quattro finali della 5a di Bruckner (la mia sinfonia preferita con 9a e 6a). Abbado non mi piace in nessun modo, nonostante degli episodi isolati molto belli, il complesso della lettura mi è parso un tantino nevrotico, con cambi agogici continui e immotivati in una lettura unitaria. Niente da fare, Abbado sarà pure innovativo in questo repertorio perché ti fa sentire "tutto", ma mi lascia sempre la sensazione di uno che non ci capisce veramente qualcosa. Neanche mi piacciono le letture "laiche" di Bruckner, mi pare una violenza fatta a questo autore. Sulla stessa linea laica Ormandy-Philadelphia, un direttore capitato per caso su questo repertorio, una continua quanto inutile dimostrazione muscolare ottenuta con una grande orchestra. Poi sono passato a un eccellente Jochum-Concertgebouw, che esagera in ampiezza architettonica nella coda, ma è una lettura così profonda ed estatica, che non mi importa poi tanto (per altri potrebbe essere una punta di eccellenza, intendo a mio gusto ovviamente). Poi è stata la volta di Maazel con i Wiener, altra esecuzione efficace e di gusto "modernista", ma più interessante di Ormandy per via del suo afflato mistico, che non sono riuscito bene a inquadrare (ci tornerò presto con un ascolto completo della sinfonia). Ho continuato con i Wiener e Haitink (Philips), che mi è parsa la versione più mediocre e più spenta di tutte: arrivato a stento alla fine con due c.... grossi così :mellow:

Per riprendermi dallo schifo di Haitink, ho concluso con gli ultimi cinque minuti del grande Gunter :girl_in_love: Andato a letto in letizia e orgasmo :dance2:

 

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Sul tubo inciampo su questa cag**** pazzesca suggerita dal sistema

C'è il pubblico che piange!!!! Da non credere!:rofl::rofl::rofl:

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4 ore fa, Madiel dice:

mmmhhh, sei ingeneroso con il fine umorismo di Una Vita d'eroe. Macbeth è ancora un poema sinfonico acerbo, privo di sfumature, non tanto musicali quanto psicologiche. Sembra opera di un "ragazzino" alle prime esperienze intellettuali: vede tutto nero, inesorabile, senza inibizioni o mezze misure :cat_lol: Tende, di conseguenza, a essere un tantino monotono nella uniformità dei toni espressivi impiegati.

Comunque sia, Kempe è sempre un gigante e la dedica è di mio gradimento! Me lo ascolto anche io, ma in video dal vivo:

Da notare, nei primi tre minuti, il caos delle riprese televisive, con un operatore un tantino ubriaco :mellow:

Sai, Ein Heldenleben è stato il mio primo approccio straussiano, tral'altro con l'incisione maiuscola di Reiner. Da giovanissimo lo amavo molto, ma col tempo ne ho preso sempre più le distanze. Forse non ne colgo in pieno il fine umorismo, va da sé che a tratti lo trovo ammorbante. Una delle prime cose che lessi qui in Forum - ben prima di iscrivermi -  era un post del nostro @Majaniello dove diceva che durante il solo del violino solitamente andava a prepararsi un tramezzino. Al tempo la cosa mi scandalizzò, tuttavia ora devo ammettere che altro che tramezzino, mi faccio pure un pranzo completo! :cat_lol: Pensa te che con gli anni sono divenuto più un tipo da Domestica, lavoro che in passato facevo molta fatica a digerire...

P.s. I cameramen della Radio dell'Assia non sono nuovi a riprese del genere, probabilmente ci sarà un accattivante birrificio di fronte all'Auditorium...:drinks:

4 ore fa, Madiel dice:

Per riprendermi dallo schifo di Haintink, ho concluso con gli ultimi cinque minuti del grande Gunter :girl_in_love: Andato a letto in letizia e orgasmo :dance2:

 

E lui? (laicità/nevrosi fatta bene)

1 ora fa, Madiel dice:

Sul tubo inciampo su questa cag**** pazzesca suggerita dal sistema

C'è il pubblico che piange!!!! Da non credere!:rofl::rofl::rofl:

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Mi devo rifare immediatamente le orecchie:

 

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1 ora fa, Snorlax dice:

Sai, Ein Heldenleben è stato il mio primo approccio straussiano, tral'altro con l'incisione maiuscola di Reiner. Da giovanissimo lo amavo molto, ma col tempo ne ho preso sempre più le distanze. Forse non ne colgo in pieno il fine umorismo, va da sé che a tratti lo trovo ammorbante. Una delle prime cose che lessi qui in Forum - ben prima di iscrivermi -  era un post del nostro @Majaniello dove diceva che durante il solo del violino solitamente andava a prepararsi un tramezzino. Al tempo la cosa mi scandalizzò, tuttavia ora devo ammettere che altro che tramezzino, mi faccio pure un pranzo completo! :cat_lol: Pensa te che con gli anni sono divenuto più un tipo da Domestica, lavoro che in passato facevo molta fatica a digerire...

No, io l'ho scoperto dopo altri  poemi (Don Juan,Zarathustra), ma in un momento della mia vita in cui ero ostile a questo modo di scrivere la musica (Mahler-profondo vs Strauss-superficiale, le solite sciocchezze da adolescenti senza esperienza). Trent'anni fa mi faceva un po' ribrezzo la musica narrativa, oggi ho un parere del tutto opposto, almeno su quel periodo storico e quel paese (la Germania). Sono anche un fan della Domestica :o - ma confesso che mi è sempre piaciuta dal primo ascolto e l'ho sempre trovata modernissima, il programma non mi tange (faccio ascolti "astratti"). In forum l'hanno schifata sempre tutti, all'unisono :cry:

Forse devi avere una moglie capricciosa e petulante, ma che tutto sommato adori masochisticamente, per apprezzare certe cose di Vita.. sei giovane, c'è tempo!! :rofl:L'episodio della compagna dell'eroe è propedeutico alla battaglia, le ridicole effusioni e la stucchevole atmosfera idilliaca della sua conclusione hanno il compito d'introdurre qualcosa di tosto, di creare un forte contrasto di situazioni.  Si spiega anche così la sensazione di prolissità che sembra dare passando all'urgenza dello scontro con i nemici - secondo me, del tutto calcolata e necessaria. Tale opposizione è un magnifico virtuosismo narrativo, quasi da opera lirica.  Senza l'uno non ci sarebbe l'altro.

Cita

P.s. I cameramen della Radio dell'Assia non sono nuovi a riprese del genere, probabilmente ci sarà un accattivante birrificio di fronte all'Auditorium...:drinks:

Senz'altro! :rofl:

Cita

E lui? (laicità/nevrosi fatta bene)

 

Questa la conosco già! Ne avrò parlato per anni in forum, è la mia prima 5a Sinfonia. L'ho sentita e registrata su cassetta in diretta alla radio prima ancora che finisse in cd :o Sempre stroncata da Hurvizzo e altra critica internazionale, mai capito bene il motivo :mellow: - io sono di parere diverso. Unico appunto, forse il pensiero di Sinopoli su Bruckner era in evoluzione al momento della scomparsa, stava avvicinandosi a un compositore complesso e tentava qualche soluzione personale. Era, forse, un Sinopoli di passaggio. Magari dieci anni dopo avrebbe cambiato prospettive, chi lo sa... 

L'altra notte ho girato un po' di versioni che non conoscevo affatto o conoscevo in parte.  Qualche bella scoperta, alcune delusioni, un po' di tempo perduto inutilmente. 

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49 minuti fa, Madiel dice:

Sono anche un fan della Domestica :o - ma confesso che mi è sempre piaciuta dal primo ascolto e l'ho sempre trovata modernissima, il programma non mi tange (faccio ascolti "astratti"). In forum l'hanno schifata sempre tutti, all'unisono :cry:

Guarda, non mi pare di esagerare dicendo che col passare degli anni la Domestica è diventato l'opera orchestrale di Strauss che amo di più. Credo anche sia anche una delle più difficili da interpretare, necessita di affetto, di leggerezza e un fine senso dello humour per essere resa in maniera persuasiva. Le registrazioni convincenti non sono molte. Io mi ci sono avvicinato col technicolor di Karajan, che però prende tutto un po' troppo sul serio. Poi ho scoperto il giovane Mehta a Los Angeles e mi si è aperto un mondo: la sua lettura ha un estro e un'esuberanza giovanile che coinvolge dalla prima all'ultima nota. Ottimo anche il solito Kempe, che riesce a scoprire anche il più recondito dettaglio strumentale della partitura.

L'episodio della compagna dell'eroe è propedeutico alla battaglia, le sue ridicole effusioni e le atmosfere idilliache della sua conclusione hanno il compito di introdurre qualcosa di tosto, di creare un forte contrasto di situazioni.  Si spiega anche così la sensazione di prolissità che sembra dare passando all'urgenza dello scontro con i nemici - secondo me, del tutto calcolata.

Non l'avevo mai pensata in questi termini, mi hai dato un buon spunto i riflessione. In effetti Strauss, potrebbe essere un maestro della prolissità calcolata. E sono sempre più convinto che sia più complesso da dirigere rispetto a Mahler (dato che si è tirato in ballo), la sua musica è spesso inafferrabile e il fallimento interpretativo è dietro l'angolo.

Questa la conosco già! Ne avrò parlato per anni in forum, è la mia prima 5a Sinfonia. L'ho sentita e registrata su cassetta in diretta alla radio prima ancora che finisse in cd :o Sempre stroncata da Hurvizzo e altra critica internazionale, mai capito bene il motivo :mellow: - io sono di parere diverso. Unico appunto, forse il pensiero di Sinopoli era in evoluzione al momento della scomparsa, stava avvicinandosi a Bruckner e tentava qualche soluzione personale. Magari dieci anni dopo avrebbe cambiato prospettive, chi lo sa... 

Figurati, Sinopoli è uno dei bersagli preferiti di Hurwitz. Credo che - pur con tutte le sue sfaccettature - il critico americano sia piuttosto conservatore (da che pulpito!), mostrando una certa avversità a chi tenta di percorrere vie differenti (ovviamente mi riferistico all'estetica, non solamente alla prassi). Vedi anche come liquida il vecchio Maazel, per me maiuscolo.

La Quinta è una delle sinfonie che amo di più in assoluto, le registrazioni che ho in discoteca oramai nemmeno si contano. Alla fine torno sempre al vecchio Jochum, il più grande campione di questa gigantesca architettura sinfonica. Non so che tolleranza tu abbia per le registrazioni storiche, ma io credo che la registrazione Telefunken del 1938 sia un'autentica pietra miliare. La cifra interpretativa non cambia rispetto alle esecuzioni successive, ma qui il direttore bavarese è ancor più disinibito e senza freni: il risultato è di quelli che non si dimenticano:

 

 

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35 minuti fa, Snorlax dice:

Guarda, non credo di esagerare dicendo che col passare degli anni la Domestica è diventato l'opera orchestrale di Strauss che amo di più. Credo anche sia anche una delle più difficili da interpretare, necessita di affetto, di leggerezza e un fine senso dello humour per essere resa in maniera persuasiva. Le registrazioni convincenti non sono molte. Io mi ci sono avvicinato col technicolor di Karajan, che però prende tutto un po' troppo sul serio. Poi ho scoperto il giovane Mehta a Los Angeles e mi si è aperto un mondo: la sua lettura ha un estro e un'esuberanza giovanile che coinvolge dalla prima all'ultima nota. Ottimo anche il solito Kempe, che riesce a scoprire anche il più recondito dettaglio strumentale della partitura.

Bravissimo, hai scritto proprio quel che penso sulla partitura. Io ho avuto la fortuna di scoprirla per ultima, dopo aver sentito nel corso di circa vent'anni un po' tutti i poemi sinfonici e una certa parte della produzione teatrale. Devo essere sincero, le occasioni sono state mancate per motivi esclusivamente ideologici: quel "Domestica" mi pareva terribile da digerire, mi teneva alla larga. Poi, alla fine, dopo molte letture, non ultima l'analisi veramente mirabile di Principe nella sua biografia straussiana che mi aveva convinto "in astratto",  tentai l'avventura. Raramente mi è capitata tanta attenzione per non fare passi falsi con un compositore che già conoscevo e apprezzavo.

Riguardo alle esecuzione, a me piacciono molto spicce nei tempi, che sottolineano gli aspetti più astratti e moderni delle sonorità. Direi che ne ho una idea neo-barocca, non tanto narrativa, se questo può darti un'idea in merito. Motivo per cui mi sono sempre tenuto lontano da von Karajan, che tende al pittoresco o all'idillio borghese. La Domestica per me va presa di petto, i suoi magnifici fugati vanno trattati "alla Hindemith", senza farsi scrupoli riguardo alla narrazione borghese, con un forte gusto per il grottesco (la scena della culla col pupo frignante se presa così è un capolavoro nel suo genere) :D Una specie di grandioso meccanismo sinfonico, di concerto per orchestra direi così, di virtuosismo totale. Sono estremista, ne convengo. Rarissimi i direttori che sanno inquadrarla, più che altro per pigrizia mentale.

Cita

E sono sempre più convinto che sia più complesso da dirigere rispetto a Mahler (dato che si è tirato in ballo), la sua musica è spesso inafferrabile e il fallimento interpretativo è dietro l'angolo.

Concordo, sono giunto pure io alla medesima conclusione.

Cita

Figurati, Sinopoli è uno dei bersagli preferiti di Hurwitz. Credo che - pur con tutte le sue sfaccettature - il critico americano sia piuttosto conservatore (da che pulpito!), mostrando una certa avversità a chi tenta di percorrere differenti vie interpretative (ovviamente mi riferistico all'estetica, non solamente alla prassi). Vedi anche come liquida il vecchio Maazel, per me maiuscolo.

Stavo giusto pensando a te quando hai citato il binomio Maazel-Bruckner in altro topic. Non l'ho ben inquadrato, avendone sentito solo un movimento della 5a, però non mi è parso per nulla insignificante.

Cita

La Quinta è una delle sinfonie che amo di più in assoluto, le registrazioni che ho in discoteca oramai nemmeno si contano. Alla fine torno sempre al vecchio Jochum, il più grande campione di questa gigantesca architettura sinfonica. Non so che tolleranza tu abbia per le registrazioni storiche, ma io credo che la registrazione Telefunken del 1938 sia un'autentica pietra miliare. La cifra interpretativa non cambia rispetto alle esecuzioni successive, ma qui il direttore bavarese è ancor più disinibito e senza freni: il risultato è di quelli che non si dimenticano:

Guarda, io con il tempo ormai mi sono ridotto ad ascoltare esclusivamente 5a e 9a. Ascolto raramente la 6a (che adoro), mentre per la 8a resto arroccato come una cozza allo scoglio all'ultima edizione di von Karajan. Sono totalmente immedesimato in queste due sinfonie, poli opposti del mio carattere. Riguardo alle edizioni, sono sempre quelle due o tre attorno alle quali giro da tempo immemorabile. Ormai mi sono fossilizzato :mellow: Ogni tanto provo a scappare dalla prigione che mi sono auto-imposto. Sarà la volta anche del video del 1938.... Non saprei spiegartelo bene, ma con Bruckner torno sempre a casa con le mie "vecchie" edizioni quasi che le avessi indovinate fin dall'inizio. Sono connaturate al mio essere.

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7 ore fa, Snorlax dice:

necessita di affetto, di leggerezza e un fine senso dello humour per essere resa in maniera persuasiva.

Questo vale per diversi poemi di Strauss, Heldenleben compreso. Io non vorrei insistere, ma bisognerebbe ascoltare questi:

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Poi si può anche rinnegarli e preferire altri, ma almeno si capisce il senso di questa musica. La storia del tramezzino probabilmente l'avevo detta prima di approfondire in questo senso; esagerando, Strauss va diretto pensando ad un fumetto, o ad Hanna e Barbera (vabbè qualcuno si indignerà, ma è un complimento), lui si dirigeva così, e quelli che mi piacciono lo dirigono così (Ormandy, Szell, Solti ecc). Anche lo Strauss più modernista mi piace (Reiner, Kempe, Jarvi) ma non come quelli di prima. Come al solito, la maggior parte dei grandi direttori tedeschi, specie d'estrazione wagneriana, lo dirige con grande convinzione e serietà, che può andar bene per lo Strauss di Morte e Trasfigurazione, Zarathustra ecc (sulla sinfonia delle Alpi, dopo aver sentito Solti, non sarei neanche così sicuro), ma per il resto... l'unico che fa eccezione è Bohm! io nel suo modo di dirigere ho sempre intravisto una ben celata ironia (che sia questa la ragione del suo successo come mozartiano?), ma forse è una cosa che sento solo io. Per me rimane un autore controverso, ci sono cose che mi piacciono molto e altre che non sopporto, ma è un problema mio, è evidente che lui era un geniaccio. 

PS: ah un altro tedesco secondo me molto adatto è Konwitschny! questa è stupenda:

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c'è anche questa ma non so se è migliore o peggiore (il disco andrebbe ascoltato anche solo per la presenza di Gulda):

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1 ora fa, Majaniello dice:

Questo vale per diversi poemi di Strauss, Heldenleben compreso. Io non vorrei insistere, ma bisognerebbe ascoltare questi:

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51oXDBy2eHL._AC_SY450_.jpg

Poi si può anche rinnegarli e preferire altri, ma almeno si capisce il senso di questa musica. La storia del tramezzino probabilmente l'avevo detta prima di approfondire in questo senso; esagerando, Strauss va diretto pensando ad un fumetto, o ad Hanna e Barbera (vabbè qualcuno si indignerà, ma è un complimento), lui si dirigeva così, e quelli che mi piacciono lo dirigono così (Ormandy, Szell, Solti ecc). Anche lo Strauss più modernista mi piace (Reiner, Kempe, Jarvi) ma non come quelli di prima. Come al solito, la maggior parte dei grandi direttori tedeschi, specie d'estrazione wagneriana, lo dirige con grande convinzione e serietà, che può andar bene per lo Strauss di Morte e Trasfigurazione, Zarathustra ecc (sulla sinfonia delle Alpi, dopo aver sentito Solti, non sarei neanche così sicuro), ma per il resto... l'unico che fa eccezione è Bohm! io nel suo modo di dirigere ho sempre intravisto una ben celata ironia (che sia questa la ragione del suo successo come mozartiano?), ma forse è una cosa che sento solo io. Per me rimane un autore controverso, ci sono cose che mi piacciono molto e altre che non sopporto, ma è un problema mio, è evidente che lui era un geniaccio. 

PS: ah un altro tedesco secondo me molto adatto è Konwitschny! questa è stupenda:

sinfonia-domestica-op53-0028947754839.jp

c'è anche questa ma non so se è migliore o peggiore (il disco andrebbe ascoltato anche solo per la presenza di Gulda):

 

Maja sai che io apprezzo sempre le tue battute, che non fanno altro che rafforzare la pregnanza delle tue riflessioni. Credo di essere uno dei pochi esempi di tromboni con il senso dell'ironia. Un tempo mi prendevo un po' troppo sul serio, ma poi col passare degli anni ho capito che non ne valeva proprio la pena...:rolleyes:;)

Guarda, per quel che riguarda il discorso dello humour - ma anche del grottesco, a volte - nelle letture straussiane, credo che questa caratteristica possa essere presente a prescindere dall'indirizzo interpretativo del direttore. Non vorrei sembrare sempre il solito pedantone, ma (per esempio) uno come Furtone sorrideva molto più di un Karajan. La sua Domestica è tutt'altro che ingessata e borghese come quella di Herbie, anzi è bizzarra, a volte quasi deformante. Non è affatto l'affresco idilliaco che presenta il suo più giovane collega salisburghese. Sicuramente Furtwangler non è in sintonia estetica con lo stesso Strauss o con Krauss, però alle mie orecchie risulta assolutamente persuasivo. Konwitschny sulla carta potrebbe essere la giusta sintesi tra questi due poli opposti, quindi sono sicuro che funzioni benissimo.

Bohm mette d'accordo tutti, peccato che non abbia inciso di più per quel che riguarda lo Strauss sinfonico. Non mi spiego perché Hurwitz lo trascuri del tutto, non lo cita nemmeno per ragioni storiche. A costi di ripetermi allo stremo continuo a sponsorizzare tutto lo Strauss del giovane Mehta a Los Angeles, che, tutto sommato - a torto - non mi pare così considerato. Peccato, perché sono letture luminose ed estroverse che per me si adattano quasi alla perfezione all'idioma straussiano.

 

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https://www.raiplay.it/video/2021/07/Riccardo-Muti-al-Campania-Teatro-Festival-988b4096-32a5-4e89-bdf5-7541d011e03c.html

Impressioni su un ascolto di ieri: devo dire che la graziosa ouverture di Mercadante mi aveva lasciato ben sperare, non un'esecuzione esattamente travolgente ma con un certo carattere... ho pensato che fosse la solita esagerazione polemica degli abbadiani come @Ives , poi ha attaccato Schubert e... madonnina addolorata! ho ascoltato tutto il primo movimento e mi è parso interminabile, bolsissimo, di una solennità ormai fiaccata, veramente in linea con certe recenti dichiarazioni di "stanchezza" fatte ai giornali. C'è da dire che l'idea di fondo è la stessa del vecchio disco coi Wiener, quella solita tradizionale dello Schubert grandioso anticipatore del tardoromanticismo, solo che qui c'è molta meno proiezione, anzi non ce n'è affatto. Dov'è la gioia di vivere, dove sono le fate che danzano nei boschi, dov'è quella freschezza ed ingenuità tipica del primissimo romanticismo e di quest'autore in particolare? boh. 

Mashtro ma perchè non ci fai un Busoni o un Casella in più e uno Schubert in meno, che magari ritrovi un po' di entusiasmo? ma pure la sinfonia di Cherubini, hai l'orchestra Cherubini e fai sempre musica tedesca, con che risultati poi!

28 minuti fa, Snorlax dice:

(per esempio) uno come Furtone sorrideva molto più di un Karajan

Vero hai ragione, anche alcuni movimenti buffi in Beethoven (e ce ne sono a pacchi) non erano affatto male in quanto a spirito, a parte quel suono enorme che detesto:

la sua Domestica l'ho ascoltata tempo fa (pure postata in forum se non sbaglio) non è male, secondo me manca di quella sottigliezza maliziosa e ammiccante che io cerco, come dire Furtone ha quell'ironia un po' brusca (almeno in questo era probabilmente simile a Beethoven), e poi c'è dal mio punto di vista il problema del suono gravido e travolgente che vi piace tanto e che io non sopporto. Una registrazione che mi interessò, per cambiare argomento, fu la Sinfonia in 3 movimenti di Stravinsky, diretta col solito piglio apocalittico che in quell'opera è pure pertinente, a parte la gestione del ritmo un po' scombinata (e incredibili stonature degli ottoni) mi ha fatto riflettere sui possibili scenari di un repertorio modernista adatto a Furt, ma mi risulta che almeno come registrazioni ci sia pochissimo.

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18 ore fa, Madiel dice:

Per riprendermi dallo schifo di Haitink, ho concluso con gli ultimi cinque minuti del grande Gunter :girl_in_love: Andato a letto in letizia e orgasmo :dance2:

 

Mi hai fatto venire voglia di ascoltarla, non la sentivo da tanto! 

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Pronti via e Harno taglia subito un'ora di musica, non solo singoli brani ma anche i daccapo in cori e arie. Ed è già una follia, a mio parere, in questo oratorio di dorato splendore biblico. Strumentalmente non è neanche male, forse tra le cose handeliane migliori del direttore austriaco, sempre molto mobile e nitido nell'accompagnare il canto. Che, però, è un disastro: Rolfe-Johnson aveva sparato già tutte le sue cartucce e qui appare asmatico e in perenne difficoltà; durissima la Alexander, mai stata granchè anzi sovente mediocre e misteriosamente famosa; la Venuti e la Blasi hanno vocine pure belle ma l'accento è nullo e pasticciano con l'inglese (come pure il basso Scharinger); Miles è gutturale ed enfatico oltremodo nel ruolo del cattivo Harapha; bravo Pregardien se non fosse che la sua parte è falcidiata dai tagli assurdi. Bello il coro, ma un pò anonimo nell'accento. Parziale alibi il fatto che si tratti di un live al Musikverein (dove Harno eseguì alcuni grandi oratori handeliani captati dalla Teldec) @Snorlax in controdedica (pure io non sopporto troppo Vita d'eroe).

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Giovanni Battista VITALI
Sonate a due, tre, quattro e cinque strumenti op. 5

Italico Splendore

E' un ciclo di dodici sonate in cui Vitali prosegue alcune sperimentazioni iniziate nel precedente ciclo op. 2, con collegamenti dei movimenti attraverso formule armoniche, l'applicazione di ritmi di danza ai vari movimenti, l'uso della tecnica della variazione eccetera. Le prime cinque sono per due violini, dalla 6 alla 9 sono a tre (due violini più violone), la 10 e la 11 sono a quattro (due violini, viola contralto, violone), la 12 è a cinque (due violini, viola contralto, viola tenore, violone), tutte ovviamente con basso continuo. Altra particolarità è che ogni sonata è intitolata con un cognome che rimanda a una famiglia nobile dell'area modenese in cui Vitali operava (Sessi, Campori, Masdoni ecc.).  Esecuzione molto accurata e appassionata. Bel disco, come pressoché tutti quelli di questa importante serie Tactus dedicata a Vitali.

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La prima volta che ascoltai in vita mia un'opera di Bruckner c'era von K. sul podio: illuminazione! Eppure, oggi non mi piace più molto in questo repertorio. Tutto teso ed eroico, manca di umiltà e di spiritualità.

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22 ore fa, Majaniello dice:

Impressioni su un ascolto di ieri: devo dire che la graziosa ouverture di Mercadante mi aveva lasciato ben sperare, non un'esecuzione esattamente travolgente ma con un certo carattere... ho pensato che fosse la solita esagerazione polemica degli abbadiani come @Ives , poi ha attaccato Schubert e... madonnina addolorata! ho ascoltato tutto il primo movimento e mi è parso interminabile, bolsissimo, di una solennità ormai fiaccata, veramente in linea con certe recenti dichiarazioni di "stanchezza" fatte ai giornali. C'è da dire che l'idea di fondo è la stessa del vecchio disco coi Wiener, quella solita tradizionale dello Schubert grandioso anticipatore del tardoromanticismo, solo che qui c'è molta meno proiezione, anzi non ce n'è affatto. Dov'è la gioia di vivere, dove sono le fate che danzano nei boschi, dov'è quella freschezza ed ingenuità tipica del primissimo romanticismo e di quest'autore in particolare? boh.

Ma cosa gli insegna a questi giovani? :cat_lol: L'impressione è che proprio non abbia più voglia, come da lui stesso dichiarato. Bolsa routine, stracca successione di note e poi tutti quei ritardandi che fanno "grande direttore", fatta cosi è la musica più noiosa del mondo. Qualche buon disco in tempi recentissimi è riuscito a sfornarlo live a Chicago (Bruckner, Prokofiev, Shostakovich, Kol Nidre, Lelio) e a Vienna (la Seconda di Bruckner non era male). Quantomeno, Abbado in vecchiaia ha ripensato tutto questo repertorio alla luce degli studi filologici e in esecuzioni con maggior brio e freschezza d'approccio.

°°°°°°

Elgar

Pomp & Circumstance, Op. 39

Royal Philharmonic Orchestra

André Previn

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On 1/8/2021 at 13:31, Alundra dice:

Mi hai fatto venire voglia di ascoltarla, non la sentivo da tanto! 

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Sto ascoltando la romantica da questa raccolta, mi sembra che se la prenda con comoda senza quella smania di arrivare al pathos. Forse deve suonare così, ma come finisce il primo movimento io me ne cerco un'altra 😴

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Beethoven, tre Sonate WoO47 ("Kurfürstensonaten").

Qualcuno in merito sostiene che sarebbe necessario espandere il "Canone" a trentacinque Sonate; io non sarei contrario, per quanto ancora si sentano sia l'"ombra" di Haydn che persino un po' d'influenza dello "Stile Galante" mi paiono meritevoli.

A quanti debba controdediche.

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Un gatto un po' particolare passeggia sulla tastiera all'APOD NASA (la foto divulgativa del giorno dell'ente spaziale statunitense) di oggi:
The Hubble Ultra Deep Field in Light and Sound

Praticamente è stata associata una nota musicale alla stima della distanza (o più precisamente del suo ...arrossarsi "z") di una stella (meglio: una galassia) dalla Terra, o più precisamente dall'osservatorio orbitante Hubble cui si devono le rilevazioni di fine 2003, tra quelle comprese in un fazzolettino di cielo particolarmente buio che si è prestato per indagare sulle fonti luminose più lontane.

Si è applicata una semplice corrispondenza sinestetica tra le frequenze nello spettro luminoso con quelle dello spettro sonoro: per cui a una maggior distanza si è associata una nota più bassa e viceversa.

Da cui la simpatica mappa musicale (di un "dito" di cielo): basta passare il mouse sulle stelle...
(attendere un attimo al primo caricamento dell'immagine per avere l'effetto; potrebbe non funzionare in qualche web-browser)

Fonte: NASA : Astronomy Picture of the Day : The Hubble Ultra Deep Field in Light and Sound

 

 

 

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