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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


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On 25/7/2021 at 12:28, Majaniello dice:

Io sto ascoltando questo, non è che si trovi molto altro di questo compositore:

Un vero sottovalutato:

È strano comunque che le indubbie capacità musicali del C., riscontrabili dai conti dei suoi alti onorari, non trovino conferma nelle testimonianze dei suoi colleghi musicisti, che lo ignorano completamente [...] Riconosciuto precursore dello stesso Corelli e dell'inglese H. Purcell, autore di arie e cantate - nel cui stile si sente l'influenza del Carissimi - forse artisticamente più valide di quelle dei contemporanei Cesti e Stradella, il nome del C. cadde stranamente e rapidamente in oblio in Italia [...] In Inghilterra i suoi lavori continuarono a godere di una certa popolarità anche dopo la morte di Purcell.

 

In realtà trovo che sia in generale molto bassa l'attenzione musicologica - e di conseguenza esecutiva - per gran parte della produzione strumentale italiana non tastieristica della seconda metà del 600. Quello che gode di maggior fortuna è forse Giuseppe Torelli, ma limitatamente ai concerti per tromba, mentre la sua produzione per archi, dove si trovano le invenzioni strutturali che tanta presa fecero nell'ambiente musicale di tutta l'Europa, è ben poco frequentata. E così vediamo che anche complessi assai intraprendenti formati da giovani musicisti italiani si dedicano con maggiore intensità ad autori tedeschi o francesi. Come i quattro bravissimi musicisti che hanno inciso il disco che sto ascoltando ora.

Georg Philipp TELEMANN
Scherzi melodichi TWV 42

Ensemble Symposium

Divertente musica d'intrattenimento per accompagnare la permanenza del nobile dedicatario presso la stazione termale di Bad Pyrmont. Si tratta di sette brevi suite, ognuna per un giorno della settimana, costruite, più o meno, secondo lo standard della sonata da chiesa (cioè alternanza di tempi lenti e veloci senza richiami, almeno espliciti, alla sequenza di danze tipiche della sonata da camera o della suite barocca).

 

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Bravo direttore ungherese, ma in qualche momento dovrebbe farsi prendere un po' di più dallo spirito dionisiaco.

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12 ore fa, Ives dice:

Kraggerud è bravissimo! Stupendi anche i suoi CD Naxos dedicati a Mozart.

 

Non conosco il suo Mozart, conosco il suo Grieg su Naxos, è davvero in gamba!

12 ore fa, Endymion dice:

Bello, non lo conoscevo. Non so se sia solo una suggestione, ma ha un'atmosfera molto paganiniana! Ricambio con

estendo a chiunque gradisca.

Questo concerto è stato riscoperto solo sei anni fa, è un concerto virtuosistico di sicuro, Halvorsen l'ha dedicato ad una violinista canadese.

Grazie per Prokofiev, molto gradito!

@giobar; @Ives; @Madiel

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17 ore fa, Madiel dice:

 

 

Grandissimo compositore tutto sommato poco conosciuto, noto soprattutto per il suo "Sumite, Karissimi", di enorme complessità mensurale. "La Fonte Musica", diretta da Michele Pasotti, ha da poco inciso l'opera completa a noi giunta, in 4 cd.

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4 ore fa, besugo dice:

Grandissimo compositore tutto sommato poco conosciuto, noto soprattutto per il suo "Sumite, Karissimi", di enorme complessità mensurale. "La Fonte Musica", diretta da Michele Pasotti, ha da poco inciso l'opera completa a noi giunta, in 4 cd.

Avevo visto in altra discussione la segnalazione di quei dischi, così mi sono incuriosito. Per me è un repertorio  inusuale, non vado oltre il XVII secolo in effetti, però devo dire che i due pezzi mi sono piaciuti. Cercherò anche il "Sumite, Karissimi".

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Il più fantasioso ed ironico tra gli autori tardo rinascimentali italiani. Ma con grande equilibrio tra le parti e mestiere vocale. Pieno merito a Fasolis e a i suoi cantori per questo divertentissimo disco.

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18 ore fa, giobar dice:

In realtà trovo che sia in generale molto bassa l'attenzione musicologica - e di conseguenza esecutiva - per gran parte della produzione strumentale italiana non tastieristica della seconda metà del 600. Quello che gode di maggior fortuna è forse Giuseppe Torelli, ma limitatamente ai concerti per tromba, mentre la sua produzione per archi, dove si trovano le invenzioni strutturali che tanta presa fecero nell'ambiente musicale di tutta l'Europa, è ben poco frequentata. E così vediamo che anche complessi assai intraprendenti formati da giovani musicisti italiani si dedicano con maggiore intensità ad autori tedeschi o francesi. Come i quattro bravissimi musicisti che hanno inciso il disco che sto ascoltando ora.

E' vero il '600 è piuttosto trascurato, forse manca l'interesse del pubblico? non so, è un cane che si morde la coda, nel senso che se non ci sono proposte interessanti il pubblico non si incuriosisce...

 

18 ore fa, giobar dice:

Georg Philipp TELEMANN
Scherzi melodichi TWV 42

Ensemble Symposium

Ieri ascoltavo questo disco eccellente:

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ora sto ascoltando distrattamente qualche concerto di Corelli diretto da Kuijken, non proprio un'interpretazione "all'italiana" (intendo basata sui contrasti) però comunque una prova notevole di musicalità.

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2 ore fa, Majaniello dice:

E' vero il '600 è piuttosto trascurato, forse manca l'interesse del pubblico? non so, è un cane che si morde la coda, nel senso che se non ci sono proposte interessanti il pubblico non si incuriosisce...

 

Sì, potrebbe sembrare la solita storia dell'uovo e della gallina, ma ho visto che, da un lato, gli interpreti bravi sanno suscitare interesse anche proponendo autori sconosciuti: Andrew Manze aveva un grande successo anche quando suonava Uccellini e Pandolfi Mealli, ma poi ha mollato dedicandosi alla direzione e lasciando gli appassionati con l'amaro in bocca dopo l'assaggio di tante cose nuove che avrebbero avuto bisogno di approfondimento e sistematicità di approccio. Dall'altro lato, spesso funziona l'abbinamento di ricerca musicologica e proposta esecutiva in capo alle stesse persone. In questo senso, va segnalato il progetto, sostenuto dalla Tactus, di incisione dell'opera integrale di Giovanni Antonio Vitali ad opera dell'ensemble Italico Splendore, composto da bravi musicisti ferratissimi anche nel campo della ricerca e della revisione critica. E' una serie di dischi magnifica. Però si tratta sempre di iniziative sporadiche. Non vedo un movimento di ricercatori e interpreti ansiosi di mostrare al mondo quale fosse il ricchissimo humus musicale da cui prese spunto il genio di Corelli o di Alessandro Scarlatti (per quest'ultimo quanto meno con riferimento alla musica strumentale).

Ah, è vero, quelle incisioni di Telemann con la banda Kuijken-Leonhardt sono davvero eccellenti.

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26 minuti fa, superburp dice:

Ho sempre avuto un ricordo così così dei concerti per violino di Mozart e devo dire che sembrano lontani parenti di quelli per pianoforte.

Sono d'accordo. Infatti non condivido il giudizio negativo di Ives sulle interpretazioni che ne ha lasciato Oistrakh: quanto meno gli dava un po' di nerbo.

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2 ore fa, superburp dice:

Ho sempre avuto un ricordo così così dei concerti per violino di Mozart e devo dire che sembrano lontani parenti di quelli per pianoforte.

forse ho un bias a proposito :D però secondo me vanno collocati nel loro contesto. Questi sono concerti cameristici con un'orchestra di ridotte proporzioni (archi, 2 oboi e 2 corni), mentre nei concerti per pianoforte ci sono spesso anche flauti, clarinetti, fagotti, trombe e timpani. Di sicuro Mozart amava di più comporre concerti pianistici (altrimenti non ne avrebbe scritti il quadruplo in numero), però secondo me hanno la loro dignità e la loro originalità (soprattutto questo che hai postato, anche se l'interpretazione della Hahn non è delle più felici a mio parere). Non per niente sono entrati nel repertorio standard di tutti i violinisti concertisti e sono regolarmente richiesti a concorsi e audizioni. 

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5 ore fa, Madiel dice:

Avevo visto in altra discussione la segnalazione di quei dischi, così mi sono incuriosito. Per me è un repertorio  inusuale, non vado oltre il XVII secolo in effetti, però devo dire che i due pezzi mi sono piaciuti. Cercherò anche il "Sumite, Karissimi".

Se ti intriga infilarti in un autentico ginepraio...

https://www.examenapium.it/meri/sumitek.html

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4 ore fa, giobar dice:

Sito interessantissimo, grazie della segnalazione :D

Confesso che, con le mie poveri studi sulla notazione mensurale, non ci ho capito molto, a parte che si tratta di un casino pazzesco... 

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10 ore fa, besugo dice:

Confesso che, con le mie poveri studi sulla notazione mensurale, non ci ho capito molto, a parte che si tratta di un casino pazzesco... 

Io ci ho capito ancora meno, ma ho apprezzato molto la ricchezza del sito, che offre un sacco di materiale su un periodo della storia della musica misterioso e affascinante 

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18 ore fa, giobar dice:

Sì, potrebbe sembrare la solita storia dell'uovo e della gallina, ma ho visto che, da un lato, gli interpreti bravi sanno suscitare interesse anche proponendo autori sconosciuti: Andrew Manze aveva un grande successo anche quando suonava Uccellini e Pandolfi Mealli, ma poi ha mollato dedicandosi alla direzione e lasciando gli appassionati con l'amaro in bocca dopo l'assaggio di tante cose nuove che avrebbero avuto bisogno di approfondimento e sistematicità di approccio.

Quel che hai detto è molto giusto! Tempo fa ricorderai le mie lagne sulla scarsa rappresentazione discografica dell'opera barocca italiana... mi fu risposto da alcuni: "eh ma di che ti lamenti? di Porpora c'è un'opera e mezza, qualche cantata e altri pezzi", come a dire "fattele bastare". Ecco secondo me l'assaggio così serve a poco, anzi rischia di rafforzare nel pubblico certe proporzioni: siccome di Handel girano centinaia di dischi e di Scarlatti solo qualcosina allora il secondo è minore del primo. Poi apri un qualsiasi manuale di storia, o articolo musicologico, e scopri che non è così come la racconta l'industria (a meno che questi studiosi non si siano tutti ammattiti). Bisogna capire che la sistematicità di approccio serve non per questioni di completismo, ma per imporre all'attenzione un determinato repertorio, per lanciare il messaggio "ecco questo è importante e vale la pena di provare ad ascoltarlo". Negli anni '50 quando in Italia si cominciò a riscoprire l'opera del primo '800 si allestivano tanti titoli e con interpreti di grido, solo così l'operazione funziona. Se si osasse un po' di più sono convinto che anche i profitti economici aumenterebbero, l'intenditore alla ricerca di buona musica "nuova" penso esisterà sempre.

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