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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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1 ora fa, Snorlax dice:

Ralph Vaughan Williams/William Walton, O clap your hands, Choir of Winchester Cathedral, Waynflete Singers. Bournemouth Symphony Orchestra, David Hill

...ragazzi scusate se non sono più intervenuto, ma sono appena tornato da una breve vacanza in Piemonte, nonostante la mia temporanea claudicanza. Fa un caldo assurdo, ed è meglio non indulgere in repertori troppo impegnativi, quindi quale occasione migliore per rispolverare questo bel disco corale, che trasuda englishness da tutti i pori? Per gli amanti della musica cerimoniale e d'occasione made in Britain è una vera manna, anche se dopo un'ora e dieci di pezzi del genere c'è sempre il rischio di trasformarsi in un avido trangugiatore di Earl grey. Esecuzioni eccellenti.

...dedico a @Majaniello, @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @il viandante del sud e a chi gradisce...

Grazie Snorl. Che poi quel testo l'aveva già musicato "bis-nonno" Orlando Gibbons:

 

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tante cose carine stasera su Radio Classica, copio e incollo:

frédéric chopin 
quattro mazurche op. 6
arthur schoonderwoerd, fortepiano (Pleyel 1836)

lili boulanger   
quattro brani dal ciclo "clairièses dans le ciel" -  tredici liriche per voce e pianoforte
elle était descendue - si tout ceci - nous nous aimerons - demain fera un an 
isabelle sabrié, soprano; émile naoumoff, pianoforte


joaquin turina 
la oracion del torero, per quartetto d'archi op. 34 
quartetto britten: keith pascoe e peter manning, vl; peter lale, vla; andrew shulman, vcl  
 

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Couperin, Le Rossignol en Amour.

Arrangiamento per flauto dolce "alla Sesta" (in Re4) e clavicembalo.

Strumenti come il flauto "alla Quarta", in Sib3, questo "alla Sesta" ed il "flauto di voce" o "di Terza" (in Re3) erano abbastanza comuni nel Sei e Settecento; la dicitura ne descrive la distanza dal consueto contralto, all'epoca di gran lunga il più diffuso tra i flauti dolci. Oggi sono confinati un po' in una ristretta "nicchia", il "flauto di voce" è quello che fa capolino un po' più spesso, ma si tratta nel complesso di strumenti molto rari.

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7 ore fa, Snorlax dice:

Ralph Vaughan Williams/William Walton, O clap your hands, Choir of Winchester Cathedral, Waynflete Singers. Bournemouth Symphony Orchestra, David Hill

ab67616d0000b2730ddc31f65107ccdefc432109

...ragazzi scusate se non sono più intervenuto, ma sono appena tornato da una breve vacanza in Piemonte, nonostante la mia temporanea claudicanza. Fa un caldo assurdo, ed è meglio non indulgere in repertori troppo impegnativi, quindi quale occasione migliore per rispolverare questo bel disco corale, che trasuda englishness da tutti i pori? Per gli amanti della musica cerimoniale e d'occasione made in Britain è una vera manna, anche se dopo un'ora e dieci di pezzi del genere c'è sempre il rischio di trasformarsi in un avido trangugiatore di Earl grey. Esecuzioni eccellenti.

...dedico a @Majaniello, @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @il viandante del sud e a chi gradisce...

 

5 ore fa, Ives dice:

Mathieu

Trio pour violon, violoncelle et piano

Quintet pour piano et quatuor à cordes

Alain Lefèvre - piano

David Lefèvre - violon

Quatuor Alcan

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Canadese francofono, rimasto completamente fuori da tutte le tendenze radicali del Novecento. La sua musica, di pregevole fattura, ha molti punti di contatto con la musica francese scritta decenni prima, con echi di Debussy e Chausson, ma anche di autori quali Rachmaninov e Honegger. Una sorta di fusione tra un romanticismo sognatore e un'angoscia più aggressiva e spigolosa. Segue, non a caso, nel CD il Concert di Chausson, che non mi pare abbia questa discografia cosi convincente @giobar che consiglia? Esecuzioni molto passionali e impetuose, anche a discapito di una certa pulizia degli archi. Potrebbe piacere @il viandante del sud

Grazie a entrambi, graditissimi!

Adesso ascolto questo:

Non so se sia di gradimento, ma eventualmente controdedico con questo.

E a chi gradisce

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9 ore fa, Snorlax dice:

Ralph Vaughan Williams/William Walton, O clap your hands, Choir of Winchester Cathedral, Waynflete Singers. Bournemouth Symphony Orchestra, David Hill

ab67616d0000b2730ddc31f65107ccdefc432109

...ragazzi scusate se non sono più intervenuto, ma sono appena tornato da una breve vacanza in Piemonte, nonostante la mia temporanea claudicanza. Fa un caldo assurdo, ed è meglio non indulgere in repertori troppo impegnativi, quindi quale occasione migliore per rispolverare questo bel disco corale, che trasuda englishness da tutti i pori? Per gli amanti della musica cerimoniale e d'occasione made in Britain è una vera manna, anche se dopo un'ora e dieci di pezzi del genere c'è sempre il rischio di trasformarsi in un avido trangugiatore di Earl grey. Esecuzioni eccellenti.

...dedico a @Majaniello, @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @il viandante del sud e a chi gradisce...

Dedica davvero curiosa questa!

PS: dato che domani torno da un mese di mare (il primo che maligna lo placo subito: nell’esclusiva Lignano Sabbiadoro in un trilocale familiare, senza linea telefonica né internet, e col mio lentissimo portatile per continuare a lavorare - sic -, mandando i lavori con linea internet presa dal cellulare!) potrò commentare ben bene, compreso il thread operistico di @Majaniello.

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On 13/8/2021 at 14:18, Snorlax dice:

anche se dopo un'ora e dieci di pezzi del genere c'è sempre il rischio di trasformarsi in un avido trangugiatore di Earl grey

Anzi, è un'ottima cosa! Ne bevo a litri :cat_lol:

Io, invece, vado in Kuwait per seguire le tracce di questo giovane (neoromantico ?)

se ti piace, te lo prendi in dedica...

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G81602.jpg

Colpa di @il viandante del sud

Scherzi a parte Charpentier ce l'ho sempre in lista perchè è un grande del '600 che Te Deum a parte conosco poco (come molti autori del periodo del resto). Questa è considerata tra le sue creazioni più raffinate, per essere musica francese l'influenza della scuola romana (attraverso Carissimi) è ben evidente anche ad un neofita come me. A tal proposito, c'è anche un bellissimo cd che ascoltavo tempo fa che lo vede in compagnia di diversi autori italiani dell'epoca:

71TBsBZYzaL._AC_SL1200_.jpg

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Ancora in Francia, con Dutoit giustappunto, per un primo ascolto assoluto (ebbene sì, non la conoscevo)... il primo atto da qui:

R-11479519-1517071849-4629.jpeg.jpg

L'ascolto senza libretto è durissimo, perchè la musica non concede nulla, ma davvero nulla alle emozioni epidermiche. Benchè formalmente sia un'opera wagneriana, di Wagner non si sente alcunchè, a partire dall'armonia originalissima e faureiana al massimo, passando per un'orchestrazione parca di colori, trasparente ed essenziale, quasi cameristica. Pochissimi slanci, nessun abbandono, l'opera più vicina potrebbe essere il Pelleas ma senza i preziosismi sonori e le atmosfere languide, qui è tutto molto... austero! Il canto si divide tra un melodismo timido e frammentato e un declamato morbido, sembra di ascoltare una versione post-romantica di Rameau. Questo tono neoclassico è accentuato dalla presenza di una strepitosa Jessye Norman (vedo su youtube un'edizione con l'Antonacci, e i conti tornano), ma in realtà tutto il cast è di livello altissimo, trattasi davvero di un'incisione di pregio. Ci tornerò con il libretto e con tanta pazienza, perchè l'opera sembra meritare molto. 

@Wittelsbach , se ti sei annoiato con Dukas qui non hai davvero scampo.

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3 ore fa, Majaniello dice:

G81602.jpg

Colpa di @il viandante del sud

Scherzi a parte Charpentier ce l'ho sempre in lista perchè è un grande del '600 che Te Deum a parte conosco poco (come molti autori del periodo del resto). Questa è considerata tra le sue creazioni più raffinate, per essere musica francese l'influenza della scuola romana (attraverso Carissimi) è ben evidente anche ad un neofita come me. A tal proposito, c'è anche un bellissimo cd che ascoltavo tempo fa che lo vede in compagnia di diversi autori italiani dell'epoca:

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Che bella copertina! 

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On 13/8/2021 at 20:28, Madiel dice:

:D

 

Ascoltata questa e quella di Plasson.

Alla fine sono tutte godibili, a parte la qualità audio della prima. Se l'orchestra suona bene, mi sembra una sinfonia difficile da rovinare perché è sempre abbastanza chiaro cosa va in primo piano e cosa in sottofondo. Milhaud gioca forte coi contrasti mentre Plasson è un po' limitato, però si sentono ben distinte tutte le linee. Francis ha invece una carica travolgente e implacabile, imbattibile in termini di effettistica.

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15 minuti fa, Alundra dice:

Ascoltata questa e quella di Plasson.

Alla fine sono tutte godibili, a parte la qualità audio della prima. Se l'orchestra suona bene, mi sembra una sinfonia difficile da rovinare perché è sempre abbastanza chiaro cosa va in primo piano e cosa in sottofondo. Milhaud gioca forte coi contrasti mentre Plasson è un po' limitato, però si sentono ben distinte tutte le linee. Francis ha invece una carica travolgente e implacabile, imbattibile in termini di effettistica.

C'è anche Stokowski :o

 

 

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5 ore fa, Majaniello dice:

G81602.jpg

Colpa di @il viandante del sud

Scherzi a parte Charpentier ce l'ho sempre in lista perchè è un grande del '600 che Te Deum a parte conosco poco (come molti autori del periodo del resto). Questa è considerata tra le sue creazioni più raffinate, per essere musica francese l'influenza della scuola romana (attraverso Carissimi) è ben evidente anche ad un neofita come me. A tal proposito, c'è anche un bellissimo cd che ascoltavo tempo fa che lo vede in compagnia di diversi autori italiani dell'epoca:

71TBsBZYzaL._AC_SL1200_.jpg

e guarda un po', hai quotato due cd presenti nel mio carrello futuro :D

Io oggi mi sto dedicando al repertorio settecentesco per glassarmonica, sentite un po':

 

 

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16 ore fa, Majaniello dice:

Ancora in Francia, con Dutoit giustappunto, per un primo ascolto assoluto (ebbene sì, non la conoscevo)... il primo atto da qui:

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L'ascolto senza libretto è durissimo, perchè la musica non concede nulla, ma davvero nulla alle emozioni epidermiche. Benchè formalmente sia un'opera wagneriana, di Wagner non si sente alcunchè, a partire dall'armonia originalissima e faureiana al massimo, passando per un'orchestrazione parca di colori, trasparente ed essenziale, quasi cameristica. Pochissimi slanci, nessun abbandono, l'opera più vicina potrebbe essere il Pelleas ma senza i preziosismi sonori e le atmosfere languide, qui è tutto molto... austero! Il canto si divide tra un melodismo timido e frammentato e un declamato morbido, sembra di ascoltare una versione post-romantica di Rameau. Questo tono neoclassico è accentuato dalla presenza di una strepitosa Jessye Norman (vedo su youtube un'edizione con l'Antonacci, e i conti tornano), ma in realtà tutto il cast è di livello altissimo, trattasi davvero di un'incisione di pregio. Ci tornerò con il libretto e con tanta pazienza, perchè l'opera sembra meritare molto. 

@Wittelsbach , se ti sei annoiato con Dukas qui non hai davvero scampo.

Questo ce l'ho in libreria da anni ma francamente non ci ho mai capito granché :mellow:

Stamani ho riprovato ad ascoltare il primo atto spartito alla mano ed è andata meglio, se non altro è più facile seguire i vari leitmotiv (quello di Penelope che apre il Preludio è stupendo e si presta benissimo alle varie manipolazioni di Fauré).
Più tardi continuo, magari è la volta buona :o 

Nel frattempo, senza allontarsi troppo:
Fauré - Sonata per violoncello n. 1 op. 109 (Tortelier/Heidsieck)

Koechlin - Sonata per violoncello op. 66 (Bruns/Ishay)

 

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3 ore fa, Rinaldino dice:

Questo ce l'ho in libreria da anni ma francamente non ci ho mai capito granché :mellow:

Stamani ho riprovato ad ascoltare il primo atto spartito alla mano ed è andata meglio, se non altro è più facile seguire i vari leitmotiv (quello di Penelope che apre il Preludio è stupendo e si presta benissimo alle varie manipolazioni di Fauré).
Più tardi continuo, magari è la volta buona :o 

Nel frattempo, senza allontarsi troppo:
Fauré - Sonata per violoncello n. 1 op. 109 (Tortelier/Heidsieck)
 

 

E' roba tosta, ma Fauré è un grandissimo, secondo me pure sottovalutato. Non molto tempo fa riascoltavo la seconda sonata per violoncello e piano, scrittura lineare racchiusa in un range molto limitato, ma quanta raffinatezza con tale economia di mezzi! sviluppi melodici infiniti, contrappunti a due voci di grande ingegno, armonia mutevole ma mai indulgente in certi ben noti trucchetti. Il mio preferito di quella generazione, assieme a Grieg. 

2 ore fa, Alundra dice:

 Ora ascolto la prima di Villa-Lobos

 Prokof'ev Scythian Suite 

Beethoven, quarto concerto per piano 

Ottimi ascolti, ma @Madiel ti consiglierebbe CPO per Villa-Lobos.

front.jpg

°°°°

Sull'onda della curiosità, oggi ho provato questo:

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Mi sono bastati pochi minuti per capire che si tratta di una rimasticatura di Wagner giovanile e maturo mischiati insieme. Tralasciamo il soggetto, pure wagneriano fino al midollo, ma è proprio la musica a suonare quasi come un plagio, sembra proprio un pastiche di musica wagneriana in salsa francese. Sorry, it's not my cup of tea.

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2 ore fa, Majaniello dice:

E' roba tosta, ma Fauré è un grandissimo, secondo me pure sottovalutato. Non molto tempo fa riascoltavo la seconda sonata per violoncello e piano, scrittura lineare racchiusa in un range molto limitato, ma quanta raffinatezza con tale economia di mezzi! sviluppi melodici infiniti, contrappunti a due voci di grande ingegno, armonia mutevole ma mai indulgente in certi ben noti trucchetti. Il mio preferito di quella generazione, assieme a Grieg. 

Ho finito di riascoltare anche il secondo e il terzo atto partitura alla mano. L'abilità nel contrappunto salta all'occhio (o meglio all'orecchio) in più punti, come anche l'abilità nello sfumare le armonie e il controllo sulla timbrica della scrittura orchestrale. Ci sono diversi punti forti, tipo la lunga scena pastorale che occupa il secondo atto (bellissima l'invocazione al mare) e la scena dell'arco di Ulisse nel finale, però mi sembra che l'opera sia affossata da un libretto eccessivamente didascalico e infarcito di riferimenti classici banali, per cui ne viene fuori una drammaturgia in fin dei conti piuttosto piatta e ridondante, nel senso che in più occasioni la musica descrive da sé lo svolgimento dell'azione (penso per esempio all'ingresso di Penelope nell'ultimo atto) e il libretto non aggiunge niente e anzi finisce con l'ingombrare un po'.

Comunque non avevo mai riflettuto sul fatto che Fauré fosse di quella stessa generazione, alle mie orecchie suona molto più moderno (forse proprio perché meno accessibile) di un Grieg, che pure mi piace molto. Tra l'altro negli ultimi tempi ho suonato diversi Pezzi Lirici di Grieg e la creatività armonica (anche nell'uso più o meno evidente di accorgimenti modali) che esibiscono è veramente stupefacente, specie per l'epoca.

E ora qualcosa di completamente diverso!
Beethoven - Sinfonia n. 4 op. 60 (Fey)

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27 minuti fa, Rinaldino dice:

Ho finito di riascoltare anche il secondo e il terzo atto partitura alla mano. L'abilità nel contrappunto salta all'occhio (o meglio all'orecchio) in più punti, come anche l'abilità nello sfumare le armonie e il controllo sulla timbrica della scrittura orchestrale. Ci sono diversi punti forti, tipo la lunga scena pastorale che occupa il secondo atto (bellissima l'invocazione al mare) e la scena dell'arco di Ulisse nel finale, però mi sembra che l'opera sia affossata da un libretto eccessivamente didascalico e infarcito di riferimenti classici banali, per cui ne viene fuori una drammaturgia in fin dei conti piuttosto piatta e ridondante, nel senso che in più occasioni la musica descrive da sé lo svolgimento dell'azione (penso per esempio all'ingresso di Penelope nell'ultimo atto) e il libretto non aggiunge niente e anzi finisce con l'ingombrare un po'.

Comunque non avevo mai riflettuto sul fatto che Fauré fosse di quella stessa generazione, alle mie orecchie suona molto più moderno (forse proprio perché meno accessibile) di un Grieg, che pure mi piace molto. Tra l'altro negli ultimi tempi ho suonato diversi Pezzi Lirici di Grieg e la creatività armonica (anche nell'uso più o meno evidente di accorgimenti modali) che esibiscono è veramente stupefacente, specie per l'epoca.

E ora qualcosa di completamente diverso!
Beethoven - Sinfonia n. 4 op. 60 (Fey)

Ben ritrovato 😃

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1 ora fa, giobar dice:

Ben ritrovato 😃

Grazie! Ben ritrovato a te!

7 minuti fa, Florestan dice:

@Majaniello

Con Fauré sfondi una porta che avevo aperto da molto tempo; la tua descrizione della sua musica è perfetta.

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I Preludi sono fra le ultime e più difficili composizioni, e Lortie li suona da par suo.

Che coincidenza, questi li stavo ascoltando poco fa (se non ricordo male a un certo punto erano stati proposti per la rubrica "Gli ascolti della settimana", ma forse questa registrazione di Lortie all'epoca non era ancora uscita). Comunque disco notevole!

Per chiudere in bellezza questo ferragosto all'insegna di Fauré, sto ascoltando l'a me sconosciuto ma direi notevole Quintetto per pianoforte Op. 115 (vale a dire il secondo).

 

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