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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


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5 ore fa, Snorlax dice:

 

Lasciando da parte i giudizi di Schumann - che personalmente non trovo affatto utili per comprendere l'arte compositiva di Berlioz -  di solito non intervengo mai rispetto ai gusti personali, perché ognuno di noi è libero di farsi piacere quello che vuole, ma dato che sono stato nominato, e che Berlioz è uno dei compositori che amo di più, mi limito solo ad una suggestione.

Premettendo che trovo insostenibile la vulgata per cui il francese fosse un compositore tanto fumo e poco arrosto - o come dice qualcuno, tutto esteriore - mi permetto di suggerirvi l'ascolto seguente, e di consigliarvi fare attenzione a cosa succede in partitura. Siamo nel 1839, tanto per ricordarlo.

P.s. Purtroppo per questioni di tempo, in questo periodo i miei interventi saranno pochi e male approfonditi. Mi scuso in anticipo se potrò sembrare fin troppo perentorio nei miei post. :sorry:

caro snorlax, naturalmente io non volevo mancare di rispetto né agli estimatori di berlioz né tanto meno a te!
detto questo, quel brano ha idee armoniche chiare e questo mi piace. però ha anche dei “”” difetti “”” (per il mio gusto e solamente mio) che trovo tipici di berlioz, proprio in riferimento all'orchestrazione. ad es., ma è solo un esempio, quei “colpetti" di flauto e ottavino (e poi arpa) che così platealmente evocano fate, animaletti svolazzanti e quant'altro, oppure quel bizzarro “leitmotiv" (che non è proprio un motivo) ripetuto da flauto, oboe e archi ai minuti 1:34 , 2:21 ecc , oppure quelle note basse dei fagotti reiterate ogni tanto a mo' di “trapano” (in questa esecuzione si sentono poco), o gli armonici smielati/serafici dei violini, o i corni che qua e là rievocano effetti di “annuncio" del corteo di mab, e così via. IMHO è musica “pittoresca”, affine ai dipinti orientaleggianti di delacroix nello stesso periodo.
non c’è (per me) quella che alfredo casella chiama la “discorsività logica” del brano. sento più che altro un insieme di "effetti speciali". confronta questo brano con l’inizio dell’overture del sogno di una notte di mezz’estate di felix, che tratta le stesse atmosfere fantastiche (stavolta, con aria divertita, senza il benché minimo trastullo), osserva quanto è diverso l' uso dei fiati (cui berlioz , pure, sembra essersi ispirato), qui veramente misteriosi e giocosamente incantati! 

ah, sulla questione 1839: ovviamente wagner deve tanto, ma tanto, a berlioz, ed è giusto ricordarlo.

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19 ore fa, superburp dice:

Mah, questo pezzo è un perfetto esempio del perchè Berlioz mi piace a tratti. Nel complesso lo trovo inconcludente dal punto di vista musicale.

maxresdefault.jpg

"Bella l'orchestrazione, belli i timbri, bravo... Grazie, adesso te ne poi pure anna'."

 

Per rimanere in tema viola e orchestra:

A Madiel, Ives, Kovskij, giordano, miasko e Yeats.

Era quanto dicevano i più negli Ascolti settimanali di qualche anno fa. Invenzioni armoniche e timbriche, ma una certa prolissità.

Ricambio con

Roussel: Sinfonia n.3 op.42

Dutoit

 

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5 ore fa, Snorlax dice:

 

Lasciando da parte i giudizi di Schumann - che personalmente non trovo affatto utili per comprendere l'arte compositiva di Berlioz -  di solito non intervengo mai rispetto ai gusti personali, perché ognuno di noi è libero di farsi piacere quello che vuole, ma dato che sono stato nominato, e che Berlioz è uno dei compositori che amo di più, mi limito solo ad una suggestione.

Premettendo che trovo insostenibile la vulgata per cui il francese fosse un compositore tanto fumo e poco arrosto - o come dice qualcuno, tutto esteriore - mi permetto di suggerirvi l'ascolto seguente, e di consigliarvi fare attenzione a cosa succede in partitura. Siamo nel 1839, tanto per ricordarlo.

P.s. Purtroppo per questioni di tempo, in questo periodo i miei interventi saranno pochi e male approfonditi. Mi scuso in anticipo se potrò sembrare fin troppo perentorio nei miei post. :sorry:

Vai tranquillo, non mi offendo certo se mi fai scoprire qualcosa di bello che non conosco (non sono mica Tafazzi, preferisco godere di qualcosa di bello piuttosto che del martellamento laggiù :lol:).

Dopo ascolterò questo pezzo e ti dirò che me ne sembra.

P.S.: Ascoltato. Mi spiace, ma il mio giudizio rimane negativo, musicalmente non mi dice nulla, è inutilmente prolisso per i miei gusti (questo al di là degli aspetti tecnici che, da non tecnico, non riesco a cogliere appieno, ma che non dubito siano interessanti).

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RAI Radio3 Suite "Il cartellone"
domenica 10 gennaio 2021 ore 20:30
Berliner Festpiele
Rundfunk-Sinfonieorchester
Kinderchor der Staatsoper Unter den Linden
direttore, Vladimir Jurowski
soprano, Anne Schwanewilms
...
Alban Berg
Tre brani da Wozzeck
- Langsam (Atto 1. Scene 1 e 3)
- Thema, 7 Variationen und Fuge (Atto 2. Scena 2)
- Langsam (Atto 3. Scena 5)
(arrangiamento per esecuzione da concerto di Alban Berg)
-
Anton Webern
Variazioni per orchestra, op. 30
...

Direi originalità e garbo la cifra intenzionale di A. Berg, riflessiva nella consapevolezza di tempi nuovi che possa essere costruttiva di speranza.

Di tratto caldo e fraterno il Webern della RSB/Jurowski capace di offrirlo dolcemente sospeso di possibilità vitali (per chiunque).

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ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1875 nasce a Kiev Reinhold Glière
- nel 1998 muore a Heikendorf Klaus Tennstedt
- nel 1801 muore a Venezia Domenico Cimarosa
- nel 1968 muore a Milano il baritono Mariano Stabile
- nel 1755 muore a Parigi il cembalista e compositore Joseph-Nicolas-Pancrace
 
_______________________________
 
 
f. haydn: sinfonia n. 28
 
the academy of ancient music diretta da christopher hogwood
 
 
 
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Qui Klemperer dà un saggio della sua "immoralità" (come diceva lui stesso). Ad esempio, il valzer perde la sua eleganza per far sentire dei particolari strumentali che non ho mai sentito in altre registrazioni che rendono l'atmosfera meno "viennese" e più da primi Novecento.

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55 minuti fa, superburp dice:

Qui Klemperer dà un saggio della sua "immoralità" (come diceva lui stesso). Ad esempio, il valzer perde la sua eleganza per far sentire dei particolari strumentali che non ho mai sentito in altre registrazioni che rendono l'atmosfera meno "viennese" e più da primi Novecento.

Infatti è una delle più grandi interpretazioni della Sinfonia Fantastica. Un viaggio allucinato e a tratti furioso e selvaggio

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ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1876 nasce a Venezia Ermanno Wolf-Ferrari
- nel 1916 nasce a Londra il violoncellista William Pleeth
 
________________________________
 
 
bach: preludio e fuga bwv 863
 
kenneth gilbert al cembalo
 
 
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Questo è per Kovskij.

P.S.: Tra ieri ed oggi ho ascoltato il Lelio e la Symphonie funebre et triomphale. Niente, non riesco a farmelo piacere. Riproverò con la Damnation ed il Beatrice et Benedict, lì mi aspetto ottime cose.

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Saygun: Sinfonia n.2 op.30 (1958)

Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz, Rasilainen

Ho preso il cd CPO a scatola chiusa e credo di aver affatto un ottimo affare. Saygun si dimostra un compositore di pregio anche nelle sinfonie. Molte idee, un'ottima orchestrazione, stile "internazionale" con qualche momento di moderato espressionismo. Più che uno sviluppatore è un accumulatore di idee musicali, ha un po' la fissa per gli ostinati, ma alla fine va bene lo stesso :D Molto bello il movimento lento (2°), con quel magnifico, drammatico, tema arabeggiante degli archi. Tratti mediorientali mi sembrano presenti anche nel 3° movimento.

 

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2 ore fa, Madiel dice:

Saygun: Sinfonia n.2 op.30 (1958)

Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz, Rasilainen

Ho preso il cd CPO a scatola chiusa e credo di aver affatto un ottimo affare. Saygun si dimostra un compositore di pregio anche nelle sinfonie. Molte idee, un'ottima orchestrazione, stile "internazionale" con qualche momento di moderato espressionismo. Più che uno sviluppatore è un accumulatore di idee musicali, ha un po' la fissa per gli ostinati, ma alla fine va bene lo stesso :D Molto bello il movimento lento (2°), con quel magnifico, drammatico, tema arabeggiante degli archi. Tratti mediorientali mi sembrano presenti anche nel 3° movimento.

 

E' il cd che ho anch'io!

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Ludwig van BEETHOVEN
Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 "Pastorale"
(trascrizione di Franz LISZT per pianoforte)

Michele Campanella

Inutile spendere anche una sola parola sulla Pastorale. Suscita invece in me un grandissimo interesse e una forte meraviglia questa trascrizione che, in certo modo, ricrea la partitura gettando luce su aspetti in genere trascurati e inoltre la prende quasi a pretesto per costruire una summa delle possibilità espressive del pianoforte. Spiazzante già l'inizio, con la notissima svagata melodia di apertura che sotto la "cura Liszt" diventa un'evocazione di atmosfere handeliane (e chissà che davvero non ci fosse un richiamo al grande sassone, di cui Beethoven era un estimatore...). Ma tutta la trascrizione è piena di momenti che destano sorpresa e ammirazione. Bravissimo Campanella.

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45 minuti fa, Wittelsbach dice:

E' il cd che ho anch'io!

Se non lo hai ancora ascoltato, allora fallo subito perché merita. Veramente musica fatta bene, eseguita come si deve, la registrazione è adeguata. I movimenti della 2a sono tutti ottimi, stavolta le influenze turche (mediorientali) sono più evidenti di altri lavori che ho sentito finora, ma appaiono come ombre. In pratica, cita e poi svolge in maniera totalmente imprevedibile per quel tipo di materiale, diciamo che lo manipola seguendo la tradizione musicale europea degli anni venti e trenta. Tra le righe s'intravedono Bartok, Hindemith e Berg, ma il modelli non sono mai ricalcati alla lettera. Come scrivevo sopra, il movimento che mi pare più profondo è quello lento, con una trenodia degli archi dal sapore mediorientale, che però poi viene variata e ripresentata in maniera espressionista. Potrebbe lasciare perplesso il finale, perché l'autore dà forza a tutto il suo slancio contrappuntistico, ma conclude l'opera all'improvviso su un crescendo, tagliando l'apoteosi che ci si sarebbe aspettata. La 1a Sinfonia ha le stesse caratteristiche, ma è di taglio più accademico.

I Concerti per pianoforte sono di alto livello, ma le sinfonie mi sembrano un gradino ancora sopra.

----

Tansman: Les Dix Commandements (1978/1979)

Radio-Philharmonie Hannover diretta da I. Yinon

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