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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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14 ore fa, il viandante del sud dice:

Grazie, davvero una bella scoperta per me questo concerto di Hindemith.

Direttamente dal piatto dello stereo:

vediamo a chi dedicarla:

@giobar; @Ives; @Madiel; @Majaniello (ciao compa' ;) ); @Wittelsbach

Grandissimo! :friends:spero che da te faccia meno caldo che qui... 

Questa sinfonia me la ricordo mattonosa, poi me la riascolto magari... Schmitt mi piace moltissimo quando si avvicina, almeno nella mia testa, più a Puccini, tipo qui:

Un altro pezzo che mi interessa è il balletto Oriane et le Prince d'amour, di cui si trova la suite incisa, un po' blandamente, dalla Falletta. Il balletto completo, che include anche il coro e un tenore solista, esiste in un live (anni '50) di Dervaux, che però non sono mai riuscito a trovare online. 

Bello pure questo cd, che avevo già segnalato tempo fa:

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gluck: demofoonte, opera in 3 atti su libretto di pietro metastasio (1742)

colin balzer, demofoonte (tenore)
sylvia schwartz, dircea (soprano)
ann hallenberg, creusa (mezzosoprano)
aryeh nussbaum cohen, timante (controtenore)
romina basso, cherinto (mezzosoprano)
vittorio prato, matusio (baritono)
nerea berraondo, adrasto (mezzosoprano)

il complesso barocco diretto da alan curtis

 

 

 

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ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1995 muore a Londra il direttore d'orchestra Efrem Kurtz
- nel 1814 muore a Giebichenstein il compositore, scrittore e critico musicale Johann Friedrich Reichardt
- nel 1958 nasce ad Helsinki il compositore Magnus Lindberg
- nel 1980 nasce a Pozzuoli il pianista, compositore e direttore d'orchestra Keith Goodman
 
_____________________________
 
finendo di ascoltare il demofoonte gluckiano
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gluck: le nozze d'ercole e d'ebe, opera in due atti su libretto italiano di autore ignoto (prima rappresentazione 29 giugno 1747)
 
la versione di questo disco è in tedesco
 
jutta vulpius, soprano - ercole
rosemarie rönisch, soprano - ebe
gertraud prenzlow, contralto - giunone
peter schreier, tenore - giove
 
hans loewa, cembalo
 
kammerorchester berlin diretta da helmut koch
 
disco berlin classics del 1968
 
 

 

 

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On 26/6/2021 at 07:51, Madiel dice:

Questo è uno dei compositori noti del Novecento oggi quasi scomparso dai radar e che dovrebbe essere per lo meno indagato di nuovo. Rispetto al caso di Haba di cui parlavo l'altro giorno oggi scomparso dai repertori ma tutto sommato ben servito in disco, Schmitt soffre del problema opposto. Il repertorio discografico è abbastanza congruo ma, esclusa una pletora di pezzi minori da camera, alla fine tocca i soliti pezzi (più o meno cinque) e il grosso della sua produzione è ignoto. Ha scritto molta musica orchestrale, lavori per il cinema, balletti, musica di scena, qualche opera lirica, musica corale con o senza orchestra. Della presente Sinfonia mi pare circolasse una sola incisione, quella del video, un vecchio disco Valois fuori commercio forse da trent'anni !

Si, non mi aspettavo questa Sinfonia concertante così spigolosa, ma capace anche di notevoli squarci lirici (in ispecial modo nel movimento lento). E' un compositore sicuramente da approfondire.

On 26/6/2021 at 12:33, Majaniello dice:

Grandissimo! :friends:spero che da te faccia meno caldo che qui... 

Questa sinfonia me la ricordo mattonosa, poi me la riascolto magari... Schmitt mi piace moltissimo quando si avvicina, almeno nella mia testa, più a Puccini, tipo qui:

Un altro pezzo che mi interessa è il balletto Oriane et le Prince d'amour, di cui si trova la suite incisa, un po' blandamente, dalla Falletta. Il balletto completo, che include anche il coro e un tenore solista, esiste in un live (anni '50) di Dervaux, che però non sono mai riuscito a trovare online. 

Bello pure questo cd, che avevo già segnalato tempo fa:

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Qui sono un paio di giorni che il caldo è, diciamo così, più sopportabile, e infatti ne sto approfittando per continuare gli ascolti che altrimenti s'erano di molto diradati.

Quel cd di Ferme-L'Oeil l'ho nel mirino da un po' di tempo. Grazie degli ascolti postati, hai ascoltato il suo quartetto di sax?

Adesso invece mi sto dedicando a Zelenka e precisamente:

A chi gradisce!

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1 ora fa, il viandante del sud dice:

Si, non mi aspettavo questa Sinfonia concertante così spigolosa, ma capace anche di notevoli squarci lirici (in ispecial modo nel movimento lento). E' un compositore sicuramente da approfondire.

Dovresti ascoltare la sua ultima composizione la 2a Sinfonia del 1956, un lavoro quasi folle. Soprattutto sotto l'aspetto ritmico pare scritta da uno in stato di ebrezza, non è da escludere che sia una parodia di certa musica francese modernista degli anni venti-trenta. Ricca anche di pagine grottesche, è il testamento di un compositore conservatore che si fa beffa dei suoi avversari. Esistono un paio di ottime esecuzioni per Marco Polo e Chandos, forse più piccante quella Marco Polo.

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On 26/6/2021 at 18:46, Euripide dice:

 

gluck: demofoonte, opera in 3 atti su libretto di pietro metastasio (1742)

colin balzer, demofoonte (tenore)
sylvia schwartz, dircea (soprano)
ann hallenberg, creusa (mezzosoprano)
aryeh nussbaum cohen, timante (controtenore)
romina basso, cherinto (mezzosoprano)
vittorio prato, matusio (baritono)
nerea berraondo, adrasto (mezzosoprano)

il complesso barocco diretto da alan curtis

 

 

 

grazie della segnalazione,

preso.

paolo

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14 ore fa, Madiel dice:

Dovresti ascoltare la sua ultima composizione la 2a Sinfonia del 1956, un lavoro quasi folle. Soprattutto sotto l'aspetto ritmico pare scritta da uno in stato di ebrezza, non è da escludere che sia una parodia di certa musica francese modernista degli anni venti-trenta. Ricca anche di pagine grottesche, è il testamento di un compositore conservatore che si fa beffa dei suoi avversari. Esistono un paio di ottime esecuzioni per Marco Polo e Chandos, forse più piccante quella Marco Polo.

Tu credi? a me pare il tipico compositore decadentista che con l'andare del tempo si è (moderatamente) aggiornato, cercando di adattare il suo stile "tossico" ad una dimensione classica. Io penso avesse di suo una componente ironica o giocosa (vedi i brani che ho postato io prima), a me ha ricordato certi passaggi pucciniani più buffi e svagati (escludo influenze dirette ovviamente, è un mio link mentale, ma è un'attitudine che potrebbe benissimo avere un fattore comune in Massenet). C'è anche questa sinfonia per archi (che non ho capito se è la 1 o cos'altro) che è interessante in questo senso:

Ben prima di lui pure Chausson mi pare che tenti una sorta di purificazione, avvicinandosi di più alla delicatezza di Fauré (purtroppo poi è morto e oggi lo ricordiamo per altro):

Altro esempio: 

dirai che è un neoclassicismo accademico e senza alcuna rielaborazione, ma è sempre distante da quelle robe sulle montagne che scriveva anni prima.

Ma anche Koechlin, Ravel o Roussel che sono partiti impressionisti e sono approdati a forme personali di neoclassicismo... sarà il retaggio della cultura accademica, sarà la moda che cambia o un'esigenza psicologica di tirarsi fuori da certe pastoie, ma non mi vengono in testa nomi grossi che siano nati nell'alveo di Wagner o Debussy e siano morti lì dentro, non si sfugge; chiaramente io lo interpreto come un fatto positivo :P

°°°°

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2 ore fa, Majaniello dice:

Tu credi? a me pare il tipico compositore decadentista che con l'andare del tempo si è (moderatamente) aggiornato, cercando di adattare il suo stile "tossico" ad una dimensione classica. Io penso avesse di suo una componente ironica o giocosa

Sì, concordo, ma il carattere che ho descritto riguarda esclusivamente quella sinfonia. In effetti, non ho mai ascoltato altri lavori simili, c'è da pensare che nell'opera di congedo si sia lasciato andare al sarcasmo (non so se è una componente della sua personalità, così a "naso" non sembra). Schmitt non sopportava la musica modernista francese degli anni trenta-quaranta e pur essendo stato per un certo periodo un amico dei Six , Ravel e di Stravinsky infine li criticò nella sua attività giornalistica. I continui scarti ritmici della sinfonia fanno pensare a una parodia di Stravinsky, altre pagine ricordano qualcosa dell'Honegger neoclassico. In entrambi i casi sono aspetti inconsueti nella sua musica, ma l'impressione generale che mi lascia è come qualcosa di distorto. Come scrivi giustamente, Schmitt nasce nel decadentismo malato ed estenuato di fine ottocento, ma sostanzialmente è il tipico compositore accademico nato sulla scia di d'Indy e Saint-Saens. Si è aggiornato con l'impressionismo e il wagnerismo, ma sempre in chiave decadente. Ha toccato pure il neoclassicismo, ma rimanendo sempre un figlio di quella estetica.  Nonostante questi limiti concettuali mi pare un compositore tutto sommato interessante.

Esclusi i casi derivati dall'impressionismo attraverso Debussy e Ravel, la musica francese dei primi trent'anni del '900 era tutta in blocco accademica e classicista. La formazione dei giovani compositori di quella generazione veniva plasmata dalla Schola di d'Indy e, negli anni trenta-quaranta, da quell'altra di impronta neoclassica della Boulanger. Anche Dukas ebbe un influsso fortissimo in questo senso fino alla sua morte nel 1935, si può proprio parlare di una scuola di Dukas. Se si esclude la Germania prima del 1933, l'"accademia" europea era per lo più in mano ai francesi. I giovani compositori francesi dovevano lottare duramente per uscire da questo contesto - v. il caso di Messiaen e Jolivet, di una generazione successiva.

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1 minuto fa, superburp dice:

Ho ascoltato e riascoltato la sonata per tromba di Hindemith, posso dire che mi piace.

Ora proviamo quella per clarinetto:

Sempre ad Euripide.

 

grazie burp, non so e non mi accorgo a volte delle dediche perchè non leggo proprio tutto tutto, a meno che non mi taggate :D 

ricambio con:

haba: quartetto per archi n. 4 in quarti di tono, op 14 (1922)

haba quartett

 

 

 

questo è tosto :D 

ma sono sonorità che mi affascinano molto, un po' più stridenti rispetto agli altri quartetti che ho ascoltato. mi piacerebbe sapere se questi pezzi dei primi decenni del novecento siano stati eseguiti più o meno all'epoca della composizione e la reazione del pubblico. non ne so niente :mellow: 

 

 

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2 ore fa, Madiel dice:

Nonostante questi limiti concettuali mi pare un compositore tutto sommato interessante.

Sicuramente era un ottimo contrappuntista, e per certi versi aveva una scrittura imprevedibile.... io come sai non sopporto la fase Salome e dintorni, con tutte quelle pose art nouveau, bah... :glare:

2 ore fa, Madiel dice:

I continui scarti ritmici  della sinfonia fanno pensare a una parodia di Stravinsky, altre pagine ricordano qualcosa dell'Honegger neoclassico. In entrambi i casi sono aspetti inconsueti nella sua musica

tipo qui anche:

anche il Ronde burlesque op 78 è bellissimo... un po' Dukas anche ora che ci penso.

Dukas per me rimane un mistero, un po' franckiano, un po' impressionista, un po' neoclassico a seconda dei casi, le composizioni sono così poche che è difficile delineare un percorso, chissà nelle opere distrutte cosa c'era. 

Mi ascolto queste enigmatiche variazioni, che all'inizio sembrano il solito pezzone di bravura romantico, ma hanno delle arditezze armoniche mica da ridere, che forse si spiegano più con Debussy che non con Wagner, anche se il risultato è molto distante dall'uno e dall'altro. Il modello lontano sembrano proprio le Diabelli, però come le avrebbe riscritte il tardo Liszt:

 

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13 minuti fa, Majaniello dice:

Sicuramente era un ottimo contrappuntista, e per certi versi aveva una scrittura imprevedibile.... io come sai non sopporto la fase Salome e dintorni, con tutte quelle pose art nouveau, bah... :glare:

Neanche a me piace, anche se confesso che ultimamente ho ascoltato La Tragédie con un certo piacere. Resta, comunque, un genere di musica molto distante dalla mia sensibilità.

Cita

tipo qui anche:

anche il Ronde burlesque op 78 è bellissimo... un po' Dukas anche ora che ci penso.

Mai sentito questo pezzo.

Cita

Dukas per me rimane un mistero, un po' franckiano, un po' impressionista, un po' neoclassico a seconda dei casi, le composizioni sono così poche che è difficile delineare un percorso, chissà nelle opere distrutte cosa c'era. 

E' la caratteristica del suo modus operandi, è passato per tante esperienze alla ricerca di un suo stile caratteristico. Ma si è salvato grazie al contrappuntismo :D Se ci pensi, alla fine le sue poche opere sono pure tutte differenti tra loro, dopo un certo momento tendono allo sperimentalismo e si percepisce una netta evoluzione verso il sentire novecentesco pur rimanendo nell'alveo della grande tradizione accademica francese. Un caso più unico che raro di tradizionalista avanzato che resta un po' misterioso.

Questa caratteristica si percepisce perfino nelle opere di certi suoi allievi, come il citato Poot. Adesso che sono passato alla sua 2a sinfonia il discorso si fa più lineare, si abbandonano le influenze jazz della 1a sinfonia e gli stravinskysmi per cercare una sintesi personale. Resta in primo piano un certo modo di esprimersi molto sanguigno, di carattere popolaresco, diciamo fiammingo alla Till Eulenspiegel per intenderci.

Poot: Sinfonia n.2 (1937)

Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Belga diretta da Franz André

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5 minuti fa, Madiel dice:

Questa caratteristica si percepisce perfino nelle opere di certi suoi allievi, come il citato Poot. Adesso che sono passato alla sua 2a sinfonia il discorso si fa più lineare, si abbandonano le influenze jazz della 1a sinfonia e gli stravinskysmi per cercare una sintesi personale. Resta in primo piano un certo modo di esprimersi molto sanguigno, di carattere popolaresco, diciamo fiammingo alla Till Eulenspiegel per intenderci.

Poot: Sinfonia n.2 (1937)

Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Belga diretta da Franz André

Aspetto che le ascolti tutte così mi dici quali provare :lol:

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40 minuti fa, Majaniello dice:

Aspetto che le ascolti tutte così mi dici quali provare :lol:

Alla fine devo ascoltare solo le sinfonie n.1, 2 e 4, perché le altre erano già uscite in cd e le conoscevo. Le sinfonie tarde sono molto unitarie come stile, presentano idee tematiche che riappaiono e vengono sviluppate da una all'altra sinfonia. Tra le opere della maturità si nota la 6a Sinfonia del 1978, di carattere turbolento e drammatico, secondo me la sua sinfonia migliore. La 7a del 1982 sembra una evoluzione in senso lirico della precedente. Le prime due sinfonie sono a tutti gli effetti lavori sperimentali, perché presentano influenze evidenti della musica neoclassica francese del periodo (1929-1937) fino a sfociare nel jazz vero e proprio (il Rondo della 1a !). Poot sta affinando il suo linguaggio, che appare più maturo nella 2a. La 4a del 1970 sembra, almeno dal primo movimento che sto sentendo adesso, una preparazione del "Tumultuoso" che apre la 6a. Sono tutte molto brevi, circa venti minuti ciascuna, e all'esclusione delle prime due sono molto unitarie come stile: neoclassicismo vigoroso, poche idee ben congegnate, ritmi vigorosi nei movimenti veloci e un lirismo autunnale in quelli veloci che a volte sfocia in momenti più drammatici (ma solo nelle sinfonie tarde). 

Nota su esecuzioni e tecnica: le esecuzioni sono tutte ottime, con una punta di eccellenza in quelle con le orchestre occidentali. Le incisioni sono piuttosto aleatorie, in genere vanno bene quelle della radio belga (1, 2, 4), mentre vanno male le altre incise a Mosca (si salva solo la 6a).

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ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1744 muore a Versailles il compositore e direttore d'orchestra André Campra
- nel 1871 nasce a Firenze il soprano Luisa Tetrazzini
 
___________________________
 
busoni: concerto per pianoforte, orchestra e coro maschile in do maggiore, op. 39
 
marc-andré hamelin, pianoforte
 
lahti symphony orchestra diretta da osmo vanska
 
 
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