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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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58 minuti fa, Madiel dice:

Mazura proprio non ha voce in molti passi del video, specie nella scena della sua morte, a volte sembra che proprio non stia neppure cantando. Tanta e forte presenza scenica annullata da una incapacità vocale pressoché completa.

Riguardo a Boulez, per me dipende da quale repertorio toccava e da quale periodo della sua attività. Io, comunque, contrariamente a quello che può sembrare dai miei ascolti in questo topic non sono mai stato un suo fan e ho sempre detto che ha fatto disastri anche in autori a lui vicini. Riguardo a Lulu, in senso assoluto ci sarebbe di meglio in disco, ciò non toglie che per l'epoca quella rappresentazione e la successiva incisione in disco sono state comunque un evento. Almeno per motivi storici bisogna riconoscergli un qualche merito!

Per carità, meriti non vanno negati, anche solo per aver introdotto il repertorio contemporaneo nelle programmazioni delle grandi compagini, soprattutto americane. Come compositore (nel senso più ampio possibile), poi, disconoscerne l'importanza è da folli. Solo che ora sono pochi i brani che non preferisca ascoltare in altre interpretazioni. In particolare mi succede che l'ascolto con la partitura molte cose mi appaiano poco risolte proprio sotto il profilo della chiarezza e della trasparenza; a volte mi succede di non riuscire a cogliere dettagli, anche importanti, che invece mi appaiono evidenti alla vista (discorso confuso che dovrei argomentare meglio, lo so). In generale, comunque, apprezzo di più la sua produzione giovanile (come direttore, intendo) rispetto a quella più tarda - preferisco il Webern con la London, anziché quello berlinese, ad esempio - con alcune eccezioni, però. Il Moses con la BBC lo trovo splendido nella prima parte e stranamente abbozzato nella seconda, quasi il frutto di una lavorazione affrettata; forse questione di tempi di lavorazione gestiti con difficoltà. In generale apprezzo molto il suo Stravinsky e i francesi in genere.

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46 minuti fa, besugo dice:

Per carità, meriti non vanno negati, anche solo per aver introdotto il repertorio contemporaneo nelle programmazioni delle grandi compagini, soprattutto americane. Come compositore (nel senso più ampio possibile), poi, disconoscerne l'importanza è da folli. Solo che ora sono pochi i brani che non preferisca ascoltare in altre interpretazioni. In particolare mi succede che l'ascolto con la partitura molte cose mi appaiano poco risolte proprio sotto il profilo della chiarezza e della trasparenza; a volte mi succede di non riuscire a cogliere dettagli, anche importanti, che invece mi appaiono evidenti alla vista (discorso confuso che dovrei argomentare meglio, lo so).

Sì, penso di capire a cosa alludi. Trovo sia un problema della maturità, diciamo dal 1979 in poi.

Nel caso di Berg c'è anche da dire che non è mai stato il suo compositore di riferimento della Seconda Scuola viennese. I risultati sono sempre stati molto discontinui, nel complesso a parte un paio di cose incise per Sony non mi è mai piaciuto. Basterebbe confrontare la splendida edizione della Lulu Symphonie del 1978, le sue brillanti soluzioni timbriche e architettoniche sono totalmente scomparse nella versione dell'opera completa. Come mai ? Mistero.... c'è proprio un suo ripensamento di tutta la musica.

Cita

In generale, comunque, apprezzo di più la sua produzione giovanile (come direttore, intendo) rispetto a quella più tarda - preferisco il Webern con la London, anziché quello berlinese, ad esempio - con alcune eccezioni, però. Il Moses con la BBC lo trovo splendido nella prima parte e stranamente abbozzato nella seconda, quasi il frutto di una lavorazione affrettata; forse questione di tempi di lavorazione gestiti con difficoltà. In generale apprezzo molto il suo Stravinsky e i francesi in genere.

Su quanto scrivi concordo praticamente su tutto. Anche a me piace il Webern anni settanta, per questa predilezione mi sono attirato in passato qualche critica anche qua in forum :cat_lol:  Con il Moses siamo d'accordo. Invece, riguardo a Stravinsky sono in parte disaccordo, nel senso che la sua visione di questo compositore è molto cambiata dagli anni cinquanta alla morte, e spesso in peggio. Ci sono delle incisioni del periodo tardo che trovo francamente orrende (Le Chant du Rossignol, Sinfonia di salmi) accanto ad altre che al di là della bellezza esteriore del suono non offrono niente. Tutto sommato, alla fine adoro solo qualcosa del periodo americano, ma con Stravinsky a parte qualche titolo di riferimento non lo ritengo imprescindibile.

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17 ore fa, Wittelsbach dice:

Mazura proprio in quegli anni finì proprio nel Ring del medesimo Boulez, a fare Gunther nel Crepuscolo degli Dei. Lo trasformava in una specie di parodia di Alberich, un cattivo perfidissimo di nessuna attinenza con la verità del personaggio, cantandolo per giunta in modo più che discutibile (voglio essere buono). Lo stesso faceva con Klingsor del Parsifal, interpretazione assolutamente urticante e incline a peggiorare man mano che il cantante si faceva più anziano.

Mai sentito il Wagner di Boulez, ma so che è stato sempre molto ben accolto dalla critica. Ricordo gli elogi per il suo Parsifal del 1970, stampato da DG, definito rivoluzionario per quei tempi (e non stento a crederlo). Riguardo alle voci impiegate, non ho proprio idea. Wagner rimane fuori dai miei orizzonti.

Proprio qualche settimana fa leggevo on line una intervista di Mazura, rilasciata poco prima della morte, dove si lamentava del fatto che i teatri lo chiamavano sempre per interpretare parti da cattivo o da villano. Si sentiva limitato da questa caratterizzazione, però c'è da dire che non poteva richiedere di meglio con i pochi mezzi a disposizione e il suo tipo fisico. Aveva iniziato la carriera professionale tardissimo, praticamente a cinquant'anni, un cantante che è sempre stato senescente :cat_lol:

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Mazura ha sempre parlato più che cantato. Infatti riusciva benissimo con lo sprechgesang. Sopperiva parzialmente con la presenza scenica ed era un artistoide da palco, ma come cantante era veramente pessimo. Non capisco cosa volesse fare, Mozart, Bizet o Verdi? :cat_lol:

Strauss

Serenade op.  7

Dvořák

Serenade op. 44

Tonhalle-Orchester Zürich

Paavo Järvi

 

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38 minuti fa, Ives dice:

Mazura ha sempre parlato più che cantato. Infatti riusciva benissimo con lo sprechgesang. Sopperiva parzialmente con la presenza scenica ed era un artistoide da palco, ma come cantante era veramente pessimo. Non capisco cosa volesse fare, Mozart, Bizet o Verdi? :cat_lol:

Neanche, il più delle volte si mangiava pure le parole ed emetteva strani suoni gutturali :cat_lol:

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6 minuti fa, giobar dice:

Vero, è un pezzo molto bello. Ma tutta la produzione di Jehan Alain è interessantissima. La sua morte in guerra, ancora molto giovane, è stata una grandissima perdita.

Si, lo sto scoprendo adesso. Peccato per la prematura morte, cadde a Saumur eliminando, prima di morire, circa 16 soldati nemici (e questo gli fruttò un'onorificenza in memoriam). Tre anni prima aveva perso anche una sorella, organista come lui (per non citare Marie-Claire).

Leggo che la sua musica per organo abbia delle affinità con quella di Messiaen (che conosco pochissimo)

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9 ore fa, Madiel dice:

Mai sentito il Wagner di Boulez, ma so che è stato sempre molto ben accolto dalla critica. Ricordo gli elogi per il suo Parsifal del 1970, stampato da DG, definito rivoluzionario per quei tempi (e non stento a crederlo). Riguardo alle voci impiegate, non ho proprio idea. Wagner rimane fuori dai miei orizzonti.

Proprio qualche settimana fa leggevo on line una intervista di Mazura, rilasciata poco prima della morte, dove si lamentava del fatto che i teatri lo chiamavano sempre per interpretare parti da cattivo o da villano. Si sentiva limitato da questa caratterizzazione, però c'è da dire che non poteva richiedere di meglio con i pochi mezzi a disposizione e il suo tipo fisico. Aveva iniziato la carriera professionale tardissimo, praticamente a cinquant'anni, un cantante che è sempre stato senescente :cat_lol:

 

Ah credimi, io ho ho recensito il Ring e devo dire che la sua è una lettura per nulla fredda e distaccata. Unica eccezione: il primo atto di Walkure, in cui sembra proprio rifuggire ogni sentimento d'amore e di affetto. Ma più in genere, le parti più amorose della Tetralogia tendono con lui a essere alquanto ciniche. Un peccato, perché il resto è invece assai espressivo. Ma tanto Wagner non è sul tuo orizzonte...

Mazura sarà stato a disagio come sostiene, ma stando a quanto si sente in quel tipo di psicologia ci sguazzava benissimo e l'assecondava eccome... Tutti comunque asseriscono che recitasse molto meglio di come cantasse, e del resto il suo Moses di Schonberg con Solti rende molto bene.

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Prendendo spunto dal buon Euripide mi sono sentito tutto d'un fiato l'intero cofanetto Brilliant delle sonate per strumenti a fiato di Hindemith. Ho risentito vecchi amori che non sentivo da tempo (la sonata per tromba, che ovviamente fa la parte del leone insieme a quella per flauto) e ho scoperto lavori che non conoscevo che mi hanno impressionato (una su tutti,  quella per corno). Le altre sono comunque sempre gradevoli non andando mai sotto un certo standard.  Anche le esecuzioni mi sembrano buone, alcune magari mi hanno convinto meno (tipo quella per clarinetto) ma ho fatto solo un ascolto superficiale quindi suscettibile di errore ;)

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

 

Ah credimi, io ho ho recensito il Ring

Giusto, ricordo!

Cita

e devo dire che la sua è una lettura per nulla fredda e distaccata. Unica eccezione: il primo atto di Walkure, in cui sembra proprio rifuggire ogni sentimento d'amore e di affetto. Ma più in genere, le parti più amorose della Tetralogia tendono con lui a essere alquanto ciniche.

Senz'altro, non per niente si è divertito tantissimo a dirigere il Tricorno di de Falla (secondo me uno dei suoi capolavori discografici). Praticamente un Boulez irriconoscibile, vitalissimo, grottesco e pieno di umorismo

Release group “Dukas: La Péri / De Falla: El sombrero de tres picos /  Concerto for Harpsichord, Flute, Oboe, Clarinet, Violin and Violoncello” by  Paul Dukas, Manuel de Falla; New York Philharmonic,

Cita

Un peccato, perché il resto è invece assai espressivo. Ma tanto Wagner non è sul tuo orizzonte...

E meno male :cat_lol:

Cita

Mazura sarà stato a disagio come sostiene, ma stando a quanto si sente in quel tipo di psicologia ci sguazzava benissimo e l'assecondava eccome... Tutti comunque asseriscono che recitasse molto meglio di come cantasse, e del resto il suo Moses di Schonberg con Solti rende molto bene.

Sì, secondo me si trovava benissimo a fare il cattivo.

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1 ora fa, Euripide dice:

 

altro disco da ascoltare tutta l'estate:

 

 

tra l'altro i dischi di questo importante autore si contano su meno delle dita di due mani. va bene che il suo lavoro è largamente basato su quarti, quinti, sesti ecc. di tono, ma mi pare un po' pochino visto che in vita era considerato un importante compositore avanguardista a livello internazionale. ed è pure stato abbastanza prolifico, più di 100 numeri d'opera...

per dire, neppure un dg dedicato ad haba :mellow: 

se ne è interessata praticamente solo l'etichetta supraphon

Non è un autore di facile ascolto, specie i lavori riguardanti le frazioni di tono. In vita non fu poi considerato questo gran compositore, la fama è quasi esclusivamente degli ultimi anni di vita (quando divenne direttore di un istituto musicale a Praga) o degli anni venti nelle avanguardie della Germania. Confinata più alle teorie che alla produzione effettiva di opere d'arte. Lo danneggiarono anche le persecuzioni politiche. Prima venne vietato dai nazisti in Germania, poi venne osteggiato dai comunisti in Cecoslovacchia tra il 1945 e il 1955. Nelle sue opere ha oscillato molto tra neoclassicismo, post romanticismo e tonalità di quarti, quinti, sesti e dodicesimi. Anzi, le frazioni più piccole della tonalità sono state impiegate in modo esclusivo solo in una parte minima della sua produzione musicale e non è stato neppure il primo a impiegarle (Busoni, Janacek, alcuni russi degli anni dieci e ci sono anche esempi nello statunitense Ives). E' stato, invece, il primo compositore a tentare di dare a questi sistemi alternativi un valore scientifico, specialmente con lo studio accademico del folklore boemo e moravo. Si impegnò anche attraverso l'invenzione e la costruzione di strumenti adatti a suonarli (Ives, per esempio, prevedeva l'esecuzione di queste frazioni sui pianoforti tradizionali facendo dei disastri). Nel complesso, a parte qualche opera effettivamente geniale, resta un compositore molto impegnativo e solo parzialmente compiuto. L'orecchio degli occidentali non è abituato ad ascoltare sonorità così incerte. Per esempio, la sua opera La Madre in un primo momento sembra spesso stonata, la musica è abbastanza semplice ma ha delle sonorità stridenti e incerte, ondivaghe, accompagna delle voci che intonano un arioso continuo che finisce quasi nel parlato (il dialetto moravo è pure abbastanza monotono da seguire se non si conosce la lingua, ricorda qualcosa di molliccio e scivoloso, come di bocca impastata dall'ubriachezza). Se non si è allenati resta un qualcosa parecchio faticoso e macchinoso. Nelle opere sinfoniche spesso divaga, sembra incapace di piegare le sue innovazioni alle forme tradizionali, così che i pezzi brevi sono i migliori. Aveva problemi a estendere e sviluppare il materiale di base, forse perché in conflitto con le forme accademiche che si intestardiva a usare. Nei bozzetti era bravissimo. Le opere migliori, al di là della tecnica impiegata, sono in effetti sempre quelle brevi e di carattere rapsodico. Ha scritto tanto, ma molti pezzi si assomigliano, poca fantasia e ancor meno varietà compositiva. Rimane un autore confinato agli addetti ai lavori per forza di cose, inevitabile ci sia poco e nulla in disco.

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3 ore fa, Euripide dice:

 

della sua fama internazionale ho letto sulla pagina di wikipedia inglese, benchè circoscritta come hai detto ad alcuni periodi. concordo quasi su tutto, ma mi chiedo come fai a dire che dava il meglio di sè nelle opere brevi rispetto a quelle di più ampio respiro se in disco c'è veramente poco rispetto alla sua effettiva reale produzione,

La sua fama internazionale era circoscritta e limitata a fattori accademici, non certo perché un suo pezzo è diventato popolare presso il pubblico o gli esecutori. Lo dimostra il fatto che oggi è totalmente dimenticato, ma per limiti intrinseci suoi. 

Non è come scrivi, la sua produzione principale è stata incisa tutta e può darci un'idea adeguata del suo stile e del modus operandi. La Supraphon che sopra citi ha inciso le opere principali sinfoniche, un'opera lirica intera, una ouverture di altra opera, una selezione dei pezzi per pianoforte, dei quartetti, i quattro nonetti per fiati e di parecchi lavori da camera per i più svariati organici.  Sono un totale di 5-6 dischi, ai quali si aggiungono pezzi sfusi in altre antologie. Toccano tutti gli aspetti della sua musica: post romanticismo di marca tedesca, neoclassicismo, dodecafonia, quarti, quinti, sesti di tono, e sistema eptafonico. Modestamente, li possiedo tutti e posso parlare per esperienza diretta. Non è proprio per nulla poca roba. Al massimo, si può criticare il fatto che sono cd difficili da reperire o anche costosi, ma volendo si trovano e molti sono stati caricati su youtube.

 I pezzi più impegnativi sono stati scritti attorno agli anni venti e hanno una impostazione "tedesca", ricordano anche Strauss (Ouverture per grande orchestra 1920). Questi lavori lunghi hanno evidenti prolissità armoniche (la Fantasia sinfonica per pianoforte e orchestra del 1920-1921, tenta di conciliare il post romanticismo germanico con l'essenzialità del linguaggio popolare alla Janacek, riuscendoci solo in parte). Più o meno quando si rende conto che la strada post romantica non si può più seguire attraverso le sue ricerche (primi anni venti), la sua musica diventa sempre più essenziale: movimenti brevi e incisivi, una certa laconicità dell'espressione, in questo è tipicamente novecentesca. La Madre (1930), considerata l'opera lirica migliore e maggiore, è formata da scene piuttosto brevi tanto da sembrare tante miniature appiccicate l'una all'altra.

I pezzi modernisti e avventurosi da camera invece hanno un carattere più astratto, ma sono sempre lavori brevi o molto brevi.

Per lo più la musica della maturità di Haba è formata da elementi popolari (temi, ritmi, armonie del folklore céco e moravo), che vengono trattati con i sistemi dell'autore. La materia è sottile ed priva di eloquenza, spesso ha carattere cantabile, in genere non ha complessa elaborazione polifonica. Aveva la predilezione per organici strani applicati alle sue frazioni di tono, per esempio quartetti per fagotti, clarinetto basso e pianoforte, quartetti di tromboni, dulcimer ecc., con effetti piuttosto originali.

Cita

ma forse avrai letto di qualcuno che avrà analizzato le sue opere probabilmente senza ascoltarle in disco, o non so.

Infatti, stavo giusto leggendo wikipedia :cat_lol:

Cita

poi il discorso sulle sonorità stridenti per un orecchio occidentale per forza di cose ci sta, ma è un discorso puramente soggettivo.

La Madre è praticamente stonata dall'inizio alla fine, sembra un Janacek ubriaco. Puoi abituarti a tutto e anche a questo, perché no? :closedeyes:

Cita

a me per esempio non importa niente delle sonorità stridenti, mi importa la logica che c'è dietro (per esempio mi sono dovuto abituare alle sonorità di boulez qualche mese fa). alle sonorità ci si abitua con l'ascolto ripetuto, non deve essere percepito soprattutto dai musicisti professionisti come un problema.

E allora se ti interessano i pareri di musicisti professionisti scrivi all'istituto per la ricerca musicale di Praga dedicato ad Haba (università Masaryk) e parla con loro: che vuoi da noi poveracci ? :closedeyes:

Cita

infine ho letto che ha scritto un importante trattato sulle frazioni di tono, mi pare proprio questo il motivo della sua fama all'epoca, mi piacerebbe leggerlo ma ho la sensazione che non si trovi facilmente :D 

Ecco, datti da fare e cercatelo, sicuramente si trova on line. Muovi le chiappe, su !

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8 ore fa, Ives dice:

Di Wagner, Boulez registrò pure questa rara cantata, La cena degli Apostoli, scritta per celebrare l'incontro delle società corali di Sassonia e Dresda:

Mai capito che tipo di preziosità ci trovasse, se non una stracca opera di circostanza.

C'è anche un disco Sony con una selezione di pezzi orchestrali dalle opere. Mi sta venendo la curiosità, lo confesso :D Mai sentito La cena...

1 ora fa, Euripide dice:

counque le cosiddette "stonature" fino ad adesso non mi toccano minimamente, anzi mi risultano addirittura godibili :D 

Insomma, ti entrano da un orecchio e ti escono dall'altro senza problemi e senza attraversare la materia grigia! :cat_lol: :cat_lol::cat_lol:

A proposito delle incisioni Supraphon, stanotte ho dimenticato un particolare: la maggior parte dei pezzi presenti nel triplo cd del centenario furono registrati tra gli anni sessanta (come l'opera del video) e i primi anni settanta sotto la supervisione dell'autore e con musicisti allenati dallo stesso! Dunque la maggior parte dei pezzi furono selezionati dallo stesso Haba e sono da considerare del tutto rappresentativi della sua produzione maggiore.

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6 ore fa, Ives dice:

Di Wagner, Boulez registrò pure questa rara cantata, La cena degli Apostoli, scritta per celebrare l'incontro delle società corali di Sassonia e Dresda:

chucrute com quiabo: Mahler: Rückert-Lieder; Wagner: Wesendonck-Lieder, Das  Liebesmahl der Apostel - Pierre Boulez, Yvonne Minton, LSO, NYPhO

Mai capito che tipo di preziosità ci trovasse, se non una stracca opera di circostanza.

Mamma mia che paccone sto pezzo, dura poco più di mezz'ora eppure sembra lungo il quadruplo di qualsiasi opera composta da Wagner. Non so capire perché Boulez l'abbia registrato, certo che renderlo digeribile è praticamente impossibile. Assolutamente mortifero.:wacko::sleeping_03anim: Nel frattempo:

Wolfgang Amadeus Mozart, Serenata per strumenti a fiato in do min. K388, New Philharmonia Orchestra, Otto Klemperer

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...a @Majaniello, @Florestan, @Ives, @Wittelsbach, @superburp, @Madiel e chiunque gradisca...

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1 ora fa, Euripide dice:

 

direi di no, ormai credo di aver raggiunto una sensibilità per i sistemi non tonali percui difficilmente riesco ad annoiarmi per le sonorità -_-

Poi da qui a capirci qualcosa c'è un oceano, ma va bene lo stesso :cat_lol:

Cita

mi sono lasciato ingannare dal fatto che su spotify non c'è traccia di dischi con i suoi lavori sinfonici e l'unica (delle tre mi pare) opere liriche, ho visto ora su amazon e i dischi ci sono, quindi niente come non detto. c'è solo musica da camera, che del resto cosituisce la gran parte del suo catalogo

I pezzi da camera, certi quartetti o dei lavori per pianoforte per esempio, mi sembrano le sue cose migliori. Sono brevi, senza pretese di dire chissà cosa e spesso piuttosto espressivi, anche se in genere Haba predilige toni abbastanza spogli che tendono all'anonimo. Difetto questo che si riscontra nei pezzi dodecafonici, senza alcun estro particolare nel trattamento della serie. Aveva anche la fissazione di unire certe tecniche colte con i suoi interessi per la musica popolare slava, non sempre le due cose coincidevano in risultati veramente interessanti.

Delle tre opere liriche, quella propriamente d'avanguardia è la Madre. La successiva opera "La Nuova Terra" (1936), è un lavoro d'ispirazione socialista e di carattere neoclassico, un passo indietro rispetto alla precedente. A giudicare dalla bella ouverture sembra piuttosto musica di propaganda, ricorda certa produzione simile che andava in voga nella Germania di Weimar o nell'URSS degli anni venti.

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