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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


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Sergei PROKOFIEV
Sonata per violoncello e pianoforte in do maggiore op. 119

Mstislav Rostropovich, violoncello
Sviatoslav Richter, pianoforte

E' una fortuna che sia stata effettuata la registrazione - per giunta piuttosto valida per l'epoca - della prima esecuzione pubblica della sonata per violoncello di Prokofiev (1° marzo 1950). E' una testimonianza straordinaria di capacità tecniche e interpretative, di passione, di affiatamento al servizio della musica di un grande compositore e amico di entrambi i musicisti, scelti appositamente presentare il nuovo lavoro, una delle più importanti opere cameristiche del 900 scritte per il violoncello. 

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On 3/4/2021 at 22:39, Auleta626 dice:

Sono immediatamente sgradevole a me stesso...
Per una volta che clicco su questo forum per un suggerimento d'ascolto, e immediatamente "ottimo! un H.U. Lehmann e splendido!" e subito dopo guardo: chi è il grande che l'ha proposto?! un iscritto da 19 presenze...
Ahia, d'accordo il futuro promette bene, ma con il passato io qualche scollamento ce l'ho indubbiamente...

E vado di attacca con la Sequenza I di L. Berio

(dal buon vecchio cofanetto)

e poi aggiungo quel paio di lettere al nome proposto...

Helmut LACheNmann : "temA" (1968)

🙂

 

 

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Bela Bartok, Il mandarino meraviglioso (suite) / Paul Hindemith, Nobilissima visione (suite), Chicago Symphony Orchestra, Jean Martinon

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Vabbé ragazzi, lo sappiamo tutti che questo disco è una meraviglia. E' il classico caso in cui parlarne significherebbe ridursi a fare un interminabile e noiso elenco di superlativi. Se penso che il mio primo confronto con queste due opere era avvenuto con Boulez (Bartok, DGG, balletto integrale) e Abbado (Hindemith, DGG, suite) potete ben immaginare la frenesia che mi pervase quando ascoltai per la prima volta Martinon, il quale esibisce un'analisi e uno slancio che i colleghi sopracitati si possono solo immaginare. Uniamoci poi un'orchestra infallibile e un'ottima ripresa del suono ottima e il giuoco è fatto.

...in dedica a @Madiel, @Wittelsbach, @Ives, @Yeats, @superburp@il viandante del sud e a chi gradisce...

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51 minuti fa, Snorlax dice:

Bela Bartok, Il mandarino meraviglioso (suite) / Paul Hindemith, Nobilissima visione (suite), Chicago Symphony Orchestra, Jean Martinon

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Vabbé ragazzi, lo sappiamo tutti che questo disco è una meraviglia. E' il classico caso in cui parlarne significherebbe ridursi a fare un interminabile e noiso elenco di superlativi. Se penso che il mio primo confronto con queste due opere era avvenuto con Boulez (Bartok, DGG, balletto integrale) e Abbado (Hindemith, DGG, suite) potete ben immaginare la frenesia che mi pervase quando ascoltai per la prima volta Martinon, il quale esibisce un'analisi e uno slancio che i colleghi sopracitati si possono solo immaginare. Uniamoci poi un'orchestra infallibile e un'ottima ripresa del suono ottima e il giuoco è fatto.

...in dedica a @Madiel, @Wittelsbach, @Ives, @Yeats, @superburp@il viandante del sud e a chi gradisce...

Così ragioniamo! :cat_smile: A proposito di Bartok, nel cofanone Erato dedicato al grande francese c'è anche un "live" del Mandarino, di notevole spessore ma un po' appannato da una incisione gracchiante. Martinon riesce bene in questo pezzo pure con i musicisti francesi brocchi. La raccolta RCA con la Chicago SO, invece, è tutta magnifica e raramente ho sentito un ammasso di incisioni così diverse tutte del massimo livello (o quasi).

Io, invece, sono alle prese con i violenti colpi di tosse (che in un punto coprono pure la musica: terzo movimento sul finire :o ) di questo live - ricambio una tantum

Shostakovich: Sinfonia n.10

Franz Joseph Haydn, Antonin Dvorak, Veniamin Fleishman, Dmitri  Shostakovich, Vissarion Shebalin, Yuri Shaporin, Nikolai Rakov, Agadzhikov,  Volkonsky, Gennady Rozhdestvensky - Historical Russian Archives: Gennady  Rozhdestvensky Edition - Amazon.com Music

 

 

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Buona Domenica in Albis a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la Sinfonia n.3 di Johannes Brahms in una storica incisione diretta dal grandissimo Wilhelm Furtwangler (allievo di Iosef Gabriel von Rheinberger) nel 1949:
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Da entro la speciale programmazione nel giorno 105esimo anniversario della nascita:

RAI Radio Classica
domenica 11 aprile 2021 8:30

Alberto Ginastera 
Popol Vuh, suite per orchestra op. 44 
la notte eterna -  la nascita della terra -  la natura si desta - il grido della creazione - la grande pioggia -  la cerimonia magica del mais -  il sole, la luna, le stelle - l'alba dell'umanità 
Saint Louis Symphony Orchestra
Leonard Slatkin, direttore
durata: 25.05
RCA 09026-60993-2 
_

Non la ricordavo così splendida (magnificente, rifinita, di gusto delle voci strumentali).
 

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PILATI, M.: Preludio, aria e tarantella / 4 canzoni popolari italiane /  Divertimento / Bagatelles (Moscow Symphony, Adriano) - 8.574168  Divertimento per ottoni (1932)

Notevole per impegno artigianale la produzione più "leggera" di Pilati, ottimo compositore neoclassico mancato prematuramente nel 1938, influenzato da Casella, da Pizzetti e dalla musica popolare italiana. Inusuale l'organico di questo pezzo, all'epoca in Italia la musica per ottoni era poco frequentata al di fuori dell'ambito militare o d'occasione. Non si cade in qualche meccanica imitazione francese o tedesca, il contrappunto limpido e il calore dell'eloquio sono tipici di un autore nazionale.

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21 ore fa, Madiel dice:

Io, invece, sono alle prese con i violenti colpi di tosse (che in un punto coprono pure la musica: terzo movimento sul finire :o ) di questo live - ricambio una tantum

Shostakovich: Sinfonia n.10

Franz Joseph Haydn, Antonin Dvorak, Veniamin Fleishman, Dmitri  Shostakovich, Vissarion Shebalin, Yuri Shaporin, Nikolai Rakov, Agadzhikov,  Volkonsky, Gennady Rozhdestvensky - Historical Russian Archives: Gennady  Rozhdestvensky Edition - Amazon.com Music

 

 

E' una costante dei dischi live russi la presenza di frequenti rumori d'ambiente e soprattutto di clamorose manifestazioni di precaria salute delle vie respiratorie. Non credo sia soltanto colpa del clima rigido, ma sospetto che ci sia alle spalle un atteggiamento più libero e "disinvolto" del pubblico russo rispetto al rito un po' iniziatico del concerto di musica classica che siamo abituati a conoscere in occidente.  Un corollario, forse, della diffusione più capillare della musica in Russia e di una frequentazione quindi più naturale e senza fronzoli, che accetta senza troppo scandalo la presenza del bronchitico e del raffreddato con ciò che comporta in termini di emissioni gutturali e nasali.

Sta di fatto che, oltre a quella stupenda sinfonia n. 10 di Shostakovich per orchestra e colpi di tosse , sono parecchie le incisioni famose che immortalano anche la cattiva salute di qualche spettatore. Ho appena riascoltato la famosa antologia di studi di Scriabin eseguita da vivo da Richter nel 1952  e accompagnata - ovviamente sempre nei momenti in cui la musica è più delicata e suadente - da una signora che forse, al termine del concerto, finì dritta all'ospedale. Per non parlare della celebre incisione Gilels-Kondrashin del primo concerto di Chopin in cui uno sfrontato bronchitico decise di palesarsi proprio durante tutto lo sviluppo di una delle più belle esecuzioni del lunare Larghetto che siano state mai registrate. Ma gli esempi, come detto, sono parecchi...   

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6 ore fa, giobar dice:

E' una costante dei dischi live russi la presenza di frequenti rumori d'ambiente e soprattutto di clamorose manifestazioni di precaria salute delle vie respiratorie. Non credo sia soltanto colpa del clima rigido, ma sospetto che ci sia alle spalle un atteggiamento più libero e "disinvolto" del pubblico russo rispetto al rito un po' iniziatico del concerto di musica classica che siamo abituati a conoscere in occidente.  Un corollario, forse, della diffusione più capillare della musica in Russia e di una frequentazione quindi più naturale e senza fronzoli, che accetta senza troppo scandalo la presenza del bronchitico e del raffreddato con ciò che comporta in termini di emissioni gutturali e nasali.

Sta di fatto che, oltre a quella stupenda sinfonia n. 10 di Shostakovich per orchestra e colpi di tosse , sono parecchie le incisioni famose che immortalano anche la cattiva salute di qualche spettatore. Ho appena riascoltato la famosa antologia di studi di Scriabin eseguita da vivo da Richter nel 1952  e accompagnata - ovviamente sempre nei momenti in cui la musica è più delicata e suadente - da una signora che forse, al termine del concerto, finì dritta all'ospedale. Per non parlare della celebre incisione Gilels-Kondrashin del primo concerto di Chopin in cui uno sfrontato bronchitico decise di palesarsi proprio durante tutto lo sviluppo di una delle più belle esecuzioni del lunare Larghetto che siano state mai registrate. Ma gli esempi, come detto, sono parecchi...   

Il problema, penso, è solo del posizionamento dei microfoni, perché in un paese quasi sempre freddo come la Russia è inevitabile tossire di continuo :cat_lol: Si sentono troppo le percussioni, nello specifico i timpani, e le trombe sono proiettate in avanti forse perché avevano posizionato i microfoni in zona. Si sentono, almeno un paio di volte, le bacchette di legno dei percussionisti risuonare quando vengono posate a terra (o chissà dove). Gli archi, invece, sono lontani e più naturali. E poi il clamoroso colpo di tosse che ho menzionato, senz'altro un musicista più che il pubblico.

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22 ore fa, Madiel dice:

Così ragioniamo! :cat_smile: A proposito di Bartok, nel cofanone Erato dedicato al grande francese c'è anche un "live" del Mandarino, di notevole spessore ma un po' appannato da una incisione gracchiante. Martinon riesce bene in questo pezzo pure con i musicisti francesi brocchi. La raccolta RCA con la Chicago SO, invece, è tutta magnifica e raramente ho sentito un ammasso di incisioni così diverse tutte del massimo livello (o quasi).

Io, invece, sono alle prese con i violenti colpi di tosse (che in un punto coprono pure la musica: terzo movimento sul finire :o ) di questo live - ricambio una tantum

Shostakovich: Sinfonia n.10

Franz Joseph Haydn, Antonin Dvorak, Veniamin Fleishman, Dmitri  Shostakovich, Vissarion Shebalin, Yuri Shaporin, Nikolai Rakov, Agadzhikov,  Volkonsky, Gennady Rozhdestvensky - Historical Russian Archives: Gennady  Rozhdestvensky Edition - Amazon.com Music

 

 

 

47 minuti fa, giobar dice:

E' una costante dei dischi live russi la presenza di frequenti rumori d'ambiente e soprattutto di clamorose manifestazioni di precaria salute delle vie respiratorie. Non credo sia soltanto colpa del clima rigido, ma sospetto che ci sia alle spalle un atteggiamento più libero e "disinvolto" del pubblico russo rispetto al rito un po' iniziatico del concerto di musica classica che siamo abituati a conoscere in occidente.  Un corollario, forse, della diffusione più capillare della musica in Russia e di una frequentazione quindi più naturale e senza fronzoli, che accetta senza troppo scandalo la presenza del bronchitico e del raffreddato con ciò che comporta in termini di emissioni gutturali e nasali.

Sta di fatto che, oltre a quella stupenda sinfonia n. 10 di Shostakovich per orchestra e colpi di tosse , sono parecchie le incisioni famose che immortalano anche la cattiva salute di qualche spettatore. Ho appena riascoltato la famosa antologia di studi di Scriabin eseguita da vivo da Richter nel 1952  e accompagnata - ovviamente sempre nei momenti in cui la musica è più delicata e suadente - da una signora che forse, al termine del concerto, finì dritta all'ospedale. Per non parlare della celebre incisione Gilels-Kondrashin del primo concerto di Chopin in cui uno sfrontato bronchitico decise di palesarsi proprio durante tutto lo sviluppo di una delle più belle esecuzioni del lunare Larghetto che siano state mai registrate. Ma gli esempi, come detto, sono parecchi...   

Ho avuto anch'io la stessa esperienza con molti live d'epoca sovietici. Tuttavia, rimanendo sempre ad Est, la palma per il miglior disagio bronchiale va a questo disco:

1722936.jpg

...comperato in occasione di un soggiorno in Ungheria di qualche anno fa, non lo riascolto da anni. Eppure ricordo bene il gran numero di imprecazioni che gridai al cielo durante il terzo movimento della Musica per archi, percussioni e celesta di Bartok: a tratti il pezzo in questione sembrava essere quasi un mero sottofondo all'insistito ripetersi di espettorazioni del pubblico magiaro...:confused::cat_angry:

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On 11/4/2021 at 22:48, glenngould dice:

Avete ascoltato il secondo Atto della Valchiria diretto da Furtwängler con l'orchestra della Scala?

Lì si raggiunsero livelli altissimi.

Fosse successo oggigiorno, sarebbe scattata quarantena e tamponi a tappeto 

Sarà stato un inverno rigido a Milano :D. Lì poi c'è anche una qualità dell'audio precaria di suo purtroppo.

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7 ore fa, Madiel dice:

 

Povero Mozart!

Non ho capito in che lingua stesse cantando, ma ho notato che nemmeno una volta dice "Sarastro"...e nell'aria c'è per ben tre volte!

Comunque, notevolissimo il pianista: a parte un nell'accompagnamento, ma quanta pazienza!

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27 minuti fa, glenngould dice:

Povero Mozart!

Non ho capito in che lingua stesse cantando, ma ho notato che nemmeno una volta dice "Sarastro"...e nell'aria c'è per ben tre volte!

Comunque, notevolissimo il pianista: a parte un nell'accompagnamento, ma quanta pazienza!

Poi non dite che non ascolto il Sommo! :cat_lol: Il pianista aveva del cotone nelle orecchie e suonava in automatico :cat_lol:

----

Druckman: Nor Spell, Nor Charm

Orpheus Chamber Orchestra

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13 ore fa, glenngould dice:

Povero Mozart!

Non ho capito in che lingua stesse cantando, ma ho notato che nemmeno una volta dice "Sarastro"...e nell'aria c'è per ben tre volte!

Comunque, notevolissimo il pianista: a parte un nell'accompagnamento, ma quanta pazienza!

Oddio, ma non l'avevo sentita! La canto meglio io in falsetto :lol::lol::lol:. E leggo su wikipedia che era anche convinta di essere brava :lol:🚑🚑🚑!

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