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RAI Radio Classica - Mattinale
Pētris Vasks 
Tālā gaisma (Luce distante)
Concerto per violino e orchestra d'archi
Gidon Kremer, violino; Kremerata baltica
durata 29'
disco Teldec 3984-22660-2

_

Grande poesia, nel senso della ricerca linguistica come delle esperienze in narrazione, dall'Autore e dagli interpreti.

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18 ore fa, Snorlax dice:

Anton Bruckner, Sinfonia n. 3 in re min. (ed. Novak 1889), NDR-Sinfonieorchester, Gunter Wand

51R3QnAM93L.jpg

Ogni tanto si ritorna alla propria zona di comfort. Celebre registrazione live del 1992 che rappresenta al meglio le caratteristiche della concertazione del maestro tedesco. Chiarezza architettonica e trasparenza dell'ordito orchestrale sono le cifre interpretative più evidenti della lettura di Wand, la quale incarna senza dubbio uno degli esiti più felici di quella che con un termine un po' inappropriato si potrebbe definire come la visione oggettivista di Bruckner. Io di solito, specie per quel che riguarda questa sinfonia, mi trovo più a mio agio in altri lidi, ma l'interpretazione di questo direttore, anche in questo caso, non può che recare sicura soddisfazione.

...in dedica a @Wittelsbach, @superburp, @Yeats, @Ives e a chiunque possa gradire...

Un mito, e basta.

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20 ore fa, Madiel dice:

Come se fosse un Jaweh qualsiasi, ha dato le leggi e si aspettava che venissero applicate alla lettera (almeno all'inizio). Invece, i suoi allievi discoli le manipolavano secondo le proprie necessità :cat_lol: L'aspetto divertente di questa faccenda è che Schoenberg si era reso conto benissimo del genio di Skalkottas già dal 1930. Negli ultimi anni, mi pare proprio nel 1949 in "Stile e Idea", si chiedeva che fine avesse fatto... Voleva essere vendicato dai suoi migliori frutti, e invece gli è toccato Boulez - che lo ha seppellito :rofl:

ho presente il passaggio cui ti riferisci. assieme a skalkottas , come suoi migliori studenti citava questi nomi , che mi segnai a suo tempo: hanns eisler, karl rankl, rudolf kolisch, eduard steuermann, norbert von hannenheim, peter schacht e winfried zillig. nomi che devo ancora approfondire tutti, ma da quel poco che ho sentito dubito ve ne sia uno paragonabile al greco. 

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Benjamin Britten, Canticle II: Abraham and Isaac, Ian Bostridge, David Daniels, Julius Drake

s-l640.jpg

Scritta nel 1952, questa specie di opera in miniatura dimostra tutto il talento drammatico del compositore britannico. In un quarto d'ora, con due voci e un pianoforte, Britten dipinge magistralmente la vicenda biblica alla cui base c'è il sacrificio di un innocente, tema ricorrente nel teatro britteniano, fulcro anche del Billy Budd, composto appena qualche mese prima rispetto al lavoro in questione. Esecuzione ottima.

...a @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @Yeats, @il viandante del sud e a chi gradisce...

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1 ora fa, Snorlax dice:

Benjamin Britten, Canticle II: Abraham and Isaac, Ian Bostridge, David Daniels, Julius Drake

s-l640.jpg

Scritta nel 1952, questa specie di opera in miniatura dimostra tutto il talento drammatico del compositore britannico. In un quarto d'ora, con due voci e un pianoforte, Britten dipinge magistralmente la vicenda biblica alla cui base c'è il sacrificio di un innocente, tema ricorrente nel teatro britteniano, fulcro anche del Billy Budd, composto appena qualche mese prima rispetto al lavoro in questione. Esecuzione ottima.

...a @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @Yeats, @il viandante del sud e a chi gradisce...

Molte grazie, molto apprezzato! (Non vedo l'ora di mettere le orecchie sulle Parables).

Ricambio con:

 

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3 ore fa, Yeats dice:

ho presente il passaggio cui ti riferisci. assieme a skalkottas , come suoi migliori studenti citava questi nomi , che mi segnai a suo tempo: hanns eisler, karl rankl, rudolf kolisch, eduard steuermann, norbert von hannenheim, peter schacht e winfried zillig. nomi che devo ancora approfondire tutti, ma da quel poco che ho sentito dubito ve ne sia uno paragonabile al greco. 

Kolish, Zillig e Steuermann (zio di Michael Gielen) fecero carriera soprattutto come esecutori di opere altrui. Eisler è molto valido (almeno in parte della sua produzione) e gli si deve almeno un capolavoro senza se e senza ma: l'inno della ex DDR!

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Buongiorno a tutti voi miei cari amici

Haydn - Quartetto in sol maggiore op.77 n.1 Minuet , presto

Persy vostra 🌹

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20 ore fa, giobar dice:

Kolish, Zillig e Steuermann (zio di Michael Gielen) fecero carriera soprattutto come esecutori di opere altrui. Eisler è molto valido (almeno in parte della sua produzione) e gli si deve almeno

grazie giobar! di eisler ho sentito veramente tre-quattro cose random, ma sono stato probabilmente sfortunato.. gli altri che citi sono stati molto legati professionalmente a schoenberg, ma per me sono solo nomi, dici che vale la pena passare all’ascolto?

un capolavoro senza se e senza ma: l'inno della ex DDR!

addirittura!!

Comunque ti dedico quello che sto ascoltando ora, ed estendo all'ottimo @Snorlax , che ringrazio per i Canticles (il terzo è forse il mio preferito , dove l' abilità di Britten nell’arte della variazione raggiunge uno dei suoi molti vertici)

Bach : Concerto in la minore per flauto, violino, clavicembalo e orchestra, BWV 1044
Cologne Musica Antiqua / Goebel , Hazelzet (flauto) , Goebel (violino) , Staier (clavicembalo)  

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18 minuti fa, Yeats dice:

Comunque ti dedico quello che sto ascoltando ora, ed estendo all'ottimo @Snorlax , che ringrazio per i Canticles (il terzo è forse il mio preferito , dove l' abilità di Britten nell’arte della variazione raggiunge uno dei suoi molti vertici)

Bach : Concerto in la minore per flauto, violino, clavicembalo e orchestra, BWV 1044
Cologne Musica Antiqua / Goebel , Hazelzet (flauto) , Goebel (violino) , Staier (clavicembalo)  

In realtà conosco Kolish, Steuermann e Zillig sono per la lor attività rispettivamente di violinista, di pianista e di direttore, tutti piuttosto impegnati nella diffusione della nuova musica. Di Steuermann compositore possiedo soltanto delle brevi variazioni per orchestra contenute in uno dei box della collezione che raccoglie le registrazioni del nipote Gielen, ma confesso che non ho ancora mai ascoltato quel disco.

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21 ore fa, giobar dice:

Eisler è molto valido (almeno in parte della sua produzione) e gli si deve almeno un capolavoro senza se e senza ma: l'inno della ex DDR!

Concordo al 100%, per me l'inno più bello mai composto!:drinks:

So che sei fuori dal giro delle dediche, ma ora mi sto rilassando con un pezzo (e con un disco) che credo ti aggradi:

Frederick Delius, In a Summer Garden, BBC Symphony Orchestra, Andrew Davis

R-9267265-1576856614-6396.jpeg.jpg

Delius non è affatto my cup of tea, ma ogni tanto questi pastelli sonori li ascolto senza troppa difficoltà, e me li godo pure. Certo, sempre a piccole dosi, perché oltre ai venti minuti non sono mai riuscito ad andare. In ogni caso, In a Summer Garden è uno di quelli che preferisco.

La mia conoscenza discografica di Delius è alquanto limitata, ma le letture di Andrew Davis mi paiono ottime, anche grazie ad una strepitosa ripresa del suono che aiuta a carpire tutte le tenui sfumature dell'orchestrazione del compositore britannico.

...a chi gradisce (forse @il viandante del sud?)...

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1 ora fa, Snorlax dice:

Concordo al 100%, per me l'inno più bello mai composto!:drinks:

So che sei fuori dal giro delle dediche, ma ora mi sto rilassando con un pezzo (e con un disco) che credo ti aggradi:

Frederick Delius, In a Summer Garden, BBC Symphony Orchestra, Andrew Davis

R-9267265-1576856614-6396.jpeg.jpg

Delius non è affatto my cup of tea, ma ogni tanto questi pastelli sonori li ascolto senza troppa difficoltà, e me li godo pure. Certo, sempre a piccole dosi, perché oltre ai venti minuti non sono mai riuscito ad andare. In ogni caso, In a Summer Garden è uno di quelli che preferisco.

La mia conoscenza discografica di Delius è alquanto limitata, ma le letture di Andrew Davis mi paiono ottime, anche grazie ad una strepitosa ripresa del suono che aiuta a carpire tutte le tenui sfumature dell'orchestrazione del compositore britannico.

...a chi gradisce (forse @il viandante del sud?)...

Infatti è un ottimo disco, che stranamente, proprio in un autore così "placido", esce dalla routinarietà informe che caratterizza spesso le prestazioni di Andrew Davis.

Quanto all'inno di Eisler della ex DDR, ero adolescente quando le "uome" della Germania Est collezionavano medaglie su medaglie nell'atletica e nel nuoto in qualsiasi competizione internazionale e, dato che amavo vedere quegli sport in TV, quell'inno era pane quotidiano.

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Il cembalo usato come una affettatrice elettrica, il solista che non dialoga mai con il resto dell'orchestra (e gli archi, da parte loro, lo ignorano totalmente) e infine il cembalista che nel finale si eccita così tanto da dare (quasi) capocciate sulla tastiera  e il leggio :sick01:

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7 ore fa, Yeats dice:

etc.

Sì, l'inno della DDR era un capolavoro, concordo con tutti i pareri sopra espressi. Riguardo ai signori "serialisti" sopra citati, a parte l'essere stati grandi musicisti o famosi didatti, escluso Eisler (secondo me non un genio), sono da considerare compositori modesti. Ricoprono lo stesso posto degli epigoni post weberniani degli anni cinquanta. Eisler seguì presto una sua strada artistica ben precisa e alla fine non deve poi molto alla Seconda Scuola di Vienna al di là della dodecafonia accademica. Nella sua musica si incrociano varie esperienze ispirate al post romanticismo, al neoclassicismo e al realismo brechtiano, in linea con il marxismo che professava. Ci sono momenti della sua attività musicale in cui la serialità è del tutto assente. 

 

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17 ore fa, Snorlax dice:

Concordo al 100%, per me l'inno più bello mai composto!:drinks:

So che sei fuori dal giro delle dediche, ma ora mi sto rilassando con un pezzo (e con un disco) che credo ti aggradi:

Frederick Delius, In a Summer Garden, BBC Symphony Orchestra, Andrew Davis

R-9267265-1576856614-6396.jpeg.jpg

Delius non è affatto my cup of tea, ma ogni tanto questi pastelli sonori li ascolto senza troppa difficoltà, e me li godo pure. Certo, sempre a piccole dosi, perché oltre ai venti minuti non sono mai riuscito ad andare. In ogni caso, In a Summer Garden è uno di quelli che preferisco.

La mia conoscenza discografica di Delius è alquanto limitata, ma le letture di Andrew Davis mi paiono ottime, anche grazie ad una strepitosa ripresa del suono che aiuta a carpire tutte le tenui sfumature dell'orchestrazione del compositore britannico.

...a chi gradisce (forse @il viandante del sud?)...

@Snorlax Prendo al volo, grazie!

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Bruckner - Masses : Anton Bruckner, Helmuth Rilling: Amazon.it: Musica

Messa n. 1 in re minore

anche a chi gradisce

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Handel

Judas Maccabaeus HWV 63 / Part 3

Aria: "With honour let desert be crown'd"

Ryland Davies · tenor

John Wilbraham - trumpet

English Chamber Orchestra · Sir Charles Mackerras

 

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Mozart, Sonata per pianoforte e violino in Do maggiore, KV6.

Sonata giovanile, appartiene al genere, diffuso a metà Settecento, della sonata per pianoforte con accompagnamento di strumento melodico, entrata in voga grazie al nuovo strumento. Il frontespizio parla di "clavicembalo", ma all'epoca i termini erano talora usati intercambiabilmente; mi pare che il pianoforte sia comunque una scelta perfettamente appropriata.

A quanti debba controdediche.

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22 ore fa, giobar dice:

In realtà conosco Kolish, Steuermann e Zillig sono per la lor attività rispettivamente di violinista, di pianista e di direttore, tutti piuttosto impegnati nella diffusione della nuova musica. Di Steuermann compositore possiedo soltanto delle brevi variazioni per orchestra contenute in uno dei box della collezione che raccoglie le registrazioni del nipote Gielen, ma confesso che non ho ancora mai ascoltato quel disco.

 

15 ore fa, Madiel dice:

Sì, l'inno della DDR era un capolavoro, concordo con tutti i pareri sopra espressi. Riguardo ai signori "serialisti" sopra citati, a parte l'essere stati grandi musicisti o famosi didatti, escluso Eisler (secondo me non un genio), sono da considerare compositori modesti. Ricoprono lo stesso posto degli epigoni post weberniani degli anni cinquanta. Eisler seguì presto una sua strada artistica ben precisa e alla fine non deve poi molto alla Seconda Scuola di Vienna al di là della dodecafonia accademica. Nella sua musica si incrociano varie esperienze ispirate al post romanticismo, al neoclassicismo e al realismo brechtiano, in linea con il marxismo che professava. Ci sono momenti della sua attività musicale in cui la serialità è del tutto assente. 

 

ottimo, grazie a entrambi dei ragguagli!

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