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47 minuti fa, giobar dice:

 

 

Ma vuoi mettere con questi ? :cat_lol: 155 mm ! Non sopravvive nessuna gallina! :cat_lol:

 

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entrambi dischi ben recensiti vediamo se la Alsop mi convince e mi fa ricredere sulla terza di Bernstein che giudico un bel mattone/polpettone.

A chi gradisce

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On 19/3/2021 at 04:34, Madiel dice:

:axehead:

mai capito perchè Nyman tende a portare le voci verso i registri acuti, con un banale effetto di accumulo. Questo procedimento si trova quasi ovunque nella sua musica. Nel pezzo in questione trovo brutte alquanto sia le sonorità nasali che il continuo oscillare tra il finto barocco e il pop da pubblicità televisiva. Di un kitsch terribile! Eh, se non c'era quel genio di Greenway a valorizzarlo... 

Dottore, mi stupisco persino Lei vada ad ascoltare Nyman :blink::blink: ... Sarà mica lo stress da pandemia che ci sta facendo uscire un po' tutti di testa?!?

Detto ciò, Nyman è uno di quegli autori che può funzionare come supporto cinematografico, ma indipendentemente dal mezzo filmico trovo non abbia molto senso. Portare le voci verso registri troppo acuti poi per un belcantista fiammingomane come me è Eresia :o :o !

Adesso: Frank Martin (1890-1974), Concerto per sette strumenti a fiato, Archi e timpani.

A quanti debba controdediche.

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4 ore fa, Pollini dice:

Dottore, mi stupisco persino Lei vada ad ascoltare Nyman :blink::blink: ... Sarà mica lo stress da pandemia che ci sta facendo uscire un po' tutti di testa?!?

Detto ciò, Nyman è uno di quegli autori che può funzionare come supporto cinematografico, ma indipendentemente dal mezzo filmico trovo non abbia molto senso. Portare le voci verso registri troppo acuti poi per un belcantista fiammingomane come me è Eresia :o :o !

No, non mi piace in alcun modo, l'ho fatto solo per caso. Un amico su fb aveva postato il pezzo in questione e così sono andato a curiosare. In un momento di masochismo mi sono sentito un po' di roba sua, ma è tutta uguale. Nyman non brilla proprio per genio, nelle composizioni "serie" tende a essere insipido e ha evidenti problemi di tenuta (v. il Concerto per violino). E poi quella mania di mandare le voci verso l'alto è quasi insopportabile. Ci sono diversi pezzi assoluti e colonne sonore di Greenway dove applica lo stesso procedimento in maniera quasi pedestre. Quando lo si capisce, la sua musica perde qualsiasi fascino.  Anzi, mi pare che tolta dal contesto di Greenway (che considero un genio), non abbia proprio senso alcuno. Tappezzeria musicale, al più.

Comunque, ora sono alle prese con questo disco

Baltimore Symphony Orchestra, David Zinman - Dance Mix (1995, CD) | Discogs

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3 ore fa, Madiel dice:

Ci sono diversi pezzi assoluti e colonne sonore di Greenway dove applica lo stesso procedimento in maniera quasi pedestre. Quando lo si capisce, la sua musica perde qualsiasi fascino.  Anzi, mi pare che tolta dal contesto di Greenway (che considero un genio), non abbia proprio senso alcuno. Tappezzeria musicale, al più.

Beh, praticamente è questo lo scopo di Nyman, e bisogna dire che in quello riesce... Comunque mi sono andato ad ascoltare il video e manco sapevo quel brano fosse suo, giusto in effetti accostato ad un certo tipo di immagini può starci, ma così da solo è inutile.

Vabbè, per non uscire del tutto dallo scopo del thread, diciamo che lo sto ascoltando adesso, anche se non è vero.

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1 minuto fa, Pollini dice:

Vabbè, per non uscire del tutto dallo scopo del thread, diciamo che lo sto ascoltando adesso, anche se non è vero.

Ah, quindi siamo masochisti in due! :o

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Goffredo Petrassi, Coro di morti, B. Canino, A. Ballista, E. Perrotta, Coro Polifonico di Milano, Strumentisti dell'Angelicum di Milano, Goffredo Petrassi

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Ai bei tempi andati il sabato sera si usciva a bere una birra, mentre oggi si mette sul piatto il Coro di morti di Petrassi. Poco male, è sempre il momento per ascoltare un capolavoro del genere, soprattutto in questa significativa performance diretta dall'autore, con una compagine corale che fa venire i brividi per timbro e idiomaticità.

Tra l'altro è un disco a cui sono assai legato, trofeo di una gita a Milano ai primi anni delle superiori, in cui al momento opportuno sgattaiolai fuori dal gruppo e infilandomi da Buscemi in Corso Magenta. Acquistato senza la minima contezza, tuttavia fin dal primo ascolto ne restai impressionato, e i brividi continuano a rinnovarsi ogni volta.

...ovviamente in dedica a @Madiel ma anche a @Wittelsbach, @Ives, @Yeats, @superburp e a chi gradisce...

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12 minuti fa, Pollini dice:

Vabbè, era una curiosità e basta :D:D . Comunque l'ho interrotto quasi subito, sia chiaro...

Eh, lei è una persona seria, lo sappiamo... :cat_lol:

13 minuti fa, Snorlax dice:

Goffredo Petrassi, Coro di morti, B. Canino, A. Ballista, E. Perrotta, Coro Polifonico di Milano, Strumentisti dell'Angelicum di Milano, Goffredo Petrassi

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Ai bei tempi andati il sabato sera si usciva a bere una birra, mentre oggi si mette sul piatto il Coro di morti di Petrassi. Poco male, è sempre il momento per ascoltare un capolavoro del genere, soprattutto in questa significativa performance diretta dall'autore, con una compagine corale che fa venire i brividi per timbro e idiomaticità.

Tra l'altro è un disco a cui sono assai legato, trofeo di una gita a Milano ai primi anni delle superiori, in cui al momento opportuno sgattaiolai fuori dal gruppo e infilandomi da Buscemi in Corso Magenta. Acquistato senza la minima contezza, tuttavia fin dal primo ascolto ne restai impressionato, e i brividi continuano a rinnovarsi ogni volta.

...ovviamente in dedica a @Madiel ma anche a @Wittelsbach, @Ives, @Yeats, @superburp e a chi gradisce...

Bellissimo disco, lo possiedo e continuo ad ascoltarlo nonostante i limiti tecnici. Sono alle prese con un pezzo incasinato e selvatico, ti devi accontentare di una contro-dedica un po' "rumorosa" :D

Rouse: Bonham per batteria e percussioni (otto esecutori) (1988)

Baltimore SO, Zinman

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15 ore fa, Snorlax dice:

Goffredo Petrassi, Coro di morti, B. Canino, A. Ballista, E. Perrotta, Coro Polifonico di Milano, Strumentisti dell'Angelicum di Milano, Goffredo Petrassi

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Ai bei tempi andati il sabato sera si usciva a bere una birra, mentre oggi si mette sul piatto il Coro di morti di Petrassi. Poco male, è sempre il momento per ascoltare un capolavoro del genere, soprattutto in questa significativa performance diretta dall'autore, con una compagine corale che fa venire i brividi per timbro e idiomaticità.

Tra l'altro è un disco a cui sono assai legato, trofeo di una gita a Milano ai primi anni delle superiori, in cui al momento opportuno sgattaiolai fuori dal gruppo e infilandomi da Buscemi in Corso Magenta. Acquistato senza la minima contezza, tuttavia fin dal primo ascolto ne restai impressionato, e i brividi continuano a rinnovarsi ogni volta.

...ovviamente in dedica a @Madiel ma anche a @Wittelsbach, @Ives, @Yeats, @superburp e a chi gradisce...

grazie, sempre gradito petrassi... ricambio con:

Skalkottas:  Ottetto per archi e fiati
Melos Ensemble

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Buonasera a tutti voi miei cari amici.

Tra varie cannonate a poveri pennuti inermi lasciatemi ricreare un atmosfera più rilassata.

Dedico a chiunque gradisca "Granada" di Albeniz , al pianoforte Alicia de Larrocha.

La musica di Albeniz fu spesso trascritta per chitarra e interpretata da chitarristi eccellenti , ad esempio Segovia.

In realtà queste composizioni in origine furono scritte per tastiera, ed è proprio così che le penso' Albeniz, per il pianoforte , che tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 era uno strumento già perfezionato per rendere al meglio tutti i colori e le atmosfere della terra iberica.

Buon ascolto

Persy vostra 🌹

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On 20/3/2021 at 12:33, dejure dice:

 

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entrambi dischi ben recensiti vediamo se la Alsop mi convince e mi fa ricredere sulla terza di Bernstein che giudico un bel mattone/polpettone.

A chi gradisce

un pastrocchio di influenze neoclassiche e post romantiche, un coacervo di problemi filosofici/morali irrisolti, è l'anticamera (ancora un poco ordinato) di roba come la Messa! Poi, il finale dove l'autore si auto-assolve è una barzelletta :cat_lol: Avevano ragione i rabbini israeliani ad arrabbiarsi alla première negli anni sessanta, il contenuto è eretico e sincretico.

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On 20/3/2021 at 12:33, dejure dice:

 

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entrambi dischi ben recensiti vediamo se la Alsop mi convince e mi fa ricredere sulla terza di Bernstein che giudico un bel mattone/polpettone.

A chi gradisce

Grandi recensioni tutte stra-positive per questo disco. Cosi come per la sua Mass. La Alsop potrebbe funzionare in questo repertorio, come funziona sul minimal e affini. Io non lo conosco, però il confronto con "Bernstein dirige se stesso", è spesso impietoso per chi si è cimentato con le sue sinfonie. Ma forse è giusto pure non misurarsi col Bernstein direttore. L'edizione DG con la Caballè rimane comunque superlativa. Rimanendo in casa Naxos, questa mi piace assai:

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Skalkottas:  Quartetto per archi No. 3
New Hellenic Quartet

è musica talmente bella che non sai nemmeno cosa dire. aspra, solida, equilibrata, lirica. mi ricorda un po' certi scherenschnitte di runge:

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8 ore fa, Yeats dice:

Skalkottas:  Quartetto per archi No. 3
New Hellenic Quartet

è musica talmente bella che non sai nemmeno cosa dire. aspra, solida, equilibrata, lirica. mi ricorda un po' certi scherenschnitte di runge:

Ottimo lavoro, anche se tutti i quartetti di Skalkottas sono notevoli. Schoenberg si scandalizzava per come manipolava serialità!

---------

 

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Anton Bruckner, Sinfonia n. 3 in re min. (ed. Novak 1889), NDR-Sinfonieorchester, Gunter Wand

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Ogni tanto si ritorna alla propria zona di comfort. Celebre registrazione live del 1992 che rappresenta al meglio le caratteristiche della concertazione del maestro tedesco. Chiarezza architettonica e trasparenza dell'ordito orchestrale sono le cifre interpretative più evidenti della lettura di Wand, la quale incarna senza dubbio uno degli esiti più felici di quella che con un termine un po' inappropriato si potrebbe definire come la visione oggettivista di Bruckner. Io di solito, specie per quel che riguarda questa sinfonia, mi trovo più a mio agio in altri lidi, ma l'interpretazione di questo direttore, anche in questo caso, non può che recare sicura soddisfazione.

...in dedica a @Wittelsbach, @superburp, @Yeats, @Ives e a chiunque possa gradire...

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17 ore fa, Madiel dice:

Ottimo lavoro, anche se tutti i quartetti di Skalkottas sono notevoli. Schoenberg si scandalizzava per come manipolava serialità!

---------

 

qualche giorno fa ascoltavo il suo ottetto e leggevo dal libretto BIS come l'avesse composto con serie di 11 note più una ripetuta, oltreché di 12, e tematismi diatonici.
schoenberg comunque era spesso diffidente verso i serialisti della generazione di skalkottas, mi è rimasto impresso il suo giudizio di "reclute inaffidabili" quando lo lessi in una lettera a non ricordo chi.


- - - - - - - 


skalkottas il mare
iceland symphony orchestra / byron fidetzis


@Snorlax

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6 ore fa, Yeats dice:

qualche giorno fa ascoltavo il suo ottetto e leggevo dal libretto BIS come l'avesse composto con serie di 11 note più una ripetuta, oltreché di 12, e tematismi diatonici.
schoenberg comunque era spesso diffidente verso i serialisti della generazione di skalkottas, mi è rimasto impresso il suo giudizio di "reclute inaffidabili" quando lo lessi in una lettera a non ricordo chi.


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skalkottas il mare
iceland symphony orchestra / byron fidetzis


@Snorlax

Come se fosse un Jaweh qualsiasi, ha dato le leggi e si aspettava che venissero applicate alla lettera (almeno all'inizio). Invece, i suoi allievi discoli le manipolavano secondo le proprie necessità :cat_lol: L'aspetto divertente di questa faccenda è che Schoenberg si era reso conto benissimo del genio di Skalkottas già dal 1930. Negli ultimi anni, mi pare proprio nel 1949 in "Stile e Idea", si chiedeva che fine avesse fatto... Voleva essere vendicato dai suoi migliori frutti, e invece gli è toccato Boulez - che lo ha seppellito :rofl:

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