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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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Da poco terminata la Guerra Civile e nei teatri americani si suonava questa roba qua. Baumont una sicurezza anche in questo raro repertorio, che guarda all'Europa nella forma (voluntary, hornpipe, suites, variazioni) ma riecheggia i suoni del "Nuovo Mondo" (pifferi, tamburi e cannoni). Serena Pasqua a tutti!

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Palestrina, "Victimae Paschali Laudes".

Alle volte certe composizioni "in chiavette" le preferirei trasportate alla quarta o quinta bassa, e questo sarebbe uno di quei casi... Ma non sto troppo a sindacare. A seguire:

Antoine Brumel (1460? - 1513 ca.), Missa "Et Ecce Terrae-Motus".

Buona Pasqua a tutti!

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Herbert Blomstedt (nato negli Stati Uniti da genitori svedesi e lì formatosi con Igor Markevitch alla Juilliard School e con Leonard Bernstein a Tanglewood, anche se questi anni di formazione non sono mai ricordati come molto proficui dal vecchio direttore) e la San Francisco Symphony sono stati colonne portanti del catalogo Decca. Questo cofanetto di 15 CD ripercorre parzialmente la loro storia discografica: un direttore di prima categoria e un'eccellente orchestra americana (anni 80-90), tra le migliori al mondo: un binomio perfetto. È vero, però, che in questi ultimi anni, come fosse più libero e distaccato dalle cose del mondo, Blomstedt sta assommando una serie di prestazioni strabilianti per intelligenza interpretativa, gusto, concretezza, tecnica, poesia, soprattutto a Lipsia. Il cofanetto purtroppo non è completo (grave lacuna almeno il fenomenale CD dedicato a Sessions e Harbison) ma è pieno di dischi bellissimi, con Hindemith, Strauss, Mendelssohn, Schubert, Grieg, Bartok, Sibelius, Nielsen e Brahms corale di livello assoluto.

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5 ore fa, Ives dice:

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Herbert Blomstedt (nato negli Stati Uniti da genitori svedesi e lì formatosi con Igor Markevitch alla Juilliard School e con Leonard Bernstein a Tanglewood, anche se questi anni di formazione non sono mai ricordati come molto proficui dal vecchio direttore) e la San Francisco Symphony sono stati colonne portanti del catalogo Decca. Questo cofanetto di 15 CD ripercorre parzialmente la loro storia discografica: un direttore di prima categoria e un'eccellente orchestra americana (anni 80-90), tra le migliori al mondo: un binomio perfetto. È vero, però, che in questi ultimi anni, come fosse più libero e distaccato dalle cose del mondo, Blomstedt sta assommando una serie di prestazioni strabilianti per intelligenza interpretativa, gusto, concretezza, tecnica, poesia, soprattutto a Lipsia. Il cofanetto purtroppo non è completo (grave lacuna almeno il fenomenale CD dedicato a Sessions e Harbison) ma è pieno di dischi bellissimi, con Hindemith, Strauss, Mendelssohn, Schubert, Grieg, Bartok, Sibelius, Nielsen e Brahms corale di livello assoluto.

Concordo, probabilmente il più grande ancora in vita, di certo il mio direttore preferito che raramente mi ha deluso.

Buona Pasqua con 

 

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6 ore fa, Ives dice:

in questi ultimi anni, come fosse più libero e distaccato dalle cose del mondo, Blomstedt sta assommando una serie di prestazioni strabilianti per intelligenza interpretativa, gusto, concretezza, tecnica, poesia

Giorni fa Antonio Pappano, intervistato sul suo periodo alla guida dell'orchestra di Santa Cecilia in previsione del nuovo incarico con la London Symphony, ha indicato con grandissima signorilità proprio nel recente concerto di Blomstedt il punto più alto raggiunto dall'orchestra romana sotto il suo mandato.

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Continua la mia ricerca musicale sulla morte, mi ero ripromesso di non tornare a ri-ascoltare tutte le messe da Requiem che ho ascoltato negli anni, ma stasera grande è lo sconforto, enorme la sofferenza, avevo quasi un bisogno fisiologico del Requiem di Berlioz.

 

H. Berlioz - Requiem (Grande messe des morts), op. 5

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12 ore fa, giobar dice:

Giorni fa Antonio Pappano, intervistato sul suo periodo alla guida dell'orchestra di Santa Cecilia in previsione del nuovo incarico con la London Symphony, ha indicato con grandissima signorilità proprio nel recente concerto di Blomstedt il punto più alto raggiunto dall'orchestra romana sotto il suo mandato.

Si, ho letto e sentito/visto il concerto su RaiPlay, bellissimo. Non c'entra con Blomstedt ma peccato che a Santa Cecilia abbiano scelto Daniele Gatti :stun: recentemente l'ho visto davvero più noioso e pesante del solito.

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Schubert

Mass No. 2 in G minor, D167

Immortal Bach Ensemble

Leipziger Kammerorchester

Morten Schuldt-Jensen

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Non inganni la semplicità del melos, la chiarezza della declamazione accordale, è pur sempre il lavoro di un diciottenne ma già a suo modo perfetto, sobrio, conciso, interamente schubertiano. Bella questa serie Naxos!

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1 ora fa, Yeats dice:

Stravinsky (morto esattamente 50 anni fa) -  Requiem Canticles
Gregg Smith Singers
Ithaca College Concert Choir
Columbia Symphony Orchestra / Robert Craft

@Madiel @Snorlax

Versione che è, tutto sommato, ancora oggi la migliore. Invece, io ascolto per la prima volta (e ricambio) quella che Urvizzo dice essere la peggiore partitura orchestrale di Caijkovskij :D Ci sta giusto con il fatalismo stravinskyano

 

 

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1 ora fa, Madiel dice:

Versione che è, tutto sommato, ancora oggi la migliore. Invece, io ascolto per la prima volta (e ricambio) quella che Urvizzo dice essere la peggiore partitura orchestrale di Caijkovskij :D Ci sta giusto con il fatalismo stravinskyano

 

 

è sicuramente la meno rammollita. craft poi da ultraottantenne ne ha diretta un’altra con la philharmonia (naxos), ma penso fosse soprattutto marketing. l’unica più o meno recente è di herreweghe per PHI, non so se avevi in mente quella quando dicevi che craft/columbia è ancora la migliore, in tal caso concordo in pieno. 

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Sergei PROKOFIEV
Sonata per violoncello e pianoforte in do maggiore op. 119

Mstislav Rostropovich, violoncello
Sviatoslav Richter, pianoforte

E' una fortuna che sia stata effettuata la registrazione - per giunta piuttosto valida per l'epoca - della prima esecuzione pubblica della sonata per violoncello di Prokofiev (1° marzo 1950). E' una testimonianza straordinaria di capacità tecniche e interpretative, di passione, di affiatamento al servizio della musica di un grande compositore e amico di entrambi i musicisti, scelti appositamente presentare il nuovo lavoro, una delle più importanti opere cameristiche del 900 scritte per il violoncello. 

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On 3/4/2021 at 22:39, Auleta626 dice:

Sono immediatamente sgradevole a me stesso...
Per una volta che clicco su questo forum per un suggerimento d'ascolto, e immediatamente "ottimo! un H.U. Lehmann e splendido!" e subito dopo guardo: chi è il grande che l'ha proposto?! un iscritto da 19 presenze...
Ahia, d'accordo il futuro promette bene, ma con il passato io qualche scollamento ce l'ho indubbiamente...

E vado di attacca con la Sequenza I di L. Berio

(dal buon vecchio cofanetto)

e poi aggiungo quel paio di lettere al nome proposto...

Helmut LACheNmann : "temA" (1968)

🙂

 

 

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