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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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1 ora fa, Ives dice:

Sibelius

«Rakastava» («Der Liebende») op. 14

Dvořák

Serenade for Strings op. 22

Tonhalle-Orchester Zürich

Paavo Järvi

Che mostruoso upgrade che hanno fatto alla Tonhalle! Paavo in forma strepitosa, niente a che vedere col bolso Zinman degli ultimi anni. Davvero aria nuova e l'orchestra ne beneficia. Ascolto la Seconda di Honegger sempre da qua:

 

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9 ore fa, Madiel dice:

Druckman: Nor Spell Nor Charm (1990)

Orpheus Chamber Orchestra

William Bolcom, Fred Lerdahl, Jacob Druckman, Michael Gandolfi, Orpheus  Chamber Orchestra - Lehrdahl: Waves (1988) / Druckman: Nor Spell Nor Charm  (1990) / Bolcom: Orphee-Serenade (1984) / Gandolfi: Points of Departure  (1988) - Amazon.com Music

Ottimo e angosciante lavoro, scritto per la sua amica Jan DeGaetani, malata mortalmente di leucemia e scomparsa prematuramente. Druckman aveva un talento innato per il colore timbrico e la miniatura raffinata. Forse il pezzo più bello del disco in questione. Le esecuzioni sono eccellenti (i pezzi tutti commissionati dalla Orpheus CO), come la registrazione.

Bolcom: Orphée-Sérénade (1984)

Orpheus Chamber Orchestra

Invece, Bolcom è proprio un simpatico caz***ne :cat_lol: Mischia le carte in tavola e sembra divertirsi tantissimo alle nostre spalle. La Serenata di Orfeo é ispirata alla Aspen Serenade (1957) di Milhaud, suo amatissimo maestro, e vuole essere un lavoro leggero caratterizzato da razionale "clarté " francese. Un miscuglio di neoclassicismo e libera tonalità, e di qualche audacia armonica con una magistrale orchestrazione, assai pungente nelle parti scherzose. La Elégie è pure apertamente romantica. Nel finale, invece, cita la Haffner di Mozart con un effetto grottesco più che satirico, una menzione "di cuore". Quindici minuti passati in allegria.

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On 2/3/2021 at 22:23, Euripide dice:

 

weill: sinfonia n. 2
 
gewandhausorchester leipzig diretta da edo de waart
 
 

Questa è una magnifica edizione, forse la migliore che ho mai sentito.

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Bartok: Concerto per due pianoforti e orchestra

Bela Bartok, David Zinman, Concertgebouw Orchestra, Nelson Freire, Martha  Argerich - Bartok: Concerto for 2 Pianos; Kodaly: Dances of Galanta -  Amazon.com Music

Sul momento mi pare una buona edizione, ma non mi fa impazzire come quell'altra di Bernstein - che continuo a ritenere il riferimento. Avrei preferito un suono più presente.

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1 ora fa, glenngould dice:

A questo punto ascolto il mitico King alle prese con il primo movimento del Das Lied.

L'ho molto apprezzato nella Valchiria ed. Solti nelle vesti di Siegmund, vediamo come se la cava qui.

Naturalmente @Ives e @Madiel (molto stimolante la conversazione nell'altro thread)

A me il cd arriverà presto, per ora non posso dire nulla :o Ricambio con

Kodaly: Hary Janos Suite

Philharmonia Hungarica diretta da Antal Dorati

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6 ore fa, glenngould dice:

Grazie. Frequento poco il buon Kodaly, ma so che con Dorati si va sul sicuro.

 

Sì, Dorati è proprio bravo, ma i pezzi del doppio cd sono un po' tediosi. Non riesco a farmelo piacere il vecchio Kodaly, neanche mi pare un compositore di qualche genialità. La sua musica è come se girasse a vuoto in certi momenti. Hary Janos è gradevole e piacevole, ma al di là della superficie non c'è poi molto. Interessanti le Variazoni del pavone, ma senza esagerare. Alterne le celebri danze di Marroszek e Galanta, anche senza conoscerle si vive bene lo stesso. Domani tenterò di occuparmi del secondo disco, dei lavori contenuti conosco solo la Sinfonia (un mezzo mattone <_<)

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Radio3 Suite - Il cartellone
giovedì 4 marzo 2021 ore 20.30

Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
I concerti d’inverno n. 7
in diretta dall'Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino

direttore, James Conlon
...

Anton Bruckner (1824 - 1896)
Sinfonia n. 7 in mi maggiore WAB 107 (1881 - 1883; ed. Leopold Nowak)
- Allegro moderato - Molto animato - A tempo - Molto solenne - Molto calmo; a poco a poco più veloce
- Adagio. Molto solenne e molto adagio - Moderato - Tempo I
- Scherzo. Allegro molto - Trio. Un poco più lento
- Finale. Mosso ma non presto

_

Una Settima, per OSN-RAI/J. Conlon, resa di preziosa solidità: per palazzi di narrazione epica seriosa e di bel tratto, dai colori precisi penetranti riflessivi senza estenuazioni, di fatto aperti al percorso personale engagé cui A. Bruckner ha sempre invitato quale cifra della modernità.

Di quando esser lì all'esecuzione è diverso dal solo ascoltare altrimenti una composizione: fondamentale, tanto più per una Sinfonia tardo-romantica. Una vera disdetta quest'impossibilità odierna.

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Buongiorno a tutti voi miei cari amici.

Quest'oggi voglio condividere con voi un ascolto dedicato a chi attende il ritorno di una persona cara.

Puccini non ne ha mai sbagliata una in termini di accorate attese e di pensieri struggenti.

Tant'è che alcune mie amiche definiscono le sue opere "cose da donne" 😂😊😁

Quindi godiamoci questo pezzo e aspettiamo , sperando che lui torni veramente presto.

A chi gradisce

Persy vostra

🌹

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10 ore fa, Persephone dice:

Quest'oggi voglio condividere con voi un ascolto dedicato a chi attende il ritorno di una persona cara.Quindi godiamoci questo pezzo e aspettiamo , sperando che lui torni veramente presto.

A volte bisogna rassegnarsi, magari non torna più :cat_lol:

--------------

Metto da parte il noioso Kodaly per provare uno sconosciuto signore finlandese, Erik Bergman (1911-2006). Per meglio dire, sconosciuto in vita non fu affatto, ma la notorietà non è mai andata oltre il paese natio. Di formazione neoclassica, s'interessò presto di dodecafonia e fu il primo finlandese della sua generazione ad applicare il sistema. Questa fase serialista, spesso molto libera, durò fino alla fine degli anni sessanta, poi si aprì ad altre influenze usando un linguaggio lontano dall'accademia (si sente spesso l'influenza della musica cinese e giapponese nei lavori tardi). Il cd Chandos che sto ascoltando comprende opere del periodo serialista e post serialista (anni cinquanta-settanta). I pezzi si caratterizzano per una raffinatezza estrema dei timbri, con una netta tendenza all'estatico. E' tutto un tintinnare e un vibrare di suoni metallici, di fruscii, di fischi, di assoli di flauti e via dicendo, in una surreale atmosfera notturna (in Bim Bam Bum 1977, c'è anche lo scacciapensieri impiegato in funzione esclusivamente timbrica). Le voci accompagnano sempre senza imporsi troppo e senza torsioni espressioniste, quasi che per Bergman importi più la sonorità complessiva e il significato. Trovo molto interessante la totale estraneità al linguaggio di Sibelius, la cui ombra è ancora ingombrante nella musica finlandese odierna. L'autore aveva ottimi gusti letterari, selezionando i suoi testi da Quasimodo, Eluard, Eliot, Arp, Morgenstern o dalla letteratura antica (come nel caso della Hathor suite da testi sacri egizi), che vengono cantati per lo più nella lingua originale.

Bergman: Hathor Suite, per soprano, baritono, coro misto, corno inglese, arpa e percussioni (1971)

Penelope Walmsley-Clark, soprano; Stephen Varcoe, baritono; New London Chamber Choir ed Endymion Ensemble diretti da James Wood

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9 ore fa, Ives dice:

Tchaikovsky

Romeo & Juliet - Fantasy Overture

Tonhalle-Orchester Zürich

Paavo Järvi

@glenngould che ringrazio per la dedica mahleriana.

Grazie, sia Tchaikovsky che Järvi jr. sono sempre un bel sentire.

Tuttavia, guardare un orchestra che suona con le mascherine nere dà un senso funereo accompagnato dalla sala vuota.

Credo che non mi abituerò mai a tutto questo

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9 ore fa, Madiel dice:


:aggressive:

 

Parere? Chiaramente è uno Stravinskij "pesante", ma la sinfonia in 3 movimenti mi sembra di presti ad una lettura del genere (c'è anche la registrazione di Klemperer ad esempio, che certo ha un suono più asciutto e "novecentesco", ma come tempi non mi pare sia molto più snella).

P.S. Certo che potevano accoppiarla con Blacher piuttosto che con Pfitzner.

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3 ore fa, superburp dice:

Parere? Chiaramente è uno Stravinskij "pesante", ma la sinfonia in 3 movimenti mi sembra di presti ad una lettura del genere (c'è anche la registrazione di Klemperer ad esempio, che certo ha un suono più asciutto e "novecentesco", ma come tempi non mi pare sia molto più snella).

P.S. Certo che potevano accoppiarla con Blacher piuttosto che con Pfitzner.

Non direi proprio pesante in senso assoluto, piuttosto è una versione dionisiaca, selvaggia. Mi pare che Furt sia piuttosto rispettoso della partitura, particolari stranezze non ne sento. Avrei voluto passare a Pfitzner, in realtà all'inizio volevo ascoltare proprio questo lavoro, ma dopo la Sinfonia in tre movimenti c'era la suite da Le Baiser, pezzo non proprio irresistibile per i miei gusti e così ho mollato. Forse mi sono salvato! :cat_lol:

In effetti, Blacher ci starebbe meglio.

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