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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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3 ore fa, Ives dice:

Ives

Lincoln, the Great Commoner

Nashville Symphony Orchestra & Chorus

Leonard Slatkin

mmmh, tutto sommato preferisco la vecchia (e apocalittica) versione di Stokowski !

---

Laks: Sinfonietta per archi (1936)

NFM Leopoldinum CO diretta da H. Rohde

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2 ore fa, Ives dice:

Si, però su YT non mi pare ci sia più.

Quei geni del tubo hanno tolto il bel video con la partitura (che per me neofita era incredibile anche solo al colpo d'occhio!) e l'hanno sostituita con il solito, tristissimo, video commerciale:

 

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Se nel topic hurwitziano lo Janacek operistico, che io amo molto - nonostante quel frutto acerbo di Jenufa sia piuttosto difficile da metabolizzare anche per me - non sta riscuotendo molto successo, io tento di mettere tutti d'accordo con questo bell'ascolto:

Georg Friedrich Handel, Delirio Amoroso, Ann Murray, The Symphony of Harmony and Invention, Harry Christophers

COR16030_1024x1024.jpeg?v=1369081615

Ma che spettacolo questa cantata romana del giovane Handel! :o Questo disco - purtroppo da me sottovalutato per lungo tempo - proveniente da un boxino di Christophers dedicato al compositore sassone, è un autentico tesoro, e la cantata in questione la pietra più preziosa ivi contenuta. Stupendi gli interventi concertanti di oboe, flauto e violino, e ancor più impressionante la vena melodica del ventenne compositore tedesco, che in poco più di mezz'ora di musica riesce a toccare tutti i registri espressivi possibili, non limitandosi al semplice quadretto bucolico che il libretto amatoriale del Cardinale Pamphilj imporrebbe. Esecuzione da manuale (anche se è l'unica che conosco di questo pezzo :rolleyes:).

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @Madiel, @superburp, @glenngould e a chiunque gradisca...

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@Madiel ,  avrei bisogno di un’indicazione. sei per caso a conoscenza di pezzi (immagino del novecento) che impieghino temi gregoriani o rinascimentali ma  1) per organico ridotto (quartetto d'archi l’ideale) , 2) con fraseggio staccato, e senza sostenuti, legati, tempi lenti, etc, 3) tendenzialmente con impiego di tecniche barocche o ereditate dal barocco (fortspinnung, progressione, contrappunto, ecc… e loro derivati) ? respighi ha scritto un "concerto gregoriano" e altri piccoli lavori del genere, ma non mi fanno impazzire.

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On 17/11/2021 at 21:16, Snorlax dice:

92MinutiDiApplausi3.gif

======================================================================

Igor Stravinskij, Messa, Westminster Cathedral Choir, City of London Sinfonia, James O'Donnell

R-1081080-1192454889.jpeg.jpg

Disco usato reperito a due lire in rete qualche tempo fa. La Sinfonia di Salmi non è niente di che, ma la Messa è una delle migliori che abbia avuto occasione di ascoltare. Credo che in pezzi come questo i boy treble facciano la differenza, il loro suono biancastro si addice come non mai all'austera scrittura stravinskiana. Eccellente la concertazione di O'Donnell che plasma un ottimo equilibro tra massa corale e strumenti a fiato.

....oltre a Yeats, dedico anche a @superburp, @Majaniello, @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @il viandante del sud, @Keikobad e a chiunque gradisca...

P.s. Scusate se sono poco presente in Forum recentemente, ma la vita reale in queste ultime settimane mi sta dando abbastanza filo da torcere...:sorry::rolleyes:

Grazie Snorlax, controdedico con:

anche a chi gradisce

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2 ore fa, Yeats dice:

@Madiel ,  avrei bisogno di un’indicazione. sei per caso a conoscenza di pezzi (immagino del novecento) che impieghino temi gregoriani o rinascimentali ma  1) per organico ridotto (quartetto d'archi l’ideale) , 2) con fraseggio staccato, e senza sostenuti, legati, tempi lenti, etc, 3) tendenzialmente con impiego di tecniche barocche o ereditate dal barocco (fortspinnung, progressione, contrappunto, ecc… e loro derivati) ? respighi ha scritto un "concerto gregoriano" e altri piccoli lavori del genere, ma non mi fanno impazzire.

Purtroppo non me ne vengono in mente... :unsure::mda:

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Quanto mi piace Ives! Molto bello anche il song con pianoforte, qui cantato con grande nobiltà, pure troppa. Certo che Ives alle prese con l'orchestra si lasciava trascinare da visioni ultraterrene. Sembra quasi che non gli basti mai quello che ha a disposizione, e non è che lesini...

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14 ore fa, Snorlax dice:

Georg Friedrich Handel, Delirio Amoroso, Ann Murray, The Symphony of Harmony and Invention, Harry Christophers

Ma che spettacolo questa cantata romana del giovane Handel! :o Questo disco - purtroppo da me sottovalutato per lungo tempo - proveniente da un boxino di Christophers dedicato al compositore sassone, è un autentico tesoro, e la cantata in questione la pietra più preziosa ivi contenuta. Stupendi gli interventi concertanti di oboe, flauto e violino, e ancor più impressionante la vena melodica del ventenne compositore tedesco, che in poco più di mezz'ora di musica riesce a toccare tutti i registri espressivi possibili, non limitandosi al semplice quadretto bucolico che il libretto amatoriale del Cardinale Pamphilj imporrebbe. Esecuzione da manuale (anche se è l'unica che conosco di questo pezzo :rolleyes:).

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @Madiel, @superburp, @glenngould e a chiunque gradisca...

Caro Snorlax, con Handel vuoi vincere facile 😄 Bellissima cantata e ottima esecuzione che posseggo nel cofanetto Coro. Ti rimando in dedica questo:

Handel

Acis & Galatea - Air "Hush, ye pretty warbling choir"

Rowan Pierce — soprano

Dunedin Consort — John Butt

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18 ore fa, Snorlax dice:

Se nel topic hurwitziano lo Janacek operistico, che io amo molto - nonostante quel frutto acerbo di Jenufa sia piuttosto difficile da metabolizzare anche per me - non sta riscuotendo molto successo, io tento di mettere tutti d'accordo con questo bell'ascolto:

Georg Friedrich Handel, Delirio Amoroso, Ann Murray, The Symphony of Harmony and Invention, Harry Christophers

COR16030_1024x1024.jpeg?v=1369081615

Ma che spettacolo questa cantata romana del giovane Handel! :o Questo disco - purtroppo da me sottovalutato per lungo tempo - proveniente da un boxino di Christophers dedicato al compositore sassone, è un autentico tesoro, e la cantata in questione la pietra più preziosa ivi contenuta. Stupendi gli interventi concertanti di oboe, flauto e violino, e ancor più impressionante la vena melodica del ventenne compositore tedesco, che in poco più di mezz'ora di musica riesce a toccare tutti i registri espressivi possibili, non limitandosi al semplice quadretto bucolico che il libretto amatoriale del Cardinale Pamphilj imporrebbe. Esecuzione da manuale (anche se è l'unica che conosco di questo pezzo :rolleyes:).

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @Madiel, @superburp, @glenngould e a chiunque gradisca...

Ne ho avuti anch’io, di deliri amorosi!

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On 30/11/2021 at 20:28, Snorlax dice:

Se nel topic hurwitziano lo Janacek operistico, che io amo molto - nonostante quel frutto acerbo di Jenufa sia piuttosto difficile da metabolizzare anche per me - non sta riscuotendo molto successo, io tento di mettere tutti d'accordo con questo bell'ascolto:

Georg Friedrich Handel, Delirio Amoroso, Ann Murray, The Symphony of Harmony and Invention, Harry Christophers

COR16030_1024x1024.jpeg?v=1369081615

Ma che spettacolo questa cantata romana del giovane Handel! :o Questo disco - purtroppo da me sottovalutato per lungo tempo - proveniente da un boxino di Christophers dedicato al compositore sassone, è un autentico tesoro, e la cantata in questione la pietra più preziosa ivi contenuta. Stupendi gli interventi concertanti di oboe, flauto e violino, e ancor più impressionante la vena melodica del ventenne compositore tedesco, che in poco più di mezz'ora di musica riesce a toccare tutti i registri espressivi possibili, non limitandosi al semplice quadretto bucolico che il libretto amatoriale del Cardinale Pamphilj imporrebbe. Esecuzione da manuale (anche se è l'unica che conosco di questo pezzo :rolleyes:).

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @Madiel, @superburp, @glenngould e a chiunque gradisca...

Mai sentita! Dopo ci do un ascolto fugace. Intanto sono alle prese con il solito e ricambio

Sorabji: Fantaisie "Hommage à Johann Strauss"

Habermann, pianoforte

Sembra di ascoltare un valzer di ubriachi tanto è instabile nel ritmo e nel fraseggio, ma dopo le prime piroette ci si abitua :cat_smile:

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Il carico da 12...

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Ho abbastanza gradito il bozzettismo del Secondo Atto.
Tuttavia la domanda mi ronza potente: perché secondo qualche intellettuale l'Andrea Chenier sarebbe una schifezza, mentre questa sarebbe un capolavoro assoluto? Io non so rispondere. Qualcuno che lo sa?

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36 minuti fa, Wittelsbach dice:

Il carico da 12...

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Ho abbastanza gradito il bozzettismo del Secondo Atto.
Tuttavia la domanda mi ronza potente: perché secondo qualche intellettuale l'Andrea Chenier sarebbe una schifezza, mentre questa sarebbe un capolavoro assoluto? Io non so rispondere. Qualcuno che lo sa?

Non sono un intellettuale, ma l'Andrea Chenier mi fa schifo più di Allevi, mentre Da una casa di morti è fra le mie opere preferite in assoluto. Che sia un capolavoro non lo dico io ma lo dicono i maggiori musicologi e storici della musica di tutto il mondo. La ricezione di Janacek in Italia è tuttora problematica e ostacolata, probabilmente, dalla lingua e da  modalità espressive e costruttive lontane dalla nostra sensibilità. Se c'è chi non lo gradisce per intero o in opere come questa (ed è del tutto lecito) me ne farò una ragione.

Restando casualmente su Leos JANACEK, sto ascoltando

Sonata 1° ottobre 1905

Rudolf Firkusny, pianoforte

live del 1957 a Salisburgo, di suono ottimo

Interpretazione febbrile, tesa e al tempo stesso densa di inquietudine.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Il carico da 12...

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Ho abbastanza gradito il bozzettismo del Secondo Atto.
Tuttavia la domanda mi ronza potente: perché secondo qualche intellettuale l'Andrea Chenier sarebbe una schifezza, mentre questa sarebbe un capolavoro assoluto? Io non so rispondere. Qualcuno che lo sa?

 

14 minuti fa, giobar dice:

Non sono un intellettuale, ma l'Andrea Chenier mi fa schifo più di Allevi, mentre Da una casa di morti è fra le mie opere preferite in assoluto. Che sia un capolavoro non lo dico io ma lo dicono i maggiori musicologi e storici della musica di tutto il mondo. La ricezione di Janacek in Italia è tuttora problematica e ostacolata, probabilmente, dalla lingua e da  modalità espressive e costruttive lontane dalla nostra sensibilità. Se c'è chi non lo gradisce per intero o in opere come questa (ed è del tutto lecito) me ne farò una ragione.

Sinceramente non ho colto il paragone tra le due opere, ma mi sento di dire che sto dalla parte di Giobar, anche se il mio giudizio sullo Chenier non è così estremo. O meglio: musicalmente lo trovo tutto sommato gradevole - ma nulla più - tuttavia mal sopporto il libretto che mi pare un centone dei più beceri cliché reazionari, che, personalmente trovo insostenibili, tra un popolo bue assetato di sangue e una nobiltà da cartolina che sembra quasi un'autoparodia. Tra l'altro la Rivoluzione francese è un momento storico che ho particolarmente a cuore, e quindi poco tollero sciocchezze simili. La musica di Giordano non fa altro che rispecchiare un testo ridicolo, ma diciamo che l'estro genuino del foggiano riesce a ritagliare, non senza fatica, qualche momento di interesse.

Detto questo, trovo l'opera terminale di Janacek un capolavoro assoluto, una delle maggiori vette espressive di tutto il novecento storico. E a me l'idioma - lato sensu - del compositore moravo non sembra nemmeno così ostile come spesso si dice, ma ovviamente, questo dipende dalla sensibilità di ognuno di noi.

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RAI Radio3 Suite - Il cartellone
giovedì 2 dicembre 2021 ore 20.30
in diretta dall’Auditorium RAI “Arturo Toscanini” di Torino

Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Concerto d'autunno 2021 n. 6

direttore, Tomáš Netopil
violoncello (Guadagnini 1789), Nicolas Altstaedt

Zdeněk Fibich (1850 - 1900)
Bouře (La Tempesta)
Ouverture all’atto III
del dramma di Shakespeare, op. 46 (1895)

Ernest Bloch (1880 - 1959)
Schelomo 
Rapsodia ebraica per violoncello e grande orchestra (1916)
- Lento e moderato

-

Di assoluto interesse direi il persistere in danza dello svaporare della sovranità umana, reso densamente virilmente (insieme compassionevole e con il pizzico di postmoderno, la nota cinica) da N. Altstaedt, ben sorretto dallo scheletro teso autostradale dell'orchestra, come han potuto mettersi così d'accordo bene :-) In esito di abito sontuoso, ottimamente quindi introdotto dal volo sull'isola di Prospero, qui concluso in diktat mica tanto lieto :-) Complimenti RAI Torino

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Ultimamente sto ascoltando cose strane e diverse, tipo questo:

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molto divertente, ma anche, a momenti, toccante!

ovviamente @Ives.

Ieri ho ascoltato questo invece, che richiede certo un approfondimento:

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Facciamo così che facciamo prima:

Lo spartito di questo oratorio è stato scritto negli anni 1967 - 68 a Marino, dopo una pro- gettazione durata qualche anno e dopo che Ernst Schnabel, il poeta, al quale devo anche l’idea di base, concluse il libretto. Il lavoro consiste nella lettura cantata del diario di bordo di una zattera in avaria nel mare aperto, carica di gente in fin di vita. Costoro sono uomini del terzo mondo, vitti- me della disumanità di egoisti che apparten- gono al mondo dei ricchi e dei potenti. E’ Ernst Schnabel che ha avuto l’idea teatra- le di dividere la scena dell’esecuzione musi- cale in due parti, di cui una è destinata ai vivi, l’altra ai morti. Caronte, il barcaiolo, voce recitante, fa da intermediario tra i due mondi, che sono separati l’uno dall’altro anche nella scelta degli strumenti: ai vivi sono asso- ciati gli strumenti del respiro (i fiati), mentre i morti, che al momento di entrare nel nuovo regno subito intonano l’italiano antico (dall’Inferno dantesco), sono accompagnati solo dagli archi.

Mentre componevo questa musica, il mondo esterno, dunque una realtà diversa da quella della mia musica, entrò efficacemente nel lavoro: sentendomi sollecitato dal confronto artistico con il tema bruciante della nostra materia e costretto, nel rappresentare tradimento, miseria, pena, agonia e delirio, a identificarmi con le vittime che in questo lavoro hanno voce, mi sentii sempre più vicino a loro e nel mio intimo crebbero compassione, amore, solidarietà per i perseguitati, verso esseri umani che soffrono, che giacciono in mortale angoscia, verso le minoranze che sono in realtà maggioranze, verso gli umiliati e gli offesi. Schnabel e io abbiamo visto nell’intero lavoro un’allegoria, la descrizione di una lotta: una lotta per la pura esistenza, da cui un giorno o l’altro dovrebbero generarsi uno spirito combattivo e la decisione di cambiare condizioni intollerabili.

Hans Werner Henze

@Snorlax 

 

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Paert: Cantus in memory of Benjamin Britten (1977)

Bergen PO diretta da Neeme Jarvi

C'è poco da girarci attorno, qua l'autore ha scritto un capolavoro del nostro tempo.

Nel cd ci sono alcuni pezzi di Britten, tra cui una Cello Symphony veramente ben eseguita e che niente perde rispetto all'edizione di riferimento dell'autore. Anzi, Jarvi ne dà una lettura molto incisiva che mi piace parecchio, fa vedere Britten sotto una luce nuova, ripulito da certe scorie sentimentali.

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20 ore fa, Wittelsbach dice:

Il carico da 12...

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Ho abbastanza gradito il bozzettismo del Secondo Atto.
Tuttavia la domanda mi ronza potente: perché secondo qualche intellettuale l'Andrea Chenier sarebbe una schifezza, mentre questa sarebbe un capolavoro assoluto? Io non so rispondere. Qualcuno che lo sa?

Mah, il quesito è mal posto perché non si possono paragonare due autori così diversi che, a parte aver condiviso un frammento di tempo storico in comune, sono del tutto estranei l'uno all'altro. Per conto mio, Da una casa di morti non è affatto un capolavoro, la trovo di rara pesantezza tra le opere janacekiane, l'autore si sforza di fare dramma, si parla addosso, fa letteratura più che teatro e dà sfogo alla sua naturale logorrea psicologica. Invece niente posso dire su Chenier perché non l'ho mai ascoltato (:cat_lol:) - più per caso che per volontà di ignorarlo.

Continuo la mia carrellata paertiana con alcuni dei suoi lavori più o meno noti, tra cui Collage, Wen Bach Bienen, Fratres, Credo (di un kitsch tremendo :doh:), Summa e Fratres. Le sue citazioni simil bachiane sono fasullissime! Niente a che vedere con il polistilismo di Schnittke, questo sì profondamente tragico, perché disperato e conscio della sua impotenza storica. Sembra musica fatta di nulla, proprio non c'è niente (o quasi), superficiale e atteggiata, che prende per la pancia con facile effetto. Durante l'ascolto di Collage mi è venuto spontaneo pensare... 

30 SEC] Ma Che Me Stai a Cojonà? Alberto Sordi - YouTube :cat_lol:

Jarvi, invece, è bravissimo in questo repertorio, forse il migliore direttore che ha inciso la musica strumentale di Paert. Migliore pure del figlio Paavo.

Torniamo alle cose serie

Busoni: Sonata per violino e pianoforte n.1

Fontanella, violino; Salinaro, pianoforte

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Thompson

Alleluia

The Octarium

Brano corale scritto da Randall Thompson per l'inaugurazione del Berkshire Music Festival, più comunemente noto come Tanglewood Music Festival, l'8 luglio del 1940 e divenuto, negli anni, brano di apertura di ogni stagione estiva del festival, sempre eseguito nella meravigliosa cornice dei verdi paesaggi del Massachusetts. A dispetto della richiesta di Koussevitzky che aveva commissionato una fanfara corale che avrebbe dovuto celebrare in pompa magna l'inaugurazione del BMC, il compositore produsse invece un brano triste e introspettivo ispirato dalle angoscianti e tragiche vicende europee. @Majaniello in controdedica (vado a memoria, ma sulla prima del Canticle di Copland ci fu una epica litigata tra l'autore e Bernstein, durante le prove del pezzo. Copland rimprovera all'amico di non aver preparato il brano a dovere, preferendo concentrarsi su Mahler che era in programma nella seconda parte. Copland per ripicca non si presentò la sera del concerto alla Carnegie Hall).

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