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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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5 ore fa, Madiel dice:

Corghi: Divara - Wasser und Blut (Water and Blood) - Marco Polo: 8223706-07  - 2 CDs | Presto Music  Per ora il primo atto.

E poi sono arrivato al secondo atto. Opera un po' problematica, a mio modo di vedere. Non tanto per lo stile, tutto sommato granitico, conservatore e ricco di rimandi alla classicità (citazioni di corali protestanti, Meyerbeer e altro) e all'espressionismo tedesco di primo novecento, quanto per il modo di impostare la vocalità e la prospettiva complessiva. Finora le parti cantate sono pochissime, si oscilla tra lo sprechgesang e un canto timido, che evita come la peste qualsiasi psicologia dei personaggi e le espansioni liriche. L'orchestra non affronta mai di petto l'azione (e si potevano trarre tanti "effettacci" con una trama così !), e neppure tenta di colmare i vuoti lasciati dal canto. Più che partecipare, direi che accompagna, commenta l'azione da fuori Ci sono pure troppe chiacchiere nel primo atto, insopportabili i vari capoccia anabattisti che berciano come certi gerarchi nazisti (uno mi ricorda parecchio Goebbels). Si nota una costruzione in crescendo, il secondo atto è più "carico" del primo e più interessante, non escludo che nel terzo l'opera prenda il volo con la catarsi della protagonista. Mi chiedo come possa "suonare" in italiano un'opera così...

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Reich: Eight Lines (1983)

Holst-Sinfonietta, Simon

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2 ore fa, Madiel dice:

E poi sono arrivato al secondo atto. Opera un po' problematica, a mio modo di vedere. Non tanto per lo stile, tutto sommato granitico, conservatore e ricco di rimandi alla classicità (citazioni di corali protestanti, Meyerbeer e altro) e all'espressionismo tedesco di primo novecento, quanto per il modo di impostare la vocalità e la prospettiva complessiva. Finora le parti cantate sono pochissime, si oscilla tra lo sprechgesang e un canto timido, che evita come la peste qualsiasi psicologia dei personaggi e le espansioni liriche. L'orchestra non affronta mai di petto l'azione (e si potevano trarre tanti "effettacci" con una trama così !), e neppure tenta di colmare i vuoti lasciati dal canto. Più che partecipare, direi che accompagna, commenta l'azione da fuori Ci sono pure troppe chiacchiere nel primo atto, insopportabili i vari capoccia anabattisti che berciano come certi gerarchi nazisti (uno mi ricorda parecchio Goebbels). Si nota una costruzione in crescendo, il secondo atto è più "carico" del primo e più interessante, non escludo che nel terzo l'opera prenda il volo con la catarsi della protagonista. Mi chiedo come possa "suonare" in italiano un'opera così

Beh, il Primo è l’atto più problematico, proprio a causa di quei quattro eresiarchi su di giri, che mi hanno fatto pensare a Sgarbi. Col Secondo ci risolleva, culmine la scena finale. Ma il Terzo prorompe con atmosfere corali a parer mio quasi commoventi, e con maggiore compattezza musicale.

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2 ore fa, Keikobad dice:

Ti senti male? :D

:D :D 

Il disco Naxos è più che ottimo, resto solo perplesso sui pezzi. Per fortuna è un Reich relativamente breve per cui non ci si annoia, però alla fine degli ascolti (Eight Lines, Vermont e New York Counterpoint, Music for Two, City Life) resta la sensazione del vuoto più assoluto. E' musica superficiale, per quanto complessa polifonicamente, alla base ci sono poche idee e il messaggio che trasmette è inesistente. Dà, al massimo, un piacere di tipo fisico. Reich scrisse che il suo approccio al minimalismo era di tipo astratto, nel senso che era soprattutto interessato a far partecipe l'ascoltatore del processo compositivo nel corso dell'ascolto... ma alla fine a me ascoltatore interessa sapere quanto sei bravo a scrivere canoni scolastici considerati i risultati ? Comunque, Eight Lines non è affatto male, se si regge per diciassette minuti ai due-tre accordi ripetuti costantemente da pianoforte, flauto e clarinetto :cat_lol: Si fa una ascolto cinetico e di pancia, ma alla fine va bene lo stesso. Il pezzo più curioso, però, è il più tardo City Life (1995). Qui Reich ha veramente tentato di superare i suoi soliti schemi mentali, riuscendoci in parte: nel tema che apre la prima parte si sente Copland ! :o In seguito ci sono delle manipolazioni elettroniche di voci, che ricordano un po' certa musica mixata da discoteca. Eccellente il quarto movimento intitolato Eartbeats/Boats and Buoys, con la descrizione di un angolo portuale di New York, riesce perfino a essere poetico. In alcuni momenti riesce quasi a dipingere in suoni un paesaggio urbano dell'anima, e trovo anche notevole il contrasto che crea tra la calma interiore invano ricercata e il caos cittadino, il brulicare della vita per le vie. Sembra di scorgere un Reich pensoso che guarda scorrere New York dal  terrazzino di casa mentre si fuma una sigaretta, con amore e indifferenza. Il risultato complessivo è un po' ingenuo nella sua semplicità concettuale, con l'impiego di clacson, voci e altre sonorità della "natura", ma confesso che non mi ha annoiato neanche per un minuto. Qui c'è un Reich che fa il Respighi della Grande Mela! :rofl: Nel secondo movimento ci sono pure delle autocitazioni fuggevoli da The Desert Music, ma dato che si trovano spesso in quel periodo (anche citazioni di altri lavori precedenti a dire il vero) forse è solo un limite di scrittura dell'autore. Nel senso che gli mancano le idee e tende a ripetere specifici "topoi" del suo stile per iniziare una nuova strada: variazione nella variazione.

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On 15/11/2021 at 09:23, Ives dice:

Una nota di merito pure per il cast vocale, di fondamentale importanza: timbri giusti, ben calibrati, voci fresche e giovani. Bellissimo disco. Ci sarebbe pure quella di Sawallisch, live con un cast tedesco, ma non so quanto reperibile e credo mai riversata in CD.

Eccola

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La comprai anni e anni fa, su amazon.it si trova solo usato.

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3 ore fa, Madiel dice:

Qui c'è un Reich che fa il Respighi della Grande Mela!

Beh dammi un paragone per questa:

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Ovviamente sto ascoltando la Nascita del Verbo... Stessa potenza emotiva di sempre, ma tante note attorcigliate come piace a me ^_^

Si sente che è la musica di uomo sull'orlo di una crisi di nervi, è una specie di lotta tra la parte razionale, che tenta di organizzare la materia (sento persino fugati "tradizionali"), e la materia stessa che tende ad accumulare continuamente tensione e ad andare fuori controllo. Ma è lo stesso autore che porta la musica a deragliare, c'è questa contraddizione. Lo trovo un ascolto "pericoloso", nel senso che lavora su quelle sensazioni che si provano "al limite", ma mi piace che sia pensato con una certa classicità. Al contrario di Sorabij qui mi pare che la forma conti ancora qualcosa a livello sostanziale.

Cos'altro posso ascoltare del genere?

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47 minuti fa, Majaniello dice:

Beh dammi un paragone per questa:

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Ovviamente sto ascoltando la Nascita del Verbo... Stessa potenza emotiva di sempre, ma tante note attorcigliate come piace a me ^_^

Si sente che è la musica di uomo sull'orlo di una crisi di nervi, è una specie di lotta tra la parte razionale, che tenta di organizzare la materia (sento persino fugati "tradizionali"), e la materia stessa che tende ad accumulare continuamente tensione e ad andare fuori controllo. Ma è lo stesso autore che porta la musica a deragliare, c'è questa contraddizione. Lo trovo un ascolto "pericoloso", nel senso che lavora su quelle sensazioni che si provano "al limite", ma mi piace che sia pensato con una certa classicità. Al contrario di Sorabij qui mi pare che la forma conti ancora qualcosa a livello sostanziale.

Cos'altro posso ascoltare del genere?

Capolavoro di Scelsi ! Non saprei a cosa paragonarla, anche perché all'epoca non erano state scritte cantate dodecafoniche di quel genere. Si potrebbe avvicinare, per motivi tecnici, a certe cose coeve di Dallapiccola o Petrassi, ma neanche perché il lavoro di Scelsi è unico. Non credo ci siano paragoni neppure nel repertorio tedesco. Hai ragione a scrivere che è sull'orlo di una crisi di nervi, perché l'autore tenta ogni sforzo costruttivo per coniugare la tecnica seriale con le sue aspirazioni metafisiche e classiciste. Una personale via di mezzo tra Casella e Schoenberg (!) Mai raggiunta prima della Creazione del Verbo tanta potenza creatrice nella sua musica, è un vulcano di suoni nel senso che c'è molta materia.  Ci sono anche troppi simbolismi e troppi significati esoterici, inevitabile la caduta. Seguirono un forte esaurimento, la paranoia e la salvezza annichilendo il proprio io con la pratica meditativa.

Quattro Pezzi su una nota sola sono l'esatto contrario: annullamento dell'io creatore, identificazione del soggetto in un suono e nel suo riverbero nello spazio. Tentativo di identificazione del soggetto nell'oggetto divino attraverso il simbolismo sonoro. Sentirli dopo la cantata fa uno strano effetto, perché Scelsi sembra come impazzito e la musica pare non avere alcun senso compiuto. Sono difficili da ascoltare perché mancano tutte le coordinate di un pezzo "occidentale", in primis la direzionalità. Sembra di galleggiare nel vuoto o di annaspare nel nulla.

Uaxuctum, invece, rappresenta la raggiunta pace interiore, in cui il gioco astratto dei timbri può rimanere incastonato in una struttura architettonica. Ritorna il tempo e si unisce allo spazio, si crea il movimento. Scelsi è divenuto il creatore che può vedere l'oggetto musicale con distacco, non si fa coinvolgere dal dramma della città maya autodistruttasi per motivi religiosi (forse una metafora del suo personale scampato pericolo ?)

Se ti piace il genere, allora dovrai prendere in considerazione i grandi pezzi corali/orchestrali degli anni sessanta-settanta, uno più bello nello dell'altro: Hurqualia, Hymnos, Pfath, Chuckrum, Aion, Konx-Om-Pax.

Senti questo, quant'è "potente" nel senso della radice latina, cioè che padroneggia e domina (il suono):

 

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20 minuti fa, Madiel dice:

Se ti piace il genere, allora dovrai prendere in considerazione i grandi pezzi corali/orchestrali degli anni sessanta-settanta, uno più bello nello dell'altro: Hurqualia, Hymnos, Pfath, Chuckrum, Aion, Konx-Om-Pax.

Senti questo, quant'è "potente"

Questo l'avevi già postato, ma è già su un versante meditativo (per quanto ancora inquietante). Mi chiedevo se ci fosse qualcosa proprio di simile alla Nascita... cioè polifonico-espressionista (o quel che è). So già che mi dirai che Hymnos è polifonico, seppure una polifonia lenta... 

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12 minuti fa, Majaniello dice:

Questo l'avevi già postato, ma è già su un versante meditativo (per quanto ancora inquietante). Mi chiedevo se ci fosse qualcosa proprio di simile alla Nascita... cioè polifonico-espressionista (o quel che è). So già che mi dirai che Hymnos è polifonico, seppure una polifonia lenta... 

No, non scrisse altro su quel genere, neanche per orchestra sola. Dopo la fine della sua composizione nel 1948 andò in depressione e non scrisse più per diversi anni, mi pare fino al 1952-1953, e abbandonò pure la dodecafonia. Abbandonando il sistema, di conseguenza veniva meno il contrappuntismo e tutto ciò che è connesso. Rigetto totale. Fine di una parte della sua vita.

Mi viene in mente solo Pfath, scritto quasi trent'anni dopo. Il soggetto è in un certo senso simile, c'è l'apparizione dell'epifania divina ma stavolta su un grado ben superiore, siamo proprio a livelli cosmici. Non credo sia di tuo gusto, ormai nella musica matura sono assenti le costruzioni contrappuntistiche giovanili. Concepiva per contrasti, blocchi, sovrapposizioni, stratificazioni, pieni e vuoti. E' musica che comunica solo attraverso l'illuminazione interiore, nella Nascita c'è ancora rappresentazione e razionalità.

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RAI Radio3 Suite - Il cartellone
martedì 16 novembre ore 20.00

Milano Musica
in diretta dal Teatro alla Scala di Milano

Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi
direttore, Michele Gamba
pianoforte, Nicolas Hodges

Rebecca Saunders
to an utterance per pianoforte e orchestra (2020)
prima esecuzione in Italia

Wolfgang Rihm
Verwandlung III per orchestra (2008)

Benjamin Britten
Four Sea Interludes da “Peter Grimes” op. 33a (1945)
- Dawn (alba: tempo lento e tranquillo)
- Sunday morning (mattino di domenica: allegro spiritoso)
- Moonlight (raggio di luna: andante comodo e rubato)
- Storm (tempesta: presto con fuoco)

-

La persistenza nel momento musicale viene offerta, quel tanto dolorosamente, da R. Saunders. Salvo rinunciare al gioco complice della fascinazione più estesa (basterebbe un Mendelssohn a metterla in un angolo; sostanzialmente l'inciampo di fissità, così forzato, è un ben strano bastante) ma lasciando godersi del momento minimo epperché no (quel nient'altro: affascina, e risulta in riposante)... Complimenti a tutto il lavoro d'ensemble benissimo coordinato (solista e fondali).

Poi un grazie a orchestra e direzione per lo slancio, persino festoso, dato al potpourri (ordinatissimo, analitico, saldo, quanto caloroso come un prender per mano) di preziosità strumentali nel nastro (banda sonora) contenuto (delimitato, antiromantico) e disteso (fluente, fiabesco) insieme, di W. Rihm 🙂

Mentre forse da tanta adrenalina accumulata un Britten così brillante, che io avrei piuttosto voluto in più allentate nuance di La Mer...

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17 ore fa, Madiel dice:

:D :D 

Il disco Naxos è più che ottimo, resto solo perplesso sui pezzi. Per fortuna è un Reich relativamente breve per cui non ci si annoia, però alla fine degli ascolti (Eight Lines, Vermont e New York Counterpoint, Music for Two, City Life) resta la sensazione del vuoto più assoluto. E' musica superficiale, per quanto complessa polifonicamente, alla base ci sono poche idee e il messaggio che trasmette è inesistente. Dà, al massimo, un piacere di tipo fisico. Reich scrisse che il suo approccio al minimalismo era di tipo astratto, nel senso che era soprattutto interessato a far partecipe l'ascoltatore del processo compositivo nel corso dell'ascolto... ma alla fine a me ascoltatore interessa sapere quanto sei bravo a scrivere canoni scolastici considerati i risultati ?

io non credo che l'intento fosse di far mostra delle sue capacità compositive, piuttosto, è l'estetica del processo compositivo che viene reso il fulcro dell'opera e come tale porta all'astrazione dell'esperienza sonora e quindi a una specie di "trance" meditativa, estetica mutuata dal gruppo Fluxus e dai loro "happening". Con questo, non si può non concordare che Reich sia un autore estremamente anti-espressivo, per sua stessa ammissione, in particolare nei brani sopra citati.

Comunque, Eight Lines non è affatto male, se si regge per diciassette minuti ai due-tre accordi ripetuti costantemente da pianoforte, flauto e clarinetto :cat_lol: Si fa una ascolto cinetico e di pancia, ma alla fine va bene lo stesso. Il pezzo più curioso, però, è il più tardo City Life (1995). Qui Reich ha veramente tentato di superare i suoi soliti schemi mentali, riuscendoci in parte: nel tema che apre la prima parte si sente Copland ! :o In seguito ci sono delle manipolazioni elettroniche di voci, che ricordano un po' certa musica mixata da discoteca. Eccellente il quarto movimento intitolato Eartbeats/Boats and Buoys, con la descrizione di un angolo portuale di New York, riesce perfino a essere poetico. In alcuni momenti riesce quasi a dipingere in suoni un paesaggio urbano dell'anima, e trovo anche notevole il contrasto che crea tra la calma interiore invano ricercata e il caos cittadino, il brulicare della vita per le vie. Sembra di scorgere un Reich pensoso che guarda scorrere New York dal  terrazzino di casa mentre si fuma una sigaretta, con amore e indifferenza. Il risultato complessivo è un po' ingenuo nella sua semplicità concettuale, con l'impiego di clacson, voci e altre sonorità della "natura", ma confesso che non mi ha annoiato neanche per un minuto. Qui c'è un Reich che fa il Respighi della Grande Mela! :rofl: Nel secondo movimento ci sono pure delle autocitazioni fuggevoli da The Desert Music, ma dato che si trovano spesso in quel periodo (anche citazioni di altri lavori precedenti a dire il vero) forse è solo un limite di scrittura dell'autore. Nel senso che gli mancano le idee e tende a ripetere specifici "topoi" del suo stile per iniziare una nuova strada: variazione nella variazione.

City Life penso che sia uno dei suoi capolavori del cosiddetto periodo della "speech melody" (fine anni '80 - metà anni '90). A me il brano di voci mixate a mo' di discoteca ("It's been a honeymoon") piace un sacco. Alla fine in realtà è sempre lo stesso processo compositivo, se noti è lo stesso ritmo di "Clapping music" con la parola "honey" ma sovrapposto a canone in diversi canali stereo (infatti dà il meglio di sé ascoltato in cuffia, se registrato bene), l'effetto sonoro risultante è un vero e proprio vortice dove la parola diventa indistinguibile dal suono che produce. Per quanto riguarda le autocitazioni che denoterebbero una mancanza di idee, faccio notare che anche Mahler spesso e volentieri usa gli stessi incisi ritmici e melodici in praticamente ogni sua sinfonia, Bruckner ibidem, e nessuno se ne è mai lamentato :D

a proposito di Mahler:

Sinfonia n.6 "Tragica"

Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado.

per me il Mahler di Abbado è perfetto in ogni suo aspetto, non mi interessa cosa dice Hurwitz :wub:

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6 ore fa, Keikobad dice:

City Life penso che sia uno dei suoi capolavori del cosiddetto periodo della "speech melody" (fine anni '80 - metà anni '90). A me il brano di voci mixate a mo' di discoteca ("It's been a honeymoon") piace un sacco.

Non è male. L'ho trovato interessante, almeno esce un po' fuori dai soliti schemi sonori. Forse è per questo che tutto sommato City Life mi è piaciuto.

6 ore fa, Keikobad dice:

Alla fine in realtà è sempre lo stesso processo compositivo, se noti è lo stesso ritmo di "Clapping music" con la parola "honey" ma sovrapposto a canone in diversi canali stereo (infatti dà il meglio di sé ascoltato in cuffia, se registrato bene), l'effetto sonoro risultante è un vero e proprio vortice dove la parola diventa indistinguibile dal suono che produce.

Devo sentirlo "Clapping", l'ho ascoltato solo una volta e direi che non lo conosco proprio nel dettaglio.

6 ore fa, Keikobad dice:

Per quanto riguarda le autocitazioni che denoterebbero una mancanza di idee, faccio notare che anche Mahler spesso e volentieri usa gli stessi incisi ritmici e melodici in praticamente ogni sua sinfonia, Bruckner ibidem, e nessuno se ne è mai lamentato :D

Dipende come sono riproposte tali citazioni. Nel caso di Mahler era simboliche, per cui cariche di significato (v. la Sesta che stai ascoltando). 

Nessuno si lamenta, ma c'è un motivo: Mahler era un genio, Reich no! :cat_lol:

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46 minuti fa, Yeats dice:

Villa-Lobos : Quartetto d'archi No. 16
Danubius Quartet

I quartetti d'archi di Villa-Lobos sono sottovalutati. 

92MinutiDiApplausi3.gif

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Igor Stravinskij, Messa, Westminster Cathedral Choir, City of London Sinfonia, James O'Donnell

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Disco usato reperito a due lire in rete qualche tempo fa. La Sinfonia di Salmi non è niente di che, ma la Messa è una delle migliori che abbia avuto occasione di ascoltare. Credo che in pezzi come questo i boy treble facciano la differenza, il loro suono biancastro si addice come non mai all'austera scrittura stravinskiana. Eccellente la concertazione di O'Donnell che plasma un ottimo equilibro tra massa corale e strumenti a fiato.

....oltre a Yeats, dedico anche a @superburp, @Majaniello, @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @il viandante del sud, @Keikobad e a chiunque gradisca...

P.s. Scusate se sono poco presente in Forum recentemente, ma la vita reale in queste ultime settimane mi sta dando abbastanza filo da torcere...:sorry::rolleyes:

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11 ore fa, Snorlax dice:

92MinutiDiApplausi3.gif

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Igor Stravinskij, Messa, Westminster Cathedral Choir, City of London Sinfonia, James O'Donnell

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Disco usato reperito a due lire in rete qualche tempo fa. La Sinfonia di Salmi non è niente di che, ma la Messa è una delle migliori che abbia avuto occasione di ascoltare. Credo che in pezzi come questo i boy treble facciano la differenza, il loro suono biancastro si addice come non mai all'austera scrittura stravinskiana. Eccellente la concertazione di O'Donnell che plasma un ottimo equilibro tra massa corale e strumenti a fiato.

....oltre a Yeats, dedico anche a @superburp, @Majaniello, @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @il viandante del sud, @Keikobad e a chiunque gradisca...

P.s. Scusate se sono poco presente in Forum recentemente, ma la vita reale in queste ultime settimane mi sta dando abbastanza filo da torcere...:sorry::rolleyes:

Per questo, e per il 92 minuti di applausi, ti perdono la mancata dedica nominale :D

Auguroni, per il resto!

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19 ore fa, Snorlax dice:

 

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Disco usato reperito a due lire in rete qualche tempo fa. La Sinfonia di Salmi non è niente di che, ma la Messa è una delle migliori che abbia avuto occasione di ascoltare. Credo che in pezzi come questo i boy treble facciano la differenza, il loro suono biancastro si addice come non mai all'austera scrittura stravinskiana. Eccellente la concertazione di O'Donnell che plasma un ottimo equilibro tra massa corale e strumenti a fiato.

....oltre a Yeats, dedico anche a @superburp, @Majaniello, @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @il viandante del sud, @Keikobad e a chiunque gradisca...

P.s. Scusate se sono poco presente in Forum recentemente, ma la vita reale in queste ultime settimane mi sta dando abbastanza filo da torcere...:sorry::rolleyes:

Questo cd volevo comprarlo tanti anni fa, al tempo era l'unica incisione del Canticum. Poi alla fine comprai quella di Stravinsky :D Non sei l'unico incasinato, pure sono pieno di seccature fino alla punta dei capelli e non se ne vede la fine a breve :wacko:

Ricambio ed estendo al @superburp respighiano con 

Hindemith: Sonata per trombone e pianoforte

Marchetti, trombone/ Farinelli, pianoforte

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Quello che mi piace dello Scelsi maturo: nella sua musica non ci sono "menate" intellettualoidi, sovrastrutture di pensiero o tecniche. C'è solo l'istinto e il suono come riflesso del mondo extrasensibile. Musica sic et nunc.

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23 ore fa, Snorlax dice:

92MinutiDiApplausi3.gif

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Igor Stravinskij, Messa, Westminster Cathedral Choir, City of London Sinfonia, James O'Donnell

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Disco usato reperito a due lire in rete qualche tempo fa. La Sinfonia di Salmi non è niente di che, ma la Messa è una delle migliori che abbia avuto occasione di ascoltare. Credo che in pezzi come questo i boy treble facciano la differenza, il loro suono biancastro si addice come non mai all'austera scrittura stravinskiana. Eccellente la concertazione di O'Donnell che plasma un ottimo equilibro tra massa corale e strumenti a fiato.

....oltre a Yeats, dedico anche a @superburp, @Majaniello, @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @il viandante del sud, @Keikobad e a chiunque gradisca...

P.s. Scusate se sono poco presente in Forum recentemente, ma la vita reale in queste ultime settimane mi sta dando abbastanza filo da torcere...:sorry::rolleyes:

Ciao Snorl :) ... ti controdedico quello che sto per ascoltare ora: 

Mendelssohn: Sonata per organo n. 1 in Fa minore    
Stephen Tharp

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