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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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7 ore fa, il viandante del sud dice:

Però con un opportuno distinguo: amano l'Italia, non gli Italiani :D

(eh, non parlo solo della mia terra, parlo in generale, non ricordo chi disse, tra i tedeschi: se avessimo noi in mano l'Italia...)

 

Ci pianterebbero kartoffeln e ci scaverebbero miniere di carbone :cat_lol: I Krukken non hanno mai capito, o per meglio dire hanno sempre voluto ignorare, che il nostro Stivale è affascinante proprio a causa dei suoi meravigliosi abitanti. D'altronde, hanno prodotto un illustre signore che faceva ragliare i suoi personaggi con le corna in testa, non si può pretendere... :rofl:

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11 ore fa, Majaniello dice:

Lascia stare, Wittel nonostante sia un impenitente wagneriano ci dà dentro anche con tanta musica detox... te piuttosto, quand'è l'ultima volta che hai frequentato la scuola napoletana? ti devo regalare Muti che suona Jommelli, chissà... se non ti uccide ti fortifica

Mi dà il colpo di grazia! :cat_lol: Muti lasci stare questo repertorio, secondo me fa solo danni, anche se capisco la sua smania di recuperarlo per i posteri, in quanto italiano. E' musica che secondo me ha bisogno di pratiche d'epoca, studi filologici sulle fonti e interpreti fantasiosi, non direttori ormai in pensione e "stanchi" (con tutto il rispetto, anche il suo Cherubini operistico lascia molto dubbi, tedioso anzichenò). Conosco bene la Didone Abbandonata, è una bella opera che ha suoi pregi anche se non è un capolavoro. Jommelli fu grande innovatore, sensibilissimo melodista ma, come Gluck, dopo un pò la noia regna sovrana -_-

Jommelli: Didone abbandonata (3rd Version)

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10 minuti fa, Ives dice:

Mi dà il colpo di grazia! :cat_lol: Muti lasci stare questo repertorio, fa solo danni, anche se capisco la sua smania di recuperarlo per i posteri, in quanto italiano. E' musica che secondo me ha bisogno di pratiche d'epoca, studi filologici sulle fonti e interpreti fantasiosi, non direttori ormai in pensione e "stanchi" (con tutto il rispetto, anche il suo Cherubini operistico lascia molto dubbi). Conosco bene la Didone Abbandonata, è una bella opera che ha suoi pregi anche se non è un capolavoro. Jommelli fu grande innovatore, sensibilissimo melodista ma, un pò come Gluck, dopo un pò la noia regna sovrana -_-

Del Muti alle prese col classicismo ne abbiamo già parlato, e in fondo sono d'accordo con te. Il paragone con Gluck lo vedo un po' forzato, nel senso che Jommelli di base porta avanti un discorso ancora post-scarlattiano, molto irrobustito e "inkrukkito" dalle sue esperienze germaniche, ma - come pure osservi - ancora all'insegna di una melodiosità rigogliosa che è tutta italica (poi era anche un grande contrappuntista eh!). Stessa cosa si potrebbe dire del più patetico Traetta, che secondo me è un autore ancora più interessante. Non so, io li trovo meno noiosi proprio perchè la sfangano con un po' di brio all'italiana.

Duole dirlo, ma il riferimento in questo repertorio è il grande Rousset, le sue incisioni di Jommelli, Traetta, Sacchini, Salieri, Cherubini sono una più bella dell'altra (e pure quelle dei suoi connazionali, si capisce)... come al solito dovevamo aspettare un francese! Devo trovare un po' di tempo per qualche rece.

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2 ore fa, Majaniello dice:

Duole dirlo, ma il riferimento in questo repertorio è il grande Rousset, le sue incisioni di Jommelli, Traetta, Sacchini, Salieri, Cherubini sono una più bella dell'altra (e pure quelle dei suoi connazionali, si capisce)... come al solito dovevamo aspettare un francese! Devo trovare un po' di tempo per qualche rece.

Assolutamente, si.

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2 ore fa, Alundra dice:

ecco invece dove l'avevo già' sentita!

 

 

Furono create diverse distorsioni e arrangiamenti vari di quel pezzo, quella dei Emerson Lake & Palmer è in salsa rock progressive. La portarono con grande successo pure in tour con il permesso di Copland. E aggiungo quella di Woody Herman:

https://www.youtube.com/watch?v=fAFC1cIszTc

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Anton Bruckner, Sinfonia n. 4 "Romantica" (Urfassung 1874), Philharmoniker Hamburg, Simone Young

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Ho sempre difeso il ciclo bruckneriano della Young, da tenere sicuramente da conto, soprattutto se in discoteca si vogliono avere delle buone registrazioni delle urfassung. La Quarta è forse una delle punte di diamante del cofanetto, toccando vertici di assoluta eccellenza. Nella sua versione originale, la Romantica può mettere a dura prova anche il bruckneriano più incallito, soprattutto se il direttore non riesce a tenere assieme il materiale, a dire il vero piuttosto disomogeneo e non proprio tutto di altissima qualità. Lunga, disarticolata, ripetitiva, l'urfassung della più celebre sinfonia del compositore di Ansfelden è un test difficile anche per l'interprete più esperto. Simone Young lo risolve in maniera egregia, con una concertazione volta alla chiarezza architettonica ma romantica nel respiro, quasi retro nel suono grande e rigoglioso sviluppato dall'orchestra amburghese, che si attesta su ottimi livelli in tutte le sezioni. Niente di rivoluzionario, ma ad avercene di professionismo di tal fatta.

A chi dedicarlo? Proviamo con @Wittelsbach, @superburp, @glenngould, @il viandante del sud, e, ovviamente, a chiunque gradisca...

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3 ore fa, Snorlax dice:

Anton Bruckner, Sinfonia n. 4 "Romantica" (Urfassung 1874), Philharmoniker Hamburg, Simone Young

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Ho sempre difeso il ciclo bruckneriano della Young, da tenere sicuramente da conto, soprattutto se in discoteca si vogliono avere delle buone registrazioni delle urfassung. La Quarta è forse una delle punte di diamante del cofanetto, toccando vertici di assoluta eccellenza. Nella sua versione originale, la Romantica può mettere a dura prova anche il bruckneriano più incallito, soprattutto se il direttore non riesce a tenere assieme il materiale, a dire il vero piuttosto disomogeneo e non proprio tutto di altissima qualità. Lunga, disarticolata, ripetitiva, l'urfassung della più celebre sinfonia del compositore di Ansfelden è un test difficile anche per l'interprete più esperto. Simone Young lo risolve in maniera egregia, con una concertazione volta alla chiarezza architettonica ma romantica nel respiro, quasi retro nel suono grande e rigoglioso sviluppato dall'orchestra amburghese, che si attesta su ottimi livelli in tutte le sezioni. Niente di rivoluzionario, ma ad avercene di professionismo di tal fatta.

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Grazie, carissimo

Ovviamente, gradisco

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On 11/12/2021 at 06:29, Madiel dice:

Ci pianterebbero kartoffeln e ci scaverebbero miniere di carbone :cat_lol: I Krukken non hanno mai capito, o per meglio dire hanno sempre voluto ignorare, che il nostro Stivale è affascinante proprio a causa dei suoi meravigliosi abitanti. D'altronde, hanno prodotto un illustre signore che faceva ragliare i suoi personaggi con le corna in testa, non si può pretendere... :rofl:

Beh, in fondo l'hanno avuta in mano per due anni, tra il '43 e il '45, l'esperimento non è riuscito proprio bene...

On 14/12/2021 at 20:01, Snorlax dice:

Anton Bruckner, Sinfonia n. 4 "Romantica" (Urfassung 1874), Philharmoniker Hamburg, Simone Young

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Ho sempre difeso il ciclo bruckneriano della Young, da tenere sicuramente da conto, soprattutto se in discoteca si vogliono avere delle buone registrazioni delle urfassung. La Quarta è forse una delle punte di diamante del cofanetto, toccando vertici di assoluta eccellenza. Nella sua versione originale, la Romantica può mettere a dura prova anche il bruckneriano più incallito, soprattutto se il direttore non riesce a tenere assieme il materiale, a dire il vero piuttosto disomogeneo e non proprio tutto di altissima qualità. Lunga, disarticolata, ripetitiva, l'urfassung della più celebre sinfonia del compositore di Ansfelden è un test difficile anche per l'interprete più esperto. Simone Young lo risolve in maniera egregia, con una concertazione volta alla chiarezza architettonica ma romantica nel respiro, quasi retro nel suono grande e rigoglioso sviluppato dall'orchestra amburghese, che si attesta su ottimi livelli in tutte le sezioni. Niente di rivoluzionario, ma ad avercene di professionismo di tal fatta.

A chi dedicarlo? Proviamo con @Wittelsbach, @superburp, @glenngould, @il viandante del sud, e, ovviamente, a chiunque gradisca...

La Quarta è stata la prima sinfonia di Bruckner che io abbia mai ascoltato, pertanto grazie!

Posso controdedicare con

anche a chi gradisce

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Frank MARTIN
Le Mystère de la Nativité

Otto cantanti solisti
Mozart-Ensemble Luzern
Akademiechor Luzern
Coro femminile inVOICE
Luzerner Sinfonieorchester
Alois Koch

Primissimo ascolto di questa poderosa riflessione sulla Natività basata sul testo di un dramma sacro del 1400. Per il momento ho ascoltato troppo poco per azzardare un qualsiasi giudizio. Sembra molto interessante. L'unica cosa certa è che la registrazione (live del 2000) è piuttosto scadente: il suono è complessivamente opaco e come inscatolato, sebbene la ripresa sia avvenuta in una grande sala da concerto. 

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su Radio Classica hanno trasmesso la Decima di Shostakovich nell'edizione Naxos Royal Phil/Petrenko V. Ho cominciato a sentire solo da poco dopo l'inizio del secondo movimento. Non la conoscevo, ma fin dalle primissime note ho pensato che si trattasse di una registrazione spettacolare!! È raro che il secondo movimento venga suonato in maniera asettica e scialba, ma in questa incisione si sente veramente un turbine di inquietudine e di angoscia che avevo sentito raramente finora, il tutto unito a una pulizia tecnica pressoché perfetta. Tutto ribadito negli ultimi due movimenti dove ogni momento è curato nei minimi dettagli. Anche la qualità tecnica della registrazione è fantastica, pulitissima ma priva di quella freddezza che contraddistingue la maggior parte delle incisioni moderne che tendono a essere molto trasparenti e esaltare molto le timbriche dei singoli strumenti, ma pagano molto in ricchezza di armonici e "pastosità" del suono. Veramente una grande Decima e bene fa Hurwitz a parlarne in maniera così entusiastica nei suoi video. 

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On 14/12/2021 at 20:01, Snorlax dice:

Anton Bruckner, Sinfonia n. 4 "Romantica" (Urfassung 1874), Philharmoniker Hamburg, Simone Young

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Ho sempre difeso il ciclo bruckneriano della Young, da tenere sicuramente da conto, soprattutto se in discoteca si vogliono avere delle buone registrazioni delle urfassung. La Quarta è forse una delle punte di diamante del cofanetto, toccando vertici di assoluta eccellenza. Nella sua versione originale, la Romantica può mettere a dura prova anche il bruckneriano più incallito, soprattutto se il direttore non riesce a tenere assieme il materiale, a dire il vero piuttosto disomogeneo e non proprio tutto di altissima qualità. Lunga, disarticolata, ripetitiva, l'urfassung della più celebre sinfonia del compositore di Ansfelden è un test difficile anche per l'interprete più esperto. Simone Young lo risolve in maniera egregia, con una concertazione volta alla chiarezza architettonica ma romantica nel respiro, quasi retro nel suono grande e rigoglioso sviluppato dall'orchestra amburghese, che si attesta su ottimi livelli in tutte le sezioni. Niente di rivoluzionario, ma ad avercene di professionismo di tal fatta.

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Il finale della Quarta prima edizione è assurdo.

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