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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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On 1/11/2021 at 22:49, Majaniello dice:

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La Timpani records ha in catalogo (...)

 

 

On 2/11/2021 at 18:41, Majaniello dice:

Timpani ha in catalogo anche questi:

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A margine di queste segnalazioni, ho letto poco fa che probabilmente la Timpani records è purtroppo defunta. Una verifica sul sito ufficiale porta a scoprire che il dominio timpani-records.com è in vendita.

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10 ore fa, Ives dice:

Hager è un tediosissimo rimestapolenta.

Non volevo essere così brutale, ma è la verità... 

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Penderecki: I diavoli di Loudun, 2° atto (quasi alla fine, sono alla scena dell'esorcismo della protagonista)

Coro e Orchestra dell'Opera di Stato Amburghese diretti da Jurowski

Tatiana Troyanos nel ruolo di Jeanne, la monaca ossessa e pervertita che farà grandi danni nel corso dell'opera

@Wittelsbach questo è pane per i tuoi denti ! 

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On 3/11/2021 at 15:22, Majaniello dice:

Ad esempio, stamattina mi sono incuriosito circa la questione opera barocca tedesca, di cui non si parla pressochè mai, e avendo un po' di tempo ho fatto qualche ricerca veloce. Atteso che fu Amburgo il centro di riferimento per l'opera di quel periodo (ma solo perchè lì avevano i mezzi per metter su i costosi allestimenti in uso all'epoca), pare che il vero "laboratorio" fosse invece la cittadina di Brunswick. Qui tal Sigismund Kusser sperimentò prima d'altri una forma di teatro musicale che non fosse una brutta copia dei modelli italiani, mischiando (tanto per cambiare) l'ampiezza delle nostre melodie alla ricchezza strumentale tipica dei francesi (pare che in seguito ad un soggiorno a Parigi fosse rimasto impressionato da Lully). A Kusser successe Keiser, di cui più volte si è fatto cenno in forum, e che fu una vera star del periodo proprio per la sua capacità di adattare lo stile italiano alla lingua tedesca con una certa capacità artistica.

Ma il nome interessante, perchè da me mai udito prima, è quello di Georg Schurmann, successore di Keiser a Brunswick; a quanto ho letto, si tratta dell'operista più significativo attivo in quell'area assieme a Keiser. Pare che fosse un musicista piuttosto completo, dotato di fantasia nelle melodie e nei recitativi, ma anche di una solida tecnica nel contrappunto e nell'orchestrazione.

Sull'opera tedesca di quel periodo sono parecchio a digiuno. Oltre a quelli citati mi vengono in mente Nicolaus Adam Strungk, Johann Wolfgang Franck e Johann Philipp Krieger, compositore estremamente prolifico, dalle parti di Telemann. Tuttavia non so se qualcuna delle loro opere siano sopravvissute e siano state incise. So che sono andate perdute quelle di Förtsch.

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20 ore fa, Ives dice:

Tchaikovsky

Romeo & Juliet

English Chamber Orchestra

Benjamin Britten

@Snorlax

Grazie mille Ives, era un video sparito dalla circolazione, noto con piacere che è stato ripostato da poco.

Non entro nel merito delle peculiarità artistiche, ma vorrei far notare la qualità e la chiarezza del gesto per un grande musicista a tutto tondo, che però non rientra nei cosiddetti direttori di professione...

 

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3 ore fa, Snorlax dice:

Grazie mille Ives, era un video sparito dalla circolazione, noto con piacere che è stato ripostato da poco.

Non entro nel merito delle peculiarità artistiche, ma vorrei far notare la qualità e la chiarezza del gesto per un grande musicista a tutto tondo, che però non rientra nei cosiddetti direttori di professione...

Si, vero, grandissimo musicista che come tutti gli inglesi si "sporca le mani" anche come direttore di musiche altrui, pianista, uomo di teatro. Musicista a tutto tondo, insomma. L'esecuzione è molto precisa, quasi puntigliosa, scattante e nitida (l'orchestra da camera facilita in questo) ma un pò troppo rigida e scolastica per i miei gusti. Manca l'afflato romantico, le espansioni e le rarefazione emotive che questo pezzo porta con sè al sommo grado.

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Ottorino RESPIGHI
Concerto all'antica

Vadim Brodsky, violino
Orchestra sinfonica di Roma
Francesco La Vecchia

Mistero al quadrato sul perché questo concerto non figuri nel repertorio standard di violinisti ed istituzioni concertistiche: musica piacevolissima, temi accattivanti ai limiti della ruffianeria, parte solistica in bella evidenza e tutt'altro che banale, sostegno orchestrale significativo (con risalto sia per gli archi nel complesso che per gli interventi dei legni a solo), durata giusta (circa mezz'ora). Non sarà il capolavoro dei capolavori, ma è proprio un bel sentire.

 

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16 ore fa, Pollini dice:

Mozart, Divertimento (Trio per Archi) in Mi bemolle maggiore, KV563.

A quanti debba controdediche.

io non credo di avanzare una controdedica ma me la prendo volentieri essendo uno dei miei brani preferiti in assoluto :wub: 

ricambio con:

Schumann: Konzertstück per quattro corni e orchestra op. 86

Robert Bonnevie, Mark Robbins, David Knapp e Scott Wilson, corni

Seattle Symphony diretta da Gerard Schwarz.

con l'età mi scopro innamorato del repertorio sinfonico schumanniano! 

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Stasera tutta completa

Penderecki: I diavoli di Loudun, opera in tre atti (1969)

Rispetto a una edizione che conoscevo, un "live" della radio polacca di diversi anni fa, ci sono alcune differenze. Mi pare che almeno un intermezzo orchestrale sia stato allargato e che il finale con il rogo sia ben più corto in disco (che si interrompe un po' all'improvviso): nell'edizione dal vivo si eccede in fuoco e fiamme per diversi minuti con tanto di suoni elettronici, ma forse è un effetto ad libitum o qualche licenza presa dagli esecutori. Le critiche degli anni settanta e primi ottanta stigmatizzavano una certa immobilità dell'opera, non escludo che Penderecki abbia poi ritoccato qualcosa per vivacizzare l'ascolto dal vivo. Il fatto che il live era in polacco e questa in tedesco rende il tutto quasi diverso! :cat_lol:

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Symphony 4

Altro bel disco live di Honeck, che quasi non sbaglia mai un colpo. Niente menate autunnali o decadenti. Un Brahms potente e diretto, fluente e impetuoso. Vagamente forse può ricordare a qualcuno lo Jochum EMI. Scelte agogiche anche non banali (strano l'inizio del Finale con quegli accordi ovattati e poi fortissimo) e grande personalità interpretativa, azzardo una dedica @Snorlax

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Stasera sono piuttosto nervoso perché stanotte US72919P2020 pubblicherà its 2021 third quarter results e io non sono uno di quelli che sa le cose prima e il mare è bello mosso, punto (stamane dalle mie parti c'era pure un bel vento a strattonare come una persona viva).
Per cui ho pensato bene d'ascoltarmi via di seguito gran parte di questi CD, tutta roba fuori moda lo so ma ne è venuto fuori un programma niente male, sto solo faticando a trovare una degna prosecuzione 🙂 mmh pensavo a del pianoforte, vedremo, riferirò... ...?

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un tot di J.J. Froberger per le mani di Anne Marie Dragosits CD 2016 DIVOX CDX-71602 7619913716026

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P.J. Harvey, 4-track Demos CD 1993 Islands Records IMCD-170/518-450-2
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Klaus Nomi CD 1985 RCA ND74420 0035627442025
beh sì certo Saint Saens, Samson and Delilah, Aria, compreso 🙂

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Slint, Tweez CD 1993 Touch and go records EFA 26-19138 718751913820
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Olga Neuwirth, Chamber Music (I. Arditti et alia) CD 2005 Kairos 0012462KAI 9120010280122

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Eugene Ysaÿe, sul Matteo Goffriller Venezia 1700, nelle mani di Fanny Clamagirand, CD 2007 Nascor NS03 3760142231034

 

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Dietrich Buxtehude, Sonate a due, per il The Boston Museum Trio, io ho il d'abord CD 1982 hm HMA 1901089 3149021610892
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Éric Montalbetti, Solos CD 2016 Alpha-Classics ALPHA263 3760014192630

(spero non si perda tempo a censurarmi le intromissioni elettrificate)
 

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Ritorno, finalmente, alla musica dal vivo con uno splendido recital pomeridiano di Francesco Libetta. Il pianista pugliese sta eseguendo, per una piccola associazione culturale, un ciclo di concerti dedicati alle sonate di Beethoven. Il ciclo era stato programmato per 2020 ma ovviamente ha subito degli stop a causa della pandemia. Oggi erano di turno le sonate op. 53, 54 e 57. L'approccio interpretativo è dichiaratamente didascalico: lo stesso Libetta lo precisa al pubblico in una breve introduzione al concerto. In poche parole ha tratteggiato la struttura e i tratti salienti di ciascuna sonata e l'esecuzione ha tenuto conto di ciò. Estrema chiarezza nella enunciazione delle linee melodiche e dell'armonia, fraseggio pulitissimo e trasparente, dinamiche ben delineate. Ciò non gli ha impedito di raggiungere esiti particolarmente rilevanti. Se l'op. 53 mi è parsa un po' generica sul piano strettamente interpretativo, mi è parsa invece illuminante l'esecuzione dell'op. 54, sonata da molti ritenuta minore ma cara a grandissimi interpreti (penso ad esempio a Sviatoslav Richter). Libetta l'ha proposta come un grande climax ascendente, dall'inizio timido, quasi elusivo, fino alla conclusione assertiva, resa con un fortissimo parossistico e quasi tellurico. Bellissima anche l'interpretazione dell'Appassionata, con una cura meticolosa delle dinamiche e un dominio tecnico assoluto malgrado i tempi vertiginosi e le bordate esplosive tenuti soprattutto nel finale infiammato. Finale in cui le battute in staccato assumono, sotto le dita di Libetta, i tratti di una danza popolare spettrale che rimandano alle inquietudini di Shostakovich o al graffiante parodismo di Hindemith. Una conclusione così veemente e definitiva non consentiva di aprire la strada ad alcun bis. Il pubblico, per fortuna non scarso malgrado l'orario e la poca pubblicità dell'evento, ha capito e si è limitato ad applaudire con convinzione.
Singolare, per opere così popolari e che Libetta ha in repertorio da tempo, l'esecuzione non a memoria ma con la partitura.

L'impossibilità di tenere alcuni dei concerti programmati per il 2020 ha indotto l'associazione organizzatrice a chiedere a Libetta di eseguire ugualmente, a casa sua, le sonate previste. E così le op. 26, 27 n. 1 e 2, 28 e 31, n. 1, 2, 3, sono state dapprime diffuse su youtube e poi pubblicate su due dvd venduti a prezzo bassissimo. Bella iniziativa anche perché le esecuzioni hanno avuto luogo su pianoforti differenti: per lo più uno Steinway ma anche un pianoforte napoletano del 1850 e un Borgato per alcuni pezzi supplementari non beethoveniani (Schumann, Ravel e lo stesso Libetta).

 

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12 ore fa, zippie dice:

Stasera sono piuttosto nervoso perché stanotte US72919P2020 pubblicherà its 2021 third quarter results e io non sono uno di quelli che sa le cose prima e il mare è bello mosso, punto (stamane dalle mie parti c'era pure un bel vento a strattonare come una persona viva).
Per cui ho pensato bene d'ascoltarmi via di seguito gran parte di questi CD, tutta roba fuori moda lo so ma ne è venuto fuori un programma niente male, sto solo faticando a trovare una degna prosecuzione 🙂 mmh pensavo a del pianoforte, vedremo, riferirò... ...?

[...]


 

Che begli ascolti variegati! Non credo che ti verranno censurati, se non hanno mai censurato i miei Terry Riley e i miei Marc Mellits vai sul sicuro :rofl:

io vi do il buongiorno con la 9a di Bruckner su RadioClassica (versione in 3 movimenti) nell'esecuzione Concertgebouw/Nelsons

(per inciso, sbaglio o Bruckner quest'anno va tantissimo di moda? Lo sento ovunque e lo vedo ovunque nelle sale da concerto, tant'è che io stesso nel giro di due mesi suono la 3a e la 7a. Negli anni scorsi andava cercato col lanternino, oppure forse c'era già ma io non lo vedevo...)

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20 ore fa, Ives dice:

Altro bel disco live di Honeck, che quasi non sbaglia mai un colpo. Niente menate autunnali o decadenti. Un Brahms potente e diretto, fluente e impetuoso. Vagamente forse può ricordare a qualcuno lo Jochum EMI. Scelte agogiche anche non banali (strano l'inizio del Finale con quegli accordi ovattati e poi fortissimo) e grande personalità interpretativa, azzardo una dedica @Snorlax

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 :cat_lol:

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