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Hurwitz & co.


Majaniello
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53 minuti fa, Ives dice:

Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Il Britten dello specialista Steuart Bedford (Naxos).

Britten • London Symphony Orchestra • Steuart Bedford – Sinfonia Da Requiem  • Sea Interludes And Passacaglia From Peter Grimes (2005, CD) - Discogs

Mah, mah, mah... avevo questo cd, poi lo frullai via dopo qualche anno. Ne avevo anche un altro con Bedford, sempre orchestrale, anche quello dato via quasi subito. Esecuzioni impeccabili, ma senza anima e alla fine alquanto noiose. Orchestra dal suono diafano e trasparente. Bedford concepisce il "sound" britteniano sempre così, senza alcuna differenza passando da un cd all'altro! Tempo dopo negli stessi pezzi scoprii Bernstein (CBS) e Britten (DECCA), che mi cambiarono di colpo tutta la prospettiva. Anche la Sinfonia diretta da Hickox (Chandos) è molto bella. Di recente ho acquistato un ottimo disco BIS con Jarvi che dirige i Sea Interludes.

Il disco Naxos contiene anche una rara quanto insignificante suite tratta da Gloriana.

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18 ore fa, Ives dice:

Rarità. Il sorprendente Sacre di Otmar Suitner con la Staatskapelle Berlin.

In passato l'ho citato diverse volte come fra i più selvaggi della discografia. E' fra i pochi che restituisce, in modo crudo e diretto un contesto preistorico "puro", cioè scevro di sovrastrutture ideologiche, di riflessioni strutturali, ritmiche e armoniche, di narrazioni romanzate, tutte operazioni legittime per un interprete, cui però Suitner affianca la sua impostazione, altrettanto legittima, quasi scientificamente paleontologica.

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1 ora fa, Ives dice:

The Horror is back! Roger Norrington dirige Martinu (SWR).

0747313911981.jpg?roger-norrington-2022-

Il Norrington anziano non piace neanche a me, quella che prima era creatività e visionarietà è diventata una stanca maniera. Piuttosto, si trovano poche testimonianze del Norrington giovane, dico epoca pre-filologica. Io di recente mi sono procurato questa:

BRIDE+PORTADA.jpg

una rarità sia per il direttore che per il titolo, non molto frequentato discograficamente.

Una bella direzione, discretamente moderata, si sente un certo equilibrio neoclassico ma anche un afflato pre-romantico che in Spontini, più ancora che in Cherubini, è ben presente:

Peccato il cast vocale non sempre all'altezza (anche se ho sentito di peggio).

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57 minuti fa, Majaniello dice:

Il Norrington anziano non piace neanche a me, quella che prima era creatività e visionarietà è diventata una stanca maniera. Piuttosto, si trovano poche testimonianze del Norrington giovane, dico epoca pre-filologica.

Gli esordi discografici ma non solo, credo siano da ricondurre all'attività di direttore di coro, con la compagine del London Schutz Choir da lui fondato. Poi come direttore operistico alla Kent Opera, istituzione da lui promossa (non so se oggi ancora esistente) e dalla quale sono fuoriuscite alcune testimonanze audio-video, da Monteverdi a Tippett. Poi coi London Classical Players e poi è storia degli ultimi decenni che conosciamo. I vecchi dischi Argo presumo siano le prime cose mai fatte (fine anni '60 non so se incluse nel mega-box in uscita, ma credo no perchè Argo è Decca):

The Resurrection: Historia der Auferstehung Jesu Christi by Heinrich Schütz  Choir / Roger Norrington / Peter Pears / Robert Tear / John Shirley-Quirk  (Album): Reviews, Ratings, Credits, Song list - Rate Your Music

s-l500.jpg

Berlioz - Heinrich Schutz Choir & Chorale, Ryland Davies, Roger Norrington  – Songs For Chorus (1969, Vinyl) - Discogs

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35 minuti fa, Ives dice:

I vecchi dischi Argo presumo siano le prime cose mai fatte (fine anni '60 non so se incluse nel mega-box in uscita, ma credo no perchè Argo è Decca):

Mai visti nè sentiti... sembra pure un repertorio interessante...

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Ottimo il Te Deum bruckneriano di Karajan, l'unica alternativa di rilievo su quest'opera mi pare Jochum.

Sorprendente Antoni Wit nell'Ottava di Mahler, nonostante la forte concorrenza dei soliti noti (in particolare Solti, Abbado, Kubelik, Gielen, Haitink e Sinopoli).

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Aggiungo che il Te Deum di Karajan dal vivo degli anni Sessanta è pure meglio! Grandioso oserei dire.

L'Ottava di Wit gode del mio plauso incondizionato, forse la migliore tra quelle da lui incise secondo me.

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12 ore fa, Wittelsbach dice:

Aggiungo che il Te Deum di Karajan dal vivo degli anni Sessanta è pure meglio! Grandioso oserei dire.

Esiste anche una versione video coi Wiener al Musikverein, mi pare che il tenore fosse David Rendall e c'era sempre Van Dam e la Tomowa Sintow. E una flaccidissima degli anni '80, sempre DG ovviamente, con Malta e la Molinari. E credo pure una alla Rai di Roma.

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