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1 ora fa, Ives dice:

I migliori cicli sinfonici di Brahms costantemente eccellenti/ottimi in tutte e 4 le sinfonie 😉

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Di questi ultimi due consigliate anche le registrazione per la DGG.

Guarda che Chailly in realtà lo considerà una grande ciofèca... è uno dei cicli to avoid! :cat_lol::cat_lol:

A parte le iniziali (e oramai stucchevoli) considerazioni su Furtone - di cui, ovviamente, non esiste un vero e proprio ciclo brahmsiano - mi trovo abbastanza d'accordo con alcune sue scelte, con qualche piccola (e inutile) precisazione ad cazzum:

KARAJAN: Io continuo a preferire il ciclo terminale per DGG, una delle poche cose veramente esaltanti della vecchiaia del direttore salisburghese. Rispetto alle sinfonie incise negli anni '70, si nota un maggiore nervosismo, con una minore ricerca del bel suono a tutti i costi: anzi le timbriche sono molto più penetranti e gli archi non esibiscono il solito cuscino che avvolge esageratamente un po' tutto. Un Brahms decadente e sfibrato - non nel senso negativo della parola - che forse gli riflette gli ultimi precari anni di questo divo del podio.

WAND: Al contrario di Hurwitz, io vado per il secondo ciclo. Il primo, sinceramente, mi pare un po' troppo piatto e poco caratterizzato. Un buon Brahms qualunque. Il secondo, al contrario, esibisce una minore rigidità e una definizione maggiore all'interplay tra le diverse famiglie strumentali. Da non dimenticare anche le svariate Prime che ci ha lasciato questo direttore (Chicago, Monaco etc.).

K. SANDERLING: Di cui Hurwitz nomina il ciclo con la Staatskapelle come il vero erede dell'approccio klemperiano. Qualche mese fa ho acquistato il ciclo tardo (e meno conosciuto) con la Berliner Sinfonie-Orchester. Devo dire che per me surclassa il precedente. So di andare molto controcorrente esprimento questo giudizio, ma sinceramente non mi aspettavo che Sanderling arrivare ad un risultato per certi versi così estremo. Volete un Brahms autunnale, austero, tuttavia senza alcuna punta di rigidità? L'ultimo ciclo di Sanderling è quello che fa per voi. Il suono orchestrale è levigato e potente ma trasparentissimo, e il direttore riesce a sostenere dei tempi amplissimi sensa un momento di stanca. Per me è stata una grandissima scoperta.

Sono molto contento che Jochum sia sul podio. I due cicli meriterebbero maggiore considerazione, soprattutto il secondo che mi pare quasi caduto nel dimenticatoio. La London Philharmonic guidata dal direttore bavarese esibisce una grinta e una potenza di suono mai sentita prima. Tra l'altro, per gli amanti dei ritornelli, mi pare che Jochum qui non ne emendi nessuno.

In ogni caso mi pare ingiusto non aver speso alcuna parola - nel bene e nel male - su alcune interpretazioni illustri: che fine hanno fatto Barbirolli, Celibidache, Giulini e Bernstein? Il video magari poteva risultare troppo lungo, ma almeno qualcosina si poteva dire.

Tra l'altro mi aspettavo che Hurwitz citasse Kertesz, non so, mi sembrava abbastanza nelle sue corde.

P.s. Mi ha fatto voglia di ascoltarmi il Brahms di Solti, che mi pare anche tu avessi citato tra i migliori risultati di questo direttore (che a me spesso lascia perplesso)...

 

 

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1 ora fa, Snorlax dice:

Guarda che Chailly in realtà lo considerà una grande ciofèca... è uno dei cicli to avoid! :cat_lol::cat_lol:

P.s. Mi ha fatto voglia di ascoltarmi il Brahms di Solti, che mi pare anche tu avessi citato tra i migliori risultati di questo direttore (che a me spesso lascia perplesso)...

E c'hai ragione! 😁 E' che andavo di fretta e ho saltato tutta l'introduzione, anche Haitink. Quanto a Solti, integrale che all'epoca fu stroncata un pò da tutti, soprattutto in Italia (si parlava di "effettismo sonoro", di "accademismo esecutivo", un allora famoso critico usò la parola "frastuono" e quant'altro). In realtà, a mio parere, nulla di tutto ciò, se non che Solti imprime la sua precisa identità, espressiva e timbrica, anche a Brahms: legni tersi, timpani vellutati, archi guizzanti, ottoni lucenti e dettagliatissimo il contrappunto delle varie sezioni. Un Brahms potente e diretto, fluente e impetuoso. Tempi rapidi ma mai precipitosi (un pò alla maniera di Walter). A me sembra, nel complesso, un'ottima integrale. Su Bernstein mi pare di ricordare che il giudizio sul ciclo Sony non sia dei migliori per una certa sommarietà dell'intepretazione, ancora acerba secondo Hurwitz, priva di personalità; il secondo DGG lo ritiene troppo "sbrodolante" e pesante, caricato e saturo di clichè del Bernstein terminale. Detto questo, la Prima coi Wiener, la ritengo davvero meravigliosa. Il resto mi convince poco o comunque non è nei miei gusti per Brahms (ad esser pignoli, in video esiste una terza integrale anni '70 con la Boston Symphony Orchestra e la Israel Philharmonic Orchestra, che è un pò a metà strada come concezione tra le due registrazioni ufficiali). Pubblicata dalla EuroArts:

 

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Ma non ne avevamo già parlano? boh... le mie integrali preferite al momento sono:

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La 4 è uscita da non molto, e mi pare la meno riuscita delle quattro, a dire il vero.

In questi repertori così inflazionati andrebbero considerati anche i direttori che ne hanno dirette solo una o due.

Poi non so, il momento brahmsiano mi è un po' passato... 

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29 minuti fa, Majaniello dice:

 

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Maja, mi hai incuriosito molto! Conosco il suo Dvorak - ottimo - ma in questo caso sono totalmente ignorante. Dovrò metterci una toppa...:rolleyes:

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27 minuti fa, Snorlax dice:

Maja, mi hai incuriosito molto! Conosco il suo Dvorak - ottimo - ma in questo caso sono totalmente ignorante. Dovrò metterci una toppa...:rolleyes:

Magari non è migliore o più peculiare di altri eh... Madiel dice che mi piacciono gli interpreti senza personalità :D

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5 ore fa, Majaniello dice:

Magari non è migliore o più peculiare di altri eh... Madiel dice che mi piacciono gli interpreti senza personalità :D

Che sono poi quelli che vanno per la maggiore oggi :suicide_anim: Poi dipende molto da cosa si esegue, ci sono musiche che vanno avanti benissimo da sole senza un grande nome (anzi, spesso è proprio la personalità debordante dell'interprete a creare problemi). Certo, però, che con quella lista di grandissimi sopra citati, vai a godere proprio con carro armato Suitner... :axehead:

7 ore fa, Snorlax dice:

In ogni caso mi pare ingiusto non aver speso alcuna parola - nel bene e nel male - su alcune interpretazioni illustri: che fine hanno fatto Barbirolli, Celibidache, Giulini e Bernstein? Il video magari poteva risultare troppo lungo, ma almeno qualcosina si poteva dire.

Giustissimo! Anche io sarei, così per istinto, un giuliniano, però detesto Brahms per cui niente da fare :rofl:

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3 ore fa, Madiel dice:

Che sono poi quelli che vanno per la maggiore oggi :suicide_anim: Poi dipende molto da cosa si esegue, ci sono musiche che vanno avanti benissimo da sole senza un grande nome (anzi, spesso è proprio la personalità debordante dell'interprete a creare problemi). Certo, però, che con quella lista di grandissimi sopra citati, vai a godere proprio con carro armato Suitner... :axehead:

Giustissimo! Anche io sarei, così per istinto, un giuliniano, però detesto Brahms per cui niente da fare :rofl:

Fondamentalmente è quello, e aggiungo che dipende anche da come ognuno di noi "pensa" l'autore. Brahms per me è energia fredda e calcolata, è il genio neoclassico che si nasconde dietro le pose borghesi stracciamarroni, tendo così a preferire un approccio teso ma distante, "ordinato" tipo Szell, il primo Levine, Bohm, Markevitch, Monteux, e ad evitare gli sboroni/sbrodoloni (ci sarebbe anche Muti sulla carta, ma il suo Brahms non è molto riuscito). Suitner non mi pare proprio un carro armato, non è Abbado ma in questo frangente è ben più leggiadro di un Sanderling o di un Dorati, anzi direi che lascia intravedere una vena malinconica senza che la musica si carichi troppo di pathos. E' un Brahms pane e vino, senza tante menate. E poi, come dicevo, non è necessariamente il migliore, è anche per segnalare qualche nome un po' diverso dal solito ma comunque valido, piccoli Hurwitz crescono :D 

E' divertente questa cosa, nel tempo mi sono costruito questo mito di progressista rompiscatole (e un po' ci sono e un po' ci faccio, dai), ma, ora che ci penso, la gran parte dei direttori di oggi non mi dice proprio nulla! L'unico che seguivo più o meno, Paavo, si è infilato in un tunnel fatto di Bruckner, Mahler, Strauss, Sibelius, Shostakovich ecc. tutti autori che boh! secondo me, a parte qualche botta di c***, non gli si addicono proprio (ah! la carriera...). Honeck non mi conquista, i vari scandinavi (Salonen, Vanska, Saraste, Lintu ecc) sono bravi ma raramente una mia prima scelta, Dausgaard mi piace solo in alcune cose tardoromantiche, i direttori DGG li ho sempre criticati, e anche il lodato Petrenko, dopo un entusiasmo iniziale, ha cominciato a puzzarmi di plastica (molta sensazione e poca emozione intendo, meglio Haitink!!). La differenza rispetto ad altri è che non parto prevenuto, perchè mi piacerebbe vivere anche il mio tempo, e non solo nel passato, quindi se escono dischi nuovi ci provo. Tuttavia, non riesco a trovare ad esempio registrazioni moderne soddisfacenti di Bartok o peggio ancora di Strauss. Strauss sembra che dopo gli anni '60 nessuno sia stato più capace di dirigerlo come si deve! (con le solite casuali eccezioni). L'unica integrale di Mahler che ricomprerei, ancora oggi e con tutti i difetti, è quella di Bernstein (io, complessivamente, sono fan della prima). Se si va nel settecento il discorso cambia molto, ma le mie posizioni sono stranote, per dire che: sì, nel mio caso dipende moltissimo da cosa si esegue!

Giulini, quello degli anni '50/'60, lo ammiro, diverso quello anziano, grandissimo in Bruckner, ma negli altri autori non se po' sentì (a patto che non vi piacciano Beethoven, Schubert, Verdi (sob!), Brahms ecc suonati à la Bruckner! come a quel perverso bruckneriano di Snorlax :cat_lol:). Certo c'è anche questo Giulini, che apprezzo: 

ma diciamolo pure che non lo conosce nessuno, non è certo famoso al grande pubblico per i moderni come lo era magari Sinopoli.

Questo è per...

@Snorlax @Wittelsbach

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44 minuti fa, Majaniello dice:

Fondamentalmente è quello, e aggiungo che dipende anche da come ognuno di noi "pensa" l'autore. Brahms per me è energia fredda e calcolata, è il genio neoclassico che si nasconde dietro le pose borghesi stracciamarroni, tendo così a preferire un approccio teso ma distante, "ordinato" tipo Szell, il primo Levine, Bohm, Markevitch, Monteux, e ad evitare gli sboroni/sbrodoloni (ci sarebbe anche Muti sulla carta, ma il suo Brahms non è molto riuscito). Suitner non mi pare proprio un carro armato, non è Abbado ma in questo frangente è ben più leggiadro di un Sanderling o di un Dorati, anzi direi che lascia intravedere una vena malinconica senza che la musica si carichi troppo di pathos. E' un Brahms pane e vino, senza tante menate. E poi, come dicevo, non è necessariamente il migliore, è anche per segnalare qualche nome un po' diverso dal solito ma comunque valido, piccoli Hurwitz crescono :D 

E' divertente questa cosa, nel tempo mi sono costruito questo mito di progressista rompiscatole (e un po' ci sono e un po' ci faccio, dai), ma, ora che ci penso, la gran parte dei direttori di oggi non mi dice proprio nulla! L'unico che seguivo più o meno, Paavo, si è infilato in un tunnel fatto di Bruckner, Mahler, Strauss, Sibelius, Shostakovich ecc. tutti autori che boh! secondo me, a parte qualche botta di c***, non gli si addicono proprio (ah! la carriera...). Honeck non mi conquista, i vari scandinavi (Salonen, Vanska, Saraste, Lintu ecc) sono bravi ma raramente una mia prima scelta, Dausgaard mi piace solo in alcune cose tardoromantiche, i direttori DGG li ho sempre criticati, e anche il lodato Petrenko, dopo un entusiasmo iniziale, ha cominciato a puzzarmi di plastica (molta sensazione e poca emozione intendo, meglio Haitink!!). La differenza rispetto ad altri è che non parto prevenuto, perchè mi piacerebbe vivere anche il mio tempo, e non solo nel passato, quindi se escono dischi nuovi ci provo. Tuttavia, non riesco a trovare ad esempio registrazioni moderne soddisfacenti di Bartok o peggio ancora di Strauss. Strauss sembra che dopo gli anni '60 nessuno sia stato più capace di dirigerlo come si deve! (con le solite casuali eccezioni). L'unica integrale di Mahler che ricomprerei, ancora oggi e con tutti i difetti, è quella di Bernstein (io, complessivamente, sono fan della prima). Se si va nel settecento il discorso cambia molto, ma le mie posizioni sono stranote, per dire che: sì, nel mio caso dipende moltissimo da cosa si esegue!

Giulini, quello degli anni '50/'60, lo ammiro, diverso quello anziano, grandissimo in Bruckner, ma negli altri autori non se po' sentì (a patto che non vi piacciano Beethoven, Schubert, Verdi (sob!), Brahms ecc suonati à la Bruckner! come a quel perverso bruckneriano di Snorlax :cat_lol:). Certo c'è anche questo Giulini, che apprezzo: 

ma diciamolo pure che non lo conosce nessuno, non è certo famoso al grande pubblico per i moderni come lo era magari Sinopoli.

Insomma, stiamo assistendo alla metamorfosi da Majaniello a Miaskoaniello :rofl::rofl::rofl:

Riguardo a Giulini, c'è il suo Brahms degli anni settanta e primi ottanta con le orchestre americane, che è ben più incisivo di quello tardo con i Wiener.

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13 minuti fa, Madiel dice:

Insomma, stiamo assistendo alla metamorfosi da Majaniello a Miaskoaniello :rofl::rofl::rofl:

I majanielli del presente sono i tromboni del futuro! :P

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17 minuti fa, Majaniello dice:

I majanielli del presente sono i tromboni del futuro! :P

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32 minuti fa, Madiel dice:

Riguardo a Giulini, c'è il suo Brahms degli anni settanta e primi ottanta con le orchestre americane, che è ben più incisivo di quello tardo con i Wiener.

Io amo molto anche la tarda integrale coi Wiener (DGG), ma ammetto che nelle prime due sinfonie incise a Los Angeles, sempre per l'etichetta gialla, nei primissimi anni '80 si respira aria di prima grandezza. I tempi sono più snelli - si fa per dire - rispetto a quelli di dieci anni dopo, e l'orchestra americana offre una maggiore trasparenza di suono rispetto al timbro ultracorposo della compagine viennese. Insomma due esecuzioni di prima grandezza, che forse potrebbero convincere pure @Majaniello. Tra l'altro Giulini, in questo caso, propone tutti i ritornelli (non che per me cambi qualcosa). Tra l'altro ignoro se sia una integrale abortita, oppure se siano incisioni pensate singolarmente. Per politiche discografiche arcane, probabilmente saranno OOP, ma sicuramente Spotify verrà in soccorso.

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7 minuti fa, Snorlax dice:

Io amo molto anche la tarda integrale coi Wiener (DGG), ma ammetto che nelle prime due sinfonie incise a Los Angeles, sempre per l'etichetta gialla, nei primissimi anni '80 si respira aria di prima grandezza. I tempi sono più snelli - si fa per dire - rispetto a quelli di dieci anni dopo, e l'orchestra americana offre una maggiore trasparenza di suono rispetto al timbro ultracorposo della compagine viennese. Insomma due esecuzioni di prima grandezza, che forse potrebbero convincere pure @Majaniello. Tra l'altro Giulini, in questo caso, propone tutti i ritornelli (non che per me cambi qualcosa). Tra l'altro ignoro se sia una integrale abortita, oppure se siano incisioni pensate singolarmente. Per politiche discografiche arcane, probabilmente saranno OOP, ma sicuramente Spotify verrà in soccorso.

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Sono incisioni famose, che piacciono un sacco anche a Hurwitz. Tra le incisioni americane, salta fuori anche questa precedente con la Chicago SO

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@Majaniello convertiti ! :closedeyes:

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2 minuti fa, Madiel dice:

Sono incisioni famose, che piacciono un sacco anche a Hurwitz. Tra le incisioni americane, salta fuori anche questa precedente con la Chicago SO

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@Majaniello convertiti ! :closedeyes:

Come dici tu, incisioni giustamente famose, ma che ormai si trovano sempre più di rado singolarmente. Per EMI, oltre alla Quarta che hai postato tu, c'è anche tutto il Brahms londinese, tra cui anche i Concerti per piano con Arrau. A proposito di quest'ultimi, sarei molto curioso di leggere un commento di un sicuro esperto come @Majaniello.

In ogni caso, siccome sono un trombone fino al midollo, io sono solito ad ascoltare il Giulini terminale, quello viennese! :rolleyes:;)

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15 minuti fa, Madiel dice:

Sono incisioni famose, che piacciono un sacco anche a Hurwitz. Tra le incisioni americane, salta fuori anche questa precedente con la Chicago SO

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@Majaniello convertiti ! :closedeyes:

 

6 minuti fa, Snorlax dice:

Come dici tu, incisioni giustamente famose, ma che ormai si trovano sempre più di rado singolarmente. Per EMI, oltre alla Quarta che hai postato tu, c'è anche tutto il Brahms londinese, tra cui anche i Concerti per piano con Arrau. A proposito di quest'ultimi, sarei molto curioso di leggere un commento di un sicuro esperto come @Majaniello.

In ogni caso, siccome sono un trombone fino al midollo, io sono solito ad ascoltare il Giulini terminale, quello viennese! :rolleyes:;)

Ragazzi veramente del Giulini Emi ne parlavo qui diffusamente circa 7 anni fa, quando Snorly faceva ancora le elementari e Madiel era "giovane":

 

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5 ore fa, Ives dice:

Infatti Suitner, laddove sono inciampato in sue performances, non mi è sembrato direttore dalla debordante personalità. Ma di indubbio mestiere teutonico.

Non c'è su Spotify quindi non la sentirò mai...😁

Comunque il Brahms di Suitner su Spotify c’è, mi è bastato digitare “Suitner Brahms” ed eccolo... In particolare notevole la Seconda, con tutte le ripetizioni. E così anche Maiacoschi è servito!

Piuttosto Ives, mi rammarico di non avere ancora preso Solti, che tu hai sempre difeso su Brahms.

Pensate che il mio primo ciclo di Brahms era il primo Masur in Lp Philips di mio padre. Credo sia completamente dimenticato

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24 minuti fa, Majaniello dice:

 

Ragazzi veramente del Giulini Emi ne parlavo qui diffusamente circa 7 anni fa, quando Snorly faceva ancora le elementari e Madiel era "giovane":

 

Maja, per chi mi prendi? Guarda che mi sono letto tutto quello che hai scritto, quando ho scoperto questo Forum se stato una delle mie guide all'ascolto, anche se non sei riuscito a sopprimere il mio spirito trombonesco. Ma mi pare che nel tuo excursus intorno al Secondo concerto mancasse una considerazione sull'intesa Arrau-Giulini. Mi chiedevo che opinione avessi in merito, approfittando della tua benevolenza.:rolleyes:

14 minuti fa, Wittelsbach dice:

Pensate che il mio primo ciclo di Brahms era il primo Masur in Lp Philips di mio padre. Credo sia completamente dimenticato

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Ecco, questa mi fa paura. Con Masur, il grigiore è sempre dietro l'angolo. Niente da fare, è un direttore con cui ho veramente pochissima sintonia. Non ho mai capito perché, tutto sommato, sia stato il direttore originario dell'ex Germania orientale che ha avuto più risonanza; eppure, anche lì, i grandi talenti non mancavano.

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12 ore fa, Wittelsbach dice:

Comunque il Brahms di Suitner su Spotify c’è, mi è bastato digitare “Suitner Brahms” ed eccolo... In particolare notevole la Seconda, con tutte le ripetizioni. E così anche Maiacoschi è servito!

Ah ecco, allora sono rimbambito io 😁 grazie, forse l'ascolterò, la metto tra i preferiti.

Un'altra mai citata, che apprezzo molto, è compresa qua dentro:

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Solti è uno dei pochi che fa sentire bene la doppia intervenzione dei tromboni nel finale della Quarta, che spesso risultano loffi 🤔 anche in grandi esecuzioni. Per noi feticisti degli ottoni, un gran bel sentire, non c'è dubbio.

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1 ora fa, Ives dice:

Ah ecco, allora sono rimbambito io 😁 grazie, forse l'ascolterò, la metto tra i preferiti.

Un'altra mai citata, che apprezzo molto, è compresa qua dentro:

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Solti è uno dei pochi che fa sentire bene la doppia intervenzione dei tromboni nel finale della Quarta, che spesso risultano loffi 🤔 anche in grandi esecuzioni. Per noi feticisti degli ottoni, un gran bel sentire, non c'è dubbio.

Il fascino del trombone... 

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48 minuti fa, Majaniello dice:

Il fascino del trombone... 

Immarcescibile...

Poi ci sarebbe pure il filone cosiddetto hip inaugurato da Mackerras, che mi piace più per le scelte musicologiche che non per la resa finale. Belle idee anche nell'integrale di Paavo Berglund con la Chamber Orchestra of Europe (Ondine). Ma il mio riferimento rimane questo:

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Organico cameristico come quello dell'orchestra di Meiningen, trasparenza, nitore, suono luminoso e pastoso, vibrato molto controllato, importanza data alla complessità strutturale e polifonica e alle voci intermedie, grande libertà di fraseggio e agogica, indipendemente dalle battute o dal metronomo. Accantona anche certi stereotipi tetri del romanticismo tedesco. Insomma, fedeli al testo ma anche liberi di interpretare, rileggendo Brahms come dice il titolo, e Poschner lo fa benissimo, a mio parere.

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13 ore fa, Snorlax dice:

 

Ecco, questa mi fa paura. Con Masur, il grigiore è sempre dietro l'angolo. Niente da fare, è un direttore con cui ho veramente pochissima sintonia. Non ho mai capito perché, tutto sommato, sia stato il direttore originario dell'ex Germania orientale che ha avuto più risonanza; eppure, anche lì, i grandi talenti non mancavano.

Dalla rubrica LE PAURE DI SNORLAX

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2 ore fa, Ives dice:

Immarcescibile...

Poi ci sarebbe pure il filone cosiddetto hip inaugurato da Mackerras, che mi piace più per le scelte musicologiche che non per la resa finale. Belle idee anche nell'integrale di Paavo Berglund con la Chamber Orchestra of Europe (Ondine). Ma il mio riferimento rimane questo:

51KRaD1f24L.jpg

Organico cameristico come quello dell'orchestra di Meiningen, trasparenza, nitore, suono luminoso e pastoso, vibrato molto controllato, importanza data alla complessità strutturale e polifonica e alle voci intermedie, grande libertà di fraseggio e agogica, indipendemente dalle battute o dal metronomo. Accantona anche certi stereotipi tetri del romanticismo tedesco. Insomma, fedeli al testo ma anche liberi di interpretare, rileggendo Brahms come dice il titolo, e Poschner lo fa benissimo, a mio parere.

Ah me è una reference nuova! avevi sempre parlato di Mackerras! lo proverò, non subito perchè non ho granchè voglia di Brahms in questo periodo... voglio dire c'è già il covid :cat_lol:

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21 minuti fa, Majaniello dice:

Ah me è una reference nuova! avevi sempre parlato di Mackerras! lo proverò, non subito perchè non ho granchè voglia di Brahms in questo periodo... voglio dire c'è già il covid :cat_lol:

No, l'ho sempre detto, solo che essendo DVD non lo cito quasi mai. Mackerras mi piace, ma la resa è un pò troppo da musicologo. Eppure è stato un grande direttore.

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