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Hurwitz & co.


Majaniello
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La Quarta di Tchaikovsky. Sinfonia prediletta dall'autore, segna un deciso passo in avanti qualitativo e formale nella produzione sinfonica del grande autore russo, caratterizzandosi per la forte omogeneità stilistica e per l'elevato contenuto tragico e appassionato, di scoperta natura autobiografica (il tema del fato, rievocato dal tema conduttore con le fanfare degli ottoni, l'ineluttabilità del destino). Dopo le ampie perorazioni drammatiche del primo lungo movimento, suggestivo è il secondo, di sapore melodico profondamente russo; il terzo è tutto giocato tra i pizzicati degli archi e il trio bucolico dei fiati. Finale dirompente con tema popolare con variazioni, ritorno del motivo del fato, e coda trionfale con percussione scatenata. Le migliori versioni in disco.

Leningrad Philharmonic Orchestra, Yevgeny Mravinsky & Pyotr Ilyich TchaikovskyRiccardo Muti81dC+bXo61L._SX425_.jpgDaniel Barenboim & Chicago Symphony OrchestraTchaikovsky, Boston Symphony Orchestra, Charles Munch – Symphony No. 4 In F  Minor (Vinyl) - DiscogsLeonard Bernstein41tjvFg-YSL.jpg81e8g7kv9RL._SX425_.jpg717-0q17CIL._SX425_.jpg

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7 ore fa, Ives dice:

Piaccia o meno, grande organista e interprete sopraffino del repertorio francese anche su strumenti di costruzione anglosassone, nonchè allievo prediletto di Marcel Dupré che aveva curato l'opera omnia di Franck per organo.

Esatto! 

6 ore fa, Ives dice:

La Quarta di Tchaikovsky. Sinfonia prediletta dall'autore, segna un deciso passo in avanti qualitativo e formale nella produzione sinfonica del grande autore russo, caratterizzandosi per la forte omogeneità stilistica e per l'elevato contenuto tragico e appassionato, di scoperta natura autobiografica (il tema del fato, rievocato dal tema conduttore con le fanfare degli ottoni, l'ineluttabilità del destino). Dopo le ampie perorazioni drammatiche del primo lungo movimento, suggestivo è il secondo, di sapore melodico profondamente russo; il terzo è tutto giocato tra i pizzicati degli archi e il trio bucolico dei fiati. Finale dirompente con tema popolare con variazioni, ritorno del motivo del fato, e coda trionfale con percussione scatenata. Le migliori versioni in disco.

 

Esclusi un paio di dischi citati, gli altri sono ovvi.

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13 ore fa, Ives dice:

Piaccia o meno, grande organista e interprete sopraffino del repertorio francese anche su strumenti di costruzione anglosassone, nonchè allievo prediletto di Marcel Dupré che aveva curato l'opera omnia di Franck per organo.

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Questo era il disco che avevo, e non mi dispiaceva.

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Un'altra bel disco di Gielen, ma non essenziale, riscoperto dalla Orfeo e proveniente dagli archivi della radio austriaca: Zemlimsky (Lyrische Symphonie) e Schreker (Vorspiel zu einem Drama). Solisti la Karan Armstrong e Roland Herrmann.

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15 ore fa, Ives dice:

Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. La Quinta bruckneriana di Sawallisch (Orfeo).

Primary

Bella, ma della Orfeo forse ancor più bella la Sesta sempre con Sawallisch e la stessa orchestra. Buoni anche gli altri due dischi di questa serie Orfeo con la Prima e la Nona, benché quest'ultima Sawallisch la abbia registrata anche con i Wiener. Ricordo una Quinta sempre di Sawallisch con la Philadelphia Orchestra che sarei curioso di riascoltare, e una Quarta ancora con l'orchestra americana.

Ma tutto sommato, sono ancora sentimentalmente legato alla vecchia Quinta con Jochum e la BRSO di cui mio nonno ormai una vita fa (la sua...) mi regalò il doppio vinile DG, perciò il mio giudizio su quest'opera e i suoi interpreti non sarà mai imparziale.

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Il concerto per violino e orchestra di Mendelssohn. Opera stranota e straeseguita da tutti i big, deve la sua fortuna principalmente alla fascinosa invenziona tematica, fluente e mossa, ma soprattutto al perfetto bilanciamento tra parte solista, sgranata in modo certosino, e felicità della scrittura orchestrale. Indimenticabile lo slancio lirico dell'Andante. Le migliori versioni in disco.

Christian Tetzlaff71HJ44Z4uQL._SX425_.jpgViktoria Mullova, Academy of St Martin in the Fields & Sir Neville MarrinerNathan Milstein, Wiener Philharmoniker & Claudio AbbadoChristian FerrasJascha HeifetzHilary HahnLev Markiz

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Anche quella meravigliosa di Hope/Hengelbrock per DG è original version. Prima registrazione assoluta della versione originale del concerto, datata 1844, più raccolta, "pulita" e ricca di dettagli per gli interpreti, rispetto alla versione correntemente eseguita (da cui poco si discosta, però in termini ricettivi per l'ascoltatore). Un flop per me Tetzlaff, registrato pure live e malissimo, gli altri ci stanno, tra classici e edizioni di grandi solisti. Una curiosità la citazione del giovane Zuckerman con Bernstein, credo mai sentito in vita mia.

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45 minuti fa, Ives dice:

Un flop per me Tetzlaff, registrato pure live e malissimo, gli altri ci stanno, tra classici e edizioni di grandi solisti. 

Verissimo, mi ricordo un violino stridentissimo... ovviamente ascoltata per la presenza di Paavo. Io ogni tanto ascolto questa:

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anche se Jurowski non è esattamente il direttore più leggero della terra. Proverò il grande Hengelbrock.

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