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Hurwitz & co.


Majaniello
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13 ore fa, Ives dice:

Box gemello (anche purtroppo nel prezzo altissimo, ma editorialmente ineccepibile) della Eloquence/Decca dedicato al Knappertsbusch operistico, decisamente migliore rispetto a quello sinfonico. Ben due Parsifal (quello in studio rimane la cosa migliore del direttore tedesco, sebbene il rapporto con la sala d'incisione rimanga per lui molto problematico), un mediocre Fidelio slentatissimo, dei buoni Meistersinger pieni di colori e vibrazioni e una serie di recitals ed estratti wagneriani e straussiani con ottimi cantanti.

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Quei due Parsifal sono dal vivo e non mi risultano registrazioni in studio di Kna.

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Un tributo a Ginette Neveu, il box Warner. Morì a soli 30 anni nel 1949 in un incidente aereo e il mondo musicale perse una grande virtuosa del violino e una musicista di grande rilievo. Poche le registrazioni pervenuteci, qui raccolte in 4 CD, da ascoltare soprattutto nei concerti di Sibelius e Brahms.

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Video piuttosto singolare. Una dozzina di minuti di preamboli per preparare il pubblico a un altro video di imminente pubblicazione sulle migliori incisioni di Seiji Ozawa. Da questa introduzione e dai numerosi commenti si comprende il motivo. Nonostante la bravura indiscutibile e gli esiti importanti ottenuti nella sua carriera, Ozawa ha avuto e ha tuttora, soprattutto negli USA, numerosi feroci detrattori. Hurwitz prende il problema di petto: ci sono dietro una serie di pregiudizi del pubblico e dei critici americani, alcuni di natura prettamente razziale. Ed è significativo che questa tesi trovi conferma in diversi commenti, uno dei quali rievoca una situazione di vera e propria ostilità razziale già all'epoca dell'incarico di Ozawa a San Francisco, nonostante proprio a lui sia dovuta la reimmissione di quell'orchestra nel grande circuito internazionale. Poi, evidentemente, ci sono stati altri problemi, forse acuiti dal fatto che il rapporto con Boston è durato troppo a lungo, problemi che chi frequentava regolarmente gli spettacoli o era in rapporto con l'orchestra e col management conosce meglio del pubblico europeo. Ma tant'è: è strano questo video per mettere le mani avanti in difesa di Ozawa.

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Tennstedt e il box di 14CD della Emi intitolato "The Great Recordings". Senza Mahler (c'è solo la Prima) e opere corali, tranne il Requiem Tedesco. Qualità incostante, ottimi Strauss, Wagner, Schumann e interessante l'Ottava di Bruckner con la LPO. Discreto il resto, ancora disponibile su amazon a 30 euro:

https://www.amazon.it/Klaus-Tennstedt-Great-EMI-Recording/dp/B004OUFSOA

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1 ora fa, Ives dice:

Tennstedt e il box di 14CD della Emi intitolato "The Great Recordings". Senza Mahler (c'è solo la Prima) e opere corali, tranne il Requiem Tedesco. Qualità incostante, ottimi Strauss, Wagner, Schumann e interessante l'Ottava di Bruckner con la LPO. Discreto il resto, ancora disponibile su amazon a 30 euro:

https://www.amazon.it/Klaus-Tennstedt-Great-EMI-Recording/dp/B004OUFSOA

Ho guardato il video, dato che posseggo il cofanetto in questione. Sebbene concordi con la visione d'assieme - di sicuro molti great recordings di Tennstedt si trovano altrove - non mi ritrovo col giudizio riguardante le singole opere. Per dire, io trovo eccezionali - al punto di considerarle le mie personali references - la Quarta di Bruckner (nonostante il primo digitale EMI, piuttosto vetroso) e la Prima di Mahler a Chicago, che il Nostro definisce come sleepy e dull, mentre mi è sempre parsa sonnolenta e poco riuscita l'Ottava bruckneriana, superata notevolmente dalla sua versione live che si trova su dischi Testament. Degna di nota anche l'Eroica - anche se Hurwitz preferisce la versione con la NDR - straordinario Schumann e da riscoprire Dvorak. Curiosità: nel boxino è presenta anche la Pastorale che, se non ricordo male, Tennstedt considerava la sua migliore incisione in studio. A me non spiace affatto, anche se non mi ha fatto gridare al miracolo.

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On 6/4/2022 at 10:28, Ives dice:

Si, errore mio. Che poi sono ben 4, tutti live.

Ti dirò di più: sono anche più di quattro, c’è una registrazione per ogni anno che ha fatto il Parsifal, anche se non sempre facile da trovare. In realtà, probabilmente basta conoscere le due “classiche” (con in più magari la recita con la Crespin) e col Parsifal di Kna sei a posto, perché l’hai stracapito.

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20 ore fa, Wittelsbach dice:

Ti dirò di più: sono anche più di quattro, c’è una registrazione per ogni anno che ha fatto il Parsifal, anche se non sempre facile da trovare. In realtà, probabilmente basta conoscere le due “classiche” (con in più magari la recita con la Crespin) e col Parsifal di Kna sei a posto, perché l’hai stracapito.

Ok. Io mi sono fermato a quello Philips classico.

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Totalmente cassato il "nuovo" Sibelius del giovane Klaus Makela (con l'orchestra di Oslo), astro nascente della direzione d'orchestra di scuola nordica. Altrove viene definito un ciclo "stellare" e "rivelatore", ma il Nostro è in pieno disaccordo: equilibri distorti, climax raffazzonati, tensione inesistente, fraseggio corrivo. Risultati tra l'inutile e il disastroso. La Decca lo ha mandato allo sbaraglio, peccato.

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1 ora fa, Ives dice:

Totalmente cassato il "nuovo" Sibelius del giovane Klaus Makela (con l'orchestra di Oslo), astro nascente della direzione d'orchestra di scuola nordica. Altrove viene definito un ciclo "stellare" e "rivelatore", ma il Nostro è in pieno disaccordo: equilibri distorti, climax raffazzonati, tensione inesistente, fraseggio corrivo. Risultati tra l'inutile e il disastroso. La Decca lo ha mandato allo sbaraglio, peccato.

Non ha tutti i torti, almeno a giudicare da questo video in cui va a singhiozzo e a zero pathos (il primo minuto è proprio tremendo, ma peggiora pure in seguito) :doh:

 

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Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Opere per archi inglesi dirette da Sir John Barbirolli.

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Concordo, disco meraviglioso, preso fisicamente poco tempo fa su amazon a pochi euro ma nuovo. Si è letteralmente invasi da un oceano di archi setosissimi, atmosfere rarefatte di nebbiose lande inglesi, diretti con passione esorbitante da un grande Barbirolli. E suonati pure con estrema perizia, nonostante la Sinfonia of London non era tra le grandi orchstre inglesi dell'epoca. La New Philharmonia interviene nei brani minori. E non sono un grande amante di queste pagine, ma è un disco bellissimo e pure ben registrato.

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11 ore fa, Ives dice:

Totalmente cassato il "nuovo" Sibelius del giovane Klaus Makela (con l'orchestra di Oslo), astro nascente della direzione d'orchestra di scuola nordica. Altrove viene definito un ciclo "stellare" e "rivelatore", ma il Nostro è in pieno disaccordo: equilibri distorti, climax raffazzonati, tensione inesistente, fraseggio corrivo. Risultati tra l'inutile e il disastroso. La Decca lo ha mandato allo sbaraglio, peccato.

Ne ho ascoltato qualche stralcio su Spotify, incuriosito dalla stroncatura senz'appello che Hurwitz fa di questo giovane direttore di belle speranze. Credevo che il Nostro esagerasse, e invece in questo caso ha proprio ragione: letture prive di alcun pathos, disorganiche, con un bilanciamento orchestrale alquanto discutibile: legni e ottoni spesso paiono essere in un'altra stanza rispetto agli archi. A proposito di quest'ultimi: perché tutto questo interesse di Makela per metterne in evidenza anche la più impercettibile articolazione? Altro che Sibelius, qui sembra di sentire gli studi del Bériot o del Campagnoli...

Un raffronto (impietoso):

Quando si dice che i timings a volte contano ben poco... La durata è praticamente la stessa, ma il risultato... Beh, giudicate voi :rolleyes::cat_lol:...

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Il box Scribendum di ben 40 CD dedicato a Eduard Van Beinum. Per Hurwitz, un grande direttore storico ingiustamente dimenticato, olandese figlio d'arte e sovente sul podio del Concertgebouw per circa un decennio (molte incisioni anni '50 ex Philips). Finissimo nel fraseggio e certosino negli equilibri strumentali, aveva un modo di dirigere molto "moderno" senza inflessioni soggettive ed enfansi romantica, dimostrando un grande senso musicale e un estremo rigore per la partitura. Bruckner, Brahms e Debussy di eccellente livello, ma molto buono anche il resto (sorprendente per la pulizia e la nettezza l'approccio a Handel per l'epoca).

Van-Beinum-Scribendum-380x380.jpg

Il contenuto:

https://www.prestomusic.com/classical/products/8804905--the-art-of-eduard-van-beinum#related

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Le 105 sinfonie di Haydn. Si arriva alla numero 40, erroneamente attribuita al periodo "Sturm und Drang" ma in realtà scritta molti anni prima e quindi afferente al gruppo rococò delle prime opere in tonalità maggiore. Da segnalare il delizioso e scolastico finale fugato e il carattere essenzialmente brillante della sinfonia. Curiosità: ne esiste un'incisione Emi di fine anni '40 diretta da Beecham.

146230.jpg

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