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Hurwitz & co.


Majaniello
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On 16/3/2022 at 15:42, Ives dice:

I 10 migliori direttori d'orchestra viventi. Secondo i suoi parametri, elencati a inizio video...

No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no e ancora no. Che non sia tra i suoi, pazienza.
Ma stiamo scherzando? Nessuno di voi che citi il più grande direttore vivente? Ma anche di tutti i tempi! LUI, il mitico, inarrivabile MAXIMIANNO COBRA!

Vi depenno tutti quanti dalla mia lista di... di... boh! Dalla mia lista!

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43 minuti fa, hurdy-gurdy dice:

No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no e ancora no. Che non sia tra i suoi, pazienza.
Ma stiamo scherzando? Nessuno di voi che citi il più grande direttore vivente? Ma anche di tutti i tempi! LUI, il mitico, inarrivabile MAXIMIANNO COBRA!

Vi depenno tutti quanti dalla mia lista di... di... boh! Dalla mia lista!

Giusto, il famoso COBRAm :D

Coppa-Cobram-420x252.jpg

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On 16/3/2022 at 15:42, Ives dice:

I 10 migliori direttori d'orchestra viventi. Secondo i suoi parametri, elencati a inizio video...

Manfred Honeck

Esa-Pekka Salonen

Herbert Blomstedt

Leonard Slatkin

JoAnn Falletta

Theodore Kuchar

José Serebrier

Andrew Litton

Michael Tilson Thomas

Vladimir Jurowski

No dai, basta con sto Litton, comincio a pensare che sia tutto uno scherzo:o:cat_lol:. In ogni caso, tranne qualche nome, una lista che trovo abbastanza discutibile. Sono contento di vedere Serebrier comunque, direttore che ho sempre trovato assai sottuvalutato. Ma scusate, e OZAWA?

P.s. L'assenza di Mehta gliela concedo, dato che negli ultimi trent'anni ha prodotto assai poco di interessante.

On 13/3/2022 at 11:35, Ives dice:

Harnoncourt e i capolavori di musica sacra. Box Sony a prezzo contenuto con 16 CD. In sintesi, va più che bene per Bach, Mozart, Beethoven e Dvorak. Il resto è noia mortale (Handel, Haydn, Brahms e Verdi).

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Al contrario di molti, io trovo eccezionale il Messiah qui contenuto. Lettura personalissima, con tempi talvolta folli, ma sempre sorprendenti. Una sorta di Golovanov in salsa HIP!:rolleyes: Al contrario terribile il Requiem verdiano, di una noia noiosa mortale. Il resto va dal buono al superbo, trovo tutto sommato riuscito anche Brahms, anche se in qualche momento mi ha destato alcune perplessità, per via di alcune relazioni tra tempi non proprio convincenti.

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27 minuti fa, Snorlax dice:

Ma scusate, e OZAWA?

 

Io lo metto fra i sommi degli ultimi 50 anni. Ma vale ancor di più per lui il dubbio su età, salute periclitante e carriera ormai di fatto conclusa (stessa cosa, per dire, del grande Temirkanov). Purtroppo Ozawa è molto malato.

Anche a me piace quel Messiah di Harnoncourt...

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1 ora fa, hurdy-gurdy dice:

No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no e ancora no. Che non sia tra i suoi, pazienza.
Ma stiamo scherzando? Nessuno di voi che citi il più grande direttore vivente? Ma anche di tutti i tempi! LUI, il mitico, inarrivabile MAXIMIANNO COBRA!

Vi depenno tutti quanti dalla mia lista di... di... boh! Dalla mia lista!

Faccio pubblica ammenda per avere colpevolmente dimenticato Sua Maestà l'Imperatore dei direttori, il sommo Maximianno. Per penitenza mi e vi ammannisco questo travolgente allegro con brio

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3 ore fa, Snorlax dice:

P.s. L'assenza di Mehta gliela concedo, dato che negli ultimi trent'anni ha prodotto assai poco di interessante.

Ma Mehta dirige ancora? della serie "artisti che pensi siano morti e invece sono vivi".

Io ne ho uno tosto, è compositore ma anche direttore, qui addirittura in un disco "mainstream":

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e poi, un vero eroe:

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da non confondere con la buonanima di:

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11 minuti fa, Majaniello dice:

Ma Mehta dirige ancora? della serie "artisti che pensi siano morti e invece sono vivi".

Ogni tanto ci prova, ma sono di più le volte in cui deve essere sostituito all'ultimo momento perché subentra un nuovo improvviso acciacco.

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3 ore fa, giobar dice:

Io lo metto fra i sommi degli ultimi 50 anni. Ma vale ancor di più per lui il dubbio su età, salute periclitante e carriera ormai di fatto conclusa (stessa cosa, per dire, del grande Temirkanov). Purtroppo Ozawa è molto malato.

Anche a me piace quel Messiah di Harnoncourt...

Vero, dimenticavo pure Temirkanov. Restando in Russia, io ammiro molto anche Kitajenko, anche se è piuttosto alterno nei risultati.

Me lo sto riascoltando proprio ora quel Messiah, non capisco proprio come si possa definire noioso. E' di un dinamismo e una varietà rari, lontano mille miglia da letture hip ingessate d'oltremanica. Chissà cosa ne pensa @Majaniello...

 

46 minuti fa, Majaniello dice:

Ma Mehta dirige ancora? della serie "artisti che pensi siano morti e invece sono vivi".

Sì sì, anche se come diceva Giobar è molto acciaccato. Ho un carissimo amico contrabassista che ci ha suonato spesso negli ultimi anni, e mi ha confermato che comunque che quasi sempre siamo addirittura sotto la soglia della routine. Più che un direttore, un vigile del traffico che dovrebbe essere in pensione da un bel po'. Il mio affetto per questo direttore comunque non diminuisce, visti i risultati egregi di un passato glorioso...

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On 17/3/2022 at 10:54, glenngould dice:

Sarebbe davvero interessante sentire l'opinione di @Keikobad

 

On 17/3/2022 at 12:45, giobar dice:

Concordo! 

vi ringrazio per la vostra (immeritata) considerazione :D

io posso dare la mia opinione basata su esperienze personali (ho lavorato con 4 dei 10 direttori citati da H.), ma partendo da parametri molto diversi da quelli espressi sopra. Giudicare solo i direttori che hanno un'attività discografica perché "degli altri non frega a nessuno" per me è un punto di vista molto opinabile. Capisco i suoi argomenti, ma allora Kirill Petrenko è come se non esistesse? Ai concerti dei Berliner non ci va nessuno? I concerti oltretutto vengono registrati e messi sulle piattaforme di streaming digitali che rendono l'esperienza riproducibile e condivisibile, quindi di cosa stiamo parlando? 

Detto questo, personalmente quando valuto un direttore con cui suono, conta molto l'esperienza che vivo e gli occhi nuovi con cui mi fa conoscere un brano. Per questo il mio giudizio su un direttore con cui ho lavorato magari una sola volta in un repertorio a lui non congeniale può essere molto incompleto e ingiusto. Inoltre, valuto il rapporto che ha con l'orchestra, quanto riesce a valorizzarla e la sua tecnica direttoriale, tutte cose che da un disco, ahimè, non è facile valutare.

Questi i miei 2 cents su alcuni dei direttori sopra citati:

Tilson Thomas: Ci ho suonato una sola volta (5a sinfonia di Mahler a Roma) ed è stata un'esperienza non memorabile, molta difficoltà a tenere l'insieme e suddivisioni del gesto del tutto inutili e invasive nei ritardandi. 

Herbert Blomstedt: Probabilmente il miglior direttore con cui abbia mai suonato! (8a di Bruckner). Suonare una sinfonia di Bruckner con lui vuol dire imparare a conoscere il lato meno muscolare ed aggressivo e più trascendentale della sua opera, anche quando si tratta di una sezione di ottoni che suona fortissimo! Con lui un brano di un'ora e mezza passa in un lampo perché ogni secondo sai sempre dove ti trovi e dove stai andando. Memorabile il terzo movimento che comincia senza vibrato, memorabili le sue citazioni sulla musica ("questa è musica molto settoriale (inteso come archi/ottoni/legni contrapposti uno all'altro), che è una caratteristica e forse anche un limite di questa musica", "far finire questo movimento con una cosa semplice come una scala è un modo geniale per terminare un movimento complesso come questo" (il terzo)), memorabile il suo rifiutare la sedia per dirigere 8 ore di prove in piedi scherzando "chairs are for old people!" (all'epoca, 88 anni!). Un gigante, musicalmente e umanamente. 

Manfred Honeck: L'altro nome che cito sempre assieme a Blomstedt quando parlo dei più grandi con cui abbia mai lavorato (8a di Dvorak). Già allora era un po' vittima dei deliri narcisistici e autoreferenziali di cui ogni tanto parla H., ma quell'Ottava è stata una GRANDE Ottava (sul Tubo c'è un video dove la fa con la hr-Sinfonieorchester, ovviamente uno spettacolo). Un uomo che mi ha saputo trasmettere l'amore per la Boemia come se ci avessi appena fatto un viaggio di diversi mesi. La spalla di quell'orchestra era un ragazzo ceco (che ora suona nella Chicago Symphony) che ha fatto un solo del 2° movimento da stropicciarsi gli occhi. Tecnica direttoriale incredibile, tanto da renderlo per eccellenza l'erede di Kleiber (anche per una notevole somiglianza fisica). Sicuramente merita di stare tra i primi 10 direttori viventi. 

Esa-Pekka Salonen: Con lui feci un concerto un po' sgangherato dove venne in sostituzione di James Levine. Fecimo Renana di Schumann e Till Eulenspiegel. A me lui ad esempio non piace. Lo trovo superficiale, sia nella concertazione che nella gestione tecnica della performance, il gesto è sicuramente molto solido e tecnicamente ineccepibile ma lo ricordo un po' "moscio". Lo vidi anche dirigere una Prima di Mahler, oltre che il suo personale Concerto per violino, di cui ho pochi ricordi. Anche le incisioni che ho ascoltato non mi hanno lasciato sempre ben impresso. La Turangalila con la Philharmonia che H. cita come riferimento per me è molto mediocre.

Gli altri nomi li conosco di fama e ho visto alcuni video, mai dal vivo. Di questi, solo Jurowski gode di ottima considerazione da parte della comunità di orchestrali professionisti, almeno in Italia. 

Altri nomi che sono stati citati dalgi utenti:

Simon Rattle: Con lui suonai musica contemporanea all'accademia del Festival di Lucerna. Male, dimenticabile. Se dirigi musica contemporanea molto rigida ritmicamente e col gesto segui l'orchestra invece che dirigerla, c'è un problema. 

Riccardo Muti: Con lui, 4 pezzi sacri di Verdi e un Così fan tutte di recente. Ovviamente è un gigante indiscusso, ma la sua tendenza a ammorbidire il suono a volte è un po' stucchevole, come mettere il miele sul gelato al limone. Che comunque lui non sia considerato tra i 10 direttori più grandi viventi per me è perlomeno discutibile.

Gianandrea Noseda: Il direttore che conosco meglio in assoluto, perché ci ho suonato in innumerevoli volte e perché ho il piacere di conoscerlo abbastanza bene di persona (e perché mi ha dato un lavoro :D ). Difficile scindere le sue qualità artistiche da quelle umane, perché le seconde influenzano incredibilmente le prime. Persona molto emotiva, rende il meglio di sé nel repertorio più muscolare (es. Danze Polovesiane, Otello, Macbeth) e nel repertorio russo in generale. Per me la freddezza intellettuale che spesso gli viene additata è un equivoco dato dal fatto che tende a dirigere sempre tutto a tempo e a cantare poco le frasi cantabili. Per me più che un difetto caratteriale è un difetto "tecnico" dovuto al fatto che quando dirige è talmente tanto in adrenalina che si dimentica di respirare, sia fisicamente che musicalmente. Direttore polarizzante che o si ama o si odia, a volte anche contemporaneamente :D

Fabio Luisi: Ecco, lui è un direttore che definirei "intellettuale" tout court. Ci ho suonato tantissime volte ma quasi mai il repertorio che a detta di tutti gli è più congeniale (Strauss, Mahler, Wagner). Gli ho sentito però fare un'ottima Sinfonia Fantastica in RAI di recente. Molto colto e molto intelligente, pecca a mio parere solo nella scelta dei tempi (spesso troppo veloci) e un gesto molto spigoloso e nevrotico. A Martina Franca ha diretto molto repertorio operistico minore dell'800, spesso in maniera molto poco idiomatica. 

Zubin Mehta: Ci feci una 2a di Mahler assolutamente nella media. Molte indicazioni di Mahler non rispettate, molte scelte di tempo discutibili, nel complesso abbastanza scialba. Non mi lasciò una grande impressione anche se il concerto venne bene.

Marin Alsop: Abbiamo fatto con lei un'ottima 4a di Brahms, molto solida e molto a posto. Non ricordo niente di memorabile che disse o fece ma fu un bel concerto.

Paavo Jarvi: Ho già parlato di lui nella tournée che feci con la Deutsche Kammerphilharmonie e la registrazione della 4a di Brahms per il ciclo integrale registrato per Sony. Stessa impressione che per la Alsop, non ricordo niente di memorabile ma sicuramente un direttore molto solido e molto musicale. 

Vasily Petrenko: Venne a fare le due suites da Romeo e Giulietta di Prokof'ev. Grande conoscitore di quel tipo di musica, su certe scelte di tempo e di carattere a parere mio esagerava un po', ma nel complesso un direttore molto solido.

Si potrebbero fare due menzioni anche su Dutoit, grande cesellatore di suono, impeccabile sul repertorio francese di inizio novecento e con ogni probabilità il più antipatico e insopportabile con cui abbia mai lavorato 😒 Gergiev, con cui feci una Iolanta e una memorabile 6a di Tchaikovsky, Temirkanov con cui fecimo Alexander Nevsky (con pause-sigaretta ogni 20 minuti...), Harding che venne a fare un Don Carlos, ma la lista è già abbastanza lunga così ;)

 

Inoltre mi permetto di citare un altro direttore che passa sempre sotto i radar: Jaap van Zweden, principale della New York Phil, con cui fecimo una 8a di Bruckner, buona ma non eccelsa. A me piace il giusto, ma è un concertatore fenomenale, un ottimo conoscitore dell'orchestra e sicuramente è un direttore molto migliore di molti nomi citati da H.

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Due box imperdibili (Decca/Philips e NEOS) dedicati al compianto violoncellista (e direttore) Heinrich Schiff. Tra l'altro, uno dei miei violoncellisti prediletti e Hurwitz descrive molto bene il suo suono preciso, tagliente ma avvolgente. Direi per certi versi anti-romantico. Manca però il periodo EMI.

Heinrich Schiff Collection (Box Set) - CD | IBS

https://neos-music.com/?language=english&page=output.php%3Ftemplate%3Denglish-album-details.php%26content%3DAlben/21602.php

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4 ore fa, Keikobad dice:

Esa-Pekka Salonen:  La Turangalila con la Philharmonia che H. cita come riferimento per me è molto mediocre.

Sottoscrivo! :cat_smile:

Cita

Gianandrea Noseda: Direttore polarizzante che o si ama o si odia, a volte anche contemporaneamente

Concordo di nuovo, io mi trovo nella stessa situazione. E' bravo, ma non mi "prende".

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Grazie @Keikobad, proprio il tipo di intervento che speravo facessi, Un contributo davvero prezioso :ok:

4 ore fa, Keikobad dice:

Giudicare solo i direttori che hanno un'attività discografica perché "degli altri non frega a nessuno" per me è un punto di vista molto opinabile. Capisco i suoi argomenti, ma allora Kirill Petrenko è come se non esistesse? Ai concerti dei Berliner non ci va nessuno? I concerti oltretutto vengono registrati e messi sulle piattaforme di streaming digitali che rendono l'esperienza riproducibile e condivisibile, quindi di cosa stiamo parlando?

:clapping::clapping::clapping:Che poi, la vita musicale, in provincia e non solo, spesso è retta e vivacizzata da grandissimi musicisti che, per i motivi più vari, spesso non riescono e a volte nemmeno vogliono inserirsi nel circuito delle case discografiche ma sono comunque capaci di offrire sempre prestazioni musicali superlative.

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39 minuti fa, Ives dice:

Due box imperdibili (Decca/Philips e NEOS) dedicati al compianto violoncellista (e direttore) Heinrich Schiff. Tra l'altro, uno dei miei violoncellisti prediletti e Hurwitz descrive molto bene il suo suono preciso, tagliente ma avvolgente. Direi per certi versi anti-romantico. Manca però il periodo EMI.

Heinrich Schiff Collection (Box Set) - CD | IBS

https://neos-music.com/?language=english&page=output.php%3Ftemplate%3Denglish-album-details.php%26content%3DAlben/21602.php

La settimana scorsa il box Neos è stato per pochissime ore in superofferta su JPC (mi pare venisse meno di 2 euro a cd). Il tempo di inserire qualche altro disco nel carrello prima di far partire l'ordine e già non era più disponibile :mellow:

Rettifico: c'è di nuovo, anche se disponibile fra qualche settimana. Appena 30 euro.https://www.jpc.de/jpcng/classic/detail/-/art/heinrch-schiff-65th-birthday-b/hnum/5331988

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On 18/3/2022 at 15:54, giobar dice:

Faccio pubblica ammenda per avere colpevolmente dimenticato Sua Maestà l'Imperatore dei direttori, il sommo Maximianno. Per penitenza mi e vi ammannisco questo travolgente allegro con brio

Travolgente è il termine esatto! Ma pure Tavor-gente :rofl:

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21 ore fa, Snorlax dice:

Me lo sto riascoltando proprio ora quel Messiah, non capisco proprio come si possa definire noioso. E' di un dinamismo e una varietà rari, lontano mille miglia da letture hip ingessate d'oltremanica. Chissà cosa ne pensa @Majaniello...

Veramente Snorlino io sono molto ignorante in materia handeliana, conosco pochi titoli e in poche edizioni, col Messiah credo di essere rimasto a Parrott (e Richter :ph34r:). L'handeliano doc è Ives.

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11 ore fa, Ives dice:

Altri 10 migliori direttori viventi (seguendo le scelte dei lettori del canale).

Riccardo Muti

Christoph von Dohnányi

Riccardo Chailly

Paavo Järvi

Neeme Järvi

Marin Alsop

Gerard Schwarz

Seiji Ozawa

Zubin Mehta

Antoni Wit

Secondo me c'è un equivoco di fondo... perchè se si considerano i viventi in quanto viventi allora Muti sta tra i primi 10 vivi e morti... ma io penso sia più utile segnalare direttori in piena attività che siano capaci di rappresentare il presente, non artisti a fine corsa o addirittura ritirati. 

Tra i bravi metterei anche John Storgards, c'è anche John Wilson che ha un repertorio più leggerino ma nel suo si difende. Mai ascoltato Morlot, Deneve mi pare un pacco. Tra i vecchietti ma non troppo c'è Tortelier jr. che ha fatto diversi dischi belli. 

8 ore fa, Keikobad dice:

Esa-Pekka Salonen: Con lui feci un concerto un po' sgangherato dove venne in sostituzione di James Levine. Fecimo Renana di Schumann e Till Eulenspiegel. A me lui ad esempio non piace. Lo trovo superficiale, sia nella concertazione che nella gestione tecnica della performance, il gesto è sicuramente molto solido e tecnicamente ineccepibile ma lo ricordo un po' "moscio". Lo vidi anche dirigere una Prima di Mahler, oltre che il suo personale Concerto per violino, di cui ho pochi ricordi. Anche le incisioni che ho ascoltato non mi hanno lasciato sempre ben impresso. La Turangalila con la Philharmonia che H. cita come riferimento per me è molto mediocre.

Gesù ci credo, se suona un repertorio del tutto inadatto a lui :axehead: Ricordo che quando Salonen entrò in casa DG strombazzarono ai quattro venti il disco col Sacre e il Monte Calvo, che per me è un po' un mezzo pacco. Una cosa bella recente invece è la Persephone di Stravinsky. Lasciando a te l'analisi tecnica, se devo rilevare un problema emotivo penso che la componente viscerale gli sia del tutto estranea (da bravo nordico - senza voler generalizzare, sembrano un po' tutti uguali nel modo di dirigere, mi viene in testa Saraste pure).

8 ore fa, Keikobad dice:

Gianandrea Noseda: Il direttore che conosco meglio in assoluto, perché ci ho suonato in innumerevoli volte e perché ho il piacere di conoscerlo abbastanza bene di persona (e perché mi ha dato un lavoro :D ). Difficile scindere le sue qualità artistiche da quelle umane, perché le seconde influenzano incredibilmente le prime. Persona molto emotiva, rende il meglio di sé nel repertorio più muscolare (es. Danze Polovesiane, Otello, Macbeth) e nel repertorio russo in generale. Per me la freddezza intellettuale che spesso gli viene additata è un equivoco dato dal fatto che tende a dirigere sempre tutto a tempo e a cantare poco le frasi cantabili. Per me più che un difetto caratteriale è un difetto "tecnico" dovuto al fatto che quando dirige è talmente tanto in adrenalina che si dimentica di respirare, sia fisicamente che musicalmente. Direttore polarizzante che o si ama o si odia, a volte anche contemporaneamente :D

Questo che dici è molto interessante, perchè riascoltavo Noseda giusto l'altro giorno, e la tensione emotiva, è vero, si sente, ma sembra come costruita, rielaborata attraverso un pensiero, perchè non esplode mai davvero... ecco, alla luce di quanto riporti più che costruita dovrei dire "controllata": è come se mettesse il freno a mano, imponesse un ordine razionale alla sua interiorità che descrivi debordante, secondo me è un aspetto psicologico di ricerca dell'equilibrio e di gestione dell'io (in cui devo dire in parte mi ritrovo) che magari si traduce poi nelle caratteristiche tecniche che osservavi... ma è una congettura la mia, dato che tu che c'hai lavorato assieme e ci sei andato a cena lo conoscerai meglio :D Come che sia, questo desiderio di controllo, questo senso di pulizia, per me è abbastanza evidente, un esempio che avevo già postato:

nella mia testa il risultato non è molto "mahleriano" (per come me lo immagino io Mahler, mettiamola così), eppure devo ammettere che è molto poetico nella sua compostezza, per certi versi addirittura estremo, comunque è una via non facile quella che prende. Ho sentito una cosa simile solo con l'ultimo Blomstedt, un altro disco live di un paio d'anni fà (mentre Boulez in Mahler mi suona troppo... ehm... "francese"). 

Poi mi piace ricordare che Noseda è l'unico italiano assieme a La Vecchia che si sia davvero interessato alla diffusione del repertorio dimenticato del nostro paese, questo per me è un merito a prescindere dai singoli esiti (Chailly e tu che fai? per non parlare del mio Maestrissimo di Molfetta). E alludo proprio ai dischi, perchè gente come me che si sposta poco ha bisogno dei dischi! Ne cito uno per me bellissimo, che ascolto spesso:

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PS: tornerò su Luisi, la mia esperienza con lui si limita a qualche opera italiana correttamente eseguita (Bellini, Mayr mi vengono in testa) e un disco di Strauss che mi lasciò indifferente - ma in Strauss praticamente non piace quasi nessuno tra i direttori di oggi, a parte il disco di Honeck col Till e Don Juan che effettivamente è notevole, credo di averlo già citato in forum (per una qualche ragione non mi prende il suo Mahler, che piace tanto ad Ives).

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4 ore fa, Majaniello dice:

Poi mi piace ricordare che Noseda è l'unico italiano assieme a La Vecchia che si sia davvero interessato alla diffusione del repertorio dimenticato del nostro paese, questo per me è un merito a prescindere dai singoli esiti (Chailly e tu che fai? per non parlare del mio Maestrissimo di Molfetta). E alludo proprio ai dischi, perchè gente come me che si sposta poco ha bisogno dei dischi! Ne cito uno per me bellissimo, che ascolto spesso:

A questo proposito, giusto due giorni fa il tubo mi suggeriva questo ascolto di Chailly con Respighi

pesantissimo! :o Dovrebbe valorizzare un po' la musica del padre, un ottimo compositore oggi totalmente dimenticato.

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On 19/3/2022 at 07:53, Ives dice:

Altri 10 migliori direttori viventi (seguendo le scelte dei lettori del canale).

Riccardo Muti

Christoph von Dohnányi

Riccardo Chailly

Paavo Järvi

Neeme Järvi

Marin Alsop

Gerard Schwarz

Seiji Ozawa

Zubin Mehta

Antoni Wit

Non pensavo fosse ancora vivo. Ma escono suoi cd ancora?

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17 ore fa, Majaniello dice:

Veramente Snorlino io sono molto ignorante in materia handeliana, conosco pochi titoli e in poche edizioni, col Messiah credo di essere rimasto a Parrott (e Richter :ph34r:). L'handeliano doc è Ives.

Non lo consiglierei come prima scelta, ma non è malvagio globalmente. Ben cantato, ottimo coro, valido ensemble. E' vero che la pagina barocca è essenzialmente "vuota" e quindi può scatenare la fantasia dell'interprete, e ci sta, però certe scelte agogiche di Harnoncourt lasciano interdetti anzichenò. Non è questione di lento/veloce, ma proprio di fastidioso tedio interno che innerva molte pagine, soprattutto i cori. Anche gli abbellimenti e le articolazione degli archi non sempre è pulitissima. Un Messiah un pò "mummificato". Ovviamente parliamo di quello tardo inciso live per la Sony. L'altro Teldec è trascurabile sotto ogni punto di vista, cosi come gli oratori fatti al Musikverein, a mio parere. Parrott interessante storicamente, Richter un rinoceronte in un negozio di Gallè.

 

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31 minuti fa, superburp dice:

Non pensavo fosse ancora vivo. Ma escono suoi cd ancora?

CD non mi pare, concerti ne faceva almeno fino a due anni fa pre-Covid. Credo abbia più di 90 anni, comunque. SU YT c'è qualcosa di recentissimo. Meriterebbe un box anche lui.

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