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Hurwitz & co.


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1 ora fa, Majaniello dice:

Ci sono anche Mravinsky e Rodz tra le scelte filologiche da conoscere, forse anche Sanderling. Questo tralasciando gli occidentali. 

Non mi sono spiegato: il mio pensiero riguardava le integrali di Shostakovich opposte ai dischi "di riferimento" con una/due sinfonie.

So anch'io che ci sono molti altri grandi interpreti di Shostakovich, ma io trovo che a questo compositore nuoccia meno che ad altri un'integrale di un singolo direttore, soprattutto quando il singolo direttore è Kondrashin o Barshai. Ecco, quando ascolto le sinfonie di Shostakovich dirette da uno di loro io, e parlo ovviamente solo per me, non ho bisogno di sentire altri direttori in quel repertorio: e non perché Kondrashin o Barshai siano perfetti; anzi, proprio le loro imperfezioni e i loro limiti me li rendono insostituibili in Shostakovich, perché incarnano alla perfezione le imperfezioni (sic!) e i limiti della musica stessa del compositore russo. Che resta peraltro uno dei più grandi del ventesimo secolo.

Scusate l'approssimazione con cui mi sono espresso, ma in questo momento non riesco a scrivere meglio, e su questo tema non è detto che ci riesca in futuro.

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Ancora Mahler, il video definitivo sui cicli sinfonici, i migliori e i peggiori. Ci sono praticamenti tutti. Tra i peggiori Rattle, Svetlanov e Maazel 2. Poi tanti cicli alterni o inutili. Tra i migliori i due di Bernstein, Bertini, Gielen, Chailly (scelta finale).

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E ancora Bruckner, il video definitivo con tutte le integrali, le peggiori e le migliori. Tra le prime troviamo il lagnosissimo Maazel terminale in Baviera, assolutamente letale per il critico americano. Buona e interessante l'integrale Brilliant con Neumann e Rogner. Splendide le prime sinfonie dirette da Solti a Chicago (0-3), alterne le altre (preferibili le prime versioni coi Wiener nel box Decca con altri direttori, consigliatissimo!). Di Barenboim va sentito il primo ciclo a Chicago. Chailly nel complesso stavolta è bocciato. Poi c'è Inbal, Haitink, Janowski, Schaller, Blomstedt (noiosissimo!)...e c'è pure Celibidache...

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Ho capito che per quel che riguarda il Maazel terminale io e Hurwitz siamo in disaccordo totale, io lo trovo capitale e - mi si permetta l'esagerazione - quasi rivoluzionario. Forse, in ordine di tempo, è l'ultimo direttore che ha saputo dire qualcosa di grande rispetto a Bruckner e a Maazel.

In ogni caso mi pare che Davidone nostro tralascia di passare in esame cicli più o meno importanti come Andreae, Rosbaud (quasi completo), Gielen, Simone Young. Tra le brutture - lasciando perdere il solito Venzago - speravo di trovarmi 'sta roba qua:

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...integrale di cui non ho mai capito la ragion d'essere, e che credo essere stata in sconto dal momento stesso in cui è stata immessa in commercio...:cat_lol::cat_lol:

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On 30/7/2021 at 15:10, Ives dice:

Ancora Mahler, il video definitivo sui cicli sinfonici, i migliori e i peggiori. Ci sono praticamenti tutti. Tra i peggiori Rattle, Svetlanov e Maazel 2. Poi tanti cicli alterni o inutili. Tra i migliori i due di Bernstein, Bertini, Gielen, Chailly (scelta finale).

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Mah, al di là dei pregi di alcune letture singole (3a e 10a sono magnifiche), almeno per la 8a posso dire che è insignificante (oltre che mal registrata). Uno dei m***doni che ho pestato a causa di Urvizzo (10/10, ma quando mai, in sogno....) :axehead:

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6 ore fa, Madiel dice:

Mah, al di là dei pregi di alcune letture singole (3a e 10a sono magnifiche), almeno per la 8a posso dire che è insignificante (oltre che mal registrata). Uno dei m***doni che ho pestato a causa di Urvizzo (10/10, ma quando mai, in sogno....) :axehead:

Io ho sentito solo una sesta letale, come direbbe Ives, d'impostazione architettonica alla Klemperer.

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8 ore fa, Madiel dice:

Mah, al di là dei pregi di alcune letture singole (3a e 10a sono magnifiche), almeno per la 8a posso dire che è insignificante (oltre che mal registrata). Uno dei m***doni che ho pestato a causa di Urvizzo (10/10, ma quando mai, in sogno....) :axehead:

Aspetta, però, perchè, se ricordo bene (ora non posso far partire YT), nel video dice che l'Ottava è la più noiosa e la meno riuscita del cofanetto. Quindi, presumo, ci sia stato un ripensamento di Hurwitz su quel singolo disco rispetto alla recensione di cui parli (magari di molti anni fa). Basilarmente, io lo considero un box suonato in modo impeccabile. C'è tutto Chailly, piaccia o meno: nitore espressivo, ritmo ed oggettività della partitura, freschezza d'approccio, interprete a servizio della musica. Quindi per me è una intro ottima al mondo musicale mahleriano, se si considera il box singolo. Però, non lo ascolto da parecchio, per esempio anche la Settima la ricordo un pò spenta e scolastica (e proprio il FInale che lui invece incensa 🤨). La 1, 3, 4, 5, 9, 10 le ricordono bellissime, invece.

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12 minuti fa, Ives dice:

per esempio anche la Settima la ricordo un pò spenta e scolastica (e proprio il FInale che lui invece incensa 🤨).

Mi pare sia proprio così!

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2 ore fa, Majaniello dice:

Io ho sentito solo una sesta letale, come direbbe Ives, d'impostazione architettonica alla Klemperer.

Mi pare di averla sentita, ma francamente ora non mi sovviene. Se la memoria stenta a ricordare, è probabile che sia una edizione noiosa.

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3 ore fa, Majaniello dice:

Io ho sentito solo una sesta letale, come direbbe Ives, d'impostazione architettonica alla Klemperer.

Dovrei risentirla, probabile. Se si sentono le sinfonie 4 e 9 con la stessa orchestra (Concertgebouw pochi anni prima, dal vivo) ma dirette da Bernstein, c'è l'alfa e omega di due approcci differenti. Bernstein è non meno analitico, i tempi più lenti e gravidi di tormenti e dal fraseggio più "complesso". L'esecuzione è più "sporca" ma anche più audace (gli adagi caricatissimi, Chailly li sgrana quasi senza fastidi). Il "problema" di Chailly è che propone una figurina mahleriana ottimamente eseguita, splendidamente lucidata e smaltata, non priva di verve incontenibile nei suoi momenti migliori. Questione pure di gusti.

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19 ore fa, Ives dice:

E ancora Bruckner, il video definitivo con tutte le integrali, le peggiori e le migliori. Tra le prime troviamo il lagnosissimo Maazel terminale in Baviera, assolutamente letale per il critico americano. Buona e interessante l'integrale Brilliant con Neumann e Rogner. Splendide le prime sinfonie dirette da Solti a Chicago (0-3), alterne le altre (preferibili le prime versioni coi Wiener nel box Decca con altri direttori, consigliatissimo!). Di Barenboim va sentito il primo ciclo a Chicago. Chailly nel complesso stavolta è bocciato. Poi c'è Inbal, Haitink, Janowski, Schaller, Blomstedt (noiosissimo!)...e c'è pure Celibidache...

71tmuPxjk7L._SS500_.jpgA1BrSbRuWLL._SS500_.jpg81EPzpGgedL._SS500_.jpg716+9pIXNiL._SS500_.jpg71zzdGwGlsL._SX425_.jpg71Q3cfz0KTL._SX425_.jpg

Taglio cortissimo: per me i migliori sono Janowski fra le ultime, Jochum (non so decidere fra il ciclo con la Staatskapelle Dresden e quello DG con BRSO e Berliner, sono entrambi ottimi) e Wand fra quelle storiche.

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Taglio cortissimo pure su Mahler: Gielen (anche per la completezza), Bernstein (il primo ciclo a New York, da integrare con la Quinta DG), Kubelik.

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7 ore fa, Florestan dice:

 Bernstein (il primo ciclo a New York, da integrare con la Quinta DG), Kubelik.

:dance4:

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11 ore fa, Florestan dice:

Taglio cortissimo pure su Mahler: Gielen (anche per la completezza), Bernstein (il primo ciclo a New York, da integrare con la Quinta DG), Kubelik.

Di Kubelik quale? DG o Audite? Io ho l'integrale DG e qualche sinfonia Audite e, in particolare la Terza, mi sembra nettamente superiore.

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Le 5 sinfonie di Saint-Saëns (c'è anche la Urbs Roma e una sinfonia giovanile) in un eccellente box Naxos con l'orchestra di Malmo diretta da Marc Soustrout. Presenti anche tre poemi sinfonici, tra cui la celebre Dance Macabre.

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12 ore fa, glenngould dice:

Di Kubelik quale? DG o Audite? Io ho l'integrale DG e qualche sinfonia Audite e, in particolare la Terza, mi sembra nettamente superiore.

Quello della Audite se non sbaglio non è un ciclo completo, manca una sinfonia (quale non ricordo): io generalmente preferisco di un filo le incisioni Audite perché sono dei live e Kubelik dal vivo sui suoi cavalli di battaglia non sbagliava un colpo. Ma anche il ciclo DG è oro puro.

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20 ore fa, Wittelsbach dice:

Per me su Chailly vale il punto di vista opposto: mi piace molto in Bruckner, mentre in Mahler mi dice molto poco.

Lo devo riascoltare in entrambi. Le orchestre con cui ha diretto questi cicli sono eccellenti, a mia memoria in Bruckner c'è un po' più di onesta routine. Ma potrei anche non ricordare bene.

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17 minuti fa, Ives dice:

Registrazioni ufficiali in digitale:

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Queste tre non mi pare siano in digitale...

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4 ore fa, Majaniello dice:

Furtone non è consigliato neanche in Wagner... Un vero affronto! :D

Se ti sente @Snorlax:cat_lol: In realtà viene citato il Ring scaligero di Furtone, che credo sia il migliore dei due. Solo che secondo Hurwitz non vale la pena prenderlo perchè Keilberth e Krauss sono superiori per quanto concerne visione d'assieme, qualità dell'orchestra e del canto. E soprattutto registrazione.

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1 ora fa, Ives dice:

La Nona mahleriana di Adam Fischer con l'orchestra di Dusseldorf.

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Per chiarire meglio il pensiero di Hurwitz, salto alle conclusioni: lui dice "If it looks like a duck, and quacks like a duck, it's a duck. In other words, second rate is as second rate sounds. Don't be fooled otherwise." Insomma, l'Orchestra Sinfonica di Dusseldorf non è nella stessa categoria dei Berliner, dei Wiener, del Concertgebouw, della Filarmonica di New York o della Sinfonica di Chicago, soprattutto quando si tratta di Mahler; e Adam Fischer non è Bernstein (il paragone lo ha fatto Hurwitz). Ragion per cui, l'interesse di questa incisione non può essere "internazionale", ma solo "locale": l'orchestra suona bene, ma nulla di memorabile; Adam Fischer è un buon direttore ma in Mahler fa alcune scelte interpretative "stupide" (parole di Hurwitz).

Come si vede, Hurwitz sembra parlare della Nona, ma in realtà parla di tutta la semi-integrale mahleriana di Adam Fischer e la giudica superflua, come molte delle ultime incisioni delle sinfonie di Mahler. Solo che il rischio del suo ragionamento è evidente: se il metro di paragone è Bernstein o orchestre come quelle citate, allora TUTTO ciò che si può incidere oggi o in futuro sembrerà inevitabilmente superfluo.

Ma qui scatta la legge di Hurwitz: quanto più si afferma il valore di un principio, tanto più risalterà il valore dell'eccezione, come la lodatissima Quinta di Markus Stenz alla testa dell'Orchestra di Melbourne (???) oppure il 10/10 riservato da Hurwitz all'Ottava di Antoni Wit con la Filarmonica di Varsavia (???!!!) In quei casi il papero sembra un papero ma canta come un usignolo. Wit e Stenz dunque capiscono Mahler meglio di Adam Fischer, oppure le citate compagini hanno un pedigree mahleriano più puro dei poveri sfigati di Dusseldorf? Né l'una né l'altra. E allora? MIRACOLO, LO SPIRITO DI BERNSTEIN E' SCESO DAL CIELO E SI E' IMPOSSESSATO DI WIT E DI STENZ (solo quella volta in Australia però, perché una volta tornato in Germania e affrontato un ciclo di Mahler con un'orchestra tedesca, Stenz a detta di Hurwitz è tornato alla sua mediocrità).

 

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