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Hurwitz & co.


Majaniello
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Non l'ho visto tra le proposte, ma la Quarta che più ho a cuore è quella di Bernstein con i Wiener.

Pagina, come giustamente detto, bistrattata perché schiacciata tra la Terza e la Quinta, subisce lo stesso destino della sua gemella, l'Ottava, altra ingiustamente dimenticata

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21 ore fa, Florestan dice:

Fra le aggiunte di @Ives, il mio riferimento è Gardiner, di cui mi permetterei di segnalare anche le altre fra le ultime sinfonie mozartiane

Vero, esecuzioni di estrema grazia ed energia. Disponibili in un cofanetto con il Mozart di Gardiner non operistico. Credo oggi però di difficile reperibilità sul mercato:

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Helmut Walcha, il Fantasma dell'organo. Cofanetto di 32CD della DG con tutte le registrazioni. Due cicli bachiani, con L'arte della Fuga e Il Clavicembalo ben temperato più le Sonate con Szeryng. Poi ampia selezione di autori barocchi o pre-barocchi tedeschi.

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Lasciamo incomplete le incompiute dei grandi compositori. Gli esempi di Beethoven, Mahler, Bruckner, Puccini, Elgar, Mozart e Schubert. Completate da altri, spesso senza talento e più o meno arbitrariamente, ma piuttosto male. Lasciamole cosi come sono.

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51 minuti fa, Ives dice:

Lasciamo incomplete le incompiute dei grandi compositori. Gli esempi di Beethoven, Mahler, Bruckner, Puccini, Elgar, Mozart e Schubert. Completate da altri, spesso senza talento e più o meno arbitrariamente, ma piuttosto male. Lasciamole cosi come sono.

Sempre stato dello stesso avviso.

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Sir Colin Davis e le Sinfonie (non completo, però, perchè molte cose sono su dischi RCA). Di assoluto rilievo Sibelius, Mozart, Haydn e Dvorak. Buona ma non fondamentale l'integrale di Beethoven (con la Staatskapelle Dresden, dal suono meraviglioso). Discrete le due sinfonie di Stravinsky e ottimo il bonus con la Serenata di Tchaikovsky.

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Le 105 sinfonie di Haydn. La numero 28. Il desueto primo movimento presenta un motivo di tre note in risposta ad uno iniziale di quattro note. Nonostante ciò possa risultare quasi arido e secco, nelle mani di Haydn ciò che scaturisce è un risultato totalmente esilarante. Il movimento lento presenta archi con sordina e contrasta il doloroso legato con sezioni di staccato.

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David Oistrakh & The Great Recordings. Un classico intramontabile. Beethoven, Brahms, Sibelius, Prokofiev e soprattutto Shostakovich da sentire senza indugio e "di riferimento" come dicono quelli bravi. Un pò troppo muscolare in Mozart per i miei gusti, ottima la musica da camera, in particolar modo Brahms e i russi.

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Le migliori Leningrado di Shostakovich. E' la sinfonia numero 7 scritta durante l'assedio di Leningrado da parte delle truppe tedesche. L'autore visse a contatto con la popolazione locale durante i bombardamenti e volle dare un vivido ritratto del popolo sovietico che resiste strenuamente al nemico e combatte con fierezza (non mancano riferimenti al canto popolare). L'opera è enorme nella durata, nell'organico orchestrale (che prevede una sezione aggiuntiva di ottoni) e nell'ampiezza del disegno costruttivo. Divenne ben presto l'opera "politica" più eseguita di Shostakovich.

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3 ore fa, Madiel dice:

Strano consiglio, non avrei immaginato... :o 

On 22/6/2014 at 18:40, Majaniello dice:

Grande sorpresa per il Shostakovich di Berglund, quasi tutto maiuscolo, non c'avrei mai giurato, ora reperibile pure sull' EMI ICONS a lui dedicato. La sua 7 non ha i ripiegamenti e le finezze di Lenny coi Chicago, ma neanche le cadute e gli sfilacciamenti di quest'ultimo: in quanto ad atmosfera, costruzione del suono, unità e solidità della struttura, ritmo, colori, è davvero un'interpretazione compiuta e di grande impatto, senza essere particolarmente "guerresca" (forse un po' debole nel finale, ma forse è il finale in sè ad essere debole). 

Chissà se la penso ancora così, non ho molta voglia di verificare 😅

La verità è che cercavo un Shostakovich poco filologico, un po' per farmelo piacere... quando me ne sono accorto ho smesso di ascoltarlo (quello delle sinfonie, quello cameristico mi piace ancora abbastanza, e pure altre cose orchestrali sparse). 

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23 minuti fa, Majaniello dice:

Chissà se la penso ancora così, non ho molta voglia di verificare 😅

La verità è che cercavo un Shostakovich poco filologico, un po' per farmelo piacere... quando me ne sono accorto ho smesso di ascoltarlo (quello delle sinfonie, quello cameristico mi piace ancora abbastanza, e pure altre cose orchestrali sparse). 

E' l'unica del gruppo sopra citato che non ho mai sentito! :o

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Le incisioni storiche del Juilliard Quartet (1949-1956). Importanti i lasciti bartokiani e schoenberghiani in esecuzioni al calor bianco e captate con un mono di buon livello. C'è anche ovviamente Mozart e Ravel e Milhaud (Cantate de l'enfant et de la mère). Presente una sfilza di opere poco note di autori americani: Schuman, Barber, Fine, Copland, Imbrie, Foss, Mennin, Thompson, Kirchner.

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Se uno ha l'integrale di Shostakovich diretta da Kondrashin oppure quella più recente diretta da Barshai, IMHO non ha bisogno di singole versioni di riferimento di ogni sinfonia. Questo vale per Shosta e per nessun altro grande sinfonista.

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11 minuti fa, Florestan dice:

Se uno ha l'integrale di Shostakovich diretta da Kondrashin oppure quella più recente diretta da Barshai, IMHO non ha bisogno di singole versioni di riferimento di ogni sinfonia. Questo vale per Shosta e per nessun altro grande sinfonista.

Oddio Florestan, secondo me non vale nemmeno per Shosta questo principio. I direttori che citi, nonostante siano dei grandi interpreti del compositore sovietico, hanno i loro limiti e le loro debolezze, che sono inevitabili quando si perviene ad un ciclo omnicomprensivo. Sicuramente due letture imprescindibili, ma non assolute ed esclusive. Per me, c'è molto, ma molto altro...

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46 minuti fa, Florestan dice:

Se uno ha l'integrale di Shostakovich diretta da Kondrashin oppure quella più recente diretta da Barshai, IMHO non ha bisogno di singole versioni di riferimento di ogni sinfonia. Questo vale per Shosta e per nessun altro grande sinfonista.

Ci sono anche Mravinsky e Rodz tra le scelte filologiche da conoscere, forse anche Sanderling. Questo tralasciando gli occidentali. 

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