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Hurwitz & co.


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14 ore fa, Florestan dice:

Anche il discorso sulla predilezione di Hurwitz per la linea "toscaniniana" e "oggettiva" in Beethoven funziona fino a un certo punto, altrimenti fra i suoi riferimenti non ci sarebbe Klemperer (che è proprio l'esatto contrario di questa linea), ma nemmeno Kletzki; mentre invece ci stanno bene Szell e Wand. Anche l'inserimento di Solti all'interno di questa discografia rimane un mistero, giustificabile solo dal fatto che a Hurwitz il direttore americano piace e ce lo mette un po' in tutte le pietanze come il prezzemolo.

Solti in quella visione ci sta, era un "toscaniniano" di ferro. Negli ultimi anni, estremizzando, valeva solo quanto scritto dall'autore e il metronomo elettronico da cui non si separava mai. Non lo cita spesso nei classici. Concordo con Hurwitz che sia meglio l'incisione coi Wiener anni '60 che quella a Chicago, molto effettistica e manierata. Klemperer invece lo cita quasi sempre (addirittura in alcune cose barocche, per me oggi inascoltabili). Aggiunge di ascoltare attentamente il lavoro che sviluppa sui fiati, i vari contrappunti e canoni tra gli strumenti e le linee di basso scolpite in maniera esemplare come nessun altro. Pur rispettandolo, io non ne vado matto, anzi mi sembra una lettura fin troppo granitica e squadrata. Ho dismesso un certo tipo di approccio troppo elefantiaco a questa musica. Comunque, è una lettura differente da Furt. Kletzki, invece, lo ignoro totalmente. Siccome siete indignati per la non-presenza di Furtone, io sono sdegnato per l'assenza di queste hip 😁

Beethoven: Symphonies Nos. 5 & 7

Ludwig van Beethoven, Roger Norrington, London Classical Players -  Symphonies 5 & 6 - Amazon.com Music

@Majaniello

Beethoven: Symponies nos. 1&5 - Complete symphonies vol. 2Beethoven, Swedish Chamber Orchestra, Thomas Dausgaard – Coriolan Overture  ∙ Symphonies Number 4 And 5 (2000, CD) - Discogs

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Il Kubelik "storico" (e meno conosciuto al grande pubblico) in due box Eloquence: rispettivamente 10 e 12 CD del periodo Mercury Living Presence (mono ma di ottima qualità) e Decca (anni '50/anni '70). Ottimamente assemblati, rappresentano non solo un'affascinante retrospettiva storica sul direttore ceko, ma un efficace compendio dell'arte della Chicago Symphony Orchestra e dei Wiener Philharmoniker subito dopo la Guerra.

Spoiler

CD 1
MODEST MUSSORGSKY (1839–1881)
Orchestrated by Maurice Ravel (1875–1937)
Pictures at an Exhibition

CD 2
BÉLA BARTÓK (1881–1945)
Music for Strings, Percussion and Celesta, Sz. 106
Irwin Fischer, celesta
Edward Metzenger, timpani
Allen Graham, Lionel Sayers, Thomas Glenecke, percussion

ERNEST BLOCH (1880–1959)
Concerto Grosso for String Orchestra with Piano Obbligato*
George Schick, piano
*FIRST INTERNATIONAL RELEASE ON CD

CD 3
ANTONÍN DVOŘÁK (1841–1904)
Symphony No. 9 in E minor, Op. 95 ‘From the New World’

CD 4
PIOTR ILYICH TCHAIKOVSKY (1840–1893)
Symphony No. 4 in F minor, Op. 36
FIRST INTERNATIONAL RELEASE ON CD

CD 5
PIOTR ILYICH TCHAIKOVSKY (1840–1893)
Symphony No. 6 in B minor, Op. 74 ‘Pathétique’
FIRST INTERNATIONAL RELEASE ON CD

CD 6
JOHANNES BRAHMS (1833–1897)
Symphony No. 1 in C minor, Op. 68
FIRST INTERNATIONAL RELEASE ON CD

CD 7
BEDŘICH SMETANA (1824–1884)
Má vlast

CD 8
WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756–1791)
Symphony No. 38 in D major, KV 504 ‘Prague’
Symphony No. 34 in C major, KV 338*
*FIRST INTERNATIONAL RELEASE ON CD

CD 9
PAUL HINDEMITH (1895–1963)
Symphonic Metamorphosis on Themes by Carl Maria von Weber

ARNOLD SCHOENBERG (1874–1951)
Fünf Orchesterstücke, Op. 16

CD 10
PERSPECTIVE, THE FIRST REEL AND EXPERIMENTAL STEREO
Interview with Wilma Cozart Fine (Interviewer: Sedgwick Clark)

ERNEST BLOCH (1880–1959)
Concerto Grosso – First reel of tape, 23 April 1951*
PREVIOUSLY UNPUBLISHED

BERT WHYTE – THE EXPERIMENTAL STEREO RECORDINGS
BEDŘICH SMETANA (1824–1884)
Tábor (Má vlast) – stereo*

WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756–1791)
Symphony No. 38 in D major, KV 504 ‘Prague’ – excerpts (stereo)*
*FIRST RELEASE ON MERCURY LIVING PRESENCE

Chicago Symphony Orchestra
RAFAEL KUBELÍK

4843028_Kubelik_MercuryMasters-compresse

Spoiler

CDs 1–2
JOHANNES BRAHMS (1833–1897)
Symphonies Nos. 1–4
Wiener Philharmoniker

CD 3
ANTONÍN DVOŘÁK (1841–1904)
Cello Concerto in B minor, Op. 104
Pierre Fournier, cello; Wiener Philharmoniker
Serenade for Strings in E major Op. 22
Israel Philharmonic Orchestra

CD 4
ANTONÍN DVOŘÁK (1841–1904)
Symphonies Nos. 7 & 9
Wiener Philharmoniker

CD 5
ANTONÍN DVOŘÁK (1841–1904)
Slavonic Dances, Opp. 46 & 72
Wiener Philharmoniker

CD 6
BEDŘICH SMETANA (1824–1884)
Má vlast
Wiener Philharmoniker

CD 7
GUSTAV MAHLER (1860–1911)
Symphony No. 1 in D major
Wiener Philharmoniker
FIRST INTERNATIONAL CD RELEASE ON DECCA

CD 8
LEOŠ JANÁČEK (1854–1928)
Sinfonietta

PIOTR ILYICH TCHAIKOVSKY (1840–1893)
Romeo and Juliet – Fantasy-Overture after Shakespeare
Wiener Philharmoniker

CDs 9–10
OTTO NICOLAI (1810–1849)
Die lustigen Weiber von Windsor
Sir John Falstaff……………..…Karl Ridderbusch
Fluth / Ford…….………………Wolfgang Brendel
Herr Reich / Page……………..…Alexander Malta
Frau Fluth / Mistress Ford…………..Helen Donath
Frau Reich / Mistress Page…….Trudeliese Schmidt
Fenton…………………..…..Claes Haakon Ahnsjö
Junker Spärlich / Slender……………Heinz Zednik
Dr. Cajus……………………………….Alfred Sramek
Jungfer Anna Reich / Anna Page………Lilian Sukis
Chor und Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks

CDs 11–12
CARL MARIA VON WEBER (1786–1826)
Der Freischütz, Op. 77, J. 277
Ottokar…………………….………Wolfgang Brendel
Kuno…………………………….Raimund Grumbach
Agathe.…………………….……..…Hildegard Behrens
Ännchen…………………..…………..Helen Donath
Kaspar………………………………….Peter Meven
Max…………………….……..………….René Kollo
Ein Eremit…………………………………Kurt Moll
Samiel…………..……………………….Rolf Boysen
Kilian………………………………..Hermann Sapell
Jäger…………………….……………Theodor Nicolai
Bridesmaids……………Irmgart Lampart, Adelheid Schiller, Erika Ruggeberg, Renate Freyer
Chor und Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks

HECTOR BERLIOZ (1803–1869)
Ah ! Ah ! Je vais mourir ! … Adieu, fière cité (Les Troyens)
Josephine Veasey, mezzo-soprano; Orchestra of the Royal Opera House, Covent Garden

4841452_RafaelKubelik_CompleteDeccas-com

Per i melomani, presenti il Freischütz di Weber e le Allegre Comari di Nicolai. Più un curioso bonus berlioziano con l'aria di Didone da Les Troyens di cui Kubelik curò le prime recite inglesi al Covent Garden. Canta Josephine Veasey che poi registrò la parte per la Philips con Davis.

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10 ore fa, Ives dice:

Solti in quella visione ci sta, era un "toscaniniano" di ferro. Negli ultimi anni, estremizzando, valeva solo quanto scritto dall'autore e il metronomo elettronico da cui non si separava mai. Non lo cita spesso nei classici.

Volevo dire che nella discografia della Quinta Solti è superfluo, non che lui non fosse un toscaniniano più o meno osservante (anche su cosa significhi essere "toscaniniani" ci sarebbe da discutere, ma lasciamo stare). E comunque io nei video di Hurwitz Solti l'ho visto spuntare un po' ovunque, anche nel Messiah di Handel.

10 ore fa, Ives dice:

Siccome siete indignati per la non-presenza di Furtone, io sono sdegnato per l'assenza di queste hip 😁

Quoto a mani basse Gardiner, ma le due assenze non sono la stessa cosa...

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On 18/6/2021 at 23:44, Majaniello dice:

Beh Wagner non è mai uscito dal repertorio, non intendevo questo, ma dalla fine degli anni 30 c'è stato indubbiamente un momento in cui è diventato virale. Ma non è tanto la musica di Wagner in sé ad essersi riaffermata, quanto il suo stile, e l'idea di wagnerizzare tutto il resto del repertorio, tedesco e non (e penso proprio alla musica italiana), ed era anzi facile che si diffondessero opere facilmente wagnerizzabili. Per quel che ci è dato ascoltare dalle registrazioni dell'epoca, negli anni 20 non c'era questa tendenza così marcata (e pure i direttori wagneriani non erano così tanto wagneriani). Come dicevo, questo era un fenomeno evidente ma non così pervasivo come si possa pensare, c'erano molte voci alternative (quelle straussiane per esempio, o quelle moderniste) che continuarono per la loro strada. Oggi gli appassionati le ricordano, ma per anni sono state voci obliate dalla tendenza dominante, almeno presso il grande pubblico. 

Il mio "non capire" derivava dalla presenza ubiqua di Wagner nei cartelloni americani (e sudamericani!) fin dai primi del Novecento, con appunto gli anni Trenta documentati quasi capillarmente da radio e appassionati volonterosi. Prima degli anni Cinquanta, la stragrande maggioranza di registrazioni dal vivo del Nostro viene quasi tutta dal Met di New York o persino dal Colon di Buenos Aires, che aveva addirittura Fritz Busch come principale protagonista di quelle serate. Naturalmente è roba che entra ed esce dai cataloghi delle etichette più piccole e risicate, e spesso molto ardua da ascoltare per problemi relativi all'audio, soprattutto in Argentina. Molto interessante comunque analizzare il modo di dirigere "smitizzante" (che va di pari passo con quanto sostieni) di queste performance, sia di Busch che soprattutto di Artur Bodanzky, che andava così veloce da far dire ai maligni che volesse fare in fretta per uscire dal teatro e correre a giocare a poker! :D. Era il cosiddetto "Wagner internazionale", che per alcuni era un tradimento, mentre per altri solo un modo diverso di volgersi a quella musica.

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On 10/6/2021 at 17:13, giobar dice:

 

Come ha già segnalato @Alundranel topic degli ascolti, il nuovo video di Hurwitz è dedicato alle sinfonie in do maggiore. Da quel che ho capito, inizia un ciclo di video dedicato a pezzi in ciascuna delle 24 tonalità maggiori e minori.

Seconda puntata, do minore:

Haydn, Vanhal, Kraus, Boccherini, Krommer, Schubert e Mendelssohn.

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16 ore fa, Florestan dice:

E comunque io nei video di Hurwitz Solti l'ho visto spuntare un po' ovunque, anche nel Messiah di Handel.

In quel caso perchè sul barocco è rimasto a 30 anni fa... :cat_lol:

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I lavori per fagotto e orchestra di Koechlin. La parte del leone la fanno le Silhouettes de Comédie  12 pezzi per fagotto e grande orchestra in cui l'autore francese esplora al massimo grado le possibilità espressive e virtuosistiche dello strumento. Grandissima prova dello strumentista Eckart Hubner.

Koechlin: Works for Bassoon

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4 ore fa, Ives dice:

 

Koechlin: Works for Bassoon

Ma Urvizzo cosa fai.... questo cd è praticamente introvabile (su ebay un pezzo solo a 129 euro!!!)

Appartiene alla vecchia produzione CPO oggi fuori catalogo da secoli, roba da collezione riservata a qualche fortunato.

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3 ore fa, Madiel dice:

Ma Urvizzo cosa fai.... questo cd è praticamente introvabile (su ebay un pezzo solo a 129 euro!!!)

Appartiene alla vecchia produzione CPO oggi fuori catalogo da secoli, roba da collezione riservata a qualche fortunato.

lo dice nel video, però dice anche che in streaming e da scaricare è disponibile. 

Io ricordo che tempo fa avevo ascoltato distrattamente la musica di Koechlin e mi è sempre piaciuta, questo cd conferma le mie impressioni. Bellissima musica, e inoltre sto leggendo la sua vita e dev'essere stato un personaggio molto interessante. :)

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8 minuti fa, Keikobad dice:

lo dice nel video, però dice anche che in streaming e da scaricare è disponibile. 

Io ricordo che tempo fa avevo ascoltato distrattamente la musica di Koechlin e mi è sempre piaciuta, questo cd conferma le mie impressioni. Bellissima musica, e inoltre sto leggendo la sua vita e dev'essere stato un personaggio molto interessante. :)

Infatti su Prestoclassical si trova in download anche con libretto in pdf (anche se a prezzo un po' esoso...):

https://www.prestomusic.com/classical/products/8029367--koechlin-works-for-bassoon

Cerca anche le sue fotografie di viaggio, ne ha fatte di bellissime

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1 ora fa, Keikobad dice:

lo dice nel video, però dice anche che in streaming e da scaricare è disponibile. 

 

1 ora fa, giobar dice:

Infatti su Prestoclassical si trova in download anche con libretto in pdf (anche se a prezzo un po' esoso...):

https://www.prestomusic.com/classical/products/8029367--koechlin-works-for-bassoon

Cerca anche le sue fotografie di viaggio, ne ha fatte di bellissime

Io non scarico i files dal web, non me ne faccio nulla di quella roba B)

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Un altro dei bersagli preferiti degli strali di Hurwitz è quel "frescone" (copyright by @Majaniello) di Sir Roger Norrington. Qui alle prese con le Londinesi di Haydn con l'orchestra della Radio di Stoccarda. Incisioni ristampate di recente in un nuovo cofanetto. Tutte eseguite allo stesso modo, piatte, noiose, con tanti stereotipi esecutivi, tempi ridicoli e un fraseggio banale e mortificante. Si salva però l'orchestra, che suona davvero bene. 12 capolavori, 12 disastri interpretativi.

Stuttgart Radio Symphony Orchestra, Roger Norrington - Haydn: The London  Symphonies (Live) (2021)

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On 22/6/2021 at 15:52, Madiel dice:

Ma Urvizzo cosa fai.... questo cd è praticamente introvabile (su ebay un pezzo solo a 129 euro!!!)

Appartiene alla vecchia produzione CPO oggi fuori catalogo da secoli, roba da collezione riservata a qualche fortunato.

Non sarebbe male rinvenire da qualche parte una lista esatta di questi dischi Cpo fuori stampa. Questo su spotify si trova, a te non piace ma io lo uso e vorrei un po' capire che altre incisioni ci sono, dato che ovviamente su jpc i dischi non appaiono più (quasi sempre).

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39 minuti fa, Wittelsbach dice:

Non sarebbe male rinvenire da qualche parte una lista esatta di questi dischi Cpo fuori stampa. Questo su spotify si trova, a te non piace ma io lo uso e vorrei un po' capire che altre incisioni ci sono, dato che ovviamente su jpc i dischi non appaiono più (quasi sempre).

Ci sono dei siti specializzati curati da collezionisti e amatori, tipo Discogs dove si trovano rarità e ho fatto qualche ottimo affare. I loro cataloghi riguardano anche gli lp. Su Discogs ci sono ben 35 pagine di produzioni della CPO.

CPO forse stampa un paio di migliaio di copie (un po' di più con i grandi autori), si assicura le vendite (a volte anche svendendo se il titolo non va) e poi non ristampa mai, questo spiegherebbe perché dopo qualche tempo il suo catalogo deve essere sempre rinnovato. Un peccato, perché il catalogo "antico" era abbastanza interessante, c'erano anche molti autori d'avanguardia con titoli rari di Wolpe, Rihm, Reimann, Trojahn e altri. Pensa, io avevo avuto per le mani il loro catalogo cartaceo degli anni novanta, quando l'etichetta era qualcosa per specialisti qui in Italia! Un mio amico rivenditore me ne aveva dato una copia e all'epoca mi sembrava proprio il paese dei balocchi :D Oggi non credo sia molto cambiata la sua politica, sono già introvabili titoli usciti dieci anni fa come Saygun e Badings.

No, io non faccio favori al monopolista spotify e dei file "sfusi" non me ne faccio nulla in quanto colleziono il disco fisico. Volendo li posso anche ascoltare su amazon, ma a cosa serve? :sick01: Basta avere pazienza e una copia a buon prezzo si trova sempre, anche in canali riservati.

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3 minuti fa, Madiel dice:

Ci sono dei siti specializzati curati da collezionisti e amatori, tipo Discogs dove si trovano rarità e ho fatto qualche ottimo affare. I loro cataloghi riguardano anche gli lp. Su Discogs ci sono ben 35 pagine di produzioni della CPO.

CPO forse stampa un paio di migliaio di copie, si assicura le vendite (a volte anche svendendo se il titolo non va) e poi non ristampa mai, questo spiegherebbe perché dopo qualche tempo il suo catalogo deve essere sempre rinnovato. Un peccato, perché il catalogo "antico" era abbastanza interessante, c'erano anche molti autori d'avanguardia con titoli rari di Wolpe, Rihm, Reimann, Trojahn e altri. Pensa, io avevo avuto per le mani il loro catalogo cartaceo degli anni novanta, quando l'etichetta era qualcosa per specialisti qui in Italia!

Tutto sommato lo è ancora!

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11 minuti fa, Wittelsbach dice:

Tutto sommato lo è ancora!

Non credo, sai all'epoca era anche difficile comprare i cd di questa etichetta. Il primo cd che ho comprato era della serie Hindemith di Albert, mi pare seconda metà anni novanta. Avevo fatto una fatica pazzesca perché la distribuzione dell'epoca era complicata e a volte bisognava farseli spedire sottobanco dalla Germania, confidando in qualche amico per evitare eventuali spese extra. Oggi è tutto più facile sul web. Qui in forum sono in tanti i fedeli acquirenti della CPO (compreso il sottoscritto).

Ogni tanto mi vengono le fisse con CPO, quando vedo qualcosa che mi "eccita" poi voglio averlo :cat_lol: 

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1 ora fa, Madiel dice:

Ci sono dei siti specializzati curati da collezionisti e amatori, tipo Discogs dove si trovano rarità e ho fatto qualche ottimo affare. I loro cataloghi riguardano anche gli lp. Su Discogs ci sono ben 35 pagine di produzioni della CPO.

CPO forse stampa un paio di migliaio di copie (un po' di più con i grandi autori), si assicura le vendite (a volte anche svendendo se il titolo non va) e poi non ristampa mai, questo spiegherebbe perché dopo qualche tempo il suo catalogo deve essere sempre rinnovato. Un peccato, perché il catalogo "antico" era abbastanza interessante, c'erano anche molti autori d'avanguardia con titoli rari di Wolpe, Rihm, Reimann, Trojahn e altri. Pensa, io avevo avuto per le mani il loro catalogo cartaceo degli anni novanta, quando l'etichetta era qualcosa per specialisti qui in Italia! Un mio amico rivenditore me ne aveva dato una copia e all'epoca mi sembrava proprio il paese dei balocchi :D Oggi non credo sia molto cambiata la sua politica, sono già introvabili titoli usciti dieci anni fa come Saygun e Badings.

No, io non faccio favori al monopolista spotify e dei file "sfusi" non me ne faccio nulla in quanto colleziono il disco fisico. Volendo li posso anche ascoltare su amazon, ma a cosa serve? :sick01: Basta avere pazienza e una copia a buon prezzo si trova sempre, anche in canali riservati.

sottoscrivo parola per parola, non potrei mai fare a meno del cd, stessa cosa per quanto riguarda la CPO, una delle etichette più intraprendenti assieme alla Hyperion e poche altre.

Nello specifico, quel cd di Koechlin ho provato a cercarlo in lungo e in largo, ma fisicamente o non esisteva o quelle pochissime copie (usate tra l'altro) avevano prezzi spropositati.

I pezzi per fagotto e piano li ho recuperati tramite MDG (altra ottima etichetta tedesca), mentre quell'opera per fagotto e orchestra spero che esca prima o poi in una nuova registrazione.

Ma sbaglio, o anche la Brilliant dopo pochissimi anni ritira i cd dal catalogo? Cercavo un triplo con la musica da tastiera di Benedetto Marcello e i negozianti italiani a cui mi sono rivolto nell'ultimo anno mi hanno risposto "ciccia" :/ (un box uscito davvero da pochissimo tempo)

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40 minuti fa, il viandante del sud dice:

Ma sbaglio, o anche la Brilliant dopo pochissimi anni ritira i cd dal catalogo? Cercavo un triplo con la musica da tastiera di Benedetto Marcello e i negozianti italiani a cui mi sono rivolto nell'ultimo anno mi hanno risposto "ciccia" 😕 (un box uscito davvero da pochissimo tempo)

Il problema si pone soprattutto per i cd pubblicati su licenza altrui. Dopo un po' "necessariamente" spariscono perché, scaduta la licenza, la casa discografica non può più ripubblicarli e restano in giro soltanto le copie invendute o quelle di seconda mano. Per le produzioni originali, invece, valgono le normali regole di mercato: delle cose più di nicchia non si realizzano molte copie e difficilmente vengono ristampate in caso di esaurimento, anche se, teoricamente, il disco non è messo fuori catalogo.

Poi la Brilliant coltiva anche una stranezza inversa: di cose molto particolari realizza addirittura due incisioni diverse e le tiene entrambe in catalogo. E' successo di recente con le sonate per fortepiano di Lodovico Giustini, uscite qualche anno fa a cura di Andrea Coen e ancora disponibili. Oggi vengono ripubblicate a cura di Paolo Zentilin. Mi chiedo il senso dell'operazione.

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1 ora fa, il viandante del sud dice:

Ma sbaglio, o anche la Brilliant dopo pochissimi anni ritira i cd dal catalogo? Cercavo un triplo con la musica da tastiera di Benedetto Marcello e i negozianti italiani a cui mi sono rivolto nell'ultimo anno mi hanno risposto "ciccia" 😕 (un box uscito davvero da pochissimo tempo)

Non saprei, perché seguo pochissimo Brilliant, in collezione avrò meno di 10 cd di questa etichetta. Io ho preso per lo più cofanetti con ristampe, ma poi alla fine sono passato agli originali (è il caso della serie Musica Mexicana, ristampata su licenza ASV).

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2 ore fa, il viandante del sud dice:

Ma sbaglio, o anche la Brilliant dopo pochissimi anni ritira i cd dal catalogo? Cercavo un triplo con la musica da tastiera di Benedetto Marcello e i negozianti italiani a cui mi sono rivolto nell'ultimo anno mi hanno risposto "ciccia" 😕 (un box uscito davvero da pochissimo tempo)

Questo ce l'ho e ti confermo che è magnifico :o

Marcello: Complete Sonatas for Organ and Harpsichord - Brilliant Classics

1 ora fa, giobar dice:

Poi la Brilliant coltiva anche una stranezza inversa: di cose molto particolari realizza addirittura due incisioni diverse e le tiene entrambe in catalogo. E' successo di recente con le sonate per fortepiano di Lodovico Giustini, uscite qualche anno fa a cura di Andrea Coen e ancora disponibili. Oggi vengono ripubblicate a cura di Paolo Zentilin. Mi chiedo il senso dell'operazione.

In effetti è senza senso :mellow: 

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6 ore fa, Ives dice:

Un altro dei bersagli preferiti degli strali di Hurwitz è quel "frescone" (copyright by @Majaniello) di Sir Roger Norrington. Qui alle prese con le Londinesi di Haydn con l'orchestra della Radio di Stoccarda. Incisioni ristampate di recente in un nuovo cofanetto. Tutte eseguite allo stesso modo, piatte, noiose, con tanti stereotipi esecutivi, tempi ridicoli e un fraseggio banale e mortificante. Si salva però l'orchestra, che suona davvero bene. 12 capolavori, 12 disastri interpretativi.

Stuttgart Radio Symphony Orchestra, Roger Norrington - Haydn: The London  Symphonies (Live) (2021)

io so che lui ha delle querelles di lungo corso con Norrington (avrei detto "dissing" ma ho paura del ban :D ), però onestamente tutto questo astio non lo capisco. Ne parla come se fosse super eccentrico, perverso, anti idiomatico, ma io non lo trovo per niente tale. Da come canta il secondo movimento della "Sorpresa" sembra che faccia un tempo folle, quando in realtà il tempo è certo scorrevole, forse più simile a un Allegretto che a un Andante, ma per niente inappropriato. lui dice che "non c'è la sorpresa", ma io direi proprio di sì, visto che l'accordo ff è suonato con una violenza feroce :DAnzi, si fa fatica persino a dire che è una performance "simil-hip". Io ho ascoltato qualche estratto e non lo trovo per niente male.

boh, sembra che io abbia ascoltato proprio un altro cd. Ogni tanto le sue posizioni così radicali e immotivate mi lasciano basito. Poi invece parla bene di esecuzioni che sembrano letture a prima vista 🙄

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5 ore fa, giobar dice:

Il problema si pone soprattutto per i cd pubblicati su licenza altrui. Dopo un po' "necessariamente" spariscono perché, scaduta la licenza, la casa discografica non può più ripubblicarli e restano in giro soltanto le copie invendute o quelle di seconda mano. Per le produzioni originali, invece, valgono le normali regole di mercato: delle cose più di nicchia non si realizzano molte copie e difficilmente vengono ristampate in caso di esaurimento, anche se, teoricamente, il disco non è messo fuori catalogo.

Poi la Brilliant coltiva anche una stranezza inversa: di cose molto particolari realizza addirittura due incisioni diverse e le tiene entrambe in catalogo. E' successo di recente con le sonate per fortepiano di Lodovico Giustini, uscite qualche anno fa a cura di Andrea Coen e ancora disponibili. Oggi vengono ripubblicate a cura di Paolo Zentilin. Mi chiedo il senso dell'operazione.

Si, quelli in licenza senz'altro, ma credo anche il repertorio non in licenza subisca a volte lo stesso trattamento (vedasi appunto quel box di Marcello, che non è su licenza, se non sbaglio.

4 ore fa, Madiel dice:

Non saprei, perché seguo pochissimo Brilliant, in collezione avrò meno di 10 cd di questa etichetta. Io ho preso per lo più cofanetti con ristampe, ma poi alla fine sono passato agli originali (è il caso della serie Musica Mexicana, ristampata su licenza ASV).

 

4 ore fa, Madiel dice:

Questo ce l'ho e ti confermo che è magnifico :o

Marcello: Complete Sonatas for Organ and Harpsichord - Brilliant Classics

 

Proprio quello.

Non trovandolo, ho rimediato con questo, che non mi sembra affatto male (anche se non è ancora completo, manca una serie che non so se sia già uscita o meno):

Ritratti 24-2-2020 Ottavio Dantone - Benedetto Marcello Vol. 1 by Radio  Classica

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On 19/6/2021 at 20:49, Florestan dice:

Anche il discorso sulla predilezione di Hurwitz per la linea "toscaniniana" e "oggettiva" in Beethoven funziona fino a un certo punto, altrimenti fra i suoi riferimenti non ci sarebbe Klemperer (che è proprio l'esatto contrario di questa linea)

Flo la chiarezza architettonica ed espositiva di Klemperer è molto "razionalista"... il suo tardo intrombonimento non deve fuorviare (anche io anni fa la pensavo come te), ma se ascolti le registrazioni più giovanili ti rendi conto più chiaramente della contiguità con Toscanini:

(spero di aver messo il video corretto, perchè ora non posso usare l'audio).

On 19/6/2021 at 20:49, Florestan dice:

Quanto a Carlos Kleiber, su tutto quello che @Majaniello ha detto di lui per demolirlo sono paradossalmente d'accordo: ma a mio parere è proprio questo che lo rende perfetto per l'interpretazione delle poche pagine che scelse di dirigere

Non l'ho assolutamente demolito, la mia era un'osservazione, il punto di vista di Kleiber è portato avanti con efficacia e una tecnica invidiabilissima, ci sono interpretazioni sue che mi piacciono moltissimo ancora oggi (ad esempio Mozart, Weber, Wagner, Strauss). Così come non sono mai stato contro Furtwangler a prescindere, in forum l'ho apprezzato in più di una occasione, semplicemente trovo il suo stile inopportuno se applicato al classicismo, di cui mi pare rappresenti proprio l'antitesi. Secondo me la differenza tra tardo-classicismo o pre-romanticismo che dir si voglia (Cherubini, Beethoven) e romanticismo propriamente detto (Berlioz, Schumann) è sostanziale prima di tutto in termini filosofici, Mila ad esempio la riassume bene:

Ci fu un protoromanticismo strettamente connesso allo Sturm und Drang
e consiste nella maturazione rivoluzionaria dell’illuminismo settecentesco:
fondato sull’ideologia psicologico-politica dell’artista come titano in lotta
contro la società, apostolo di libertà, fu in sostanza il romanticismo di
Beethoven, di Schiller e del giovane Goethe, vigorosamente ottimistico,
positivo, eroico. Agí sull’arte essenzialmente come bisogno crescente di
libertà, intensificazione dei mezzi espressivi, arricchimento dinamico, e
tuttavia non ruppe sostanzialmente quello stato di equilibrio che la musica
si era venuta creando da Bach a Mozart: fu piuttosto un potenziamento e un
coronamento, che un rovesciamento di quelle concezioni.

 

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