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Hurwitz & co.


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59 minuti fa, Madiel dice:

Questa roba te la fanno pure pagare un sacco di soldi :sick01:

Circa 46 euro per 23 dischi non è tantissimo, fatta salva l'inutilità della maggior parte del contenuto del box.

https://www.amazon.it/Stravinsky-Box-23-Cd-Compilation/dp/B08P82Y8B1/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=stravinsky+warner&qid=1619640308&s=music&sr=1-1

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Il Concerto per violoncello e orchestra di Dvorak. Opera celeberrima e cavallo di battaglia di tutti i grandi violoncellisti della storia e forse il vero capolavoro del maestro ceko. Sicuramente, il più bel concerto per cello mai scritto. La concezione generale pare più quella di una grande sinfonia (alcune esecuzioni sfiorano l'ora di musica) con cello obbligato che un concerto solistico tradizionale. L'orchestra vi ha un ruolo essenziale, sia nell'individuare i temi, sia nello sviluppo della struttura, sia nel sostenere il solista, senza tuttavia sommergere la voce particolare dello strumento. Difficile qundi trovare il giusto equilibrio tra le parti in sala d'incisione. Il più ispirato è il movimento centrale. 12 versioni analizzate, ecco le migliori, secondo Hurwitz.

Dvorák: Silent Woods, Op. 68 No. 5Dvorak: Cello Concerto / WaldesruheDvorák: Cello Concerto / Bruch: Kol Nidrei / Tchaikovsky: Variations on a Rococo ThemeDvořák: Cello ConcertoDvorák: Cello Concerto - Tchaikovsky: Variations on a Rococo theme

Di rilievo secondo me anche la prima incisione di Schiff con Colin Davis (Philips), ben diversa da quella tarda con Previn: suono "appuntito", velocità estreme e molto moderna come concezione, forse un pò fuori dai canoni romantici. La più bella concertazione in disco è quella di Mackerras, che andava a nozze con questo repertorio, peccato che il solista Wallfish sia anonimo anzichenò. Peggio ancora la Ofra Harnoy. Rostro meglio con Ozawa. Fournier anche molto poetico (con Szell). Appoggio anche l'olandese Wispelwey ma con Fischer sul podio.

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10 minuti fa, Ives dice:

Il Concerto per violoncello e orchestra di Dvorak. Opera celeberrima e cavallo di battaglia di tutti i grandi violoncellisti della storia e forse il vero capolavoro del maestro ceko. Sicuramente, il più bel concerto per cello mai scritto. La concezione generale pare più quella di una grande sinfonia (alcune esecuzioni sfiorano l'ora di musica) con cello obbligato che un concerto solistico tradizionale. L'orchestra vi ha un ruolo essenziale, sia nell'individuare i temi, sia nello sviluppo della struttura, sia nel sostenere il solista, senza tuttavia sommergere la voce particolare dello strumento. Difficile qundi trovare il giusto equilibrio tral e parti in sala d'incisione. Il più ispirato è il movimento centrale. 12 versioni analizzate, ecco le migliori, secondo Hurwitz.

Dvorák: Silent Woods, Op. 68 No. 5Dvorak: Cello Concerto / WaldesruheDvorák: Cello Concerto / Bruch: Kol Nidrei / Tchaikovsky: Variations on a Rococo ThemeDvořák: Cello ConcertoDvorák: Cello Concerto - Tchaikovsky: Variations on a Rococo theme

Di rilievo anche la prima incisione di Schiff con Colin Davis, ben diversa da quella tarda con Previn: suono appuntito, velocità estreme e molto moderna come concezione, forse un pò fuori dai canoni romantici di questo concerto. La più bella concertazione è quella di Mackerras, peccato che il solista Wallfish sia anonimo anzichenò. Rostro meglio con Ozawa.

Anche per me è il miglior concerto per violoncello: ma sarebbe più esatto e sincero da parte mia piuttosto dire che non ne conosco di migliori. Il cd BIS Helmerson-Jaarvi è quello con cui ho conosciuto quest'opera, e ce l'ho ancora.

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2 ore fa, Ives dice:

Il Concerto per violoncello e orchestra di Dvorak. Opera celeberrima e cavallo di battaglia di tutti i grandi violoncellisti della storia e forse il vero capolavoro del maestro ceko. Sicuramente, il più bel concerto per cello mai scritto. (...)

Rostro meglio con Ozawa.

Amo molto questo concerto, pieno di passione, di poesia, di entusiasmo, ma non mi spingerei a definirlo il migliore per violoncello mai scritto. Non solo perché mi ripugnano le graduatorie in campo artistico, ma perché, effettivamente, i concorrenti secondo me sono diversi: dai due gioielli di Haydn (specie il primo) al primo di Saint-Saens (lo conosco alla perfezione perché l'ha studiato per due anni mia figlia per il diploma e ho imparato ad apprezzarne l'essenzialità, la concisione, la genialità costruttiva, l'inventiva melodica), da quello di Casella (un capolavoro ingiustamente trascurato da molto grandi violoncellisti) alla Sinfonia-Concerto di Prokofiev, dal primo di Shostakovich a quello di Walton  sino a quelli, diversissimi ma entrambi formidabili, di Elgar e di Ligeti.

Non so se Rostropovich dia il meglio con Ozawa. Forse, fra le tante incisioni che abbiamo (con Kondrashin, Svetlanov, Khaikin, Karajan, Giulini) è quella più equilibrata, grazie alla capacità di Ozawa di interagire alla perfezione per tutto il concerto col solista senza limitarsi al ruolo di mero accompagnatore e senza prevaricare con l'orchestra (una delle grandissime abilità del direttore giapponese, che con solisti importanti ha sempre ottenuto risultati meravigliosi).  

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2 ore fa, Florestan dice:

Il cd BIS Helmerson-Jaarvi è quello con cui ho conosciuto quest'opera, e ce l'ho ancora.

Curioso come esordio con un'opera così famosa e disponibile in tante versioni (anche economiche) con interpreti dai nomi altisonanti :o Io non credo di aver mai sentito nulla suonato dal sig. Helmerson...

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1 ora fa, giobar dice:

Curioso come esordio con un'opera così famosa e disponibile in tante versioni (anche economiche) con interpreti dai nomi altisonanti :o Io non credo di aver mai sentito nulla suonato dal sig. Helmerson...

Comprai il cd nella seconda metà degli anni Ottanta, sulla base di recensioni su guide cartacee: era un disco consigliato anche per la sua qualità sonora (all'epoca). Jaarvi padre e l'Orchestra Sinfonica di Goteborg sono impeccabili, il sig. Helmerson suonava su un Montagnana del 1743.

Se vuoi farti un'idea, eccolo su Youtube:

 

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1 ora fa, Florestan dice:

Comprai il cd nella seconda metà degli anni Ottanta, sulla base di recensioni su guide cartacee: era un disco consigliato anche per la sua qualità sonora (all'epoca). Jaarvi padre e l'Orchestra Sinfonica di Goteborg sono impeccabili, il sig. Helmerson suonava su un Montagnana del 1743.

Se vuoi farti un'idea, eccolo su Youtube:

 

Quindi risaliamo quasi alla nascita del cd! La qualità sonora è sempre stata una peculiarità dei dischi BIS. Ascolterò volentieri, i tuoi consigli d'ascolto sono sempre stimolanti :thumbsup_anim:

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Mi aggiungo ai non entusiasti del concerto di Dvorak, ci sono altri pezzi suoi che preferisco. Per dirla alla Kovskij, è un pezzo molto ruffiano, solo che lui lo diceva per il concerto Imperatore e Beethoven, senza offesa per nessuno, è un'altra cosa.

All'ottimo elenco di giobar (bravo che hai citato Casella, gran pezzo!) aggiungo il concerto di Schumann, il suo pezzo per me più enigmatico.

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20 ore fa, Florestan dice:

Anche per me è il miglior concerto per violoncello: ma sarebbe più esatto e sincero da parte mia piuttosto dire che non ne conosco di migliori. Il cd BIS Helmerson-Jaarvi è quello con cui ho conosciuto quest'opera, e ce l'ho ancora.

Edizione BIS mai sentita, rimedierò.

18 ore fa, giobar dice:

Amo molto questo concerto, pieno di passione, di poesia, di entusiasmo, ma non mi spingerei a definirlo il migliore per violoncello mai scritto. Non solo perché mi ripugnano le graduatorie in campo artistico, ma perché, effettivamente, i concorrenti secondo me sono diversi

Ma "bello" non vuol dire  "migliore" o necessariamente "importante" (anche dal punto di vista tecnico o storico e questo non lo è). Però, è bello nei temi, nella sua struttura squadrata, nella logica elementare dei rimandi tematici, nell'alternanza di fervore romantico, cantabilità baritonale e ritmi popolari e semplici.

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23 minuti fa, Ives dice:

 

Ma "bello" non vuol dire  "migliore" o necessariamente "importante" (anche dal punto di vista tecnico o storico e questo non lo è). Però, è bello nei temi, nella sua struttura squadrata, nella logica elementare dei rimandi tematici, nell'alternanza di fervore romantico, cantabilità baritonale e ritmi popolari e semplici.

Ti sei spiegato benissimo. In questi termini ti do pienamente ragione e preciso (soprattutto per @superburp) che non mi riconosco fra i "non entusiasti": al contrario, è un pezzo che mi "prende" sempre, anche se riconosco i molti pregi di tanti altri concerti per violoncello.

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Le deliziose Antiche Arie e Danze di Ottorino Respighi. Rinfrescanti e rinfrancanti arrangiamenti di gusto neoclassico come andava di moda nella prima metà del '900. Tre suites di danze da anomini o autori del XVI e XVII (sentire il disco Hyperion per gli originali): la prima suite usa un organico ridotto, la seconda più ampio con fiati e tromboni, la terza dalle sonorità più soffuse con soli archi. Le scelte discografiche.

Respighi: Ancient Airs and DancesRespighi: Ancient Airs and Dances; Trittico botticellianoRespighi: Ancient Dances and Airs for Lute Suites 1, 2 & 3Ancient Airs & DancesRespighi, O: Antiche Danze Ed Arie Per Liuto (Ancient Airs And Dances), Suites Nos. 1-3 / Gli Uccelli (Munich Radio Orchestra, Raudales)

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5 ore fa, Ives dice:

Ma "bello" non vuol dire  "migliore" o necessariamente "importante" (anche dal punto di vista tecnico o storico e questo non lo è). Però, è bello nei temi, nella sua struttura squadrata, nella logica elementare dei rimandi tematici, nell'alternanza di fervore romantico, cantabilità baritonale e ritmi popolari e semplici.

Anch'io l'ho intesa così quando ho parlato di "migliore", nei termini di una bellezza tematica e formale e di un ossimorico equilibrio romantico che hai saputo spiegare meglio di me, e che accomuna molto questo pezzo alla sua ultima celeberrima sinfonia.

Io però ritengo che il capolavoro di Dvorak sia la sua Serenata per archi, che pur non appartenendo al periodo americano, mostra queste stesse caratteristiche con un organico più ridotto.

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On 1/5/2021 at 17:06, Florestan dice:

Io però ritengo che il capolavoro di Dvorak sia la sua Serenata per archi, che pur non appartenendo al periodo americano, mostra queste stesse caratteristiche con un organico più ridotto.

Concordo e lo dico in generale da non amante di Dvorak quindi il mio commento vale doppio 😁 E' un lavoro in cui c'è la miglior vena melodica, intensa suggestione armonica e timbrica, la struttura ferrea e i tipici modi boemi. Come pure da segnalare ritengo sia la briosa e popolaresca serenata per fiati.

A. Dvorak, Myung-Whun Chung, Wiener Philharmoniker - Serenades - Amazon.com  Music

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Le Enigma Variations di Elgar. La verità sulle migliori edizioni, senza infingimenti patriottici. Capolavoro del repertorio inglese, fu distorto negli anni dal provincialismo e dallo sciovinismo della critica britannica, dice Hurwitz, che ne ha fatto solo una questione di "patriottismo sonoro". Ma non è cosi. Ricche di affettuoso humour inglese e di lirismo penetrante, sono una serie di 14 variazioni su un tema originale dedicate ad altrettanti amici o colleghi di Elgar, nelle quali si dispiega tutta l'arte di finissimo orchestratore del compositore inglese. Un altro tema, sconosciuto perchè non appare mai nella sua interezza, attraversa l'opera da cima a fondo. Una vagonata di edizioni, scegliete la vostra:

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81dS37PDvTL._SS500_.jpgSalut d'amour, Op. 12Elgar: Enigma Variations, Op. 36; Pomp and Circumstance Marches Nos. 1-5, Op. 39Elgar, Ormandy, Eugene - Elgar: Enigma Variations - Amazon.com MusicEnigma Variations / Pomp & CircumstanceSanguine Fan / Enigma VariationsElgar: Enigma Variations - In the South, Serenade, Op. 20Elgar: Variations of Enigma Op. 36 & Falstaff in C minor Op. 68Elgar: Enigma Variations - Brahms: Symphony No. 1Enigma Variations / Pictures at an Exhibition (Arturo Toscanini Collection, Vol. 35)Elgar: Enigma Variations; Falstaff Symphonic StudyElgar: Enigma Variatons, Cockaigne OvertureElgar: Enigma Variations

Se piace Bernstein, edizione iconica ma controversa.

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3 ore fa, Ives dice:

Le Enigma Variations di Elgar. La verità sulle migliori edizioni, senza infingimenti patriottici. Capolavoro del repertorio inglese, fu distorto negli anni dal provincialismo e dallo sciovinismo della critica britannica, dice Hurwitz, che ne ha fatto solo una questione di "patriottismo sonoro". Ma non è cosi. Ricche di affettuoso humour inglese e di lirismo penetrante, sono una serie di 14 variazioni su un tema originale dedicate ad altrettanti amici o colleghi di Elgar, nelle quali si dispiega tutta l'arte di finissimo orchestratore del compositore inglese. Un altro tema, sconosciuto perchè non appare mai nella sua interezza, attraversa l'opera da cima a fondo. Una vagonata di edizioni, scegliete la vostra:

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81dS37PDvTL._SS500_.jpgSalut d'amour, Op. 12Elgar: Enigma Variations, Op. 36; Pomp and Circumstance Marches Nos. 1-5, Op. 39Elgar, Ormandy, Eugene - Elgar: Enigma Variations - Amazon.com MusicEnigma Variations / Pomp & CircumstanceSanguine Fan / Enigma VariationsElgar: Enigma Variations - In the South, Serenade, Op. 20Elgar: Variations of Enigma Op. 36 & Falstaff in C minor Op. 68Elgar: Enigma Variations - Brahms: Symphony No. 1Enigma Variations / Pictures at an Exhibition (Arturo Toscanini Collection, Vol. 35)Elgar: Enigma Variations; Falstaff Symphonic StudyElgar: Enigma Variatons, Cockaigne OvertureElgar: Enigma Variations

Se piace Bernstein, edizione iconica ma controversa.

Condivido molte scelte, ma sono in totale disaccordo col giudizio negativo nei confronti di Barbirolli. Credo che Hurwitz faccia riferimento alla sua incisione più famosa, quella con la Philharmonia per EMI, che io trovo alquanto inferiore per verve e slancio rispetto alle precedenti con la Hallé. Provare per credere:

 

Queste invece le mie references (in ordine più o meno cronologico):

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...ammetto che ha riacceso il mio interesse verso Del Mar, la mia prima incisione di questo lavoro elgariano, ma è talmente tanti anni che non l'ascolto, che non saprei esprimere un giudizio. Ricordo un'acustica particolarmente cavernosa, però. Inutile e anemico Zinman, e mi lascia perplesso la presenza di Litton, che Hurwitz riesce a infilare fin troppo spesso nelle sue raccomandazioni...:wacko::mellow:

 

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6 ore fa, Ives dice:

Le Enigma Variations di Elgar. La verità sulle migliori edizioni, senza infingimenti patriottici.  Una vagonata di edizioni, scegliete la vostra:

 

81dS37PDvTL._SS500_.jpgElgar: Enigma Variations

Se piace Bernstein, edizione iconica ma controversa.

Sono contento che abbia citato Monteux, direttore che aveva una specie di fissazione per le Variazioni Enigma e che ne ha lasciato alcune registrazioni formidabili. Trovo ancor più riuscita di quella segnalata dal Hurwitz (del 1958) quella del 1962, sempre con la London Symphony, immortalata dal vivo in un disco della serie BBC Legends: slancio, passione, intimità, colori combinati in modo supremo.

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E poi Benstein è superlativo, alla faccia degli orchestrali (ripresi in un famoso video delle prove riproposto anche qui poco tempo fa) che quasi facevano ostruzionismo davanti alle scelte del direttore.

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10 ore fa, Ives dice:

Concordo e lo dico in generale da non amante di Dvorak quindi il mio commento vale doppio 😁 E' un lavoro in cui c'è la miglior vena melodica, intensa suggestione armonica e timbrica, la struttura ferrea e i tipici modi boemi. Come pure da segnalare ritengo sia la briosa e popolaresca serenata per fiati.

A. Dvorak, Myung-Whun Chung, Wiener Philharmoniker - Serenades - Amazon.com  Music

Due versanti meno noti della produzione di Dvorak, dove invece si annidano, secondo me, diversi capolavori, sono la musica da camera e le opere. C'è poi la musica sacra, in cui svettano almeno lo Stabat Mater e la Messa in re (nella versione originaria per coro e organo, un capolavoro, specie in alcuni momenti, di intimità e di dolcezza).

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14 ore fa, giobar dice:

Due versanti meno noti della produzione di Dvorak, dove invece si annidano, secondo me, diversi capolavori, sono la musica da camera e le opere. C'è poi la musica sacra, in cui svettano almeno lo Stabat Mater e la Messa in re (nella versione originaria per coro e organo, un capolavoro, specie in alcuni momenti, di intimità e di dolcezza).

Nella cameristica, mi piacciono gli ultimi quartetti e il quintetto con piano. Anche le bagatelle con harmonium sono singolari. Le opere corali di Dvorak sono di raro ascolto, soprattutto il Requiem. Negli ultimi anni però è stato notevolmente rivalutato dalla critica e dagli interpreti. Paga indubbiamente una certa prolissità e un certo accademismo, che peraltro serpeggia un pò in tutto Dvorak, ma indubbiamente ci sono moltissime pagine di alto lirismo e di melodicità (quasi) di fattura schubertiana. Probabilmente, lo Stabat è di gran lunga maggiore al Requiem e forse quanto di più alto scritto da Dvorak.

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Ancora Stravinsky. Questa volta il cofanetto con le incisioni Sony di Bernstein, anni 60/70 tra Boston (disco giovanile), quelle storiche a New York e a Londra. Sicuramente, Bernstein è stato un grande interprete della sua musica, eseguita con grande vigore e senso del colore e del ritmo, poi riproposte negli anni '80 nel ciclo DG con un approccio più aspro e gravido. Essenziali qui le registrazioni del Sacre, Petrushka, Uccello di fuoco, Sinfonia di Salmi ed Oedipus Rex (con la Troyanos e Kollo, che non era stato ripubblicato da molti anni).

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4 ore fa, Ives dice:

Nella cameristica, mi piacciono gli ultimi quartetti e il quintetto con piano. Anche le bagatelle con harmonium sono singolari. Le opere corali di Dvorak sono di raro ascolto, soprattutto il Requiem. Negli ultimi anni però è stato notevolmente rivalutato dalla critica e dagli interpreti. Paga indubbiamente una certa prolissità e un certo accademismo, che peraltro serpeggia un pò in tutto Dvorak, ma indubbiamente ci sono moltissime pagine di alto lirismo e di melodicità (quasi) di fattura schubertiana. Probabilmente, lo Stabat è di gran lunga maggiore al Requiem e forse quanto di più alto scritto da Dvorak.

E' molto bello il cd con i due quintetti per pianoforte ed archi fatti da Richter ed il Q. Borodin.

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20 ore fa, superburp dice:

E' molto bello il cd con i due quintetti per pianoforte ed archi fatti da Richter ed il Q. Borodin.

Disco famoso ma che credo di non aver mai sentito. Ho questo in CD:

Dvorák: The Complete String Quintets

Poi ci sono diversi giovani interpreti ceki molto bravi in questi pezzi, dischi Supraphon.

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On 3/5/2021 at 14:39, Ives dice:

Le Enigma Variations di Elgar. La verità sulle migliori edizioni, senza infingimenti patriottici. Capolavoro del repertorio inglese, fu distorto negli anni dal provincialismo e dallo sciovinismo della critica britannica, dice Hurwitz, che ne ha fatto solo una questione di "patriottismo sonoro". Ma non è cosi. Ricche di affettuoso humour inglese e di lirismo penetrante, sono una serie di 14 variazioni su un tema originale dedicate ad altrettanti amici o colleghi di Elgar, nelle quali si dispiega tutta l'arte di finissimo orchestratore del compositore inglese. Un altro tema, sconosciuto perchè non appare mai nella sua interezza, attraversa l'opera da cima a fondo. Una vagonata di edizioni, scegliete la vostra:

 

Elgar: Enigma Variations - In the South, Serenade, Op. 20

Figurarsi se poteva mancare!

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