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Hurwitz & co.


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Le migliori "settime" di Beethoven. 10 straordinarie versioni della sinfonia più solare, dinamica, energica e iconica del Maestro di Bonn. Mai il ritmo strutturale, come elemento basilare della composizione, aveva conosciuto una cosi straripante efficacia, bilanciato da un controllo totale della forma, qui spinto a miracoli di coesione e maestria combinatoria.

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Curiosità Capriccio (che ha una serie a lui dedicata). I lavori per pianoforte e orchestra di Walter Braunfels. Di cui i più "onnivori" conosceranno il Te Deum o le sue gigantesche variazioni su temi di Berlioz. Autore ebreo-tedesco di coordinate musicali post-romantiche (anche nei titoli!), la cui musica fu bandita dai nazisti e ignorata dalle avanguardie. Pezzi ben costruiti e divertenti, una bella scoperta!

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Il box "cheap" di Igor Markevitch. Ecco un altro box economico (Intense Media 10 CD) che usufruisce delle registrazioni ormai di pubblico dominio del grande direttore franco-ucraino (poi naturalizzato italiano). Confezione spartana, audio buono, ma se sei un fan di Markevitch avrai già tutto, altrimenti è una buona occasione a prezzo contenutissimo.

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Contenuto qua:

Spoiler

Berlioz: Symphonie Fantastique
+Bizet: Carmen-Suiten Nr. 1 & 2; L'Arlesienne-Suiten Nr. 1 & 2; Jeux d'Enfants
+Borodin: Steppenskizze aus Zentralasien; Chor & Tänze der Polowetzer Mädchen aus "Fürst Igor"; Polowetzer Tänze aus "Fürst Igor"
+Chabrier: Le Roi malgre lui (Fete polonaise)
+Debussy: La Mer; 2 Tänze für Harfe & Streichorchester; Prelude a l'apres-midi d'un faune
+Dukas: Der Zauberlehrling
+Glinka: Iwan Sussanin-Ouvertüre; Ruslan & Ludmila-Ouvertüre
+Gounod: Symphonie Nr. 2
+Liadow: Kikimora op. 63; Aus der Apokalypse op. 66
+Markevitch: L'envol d'icare
+Mussorgsky: Bilder einer Ausstellung; Eine Nacht auf dem kahlen Berge
+Prokofieff: Symphonie Nr. 1; Die Liebe zu den drei Orangen-Suite; The Steel Step
+Ravel: Daphnis & Chloe-Suite Nr. 2; La Valse
+Rimsky-Korssakoff: Russische Ostern-Ouvertüre; Die Mainacht-Ouvertüre
+Saint-Saens: Karneval der Tiere
+Satie: Parade
+Schostakowitsch: Symphonie Nr. 1
+Strawinsky: Le Sacre du Printemps; Divertimento; Petruschka
+Tschaikowsky: Der Nussknacker-Suite; Francesca da Rimini-Ouvertüre; Symphonie Nr. 8; Romeo & Julia Fantasy Overture

 

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9 minuti fa, Ives dice:
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+Tschaikowsky: Der Nussknacker-Suite; Francesca da Rimini-Ouvertüre; Symphonie Nr. 8; Romeo & Julia Fantasy Overture

 

Questa in effetti mi mancava! :cat_lol::cat_lol:

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1 ora fa, Snorlax dice:

Questa in effetti mi mancava! :cat_lol::cat_lol:

Famosissima l'ottava di Tchaikovsky :cat_lol:

°°°°°°

Le 107 sinfonie di Haydn. Si giunge alla numero 21. Una delle prime sinfonie più formalmente originali, segno evidente che non esiste un Haydn "immaturo". I movimenti di questa sinfonia presentano una struttura inusuale, rendendo la loro forma difficile da identificare. Le parti pertinenti con la forma di una sonata sono spesso difficili da riconoscere. Da segnalare il ruolo pian piano maggiore attribuito agli oboi.

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Scritto nel 1926 e composto per 11 strumenti (quintetto d'archi, quintetto di fiati e pianoforte), Four Episodes è un capolavoro poco noto di Ernst Bloch. Una sorta di piccola suite per organico cameristico molto particolare, con melodie belle e accattivanti che potrebbero ricordare certi temi pastorali inglesi. Un episodio incorpora materiale tematico che richiama alla mente la Cina. Un vero gioiellino misteriosamente poco noto.

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I 12 Concerti Grossi di Charles Avison. Le sue trasposizioni da Scarlatti sono storicamente interessanti ma soffrono troppo, secondo me, la natura speculare delle opere. Ecco comunque come ha operato il britannico per trarre dall'originale italiano musica altrettanto gradevole e valida. Eccellente la versione dell'omonimo ensemble guidato dal violinista Pavlo Beznosiuk: eccellente la resa esecutiva, tecnica cristallina, eleganza del suono, fraseggio essenziale e composto, interpretazione fresca e briosa e ripresa audio ottima.

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https://divineartrecords.com/recording/avison-12-concerti-grossi-after-scarlatti/

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Il Beethoven di Sir Colin Davis registrato per Philips anni'70 con la LSO e la BBCSO (bellissima edizione del concerto per violino con Grumiaux registrato col Concertgebouw). Prima integrale beethoveniana di Davis anni '70 con la LSO e la BBCSO (seguirà un'altra anni '80 con la Staatskapelle Dresden) e le due Messe. Recentemente riesumata e sistemata (i dischi originali della Philips erano sparsi qua e là e alcuni mai riversati in CD) grazie alla divisione australiana della Decca. La Nona non fu mai fatta in quegli anni, infatti è presente una registrazione fine anni '80 con i complessi della Radio Bavarese. Tutto sommato, delle registrazioni molto buone, secondo Hurwitz, e un box molto ben fatto (sentire soprattutto due ottime Messe, la Pastorale, l'Ottava e una grandissima Nona 😮 molto "klempereriana").

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6 ore fa, Ives dice:

Prima di Vivaldi, le Quattro Stagioni di Giovanni Antonio Guido.

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Toh, proprio oggi ho ascoltato su youtube il cd di Federico Guglielmo che suona le stagioni di Vivaldi nella versione con fiati e sulla copertina del cd sono indicate appunto anche queste stagioni (mai sentite prima però). Domani se ho tempo provo ad ascoltarle.

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On 1/4/2021 at 22:20, superburp dice:

Toh, proprio oggi ho ascoltato su youtube il cd di Federico Guglielmo che suona le stagioni di Vivaldi nella versione con fiati e sulla copertina del cd sono indicate appunto anche queste stagioni (mai sentite prima però). Domani se ho tempo provo ad ascoltarle.

Una curiosità. Trovo decisamente superiore Vivaldi.

°°°°°°

Guida ai sistemi di catalogazione degli autori più prolifici: Op, BWV, K, D, Hob, Wq, RV...

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14 ore fa, Ives dice:

Hans Rott e il primo eccellente volume dell'integrale dei lavori sinfonici edita dalla Capriccio (con le sue immancabili e fantasiose copertine :cat_lol:)

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Ma meritano? Perché nel cd della sinfonia diretta da Andrew Davis mi pare ci sia il preludio pastorale, del quale non ho un gran ricordo (al contrario della sinfonia ovviamente, gran pezzo).

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10 ore fa, superburp dice:

Ma meritano? Perché nel cd della sinfonia diretta da Andrew Davis mi pare ci sia il preludio pastorale, del quale non ho un gran ricordo (al contrario della sinfonia ovviamente, gran pezzo).

Mai sentito nulla al di fuori della Sinfonia. Hurwitz dice che sono lavori acerbi, incompleti e un pò di routine.

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Le 107 sinfonie di Haydn. E' il turno della numero 22 intitolata il Filosofo. Non si sa bene perchè, forse per il carattere austero dell'Adagio iniziale, per il colore brunito dato dalla presenza di due corni inglesi (e dei violini con sordina) o è stato pensato in riferimento alla melodia del primo movimento che musicalmente allude ad una domanda seguita da una risposta. Il resto della sinfonia si dipana classicamente con due Presto (quello finale in ritmo di giga e con riferimenti a suoni di caccia) e uno squadrato Minuetto centrale. Tra le prime sinfonie, è senz'altro la più eseguita.

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Fatum è il più trash dei poemi sinfonici di Tchaikovsky. Scritto nel 1868, è tra le pagine più brutte e meno felici del grande Maestro russo. Opera che lo stesso autore detestava e che gettò via poco dopo (fu pubblicato solo postumo e ci sono varie incisioni famose da Inbal a Dorati). Un curioso caso di lavoro multiforme e abnorme, privo dei consueti e bellissimi temi romantici e orchestrato alla bene e meglio. Sembra proprio che il compositore fatichi a sviluppare la materia. E' tuttavia riscontrabile la tematica dell'implacabilità del destino, che Tchaikovsky approfondirà in seguito e con maggiore qualità.

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In attesa di un box completo, certamente più stuzzicante di questo, Hurwitz recensisce The Art of James Levine corposo compendio uscito anni fa, credo per il mercato italiano Universal, di incisioni effettuate negli anni 80-90 per l'etichetta Gialla. Seppur per lui non fondamentali, sono generalmente incisioni di livello buono/ottimo (pessima la Nona di Schubert, noiosissimo il Das Lied mahleriano, superfluo Strauss, piatto Holst che invece a me piace molto:cat_lol:).

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On 25/3/2021 at 14:46, Ives dice:

Le migliori "settime" di Beethoven. 10 straordinarie versioni della sinfonia più solare, dinamica, energica e iconica del Maestro di Bonn. Mai il ritmo strutturale, come elemento basilare della composizione, aveva conosciuto una cosi straripante efficacia, bilanciato da un controllo totale della forma, qui spinto a miracoli di coesione e maestria combinatoria.

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In questo contesto di scelte è semplicemente un delitto non inserire Carlos Kleiber-Wiener e Karajan-Berliner (una qualsiasi delle sue incisioni con questa orchestra).

Visto che Hurwitz predilige Toscanini e Szell, capisco non ami Furtwaengler, che tuttavia come interprete beethoveniano io trovo fondamentale e di gran lunga superiore a entrambi.

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On 26/3/2021 at 10:31, Ives dice:

Hip-oriented aggiungerei queste:

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Con strumenti antichi:

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In realtà, di Toscanini consiglia quella addirittura del 1936 con la New York Philharmonic, sbagliato immagine, errore mio:

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Le aggiungeresti tu, appunto.

Ma a precisa domanda su Youtube, D. H. ha risposto che un video con le migliori integrali HIP di Beethoven sarebbe per lui molto breve: 0...

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2 ore fa, Florestan dice:

Le aggiungeresti tu, appunto.

Ma a precisa domanda su Youtube, D. H. ha risposto che un video con le migliori integrali HIP di Beethoven sarebbe per lui molto breve: 0...

Si, vero. Però già quella EMI di Mackerras mi pare la consigli, pur non essendo totalmente hip perchè con strumenti moderni (infatti avevo scritto oriented). Anzi, andrebbe ripubblicata. E non spaventi l'orchestra di Liverpool, certamente all'epoca compagine non di primo piano, ma che è strumento duttile e peculiare per gli intenti del direttore australiano:

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Il primo dei due box dedicati alle incisioni Capriccio di Sir Neville Marriner (quelle con la ASMF). Alcune cose indubbiamente buone, dalle sinfonie di Boyce (un classico delle compagini inglesi da camera!) a Purcell (miscellanea dai masques), dal Mendelssohn sinfonico ad alcune pagine di Elgar (Enigma a altri pezzi minori). Buonissimi i balletti di Massenet e Adam. Orrore le sinfonie di Tchaikovsky e noiosissimo il suo Dvorak.

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I poemi sinfonici di Dvorák. Scritti nella tarda maturità e ispirati a fiabe popolari di Karel Erben, hanno faticato non poco a imporsi nei programmi sinfonici delle grandi orchestre non ceke e anche in disco. L'orchestrazione è sempre brillante, smagliante, con l'autore in pieno possesso della sua tavolozza sinfonica e della forma sonata. Interessante anche il tema ricorrente nei quattro lavori, quello del destino tragico che incombe sul popolo contadino. Non usuale nella musica di Dvorák, sempre positiva, quando non ottimistica. Ecco le migliori versioni.

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