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Hurwitz & co.


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8 minuti fa, Majaniello dice:

Interessante lapsus! :D

Di recente avevo ascoltato la 3 da quel boxino, inquieta e pulsante, non mi era dispiaciuta, poi non sarà molto sibeliana forse, non so Sibelius non fa molto per me.

Aaaargh correggo subito! :sorry:

Al tardo Maazel si rivolgono spesso le solite critiche: tempi slentati e inortodossi, strano bilanciamento orchestrale etc. Tutte cose che a me invece stimolano l'ascolto come non mai. Non dico che c'abbia sempre azzeccato, ma è uno di quei direttori che è riuscito spesso a dire qualcosa di originale fino alla fine dei suoi giorni. In qualche caso io l'ho trovato addirittura rivoluzionario (v. Bruckner).

Va da sé che il suo Sibelius americano a me piace, anche perché ha saputo rinnovare e diversificare rispetto a quello inciso a trent'anni per Decca (comunque già ben connotato). Nel bene o nel male, Maazel di rado si è ripetuto.

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20 minuti fa, Majaniello dice:

Non sa più che inventarsi 🤣

Ultimamente ho ascoltato i concerti di Rochberg e di Harrison che ci possono stare in una lista di Hurwitz. In Europa ricorderei almeno il Concerto Funebre di Hartmann e Chain II di Lutoslawski. 

La cosa buffa è mette in lista quelli di Barber, Britten, Bernstein, Korngold, Walton e Bloch, che non sono affatto fondamentali nel repertorio (nel senso che non lo sono storicamente). Ha fatto una lista "orecchiabile" con gusto molto discutibile. Mancano Gerhard, Rochberg che citi, almeno uno dei tre di Henze, Weill, Schoenberg, Ligeti, Martin, Schuman, il 2° di Milhaud, il 3° o il 4° di Schnittke, Sessions, Skalkottas e Wellesz. Vanno bene anche Lutoslawski e Hartmann, ci aggiungerei il 1° di Penderecki, Carter e Dutilleux.

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36 minuti fa, Madiel dice:

La cosa buffa è mette in lista quelli di Barber, Britten, Bernstein, Korngold, Walton e Bloch, che non sono affatto fondamentali nel repertorio (nel senso che non lo sono storicamente). Ha fatto una lista "orecchiabile" con gusto molto discutibile. Mancano Gerhard, Rochberg che citi, almeno uno dei tre di Henze, Weill, Schoenberg, Ligeti, Martin, Schuman, il 2° di Milhaud, il 3° o il 4° di Schnittke, Sessions, Skalkottas e Wellesz. Vanno bene anche Lutoslawski e Hartmann, ci aggiungerei il 1° di Penderecki, Carter e Dutilleux.

Anche Offertorium della Gubaidulina.

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2 minuti fa, Endymion dice:

Anche Offertorium della Gubaidulina.

Approvo !!! :cat_smile: Comunque, nella lista senz'altro ho dimenticato qualche altro concerto contemporaneo. 

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1 ora fa, Madiel dice:

La cosa buffa è mette in lista quelli di Barber, Britten, Bernstein, Korngold, Walton e Bloch, che non sono affatto fondamentali nel repertorio (nel senso che non lo sono storicamente). Ha fatto una lista "orecchiabile" con gusto molto discutibile. Mancano Gerhard, Rochberg che citi, almeno uno dei tre di Henze, Weill, Schoenberg, Ligeti, Martin, Schuman, il 2° di Milhaud, il 3° o il 4° di Schnittke, Sessions, Skalkottas e Wellesz. Vanno bene anche Lutoslawski e Hartmann, ci aggiungerei il 1° di Penderecki, Carter e Dutilleux.

Quanti! 

E Hauer! 

E John Adams :D

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Ci sono anche altri concerti per violino novecenteschi molto importanti: a partire da Reger, nel 900 per un pelo, e poi il primo di Isang Yun, il bellissimo Graal Theatre di Kaja Saariaho, quello di Zimmermann. Nonostante l'impronta tradizionale, sono molto importanti alcuni concerti di compositori dell'area ex sovietica che, potendo contare su solisti formidabili (Oistrakh, Kogan e altri), hanno offerto spunti fondamentali per la moderna tecnica violinistica: da citare almeno Kabalevsky, Miaskovsky e Khachaturian. Il concerto di Adams a me piace molto. 

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Il disco natalizio più cool che ci sia 🎄 Hurwitz sempre più in versione Maurizio Seymandi 😁 La divisione australiana della Decca riporta alla luce una serie di audio-racconti (i più famosi dai romanzi di Dickens) anni '40 narrati tra gli altri da Orson Welles, Gregory Peck e Charles Laughton. Musiche di commento di Bernard Herrmann, Hans Eisler e Carmen Dragon.

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On 8/12/2020 at 20:46, Madiel dice:

La cosa buffa è mette in lista quelli di Barber, Britten, Bernstein, Korngold, Walton e Bloch, che non sono affatto fondamentali nel repertorio (nel senso che non lo sono storicamente). Ha fatto una lista "orecchiabile" con gusto molto discutibile. Mancano Gerhard, Rochberg che citi, almeno uno dei tre di Henze, Weill, Schoenberg, Ligeti, Martin, Schuman, il 2° di Milhaud, il 3° o il 4° di Schnittke, Sessions, Skalkottas e Wellesz. Vanno bene anche Lutoslawski e Hartmann, ci aggiungerei il 1° di Penderecki, Carter e Dutilleux.

E Stravinsky!

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

E Stravinsky!

:D 

3 ore fa, giobar dice:

E' con Berg nel disco Perlman-Ozawa suggerito da Hurwitz. Un disco prodigioso per due capolavori del 900

Esatto! Un caposaldo del repertorio discografico del XX secolo! La scelta di Urvizzo era praticamente inevitabile.

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The BEST & WORST della Sinfonietta di Janáček. La genesi e le caratteristiche del lavoro, partitura alla mano. Come tutte le opere dell'ultimo decennio compositivo dell'autore ceko, anche la Sinfonietta offre sonorità dinamiche, energiche e luminose (14 trombe di derivazioni forse bandistica, pare quando l'autore sentì una banda militare nel parco di Pisek) all'interno di una forma molto compatta e con il consueto sviluppo a blocchi contrapposti. Segue la solita carrellata discografica, in cui ovviamente spadroneggiano gli interpreti ceki.

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1 ora fa, Ives dice:

The BEST & WORST della Sinfonietta di Janáček. La genesi e le caratteristiche del lavoro, partitura alla mano. Come tutte le opere dell'ultimo decennio compositivo dell'autore ceko, anche la Sinfonietta offre sonorità dinamiche, energiche e luminose (14 trombe di derivazioni forse bandistica, pare quando l'autore sentì una banda militare nel parco di Pisek) all'interno di una forma molto compatta e con il consueto sviluppo a blocchi contrapposti. Segue la solita carrellata discografica, in cui ovviamente spadroneggiano gli interpreti ceki.

Vabbé, abbiamo capito ancora una volta che Horenstein è il bersaglio preferito del Nostro, non lo salva in niente!:cat_angry: A parte questo, concordo sull'inutilità del disco di Rattle, una delle peggiori ciofèche che mi è capitato di acquistare: uno dei dischi più piatti e grigi che abbia mai sentito. E la EMI lo ha persino inserito nei Great recordings of the century, vai a capire! :confused: Invece mi ha incuriosito molto il doppio di Serebrier, credo che potrei pure farci un pensierino.

Oltre ai dischi segnalati da Hurwitz - a me il classicone Vienna/Mackerras piace assai, sebbene sia presentato con qualche riserva - mi permetto di segnalarne un paio:

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L'approccio quasi ruvido di Rogner - che in Bruckner sopporto poco - si dimostra perfettamente funzionale alla scrittura di Janacek. Pazzesco Rozhdestvenkij, classica lettura di scuola russa di grande impatto emozionale e senza compromessi, grazie anche al colore e alla peculiare timbrica delle compiante orchestre sovietiche. Fa quasi sorridere pensare che queste incisioni notevoli fossero relegate in una serie ultra-economica della RCA che si poteva pure trovare nei cestoni degli ipermercati.

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Non sono un grande fan di Janacek, lo apprezzo più nelle opere cameristiche. Tanto è vero che per la Sinfonietta, lavoro comunque apprezzabile e di gradevole ascolto, ho in CD solo un'edizione di Tilson Thomas con la LSO che nessuno si fila :cat_lol: mai fatti raffronti con altre versioni:

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Il box celebrativo della DG dedicato a Gil Shaham. 22CD che offrono una mirabile esperienza d'ascolto. Raramente questo violinista americano è andato mai sotto la sufficienza, sfornando quasi sempre esecuzioni tecnicamente ineccepibili e interpretazioni di grande nitore e musicalità. In alcuni casi si tratta di prodotti forse un pò freddi e "costruiti" dove si sente troppo il lavoro in studio, ma globalmente il livello è alto, provare per credere.

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6 ore fa, Ives dice:

The BEST & WORST della Sinfonietta di Janáček. La genesi e le caratteristiche del lavoro, partitura alla mano.

Una volta Amadeus (o forse qualche altra rivista che avevo acquistato in edicola) aveva pubblicato un CD contenente la Sinfonietta e, già che c'era, un bell'articolo in cui passava in rassegna le principali interpretazioni di quest'opera dando giudizi molto molto severi (immagino che avesse salvato giusto quella presente nel suo CD e poche altre).

Mo', però, beato chi sse ricorda dove sia finita quella rivista (magari appena ho un briciolo di tempo la cerco e riporto qui il contenuto dell'articolo); sarebbe interessante fare un confronto.

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2 ore fa, Madiel dice:

Ha ragione, grande Urvizzo! :beach:

Sai Madiel, ognuno ha le proprie perversioni a cui è impossibile rinunciare! :arrowhead::rolleyes:

53 minuti fa, Ives dice:

Non sono un grande fan di Janacek, lo apprezzo più nelle opere cameristiche. Tanto è vero che per la Sinfonietta, lavoro comunque apprezzabile e di gradevole ascolto, ho in CD solo un'edizione di Tilson Thomas con la LSO che nessuno si fila :cat_lol: mai fatti raffronti con altre versioni:

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Questo disco non lo conosco proprio... Ma sbaglio, o a parte me e @giobar Janacek non è un compositore molto amato qui in Forum? :o

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5 ore fa, Snorlax dice:

concordo sull'inutilità del disco di Rattle, una delle peggiori ciofèche che mi è capitato di acquistare: uno dei dischi più piatti e grigi che abbia mai sentito. E la EMI lo ha persino inserito nei Great recordings of the century, vai a capire! :confused:

Pensa che il disco del giovane Rattle è quello che mi fece scoprire e amare alla follia la Sinfonietta!  Al momento non posso risentirlo perché è un LP e ho il giradischi rotto, ma lo ricordo elettrizzante e tutt'altro che piatto. L'ascolto di altre eccellenti edizioni (Kubelik, Jilek, Abbado, Mackerras, Szell, Kempe, del quale mi pare che Hurwitz non parli) non ha spodestato Rattle dal mio cuore. Ah, vedo che c'è su youtube, dopo l'ascolto.

Tutto quel vituperio sulla versione di Horenstein mi ha incuriosito, ascolterò anche quella su youtube:lol:

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2 ore fa, Snorlax dice:

Sai Madiel, ognuno ha le proprie perversioni a cui è impossibile rinunciare! :arrowhead::rolleyes:

Non ti immaginavo così perverso :cat_lol:

2 ore fa, Snorlax dice:

Questo disco non lo conosco proprio... Ma sbaglio, o a parte me e @giobar Janacek non è un compositore molto amato qui in Forum? :o

Lo ascolta pure il povero kraus, moriremo tutti janacekiani :cat_lol:

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3 ore fa, Ives dice:

Il box celebrativo della DG dedicato a Gil Shaham. 22CD che offrono una mirabile esperienza d'ascolto. Raramente questo violinista americano è andato mai sotto la sufficienza, sfornando quasi sempre esecuzioni tecnicamente ineccepibili e interpretazioni di grande nitore e musicalità. In alcuni casi si tratta di prodotti forse un pò freddi e "costruiti" dove si sente troppo il lavoro in studio, ma globalmente il livello è alto, provare per credere.

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Lui è un grande artista, ne convengo, ma riprendersi n'antro boxone con i soliti concerti di sempre - a spanne di non troppo logorato vedo solo Barber, Korngold, Kabalevsky, forse Williams... - non si rischia la nausea?

Non dico nausea pari all'ennesima integrale di Bruckner, ma pur sempre disagio.

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2 ore fa, Snorlax dice:

Sai Madiel, ognuno ha le proprie perversioni a cui è impossibile rinunciare! :arrowhead::rolleyes:

Questo disco non lo conosco proprio... Ma sbaglio, o a parte me e @giobar Janacek non è un compositore molto amato qui in Forum? :o

Io dovrei conoscerlo meglio. Ovviamente ho ascoltato più di una volta la Sinfonietta. Ma non posso dire che mi entusiasmi.

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14 ore fa, giordanoted dice:

Lui è un grande artista, ne convengo, ma riprendersi n'antro boxone con i soliti concerti di sempre - a spanne di non troppo logorato vedo solo Barber, Korngold, Kabalevsky, forse Williams... - non si rischia la nausea?

Non dico nausea pari all'ennesima integrale di Bruckner, ma pur sempre disagio.

Tutti i torti non li hai...

Prosegue piano l'analisi delle 107 sinfonie di Haydn. Siamo alla sesta Le Matin prima sinfonia scritta per il principe Esterhazy e per la bella orchestra di corte che qui Haydn sottopone a passaggi di gran virtuosismo (il famoso Tomasini era il primo violino). L'orchestrazione conserva ancora l'impianto del concerto grosso di derivazione barocca, anche se Haydn butta qua e là qualche sviluppo più ardito, soprattutto nel primo movimento. Il titolo pare dovesse suggerire il sorgere del sole, ma nessun documento attesta la veridicità di questa tradizione.

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