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Hurwitz & co.


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8 ore fa, superburp dice:

Studiando al momento il preludio op.28 n. 4, mi sono messo per curiosità ad ascoltare un po' di registrazione su youtube e mi unisco al partito cortotiano (si può dire?) di Snorlax. Fermo restando che non sono uno chopiniano e che ho giusto gli studi suonati proprio da Cortot (che trovo musicalmente ineccepibili), devo dire che in questo preludio mi ha deluso Rubinstein (un altro che ho sempre conosciuto per la fama di grandissimo chopiniano) ed anche Richter ha un suono molto sommesso, dà quasi l'idea che non fosse convinto mentre suonava. Boh. Cortot invece ottimo, così come Sergio Fiorentino (anche se ha un approccio più intimo, anche nell'accensione al centro del pezzo).

Il problema di Chopin è che ci sono milioni di registrazioni fatte da praticamente tutti i pianisti, diventa impegnativo fare confronti.

Tra l'altro i Preludi erano un pezzo forte di Cortot, li incise integralmente ben 4 volte - senza contare altri scampoli qua e là - per tutto l'arco della sua carriera. Io, fortunatamente, posseggo tutte e quattro le versioni in questo magnifico cofanetto che consiglio spassionatamente:

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24 minuti fa, Snorlax dice:

Tra l'altro i Preludi erano un pezzo forte di Cortot, li incise integralmente ben 4 volte - senza contare altri scampoli qua e là - per tutto l'arco della sua carriera. Io, fortunatamente, posseggo tutte e quattro le versioni in questo magnifico cofanetto che consiglio spassionatamente:

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È una meraviglia che possiedo fieramente anche io, tuttavia si tratta di un’edizione limitata della EMI francese, non so se sia facilmente reperibile e a costi umani. Bellissimi anche i suoi Études, specialmente quelli del 1933.

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6 ore fa, Ives dice:

Migliore delle sinfonie, dei lavori corali e dei pezzi orchestrali: è il balletto Job: A Masque for Dancing di Vaughan Williams. Un vero capolavoro per Hurwitz. Un'analisi del pezzo (con esempi musicali) e i soliti consigli per gli ascolti.

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Anche su questo Urvizzo ha ragione, il pezzo per me è oggettivamente uno dei migliori che ho mai sentito di VW. In genere i dischi inglesi di Lloyd-Jones sono tutti belli.

Stavolta metto pollice su 👍

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L'oiseau de feu, il balletto completo di Stravinsky: il gusto fiabesco, la colorita suggestione narrativa, la freschezza e la sicurezza della già personale orchestrazione ma con i molteplici rimandi a Rimsky-Korsakov, Mussorgsky, i francesi e i Cinque. La consueta carrellata discografica (e non c'è Ansermet!):

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Indubbiamente belli (non conosco Litton) ma aggiungerei il nostro Chailly in questo memorabile Double Decca (la suite del 1945, consigliato anche Neeme Jarvi per Chandos):

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12 ore fa, Ives dice:

L'oiseau de feu, il balletto completo di Stravinsky: il gusto fiabesco, la colorita suggestione narrativa, la freschezza e la sicurezza della già personale orchestrazione ma con i molteplici rimandi a Rimsky-Korsakov, Mussorgsky, i francesi e i Cinque.

E Tchaikovsky! 

Non sono un cultore di questo balletto, quindi non mi sono fatto in quattro ad ascoltarne tante versioni... aggiungo però questa che conosco:

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l'orchestra non è sfolgorante come altre segnalate su, però Ozawa mi piace molto in questo genere di cose, comunicativo ma in fondo sempre molto razionale. C'è anche un remake con la BSO, che non conosco quindi non so se è migliore.

PS: ma Litton lo infila dappertutto! è un direttore che non sa nè di carne nè di pesce. Cosa ha fatto di davvero eccellente?

 

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13 ore fa, Majaniello dice:

PS: ma Litton lo infila dappertutto! è un direttore che non sa nè di carne nè di pesce. Cosa ha fatto di davvero eccellente?

E' un direttore che generalmente piace ad Hurwitz. Una sua fisima, direi. Mi sembra un direttore tecnicamente ben preparato e un interprete dignitoso. Ma non trascendentale come lui vorrebbe far credere. Oppure lo cita per menzionare qualcosa di contemporaneo. Come repertorio d'elezione spazia tra i russi tardo-romantici-primo 900, agli inglesi tipo Walton (belle alcune cose), a Mahler (mah), fino agli immancabili americani (sarebbe da sentire la sua integrale ivesiana per Hyperion che però manca da spotify). Più che ai recenti BIS, che conosco poco e niente, starei alla larga dai suoi dischi Delos con la DallasSO. Un monumento alla loffiaggine più grigia. Questa invece è bellissima con una RPO magnifica:

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6 ore fa, Ives dice:

Chi ha detto che Hurwitz non si interessa di Opera? 😁 Eccolo qua alle prese col box DG verdiano di Abbado. Da salvare Falstaff (n'somma), Macbeth e Simon (sicuramente, due classici):

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Scusate ragazzi, ma due cose mi lasciano un po' perplesso:

  • Non sono assolutamente un esperto, ma non so come si possa reputare quel Falstaff così degno di nota. A parte una generale sensazione di mediocrità, non capisco il gran plauso all'interpretazione di Bryn Terfel, che ricordo essere inutilmente manierata, anche se forse a certo pubblico angloamericano piacciono simil letture, si veda il successo di Geraint Evans nel medesimo ruolo;
  •  Perché il Requiem abbadiano La Scala/DGG dovrebbe essere "the worst ever recorded"? E' da tempo che non l'ascolto, ma, pur non essendo affatto un estimatore del direttore milanese, ho come l'idea che in giro ci sia ben di peggio. Anche perché la performance corale la ricordo come superlativa, da 10 e lode, e anche solo per tale ragione, non lo relegherei così al fondo di un'ipotetica classifica.
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La mia:

1) Non ho mai sentito il Falstaff di Abbado, ma si tratta di un'edizione massacrata anche dalla critica più abbadiana del mondo, per quello che vale.

2) Sono di parere diametralmente opposto su quel Requiem, un Dies Irae come quello fatto da Abbado/Gandolfi non l'ho mai più ascoltato. Anche solo per le sfumature e la coesione del coro scaligero non si meriterebbe giudizi del genere. Forse tra i solisti c'è qualche macchiolina, ma roba di pochissimo peso, giusto la legnosità di Placido Domingo o qualche incertezza della Ricciarelli, ma la Verrett la trovo fantastica e il declinante Ghiaurov è capace di bei momenti. In generale, in tutto questo Requiem ci vedo un afflato "etico" notevole. Ma a questo punto mi apro il video e ascolto le considerazioni del Nostro.

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6 ore fa, Ives dice:

E' un direttore che generalmente piace ad Hurwitz. Una sua fisima, direi. Mi sembra un direttore tecnicamente ben preparato e un interprete dignitoso. Ma non trascendentale come lui vorrebbe far credere. Oppure lo cita per menzionare qualcosa di contemporaneo. Come repertorio d'elezione spazia tra i russi tardo-romantici-primo 900, agli inglesi tipo Walton (belle alcune cose), a Mahler (mah), fino agli immancabili americani (sarebbe da sentire la sua integrale ivesiana per Hyperion che però manca da spotify). Più che ai recenti BIS, che conosco poco e niente, starei alla larga dai suoi dischi Delos con la DallasSO. Un monumento alla loffiaggine più grigia.

Lasciamo perdere va', io tempo fa per l'ennesima volta mi sono fidato ciecamente e ho comprato la Terza di Mahler Dallas/Litton, aspettandomi l'interpretazione del secolo. Invece mi sono trovato per le mani una lettura qualunque, che al di là di qualche momento, provoca un forte senso di noia. Per carità, suonata benissimo, ma nemmeno la registrazione è così stratosferica come Hurwitz fa credere. Soldi (non pochi) praticamente buttati. Sono stato proprio scemo, perché potevo farmi un'idea su Spotify prima assottigliare le mie già magre finanze...

35 minuti fa, Wittelsbach dice:

La mia:

1) Non ho mai sentito il Falstaff di Abbado, ma si tratta di un'edizione massacrata anche dalla critica più abbadiana del mondo, per quello che vale.

2) Sono di parere diametralmente opposto su quel Requiem, un Dies Irae come quello fatto da Abbado/Gandolfi non l'ho mai più ascoltato. Anche solo per le sfumature e la coesione del coro scaligero non si meriterebbe giudizi del genere. Forse tra i solisti c'è qualche macchiolina, ma roba di pochissimo peso, giusto la legnosità di Placido Domingo o qualche incertezza della Ricciarelli, ma la Verrett la trovo fantastica e il declinante Ghiaurov è capace di bei momenti. In generale, in tutto questo Requiem ci vedo un afflato "etico" notevole. Ma a questo punto mi apro il video e ascolto le considerazioni del Nostro.

Ah ecco, allora vuol dire che non sono proprio rincitrullito del tutto.

Comunque rispetto al Requiem si limita a fornire quel giudizio perentorio, senza fornire alcuna giustificazione. Per quel che riguarda il Falstaff non si va al di là di lodi generiche, ma anche qui, le argomentazioni non mi paiono così radicate. Forse Hurwitz e l'opera non vanno così d'accordo. Poi in questa sede siamo abituati fin troppo bene con le tue recensioni operistiche!

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15 ore fa, Wittelsbach dice:

2) Sono di parere diametralmente opposto su quel Requiem, un Dies Irae come quello fatto da Abbado/Gandolfi non l'ho mai più ascoltato. Anche solo per le sfumature e la coesione del coro scaligero non si meriterebbe giudizi del genere. Forse tra i solisti c'è qualche macchiolina, ma roba di pochissimo peso, giusto la legnosità di Placido Domingo o qualche incertezza della Ricciarelli, ma la Verrett la trovo fantastica e il declinante Ghiaurov è capace di bei momenti. In generale, in tutto questo Requiem ci vedo un afflato "etico" notevole. Ma a questo punto mi apro il video e ascolto le considerazioni del Nostro.

Dovresti guardare questo, video interamente dedicato al Requiem verdiano:

A sorpresa, di Abbado consiglia la seconda registrazione:

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La prima con i complessi scaligeri l'ha sempre stroncata in maniera totale.

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19 ore fa, Snorlax dice:

Non sono assolutamente un esperto, ma non so come si possa reputare quel Falstaff così degno di nota. A parte una generale sensazione di mediocrità, non capisco il gran plauso all'interpretazione di Bryn Terfel, che ricordo essere inutilmente manierata, anche se forse a certo pubblico angloamericano piacciono simil letture, si veda il successo di Geraint Evans nel medesimo ruolo

Si, grosso modo, concordo, il Falstaff di Abbado è una grande occasione mancata. Una registrazione poco convincente e non da ricordare tra le cose migliori abbadiane. Alla partitura ci si dedicò solo in tarda età (Ferrara, Berlino) sintomo forse di poco interesse o del fatto che non avesse trovato una chiave di volta per accedere all'ultimo Verdi (un pò come ripensò Mozart). Forse dal vivo suonava pure meglio, ma in disco c'è la sensazione (almeno la mia) del prodotto costruito in studio, con un estremo tediosissimo nitore e un preziosismo strumentale un pò fine a se stesso, a discapito della forza del motore narrativo. E' tutto limpido, smaltato, preciso, ritmicamente è perfetto, i fili contrappuntistici sono evidenziati mirabilmente ma è tutto mortalmente inerte, manca proprio il teatro, la forza dirompente dell'azione. Il cast fa il resto e certo non aiuta: Terfel è bravo, è un grande attore, ma pare Walter Brennan doppiato da Lauro Gazzolo; per me si salvano Hampson e la Roschmann che cantano sempre bene e puliti. Il resto è da dimenticare, Abbado non riesce neanche ad evitare le macchiette di Pistola e Bardolfo. Chissà forse in altra epoca e con altri cantanti...

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On 14/11/2020 at 23:15, Majaniello dice:

E Tchaikovsky! 

Non sono un cultore di questo balletto, quindi non mi sono fatto in quattro ad ascoltarne tante versioni... aggiungo però questa che conosco:

91K096dCLXL._SS500_.jpg

l'orchestra non è sfolgorante come altre segnalate su, però Ozawa mi piace molto in questo genere di cose, comunicativo ma in fondo sempre molto razionale. C'è anche un remake con la BSO, che non conosco quindi non so se è migliore.

PS: ma Litton lo infila dappertutto! è un direttore che non sa nè di carne nè di pesce. Cosa ha fatto di davvero eccellente?

 

Intendi questa ?

Stravinsky* - Boston Symphony Orchestra, Seiji Ozawa - The Firebird (1984,  CD) | Discogs

Avevo questo cd. Esecuzione pesante e molto noiosa. Si illumina un po' solo (ma proprio pochino) nel finale. Direi voto 6.

Urvizzo dimentica molte versioni interessanti. Per esempio Davis, Dutoit, Ansermet ecc. Volendo le alternative a Litton ci sono :D  Fosse per me, da quell'elenco toglierei senz'altro Litton, MTT e Boulez.

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5 ore fa, Ives dice:

La Terza sinfonia di Aaron Copland. Una corposa discografia attenta anche alle recenti uscite (Kalmar). Insomma, della serie, non c'è solo Leonard Bernstein (Sony o DGG).

Litton non l'ha registrata ? :rofl: 

In pratica ha elencato tutte le edizioni storiche famose, aggiungendone un paio più recenti. A fare i consigli degli acquisti così ci son buoni tutti... :rofl:

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42 minuti fa, Madiel dice:

Intendi questa ?

Avevo questo cd. Esecuzione pesante e molto noiosa. Si illumina un po' solo (ma proprio pochino) nel finale. Direi voto 6.

Urvizzo dimentica molte versioni interessanti. Per esempio Davis, Dutoit, Ansermet ecc. Volendo le alternative a Litton ci sono :D  Fosse per me, da quell'elenco toglierei senz'altro Litton, MTT e Boulez.

Presumo di sì, in generale è considerato un remake tecnicamente fatto meglio ma senz'anima, tu me ne dai conferma. A me, Igor non se n'abbia a male, il Firebird fà addormentare anche se lo dirige Dorati, c'è ancora troppa puzza di Rimsky per piacermi davvero.

29 minuti fa, Madiel dice:

Litton non l'ha registrata ? :rofl: 

In pratica ha elencato tutte le edizioni storiche famose, aggiungendone un paio più recenti. A fare i consigli degli acquisti così ci son buoni tutti... :rofl:

Esatto! la stessa cosa che dico io da un po'... vale per molti video, cita quasi tutte le edizioni sul mercato, in particolare i classici, non è la prima volta che lo fa! Lo preferisco quando fa delle scelte di campo (anche lontane dalle mie, ma almeno è un consiglio vero). 

Ma questa cosa che Naxos finanzia classicstoday la sapevate? @Ives penso di sì. Ci credo che poi consiglia sempre i loro dischi... 

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34 minuti fa, Majaniello dice:

Presumo di sì, in generale è considerato un remake tecnicamente fatto meglio ma senz'anima, tu me ne dai conferma.

Esatto, è una versione letargica. Pensa che si ravvia solo con le danze finali, ma neanche in questi pezzi brillanti si distingue certo per forza ritmica. Non so, da Ozawa c'era da aspettarsi ben altro.

Cita

 

A me, Igor non se n'abbia a male, il Firebird fà addormentare anche se lo dirige Dorati, c'è ancora troppa puzza di Rimsky per piacermi davvero.

Sei ingeneroso, al di là dei gusti personali :closedeyes:

Cita

Esatto! la stessa cosa che dico io da un po'... vale per molti video, cita quasi tutte le edizioni sul mercato, in particolare i classici, non è la prima volta che lo fa! Lo preferisco quando fa delle scelte di campo (anche lontane dalle mie, ma almeno è un consiglio vero). 

Però è anche vero che su certo repertorio classico tedesco (Beethoven per esempio), fa di tutto per evitare i soliti nomi celebri che, evidentemente, detesta. La sua ostilità verso certi direttori, vedi von Karajan, o certi repertori (Boulez, espressionismo tedesco, seconda scuola di Vienna, Darmstadt) è ridicola e ingiustificata. Per esempio, butta Boulez in blocco e poi consiglia delle ciofeche di autori contemporanei, specie statunitensi, che non valgono neppure un'unghia del grande francese e che mai finiranno in repertorio. Fa prima a dire che consiglia a suo gusto. A fare i critici così siamo capaci anche noi. Ha ragione Ives quando scrive che le sue recensioni sono fatte per essere contestate.

E poi ha la fissa per il suono sottile delle orchestre, cristallino e levigato, un po' anonimo, e per le sonorità analitiche con tutti i gruppi strumentali ben separati a prescindere :wacko: Per esempio, adora la New Zealand SO che suona così :wacko:

Cita

Ma questa cosa che Naxos finanzia classicstoday la sapevate? @Ives penso di sì. Ci credo che poi consiglia sempre i loro dischi... 

Si deve pur vivere! :D Altrimenti come fa ad accumulare migliaia di ciddì ? Mica li compra, glieli regalano :rofl:

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22 ore fa, Snorlax dice:

Lasciamo perdere va', io tempo fa per l'ennesima volta mi sono fidato ciecamente e ho comprato la Terza di Mahler Dallas/Litton, aspettandomi l'interpretazione del secolo. Invece mi sono trovato per le mani una lettura qualunque, che al di là di qualche momento, provoca un forte senso di noia. Per carità, suonata benissimo, ma nemmeno la registrazione è così stratosferica come Hurwitz fa credere. Soldi (non pochi) praticamente buttati. Sono stato proprio scemo, perché potevo farmi un'idea su Spotify prima assottigliare le mie già magre finanze...

Anche io ho pestato qualche grosso merdone dandogli credito a prescindere. Una su tutte: la 8a di Mahler con Chailly sul podio, semplicemente orribile (e pure mal registrata, che ne dica). Non è neppure da considerare tra le edizioni migliori in circolazione.

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