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1 ora fa, Ives dice:

5 RIDICOLI box...per varie ragioni: incompletezza, doppioni, veste editoriale, qualità audio, prezzo.

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Per l'ultimo sarà contento @Snorlax😁

Per quanto le solite chiose di Hurwitz riguardo a Furt cominci a trovarle un po' fuoriluogo e mi stiano un po' stufando - ma vabbé, tutti abbiamo le nostre idiosincrasie - sono veramente contento di questa recensione. Perché questo cofanetto a prezzo stellare è il sogno proibito di ogni furtiano. Io stesso, che ho già tutte queste incisioni non solo in doppia copia, ma anche in tripla, quadrupla etc., sbavavo alla sola idea di averlo in discoteca. Alla fine si scopre, ma ciò poteva essere prevedibile, che non è presente un reale miglioramento rispetto ai riversamenti precedenti, ma più che altro si è giocato sulla ingenuità di un certo tipo di pubblico - mi ci metto dentro anch'io - che non vede l'ora di procurarsi la migliore versione possibile di queste antiche registrazioni.

A tal proposito, tra i commenti al video, ce n'è uno molto eloquente:

"I'm a fan of Furtwangler - a critical fan, but a fan nonetheless - and I'm in complete agreement regarding that box set. In fact, I would probably go a step further and posit that the sound is worse than most other releases of the material, save for one recording. The remastering on that set essentially just ups the treble and adds reverb/fake stereo. No thanks. The Bruckner 5th, for instance, sounds immensely better on Testament's issue of the performance. The only truly big improvement over previous releases is the Symphonic Concerto composed by Furt himself, with Edwin Fischer playing. That performance was only available in quite bad sound before, and it seems they got a superior source for this release. That being said it's hardly worth the price, and it's not a composition I care much for anyway".

Insomma, si tratta della stessa sorte che tocca a molte registrazioni storiche: si chiamano i tecnici di turno che pompano alti e bassi e aggiungono un po' di riverberazione, dando la (falsa) idea di una maggiore ariosità di suono, snaturando così ancor di più registrazioni già di per se non proprio attendibili sotto il profilo fonico. Aggiungiamo poi una presentazione da tre stelle Michelin e il gioco è fatto: una buona esca da svariate centinaia di euro per attirare un buon numero di tromboni. :cat_angry:<_<

 

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1 ora fa, Snorlax dice:

Per quanto le solite chiose di Hurwitz riguardo a Furt cominci a trovarle un po' fuoriluogo e mi stiano un po' stufando - ma vabbé, tutti abbiamo le nostre idiosincrasie - sono veramente contento di questa recensione. Perché questo cofanetto a prezzo stellare è il sogno proibito di ogni furtiano. Io stesso, che ho già tutte queste incisioni non solo in doppia copia, ma anche in tripla, quadrupla etc., sbavavo alla sola idea di averlo in discoteca. Alla fine si scopre, ma ciò poteva essere prevedibile, che non è presente un reale miglioramento rispetto ai riversamenti precedenti, ma più che altro si è giocato sulla ingenuità di un certo tipo di pubblico - mi ci metto dentro anch'io - che non vede l'ora di procurarsi la migliore versione possibile di queste antiche registrazioni.

A tal proposito, tra i commenti al video, ce n'è uno molto eloquente:

"I'm a fan of Furtwangler - a critical fan, but a fan nonetheless - and I'm in complete agreement regarding that box set. In fact, I would probably go a step further and posit that the sound is worse than most other releases of the material, save for one recording. The remastering on that set essentially just ups the treble and adds reverb/fake stereo. No thanks. The Bruckner 5th, for instance, sounds immensely better on Testament's issue of the performance. The only truly big improvement over previous releases is the Symphonic Concerto composed by Furt himself, with Edwin Fischer playing. That performance was only available in quite bad sound before, and it seems they got a superior source for this release. That being said it's hardly worth the price, and it's not a composition I care much for anyway".

Insomma, si tratta della stessa sorte che tocca a molte registrazioni storiche: si chiamano i tecnici di turno che pompano alti e bassi e aggiungono un po' di riverberazione, dando la (falsa) idea di una maggiore ariosità di suono, snaturando così ancor di più registrazioni già di per se non proprio attendibili sotto il profilo fonico. Aggiungiamo poi una presentazione da tre stelle Michelin e il gioco è fatto: una buona esca da svariate centinaia di euro per attirare un buon numero di tromboni. :cat_angry:<_<

 

Anch'io, confesso, sono spesso caduto nella mania così ben descritta da Hurwitz di accaparrarmi registrazioni storiche - di Furt, o della Callas, o di Casals, o di altri - in varie edizioni all'inseguimento del "Sacro Graal", come dice Hurwitz. Per poi rendermi conto che in effetti per poche migliorie audio la mia valutazione dell'opera non poteva certo risultare sconvolta. Al contrario. Possiedo la Quinta di Bruckner presente nel cofanetto, la acquistai nella prima uscita DG, poi la acquistai nell'edizione Melodyia (che sosteneva di provenire dai nastri originali portati in URSS) e poi ancora nell'edizione Testament. Ebbene secondo me, nonostante tutti i remastering, i nastri originali ecc, la vecchia edizione DG non è stata migliorata in modo sensibile (perché non è migliorabile, e il sacro Graal resterà un miraggio), e anzi sono arrivato perfino all'estremo opposto di considerarla quella che suona più realisticamente, forse perché c'è stata minore "postproduzione".

A ogni modo, appena ho visto il prezzo stellare, una pura e semplice speculazione, ho messo felicemente una croce su quel cofanetto senza alcun rimpianto. Se c'è una possibile obiezione morale da muovere ai Berliner, è questa. Biasimarli perché hanno consentito alla pubblicazione di materiale relativo a un loro storico direttore mi sembra moralistico.

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3 minuti fa, Wittelsbach dice:

Comunque non l’ho detto prima, ma ho forte difficoltà a prendere sul serio uno che si veste in quel modo.

Be', a suo merito, va detto che lui per primo non sembra prendersi troppo sul serio.

Come si dice a Roma: c'ha rinunciato in partenza.

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1 ora fa, giordanoted dice:

Anch'io, confesso, sono spesso caduto nella mania così ben descritta da Hurwitz di accaparrarmi registrazioni storiche - di Furt, o della Callas, o di Casals, o di altri - in varie edizioni all'inseguimento del "Sacro Graal", come dice Hurwitz. Per poi rendermi conto che in effetti per poche migliorie audio la mia valutazione dell'opera non poteva certo risultare sconvolta. Al contrario. Possiedo la Quinta di Bruckner presente nel cofanetto, la acquistai nella prima uscita DG, poi la acquistai nell'edizione Melodyia (che sosteneva di provenire dai nastri originali portati in URSS) e poi ancora nell'edizione Testament. Ebbene secondo me, nonostante tutti i remastering, i nastri originali ecc, la vecchia edizione DG non è stata migliorata in modo sensibile (perché non è migliorabile, e il sacro Graal resterà un miraggio), e anzi sono arrivato perfino all'estremo opposto di considerarla quella che suona più realisticamente, forse perché c'è stata minore "postproduzione".

A ogni modo, appena ho visto il prezzo stellare, una pura e semplice speculazione, ho messo felicemente una croce su quel cofanetto senza alcun rimpianto. Se c'è una possibile obiezione morale da muovere ai Berliner, è questa. Biasimarli perché hanno consentito alla pubblicazione di materiale relativo a un loro storico direttore mi sembra moralistico.

Anch'io la Quinta bruckneriana la posseggo in doppia versione DGG (in doppia copia addirittura, mamma mia) e Testament, e devo dire che in quest'ultima ho notato un certo miglioramento, anche se nulla di miracoloso ovviamente. Alla fine della fiera, se uno partisse da zero, si può tranquillamente accontentare del box DGG, che oltre ad offrire riversamenti affidabili, è anche, tutto sommato, più completo:

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...e questo a circa un quarto del costo del cofanone superlusso marchiato Berliner Philharmoniker. Pazzesco, vorrei capire quanto ha potuto vendere una cosa del genere. -_-

Poi chi, come noi, bazzica in mezzo alle incisioni storiche, sa bene quali case discografiche sono le più affidabili: Testament, Audite, Orfeo, Music & Arts etc.... Non economicissime, ma comunque lontane dall'inutile salasso del suddetto cofanone.

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1 ora fa, giordanoted dice:

Ebbene secondo me, nonostante tutti i remastering, i nastri originali ecc, la vecchia edizione DG non è stata migliorata in modo sensibile (perché non è migliorabile, e il sacro Graal resterà un miraggio), e anzi sono arrivato perfino all'estremo opposto di considerarla quella che suona più realisticamente, forse perché c'è stata minore "postproduzione".

E' proprio così! Ho avuto anni fà la stessa esperienza coi live della Callas... famigerate rimasterizzazioni che altro non erano che equalizzazioni o peggio noise-reductions. Gli unici miglioramenti significativi si hanno quando vengono trovate fonti diverse, esempio la Traviata con Alfredo Kraus di cui ad un certo punto è saltata fuori una ripresa radiofonica ignota fino ad allora, ma sono casi rari.

 

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2 ore fa, Snorlax dice:

 

...e questo a circa un quarto del costo del cofanone superlusso marchiato Berliner Philharmoniker. Pazzesco, vorrei capire quanto ha potuto vendere una cosa del genere. -_-

Poi chi, come noi, bazzica in mezzo alle incisioni storiche, sa bene quali case discografiche sono le più affidabili: Testament, Audite, Orfeo, Music & Arts etc.... Non economicissime, ma comunque lontane dall'inutile salasso del suddetto cofanone.

Ma comunque sempre troppo costose, immoralmente costose, truffaldinamente costose. Finché qualcuno non mi spiega bene - ma proprio bene - quali sono gli effettivi costi di produzione di queste rimasticature foniche basate su registrazioni ormai fuori diritti continuerò a urlare che quelle etichette che hai citato fanno un gioco sporchissimo, una speculazione immonda.  Il minimo che gli auguro è che nessuno ci caschi e non vendano nenche una copia a quei prezzi da usurai. Altre etichette (Naxos, per esempio) dimostrano da anni che si può fare un ottimo lavoro persino senza utilizzare le matrici ma dischi originali in buone condizioni e servendosi dei tecnici migliori (come Mark Obert Thorn) e mantenere comunque i prezzi di vendita piuttosto bassi. Ammettiamo pure che ci sia un costo supplementare per ottenere l'uso delle matrici originali da chi le possiede (e che non crede ai suoi occhi davanti dalla possibilità di spuntare un prezzo buono per materiale che sinora ha ritenuto improduttivo), ma nel frattempo la tecnologia a disposizione e la professionalità dei tecnici sono cresciute a dismisura e i costi di produzione si sono enormemente abbattuti assicurando, al tempo stesso, qualità assai elevata. Ma nel frattempo quelle etichette "ci marciano". Non avranno mai i miei soldi.

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1 ora fa, giobar dice:

Ma comunque sempre troppo costose, immoralmente costose, truffaldinamente costose. Finché qualcuno non mi spiega bene - ma proprio bene - quali sono gli effettivi costi di produzione di queste rimasticature foniche basate su registrazioni ormai fuori diritti continuerò a urlare che quelle etichette che hai citato fanno un gioco sporchissimo, una speculazione immonda.  Il minimo che gli auguro è che nessuno ci caschi e non vendano nenche una copia a quei prezzi da usurai. Altre etichette (Naxos, per esempio) dimostrano da anni che si può fare un ottimo lavoro persino senza utilizzare le matrici ma dischi originali in buone condizioni e servendosi dei tecnici migliori (come Mark Obert Thorn) e mantenere comunque i prezzi di vendita piuttosto bassi. Ammettiamo pure che ci sia un costo supplementare per ottenere l'uso delle matrici originali da chi le possiede (e che non crede ai suoi occhi davanti dalla possibilità di spuntare un prezzo buono per materiale che sinora ha ritenuto improduttivo), ma nel frattempo la tecnologia a disposizione e la professionalità dei tecnici sono cresciute a dismisura e i costi di produzione si sono enormemente abbattuti assicurando, al tempo stesso, qualità assai elevata. Ma nel frattempo quelle etichette "ci marciano". Non avranno mai i miei soldi.

Per certi versi hai ragione, mi dimentico sempre che stiamo parlando di vecchie registrazioni fuori diritti, per cui i costi spesso un po' troppo alti. C'è da dire che quella che se la tira di più è proprio Testament: nonostante la qualità del loro lavoro, il prezzo è veramente molto alto e il loro materiale non è nemmeno presente sulle piattaforme (legali) di condivisione musicale tipo Spotify etc. Orfeo e M&A hanno prezzi un po' più abbordabili, e non raramente si trovano scontati, per cui è facile portarseli a casa ad una cifra piuttosto modica. Non per salvarle, ma queste ultime due case discografiche - soprattutto M&A - offrono anche un libretto d'accompagnamento particolarmente corposo e approfondito, corredato da veri e propri saggi diretti ad un pubblico specialistico. A esempio, ricordo delle vecchie incisioni anteguerra del giovane Jochum dove si offriva una analisi quasi battuta per battuta dell'interpretazione proposta, rapportandola alle più tarde incisioni del direttore tedesco. Probabilemente questo non basta a giustificare certi costi, tuttavia bisogna tener conto che si parla di "articoli", che, considerati separatamente, non sarebbe facile trovare aggratis (ed è giusto così, perché gli studi si pagano).

Audite non offre tutto questo corredo librettistico, ma ha dalla sua una resa fonica veramente eccezionale: rispetto a precedenti riversamenti la differenza è senz'altro notevole. Quello che io non giustifico, è, piuttosto la politica di continuare a grattare il fondo del barile proponendo continuamente il live o una presa radiofonica ripescata nei meandri di chissà che cosa, e spacciandola come superba intepretazione rivelatoria di questo o quest'altro interprete. Ovviamente all'inizio ci si casca - io ci sono cascato - ma prima o poi ci si rende conto che è meglio uscire da un giro simile - questo sì, veramente truffaldino - in cui a prezzi nient'affatto economici vengono rilasciate raschiature di barile. Poi, per carità, l'eccezione e la sorpresa possono capitare, ma sulla mia pelle ho sperimentato che sono avvenimenti che accadono molto sporadicamente.

 

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8 minuti fa, il viandante del sud dice:

This year I became a committed Baxian (tr: quest'anno sono diventato un baxiano convinto)

Ma poi passa, come tutte le malattie di stagione :spiteful:

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Una IDEALE rassegna di incisioni operistiche wagneriane...

Olandese) Klemperer (EMI)

Tannhauser) Solti (Decca)

Lohengrin) Kempe (EMI)

Oro del Reno) Karajan (DG)

Valchirie) Leinsdorf (Decca)

Sigfrido) Solti (Decca)

Crepuscolo) Bohm (Philips/Decca)

Tristano) Bohm (DG)

Maestri Cantori) Kubelik (Arts Music)

Parsifal) Knappertsbusch (Philips/Decca)

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8 ore fa, Ives dice:

Una IDEALE rassegna di incisioni operistiche wagneriane...

Olandese) Klemperer (EMI)

Tannhauser) Solti (Decca)

Lohengrin) Kempe (EMI)

Oro del Reno) Karajan (DG)

Valchirie) Leinsdorf (Decca)

Sigfrido) Solti (Decca)

Crepuscolo) Bohm (Philips/Decca)

Tristano) Bohm (DG)

Maestri Cantori) Kubelik (Arts Music)

Parsifal) Knappertsbusch (Philips/Decca)

No vabbè la parte sul Tristan e la Liebesnacht (“I totally lost it”) è comedy di altissimo livello, non ridevo tanto da un pezzo.... grandissimo Dave! 

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Il Bach corale, una IDEALE rassegna di incisioni CON STRUMENTI ANTICHI...

Magnificat) Christophers (Coro)

Oratorio di Natale) Jacobs (HM)

San Giovanni) Otto (Naxos)

San Matteo) Veldhoven (Channel)

Messa) Hengelbrock (DHM)

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81VDsFd9gdL._SS500_.jpg71lmqIW8DNL._SS500_.jpg

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Non conosco la San Giovanni di Ralf Otto, sul resto posso concordare. Per le Passioni prenderei Jacobs (HM) e per il Magnificat una incisione in parti reali, ad esempio quella stupenda di Philippe Pierlot (Ricercar). Per la Messa Hengelbrock è stupendo, cosi come Jacobs, ancora lui, ristampata dalla Brilliant. Per la San Matteo il mio must resta Herreweghe che è cantata molto meglio, seppur i dischi di Veldhoven sono bellissimi, anche editorialmente dei capolavori (costosi):

71pPfttfC9L._SX522_.jpg

 

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On 22/10/2020 at 16:19, Ives dice:

Il Bach corale, una IDEALE rassegna di incisioni CON STRUMENTI ANTICHI...

Magnificat) Christophers (Coro)

Oratorio di Natale) Jacobs (HM)

San Giovanni) Otto (Naxos)

San Matteo) Veldhoven (Channel)

Messa) Hengelbrock (DHM)

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81VDsFd9gdL._SS500_.jpg71lmqIW8DNL._SS500_.jpg

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Non conosco la San Giovanni di Ralf Otto, sul resto posso concordare. Per le Passioni prenderei Jacobs (HM) e per il Magnificat una incisione in parti reali, ad esempio quella stupenda di Philippe Pierlot (Ricercar). Per la Messa Hengelbrock è stupendo, cosi come Jacobs, ancora lui, ristampata dalla Brilliant. Per la San Matteo il mio must resta Herreweghe che è cantata molto meglio, seppur i dischi di Veldhoven sono bellissimi, anche editorialmente dei capolavori (costosi):

71pPfttfC9L._SX522_.jpg

 

Anche a me piacciono Herreweghe e Jacobs. Gardiner per la Matthäus è stato il mio primo amore, ma ho apprezzato tantissimo anche Suzuki che però non è stato nominato.

Filologisti del forum, che mi dite del direttore giapponese?

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13 ore fa, glenngould dice:

Filologisti del forum, che mi dite del direttore giapponese?

Per me, tecnicamente ineccepibile ma molto poco duttile e "mobile". Lo trovo un pò troppo meccanico e gelido nell'approccio. Non ha quella freschezza, quella limpidezza e quella disinvoltura degli interpreti citati sopra. Prova a confrontare le due messe fatte da lui e da Hengelbrock. Anche le performances dei cantanti mi sembrano inferiori alle versioni di Jacobs, Herreweghe e anche del "vecchio" Gardiner. Anche l'uso del continuo con il cembalo è troppo duro e ferroso, preferisco strumenti dal suono più morbido come organo e liuti, usatissimi da Jacobs. Però, è vero, a molti piace e anche la critica lo ha salutato con gran favore. A me, però, non convince pienamente, ma può piacere senza dubbio, è un musicista dotatissimo e interessante.

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