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2 ore fa, Snorlax dice:

Mah, Ives, io non mi sento di esagerare per niente. Sarà stato pure accademico, ma Glazunov aveva - in generale - una qualità di scrittura per il mezzo orchestrale che Rachmaninov raramente ha esibito. Anzi, sinceramente, l'opera sinfonica del più anziano la trovo di una freschezza che Rach proprio non aveva. Sarò ottuso, ma continuo a non capire come possa rimanere in programma un catafalco come la Seconda sinfonia, per non tirare fuori altri affanni orchestrali. Al contrario due piccoli gioielli come la Quinta e la Settima di Glazunov sembrano essere quasi completamente essere caduti nel dimenticatoio. Per fortuna, discograficamente, non è un compositore così sfortunato. (spero che @Wittelsbach un po' mi supporti ;))

Ultimo dei tanti grandi che si sono cimentati con la Seconda, non ci crederete, è Riccardo Chailly...😮 che pre-covid stava facendo tutto l'ultimo Rach:

 

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36 minuti fa, Majaniello dice:

Ancora? dai ormai è un mezzo vecchio di 15 anni, i tuoi figli non ti hanno insegnato niente... comprati delle casse decenti e vai di streaming! :D

Ma tu gli acquisti li fai a scatola chiusa come 'na volta? 

 

:lol::lol::lol:

In realtà le casse non sono soltanto decenti ma eccellenti e ho anche un ottimo ampli e un buon DAC, che collego al pc per l'ascolto di musica in formato solo digitale. E youtube lo frequento, ma soltanto come una sorta di enciclopedia ma quasi mai per l'ascolto puro e semplice e prolungato. Nemmeno i figli, per la verità, usano youtube per l'ascolto di musica perché preferiscono Spotify. E gli acquisti - la cosa ti sbalordirà - sono per lo più a scatola chiusa, come quando vai al concerto e non puoi sapere da prima se il pianista ha il colpo della strega o il primo corno ha preso una sbornia. Diciamo che mi piace l'effetto sorpresa.

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1 ora fa, Ives dice:

Una IDEALE integrale sinfonica beethoveniana...

1) Jarvi (RCA)

2) Barenboim (Warner)

3) Honeck (Reference Recordings)

4) Jochum/Berlin (DG)

5) Markevitch (DG)

6) Klemperer (EMI)

7) Szell (Sony)

8)Kletzki (Supraphon)

9) Schmidt-Isserstedt (Decca)

Hurwitz ha calato la maschera. E' un troll, vuole smuovere le acque "e vedere di nascosto l'effetto che fa" (cit.).

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1 ora fa, Ives dice:

Una IDEALE integrale sinfonica beethoveniana...

1) Jarvi (RCA)

2) Barenboim (Warner)

3) Honeck (Reference Recordings)

4) Jochum/Berlin (DG)

5) Markevitch (DG)

6) Klemperer (EMI)

7) Szell (Sony)

8)Kletzki (Supraphon)

9) Schmidt-Isserstedt (Decca)

Scelte plausibili tranne la 2 di Barenboim! Come una sinfonia così briosa? Di DB è bella la pastorale (lettura tradizionalissima ovviamente). Strano manchi Mackerras, una fissa di Hurwitz. Ricordo pure che era il Beethoven preferito dal nostro Alucard.

48 minuti fa, giobar dice:

:lol::lol::lol:

In realtà le casse non sono soltanto decenti ma eccellenti e ho anche un ottimo ampli e un buon DAC, che collego al pc per l'ascolto di musica in formato solo digitale. E youtube lo frequento, ma soltanto come una sorta di enciclopedia ma quasi mai per l'ascolto puro e semplice e prolungato. Nemmeno i figli, per la verità, usano youtube per l'ascolto di musica perché preferiscono Spotify. E gli acquisti - la cosa ti sbalordirà - sono per lo più a scatola chiusa, come quando vai al concerto e non puoi sapere da prima se il pianista ha il colpo della strega o il primo corno ha preso una sbornia. Diciamo che mi piace l'effetto sorpresa.

Vero, tendenzialmente anche io preferisco Spotify, la qualità audio è migliore, su youtube però a volte ci sono cose che non trovi su Spoty (e viceversa). 

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14 ore fa, Majaniello dice:

Scelte plausibili tranne la 2 di Barenboim! Come una sinfonia così briosa? Di DB è bella la pastorale (lettura tradizionalissima ovviamente). Strano manchi Mackerras, una fissa di Hurwitz. Ricordo pure che era il Beethoven preferito dal nostro Alucard.

Più che altro l'IDEALE gli serve per menzionare alcune letture di valore, anche diversissime come approccio, che a lui piacciono molto. Mackerras è citato tra le integrali singole. Entrambe le integrali gli piacciono ma lui preferisce quella in studio della EMI con l'orchestra di Liverpool (senza dubbio molto bella, decisamente già hip-oriented e l'orchestra dal suono provinciale rende benissimo sotto la guida di Mackerras), rispetto a quella Hyperion live (con la SCO e ottoni d'epoca). Io invece preferisco quest'ultima 😁 seppur con maggior imperfezioni tecniche (la Nona però è di routine in entrambe, peccato). Ho sentito in questi giorni Kletzki e non mi piace, approccio molto vecchio stile con "orchestrona" e suono scurissimo, non mi sembra neanche questo mostro di fraseggiatore, spesso sciatto e piatto, un flop. Isserstedt lo stesso, routine di lusso e stop, dirige il traffico e bon. Ha però quattro grandissimi cantanti nel finale con coro, forse il miglior quartetto mai assemblato e tutta la pagina riesce a meraviglia. Ma un pò troppo poco. Barenboim, se piace l'approccio dei vecchi tempi, è suonato divinamente bene e anche con grande impeto. Cosi come Honeck che però tiene tempi più serrati.

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Beh Snorlax e Ives, su Glazunov... avete ragione entrambi, secondo me!

Conosco tutta la sua produzione per orchestra, ed è sicuramente accademica. Ciononostante, aveva il pregio della varietà e di una certa sensibilità coloristica.

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Le IDEALI Londinesi di Haydn, tra classici, vecchie incisioni e hip di 30 anni fa...recenti solo 2 versioni.

93) Szell (Sony)

94) Bruggen (Philips/Decca)

95) Jochum (DG)

96) Goberman (Sony)

97) Van Zweden (Exton)

98) Davis (Philips/Decca)

99) Bernstein (Sony)

100) Scherchen (Westminster)

101) Beecham (EMI)

102) Klemperer (EMI)

103) Harnoncourt (Teldec)

104) McGegan (PBO)

Integrale: il classico dei classici Dorati (Decca)

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16 ore fa, superburp dice:

Mi pare che Hurwitz apprezzi molto Schmidt-Isserstedt... Io, da quel poco che ho sentito, non lo trovo granchè (ricordo i noiosi concerti di Beethoven con Backhaus).

Non complessivamente, qualche disco singolo si. Anche a me è sempre suonato come un interprete grigissimo. Se fa bene, è routine.

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Famoso anche il suo Idomeneo con Gedda, ma la concertazione è pesantissima e "impiegatizia".

Per una Nona "storica" io avrei detto Fricsay (DG) senza ombra di dubbio.

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Il Bach corale, una IDEALE rassegna di incisioni CON STRUMENTI MODERNI.

Magnificat) Barenboim (EMI)

Messa) Richter/1961 (Archiv)

Oratorio di Natale) Jochum (Philips/Decca)

San Giovanni) Schreier (Philips/Decca)

San Matteo) Klemperer (EMI)

Per chi volesse un cofanetto onnicomprensivo: Schreier (Decca)

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Non concordo del tutto. Cioè ok Schreier, anche se la direzione è molto scolastica e "pulitina" ma quantomeno stilisticamente plausibile (tutto ben registrato, ottimo coro, cantanti esperti del repertorio e la Staatskapelle che fa un vellutato tappeto sonoro). Aggiungerei però Helmuth Rilling, inopinatamente dimenticato, più nei vivi dischi editi dalla Hanssler che in quelli della Sony comunque buoni, almeno per la Messa, e toglierei di mezzo sia Richter che Otto Klemperer, che è per me ormai inascoltabile in questo repertorio (Hurwitz dice di non gradire proprio le Passioni, certo che con l'approccio letargico di Klemperer dubito possa cambiare idea! Un'incisione certamente leggendaria, ma sulla quale ho sempre nutrito tantissimi dubbi di natura proprio tecnica, a cominciare dal berciante Evangelista di Pears, al continuo pasticciato, alla presa di suono non ottimale e alla fatica di molti cantanti nel seguire i tempi larghissimi di Klemperer). Per la San Matteo in versione tardo-romantica, un mio vecchio pallino è George Solti (Decca): c'è il passo teatrale e l'atletismo del miglior Solti, la perizia tecnica degli strumentisti della CSO, un coro perfetto e un cast buonissimo con la stupenda coppia Blochwitz/Bar una spanna sopra gli altri. Ma a questo punto, se proprio bisogna scegliere tra strumenti moderni, mi butterei sul solido "artigianato" di kapellmeister Eugen Jochum, che aveva in quegli anni una grande frequentazione con il Bach corale (con una maggior qualità plastica dello strumentale e una narrazione più fluida del collega ma non meno drammatica). Di contro, anche le puntate bachiane di Chailly a Lipsia (Decca) non sono affatto malvagie, l'approccio è molto hip-oriented seppur con strumenti moderni.

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12 ore fa, Ives dice:

Il Bach corale, una IDEALE rassegna di incisioni CON STRUMENTI MODERNI.

Premetto che non l'avessi ascoltata non l'avrei mai detto, quindi capirei eventuali pregiudizi, ma questo va visto... un consiglio di Ives peraltro:

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Si può restare nel solco di una certa tradizione patinata facendo qualcosa di interessante e attuale.

Mentre per ciò che riguarda il classicismo ho tanti riferimenti pre-filologici, nel barocco non riuscirei a consigliare nulla di completamente tradizionale; per me, cresciuto negli anni '90, le incisioni "storiche" sono queste:

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Che poi, ogni tanto lo si dimentica, Bruggen, Leonhardt e co. sono della stessa generazione di Rilling, Schreier e dello stesso Karl Richter, di soli 3 anni più vecchio di Harnoncourt, io li ho sempre considerati direttori profondamente tradizionali. Il vero salto verso una dimensione del barocco più "da porta accanto" arriva con la generazione dei '40 (i Pinnock, Gardiner, Koopman, Christie ecc), la prima che si possa definire anche filosoficamente informata. Più che di strumenti antichi o moderni ragionerei quindi in termini di pensiero dell'interprete (purtroppo sul sito di Hurwitz non ho mai letto ragionamenti di questo genere, ci si limita sempre all'analisi del "prodotto").

PS: ora arriverà @Snorlax con Mengelberg e non ce ne sarà più per nessuno :D 

edit: aggiungo che anche il discorso generazionale è una semplificazione che vede diverse sfumature, Herreweghe per esempio lo vedo più legato alla tradizione rispetto ai suoi coetanei, lo stesso potrei dire di Suzuki (e nella sacra può non essere un limite necessariamente, anzi). 

 

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Una IDEALE integrale dei concerti per piano di Beethoven...

1) Michelangeli/Giulini (DG)

2) Argerich/Sinopoli (DG)

3) Fischer/Fricsay (DG)

4) Moravec/Turnovsky (VAI)

5) Bronfman/Zinman (Arte Nova)

Per la trascrizione del concerto per violino: Berezovsky/Dausgaard (Simax)

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13 ore fa, Majaniello dice:

Premetto che non l'avessi ascoltata non l'avrei mai detto, quindi capirei eventuali pregiudizi, ma questo va visto... un consiglio di Ives peraltro:

Si può restare nel solco di una certa tradizione patinata facendo qualcosa di interessante e attuale.

Non l'ho citato perchè trattasi di DVD, comunque ci può stare benissimo, e c'è anche la San Giovanni:

https://www.berliner-philharmoniker-recordings.com/rattle-sellars-johannes-passion.html

Comunque, Rattle le ha fatte in concerto anche con strumenti antichi con la OAE con cui collabora spesso. Forse venendo dalla musica contemporanea è più avvezzo alla sperimentazione. La distinzione tra strumenti moderni e antichi credo sia adottata per motivi di praticità. E' schematica e la comprendono tutti. Certo che per dire tra Leonhardt e Christie c'è un abisso, pur essendo sulla carta entrambi hip, come fai giustamente rilevare.

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14 ore fa, Majaniello dice:

P.S. ora arriverà @Snorlax con Mengelberg e non ce ne sarà più per nessuno :D 

Infatti ora vi beccate le mie personali references, da vero trombone, non da un dilettante quale Hurwitz:P. Accolgo la sua sfida di non ripetere alcun interprete:

  • Magnificat: Karl Richter (Archiv) [così i richteriani sono contenti:D]:
  • Messa in si minore: Otto Klemperer (EMI)
  • Oratorio di Natale: Sir Philip Ledger (EMI)
  • Passione secondo Giovanni: Eugen Jochum (Philips)
  • Passione secondo Matteo: Willem Mengelberg (Naxos)
On 8/10/2020 at 17:30, Ives dice:

Una IDEALE integrale sinfonica beethoveniana...

1) Jarvi (RCA)

2) Barenboim (Warner)

3) Honeck (Reference Recordings)

4) Jochum/Berlin (DG)

5) Markevitch (DG)

6) Klemperer (EMI)

7) Szell (Sony)

8)Kletzki (Supraphon)

9) Schmidt-Isserstedt (Decca)

Stanotte non sono riuscito a dormire e così vi propongo la mia personale lista beethoveniana - che per molti di voi sarà scontatissima - sempre secondo i criteri del nostro Hurwitz. E' stato molto difficile fare una simile scrematura (e sicuramente avrò trascurato qualcuno), ma ecco qua:

  • Prima: NDR Sinfonieorchester/Gunter Wand (RCA) [intendo la registrazione live anni '90, non quella del precedente ciclo]
  • Seconda: Wiener Philharmoniker/Karl Bohm (DGG)
  • Terza: BBC Symphony Orchestra/ Sir John Barbirolli (EMI)
  • Quarta: Wiener Philharmoniker/Leonard Bernstein (DGG)
  • Quinta: Berliner Philharmoniker/Eugen Jochum (M&A) [registrazione radiofonica del 1945, non facente parte dei successivi cicli]
  • Sesta: Los Angeles Philharmonic/Carlo Maria Giulini (DGG)
  • Settima: Concertgebouw/Willem Mengelberg (Philips)
  • Ottava:Berliner Philharmoniker/André Cluytens (EMI)
  • Nona: Berliner Philharmoniker/Wilhelm Furtwangler (M&A) [live marzo 1942]
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1 ora fa, Snorlax dice:
  • Passione secondo Matteo: Willem Mengelberg (Naxos)

 

Eccallà 😁

Però mi pare di ricordare che avesse dei tagli, come quella di Furt, quindi nel caso urgerebbe un'integrazione ai consigli.

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3 ore fa, Ives dice:

Eccallà 😁

Però mi pare di ricordare che avesse dei tagli, come quella di Furt, quindi nel caso urgerebbe un'integrazione ai consigli.

Sì, in effetti ci sono dei tagli, anche draconiani, soprattutto nell'ultima parte. Anche Furt fa dei tagli, anche meno se un po' meno consistenti.

Come alternative direi sempre Jochum (Philips) o Klemperer (EMI). Comunque, per la mia visione estetica, Mengelberg è irraggiungibile. C'è poi il valore aggiunto dell'Evangelista di Karl Erb, che, nonostante una vocalità non del tutto intatta, ritaglia una performance di enorme impatto emotivo. Di seguito posto un celebre recitativo come esempio; da brividi il connubio tra il grido di dolore di Erb e la drammaticissima orchestra di Mengelberg:

 

 

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5 ore fa, Snorlax dice:

 

  • Prima: NDR Sinfonieorchester/Gunter Wand (RCA) [intendo la registrazione live anni '90, non quella del precedente ciclo]
  • Seconda: Wiener Philharmoniker/Karl Bohm (DGG)
  • Terza: BBC Symphony Orchestra/ Sir John Barbirolli (EMI)
  • Quarta: Wiener Philharmoniker/Leonard Bernstein (DGG)
  • Quinta: Berliner Philharmoniker/Eugen Jochum (M&A) [registrazione radiofonica del 1945, non facente parte dei successivi cicli]
  • Sesta: Los Angeles Philharmonic/Carlo Maria Giulini (DGG)
  • Settima: Concertgebouw/Willem Mengelberg (Philips)
  • Ottava:Berliner Philharmoniker/André Cluytens (EMI)
  • Nona: Berliner Philharmoniker/Wilhelm Furtwangler (M&A) [live marzo 1942]

Devo ammettere che è molto più sensata della lista di Hurwitz, dove mi sembravano esecuzioni un po' prese a caso (magari pure belle eh). Qui ci vedo una ratio molto chiara nelle scelte. Ma il Beethoven di Barbirolli com'è? 

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Credevate che fosse finita con Brahms e invece...

Una IDEALE integrale sinfonica brahmsiana (con le serenate e le overtures)

1) Klemperer (EMI)

2) Walter (Sony)

3) Wand (RCA)

4) Stokowski (Sony)

Serenate) Mackerras (Telarc) - Belohlavek (Supraphon)

Variazioni sul tema di Haydn) Jochum (DGG)

Accademica) Bernstein (Sony)

Tragica) Ancerl (Supraphon)

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Froberger, Biber e CPE Bach: tre lavori "a programma" ante-litteram che descrivono un incidente in barca (Suite), una battaglia (Battalia) e una discussione tra personalità allegre e malinconiche (Trio Sonata "Sanguineus und Melancholicus").

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Anche Blomstedt ha i suoi flop, di recentissima pubblicazione (Pentatone). La faccia disperata di Hurwitz dice tutto...😁

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Di contro, i CD brahmsiani anni '80 (ma del Brahms corale) del direttore americano, non erano affatto male, anzi:

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3 ore fa, Ives dice:

Anche Blomstedt ha i suoi flop, di recentissima pubblicazione (Pentatone). La faccia disperata di Hurwitz dice tutto...😁

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Vado contro corrente, altri flop di Blomstedt: il disco hindemithiano con Sinfonia Serena e Sinfonia Die Harmonie der Welt. Pesantissime. 

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On 12/10/2020 at 17:05, Majaniello dice:

Devo ammettere che è molto più sensata della lista di Hurwitz, dove mi sembravano esecuzioni un po' prese a caso (magari pure belle eh). Qui ci vedo una ratio molto chiara nelle scelte. Ma il Beethoven di Barbirolli com'è? 

Mah, in due parole e tentando di darti un'idea, è un ottimo precursore rispetto alle performances di Giulini. Pur mostrando una certa libertà agogica, non siamo troppo vicini al titanismo di un Furt et similia: l'approccio di Barbirolli denota una importante vena lirica, all'insegna di una visione profondamente umanista di quest'opera. Orchestra dal suono imponente, ma molto diversa dal timbro massiccio e quasi bronzeo di tradizione tedesca, al contrario si può persino parlare di una certa trasparenza, con grande evidenza del settore dei fiati, dal suono alquanto chiaro, come da costume britannico. I tempi sono molto ampli, ma gestiti benissimo, credo che la Marcia funebre - che supera di 18 minuti - sia una delle più emozionanti di tutta la discografia. A suo modo, un unicum. Comunque, puoi fartene un'idea tu stesso, se ne hai voglia:

 

 

 

On 13/10/2020 at 09:55, Ives dice:

Credevate che fosse finita con Brahms e invece...

Una IDEALE integrale sinfonica brahmsiana (con le serenate e le overtures)

1) Klemperer (EMI)

2) Walter (Sony)

3) Wand (RCA)

4) Stokowski (Sony)

Serenate) Mackerras (Telarc) - Belohlavek (Supraphon)

Variazioni sul tema di Haydn) Jochum (DGG)

Accademica) Bernstein (Sony)

Tragica) Ancerl (Supraphon)

Sono molto contento che abbia citato la Quarta di Stokowski, incisione che anche io amo tantissimo, quasi strabordante nella sua frenesia. Stoki ha inciso anche una delle mie Prime di riferimento, ossia uno scatenato live con i London Symphony (1972), captato meravigliosamente dai tecnici Decca e disponibile nella serie Phase4 Stereo.

Per quel che riguarda le Haydn-Variationen, bene Jochum, ma ogni tanto anche Hurwitz dovrebbe vincere i suoi pregiudizi e guardare a Furtone che ha lasciato l'incisione capolavoro - per me, s'intende - di quest'opera, in un' inedita accoppiata con la NDR di Amburgo (con cui, tra l'altro, v'è pure un'eccellente Prima).

 

...spero che almeno @superburp mi dia ragione!:D

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Una IDEALE integrale dei concerti per piano di WAM...

5) Levin/Hogwood (Decca)

6) Ashkenazy (Decca)

8)Kempff/Leitner (DGG)

9) Andsnes (EMI)

11) Bilson/Gardiner (Archiv)

12) Zacharias/Maksymiuk (Warner)

13) Perahia (Sony)

14) Peter Serkin/Schneider (RCA)

15) Casadesus/Szell (Sony)

16) Peter Serkin/Schneider (RCA)

17) Schiff/Vegh (Decca)

18) Anda (DGG)

19) Haskil/Markevitch (DGG)

20) Brendel/Mackerras (Decca)

21) Fischer/Sawallisch (EMI)

22) Buchdinder (Profil)

23) Moravec/Marriner (Hanssler)

24) Uchida/Tate (Decca)

25) Fleisher/Szell (Sony)

26) Vasary (DGG)

27) Goode (Nonesuch)

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5 ore fa, Ives dice:

Una IDEALE integrale dei concerti per piano di WAM...

5) Levin/Hogwood (Decca)

6) Ashkenazy (Decca)

8)Kempff/Leitner (DGG)

9) Andsnes (EMI)

11) Bilson/Gardiner (Archiv)

12) Zacharias/Maksymiuk (Warner)

13) Perahia (Sony)

14) Peter Serkin/Schneider (RCA)

15) Casadesus/Szell (Sony)

16) Peter Serkin/Schneider (RCA)

17) Schiff/Vegh (Decca)

18) Anda (DGG)

19) Haskil/Markevitch (DGG)

20) Brendel/Mackerras (Decca)

21) Fischer/Sawallisch (EMI)

22) Buchdinder (Profil)

23) Moravec/Marriner (Hanssler)

24) Uchida/Tate (Decca)

25) Fleisher/Szell (Sony)

26) Vasary (DGG)

27) Goode (Nonesuch)

E accipicchia che listone. Sembra quasi una discografia.

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8 ore fa, Snorlax dice:

Mah, in due parole e tentando di darti un'idea, è un ottimo precursore rispetto alle performances di Giulini. Pur mostrando una certa libertà agogica, non siamo troppo vicini al titanismo di un Furt et similia: l'approccio di Barbirolli denota una importante vena lirica, all'insegna di una visione profondamente umanista di quest'opera. Orchestra dal suono imponente, ma molto diversa dal timbro massiccio e quasi bronzeo di tradizione tedesca, al contrario si può persino parlare di una certa trasparenza, con grande evidenza del settore dei fiati, dal suono alquanto chiaro, come da costume britannico. I tempi sono molto ampli, ma gestiti benissimo, credo che la Marcia funebre - che supera di 18 minuti - sia una delle più emozionanti di tutta la discografia. A suo modo, un unicum. Comunque, puoi fartene un'idea tu stesso, se ne hai voglia:

 

 

 

Sono molto contento che abbia citato la Quarta di Stokowski, incisione che anche io amo tantissimo, quasi strabordante nella sua frenesia. Stoki ha inciso anche una delle mie Prime di riferimento, ossia uno scatenato live con i London Symphony (1972), captato meravigliosamente dai tecnici Decca e disponibile nella serie Phase4 Stereo.

Per quel che riguarda le Haydn-Variationen, bene Jochum, ma ogni tanto anche Hurwitz dovrebbe vincere i suoi pregiudizi e guardare a Furtone che ha lasciato l'incisione capolavoro - per me, s'intende - di quest'opera, in un' inedita accoppiata con la NDR di Amburgo (con cui, tra l'altro, v'è pure un'eccellente Prima).

 

...spero che almeno @superburp mi dia ragione!:D

Che domande :D. Anzi, ti devo tirare le orecchie perchè lo hai citato troppe poche volte tra i tuoi riferimenti :lol:. Per punizione dovrai ascoltare l'integrale beethoveniana di Maximianno Cobra :spiteful:.

P.S.: Scherzi a parte, sono contento che anche tu apprezzi Barbirolli. In Beethoven non credo di conoscerlo, devo controllare tra i cd. Proverò ad ascoltare quell'Eroica che dici. Comunque è nel complesso un gran direttore nel repertorio in cui l'ho ascoltato (Mahler essenzialmente ed anche Bruckner, ricordo una bellissima terza).

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