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Hurwitz & co.


Majaniello

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Il ciclo sinfonico dvorakiano IDEALE:

Symphony No. 1 “The Bells of Zlonice” (Kertesz/Decca)

Symphony No. 2 (Suitner/Berlin Classics)

Symphony No. 3 (Pešek/Erato)

Symphony No. 4 (Kubelik/DG)

Symphony No. 5 (Rowicki/Decca)

Symphony No. 6 (Ancerl/Supraphon)

Symphony No. 7 (Neumann/Supraphon—digital)

Symphony No. 8 (Karajan/Vienna/Decca)

Symphony No. 9 “From the New World” (Bernstein/Sony)

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On 3/11/2022 at 16:25, Ives dice:

I meravigliosi concerti di Telemann per strumenti a fiato (box La Stagione/Koln/Schneider/CPO).

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Ho tutti i dischi della serie e sono davvero bellissimi: interpretazioni spumeggianti, vive, divertenti ma senza alcun eccesso fastidioso. Il box si trova a ottimo prezzo su JPC e ne vale la pena.

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On 4/11/2022 at 11:40, Ives dice:

Symphony No. 4 (Kubelik/DG)

Davvero non capisco Dave... sul sito offre anche spunti interessanti, poi quando fa questi video minestrone butta dentro i soliti consigli istituzionali. 

Mi pare che lui stesso abbia elogiato questa che in effetti, se proprio si muore dalla voglia di ascoltare questa sinfonia, è eccellente:

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On 4/11/2022 at 11:40, Ives dice:

Symphony No. 5 (Rowicki/Decca)

Symphony No. 6 (Ancerl/Supraphon)

Rowicki troppo veloce! (per dirlo io...). Io vado contro Hurwitz, a me piace molto l'approccio soft-handed intriso di lirismo presente qui:

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belle anche le versioni di queste sinfonie incise da Suitner, mi pare recensite pure dal grande Wittelsbach. La 6 in particolare è diventata la mia sinfonia di Dvorak preferita  (ottimi temi, contrappunto, trombonismo al minimo), assieme alla 7, e io si sa non amo particolarmente quest'autore.

On 4/11/2022 at 11:40, Ives dice:

Symphony No. 7 (Neumann/Supraphon—digital)

Un tempo promuoveva lo Neumann analogico... le ascoltai entrambe e sentenziai che aveva ragione, la magia dell'edizione analogica non si ripeteva nel remake digitale (non so perchè ha cambiato idea). Per intenderci mi riferisco a questo:

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credo parte dell'integrale in analogico che è pure stata ristampata non molto tempo fa. Tra le edizioni "occidentali" mi piace Monteux (lo so una mia fissazione), ma il buon vecchio Ives mi suggerì Davis che è pure buona. Ma di queste ultime sinfonie ce n'è un botto: Dorati, Dohnányi, Szell, Flor più recente ecc. 

On 4/11/2022 at 11:40, Ives dice:

Symphony No. 8 (Karajan/Vienna/Decca)

Se devo scegliere un'edizione mainstream prendo quella luminosa e dinamica di Mehta, consiglio di Snorlino mi pare (è lui il fissatone di Mehta). La verità è che ho sempre maldigerito questa sinfonia finchè non ho ascoltato certe registrazioni storiche della Filarmonica Ceca, Talich ma anche Stupka... siccome si sentono male, rimane il classico, anche se con la LSO che non è la stessa cosa:

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Hurwitz sottolinea, a ragione, come il finale (che è la parte che amo) in quest'edizione abbia un carattere rustico che non ha eguali nella discografia, sembra proprio una danza contadina! 

La 9 non mi piace granchè, troppo trombona e troppo sputtanata. Poi ci sono mille edizioni di cui ne conoscerò il 10% quindi passo.

 

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Se piace Kubelik, non c'è motivo di preferire una sola sinfonia di Dvorak, la sua integrale con i Berliner è tutta di livello altissimo. Anche Neumann e Kertesz sono ottimi. Mi sorprende (ma fino a un certo punto) che DH non abbia citato Neeme Jarvi, che pure è uno dei direttori di cui parla sempre bene, in nessuna sinfonia dell'autore boemo, proprio lui che le ha incise tutte per la Chandos con la Scottish National Orchestra (ed è una grandissima integrale pure quella).

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8 minuti fa, Florestan dice:

Se piace Kubelik, non c'è motivo di preferire una sola sinfonia di Dvorak, la sua integrale con i Berliner è tutta di livello altissimo. Anche Neumann e Kertesz sono ottimi. Mi sorprende (ma fino a un certo punto) che DH non abbia citato Neeme Jarvi, che pure è uno dei direttori di cui parla sempre bene, in nessuna sinfonia dell'autore boemo, proprio lui che le ha incise tutte per la Chandos con la Scottish National Orchestra (ed è una grandissima integrale pure quella).

A me sorprende che non abbia citato Mackerras, che è uno specialista del repertorio e che lui ha indicato essere il suo direttore preferito. Tra l'altro nel sito ne parla ovviamente molto bene. 

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9 minuti fa, Majaniello dice:

A me sorprende che non abbia citato Mackerras, che è uno specialista del repertorio e che lui ha indicato essere il suo direttore preferito. Tra l'altro nel sito ne parla ovviamente molto bene. 

Sono le dimenticanze tipiche del buon David, e che avrebbero urtato molto Monsieur Croche.

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Rilievi che ci stanno, quelli di Maja, però è pur vero che sono tutti dischi apprezzati da Hurwitz. Dovrebbe fare dei video di due ore...Forse, voleva fare un video con scelte più mainstream e per i neofiti, anche se la Supraphon non è molto reperibile fisicamente (e spesso a prezzi folli). Ad esempio, per una intro per me può bastare questo, francamente:

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On 7/11/2022 at 14:37, Ives dice:

Le 8 sinfonie del tardo-romantico svizzero Hans Huber. @Wittelsbach

Symphonies Nos. 1 - 8 (Weigle, Stuttgart Po) by Hans Huber (2002-11-13)

 

E infatti le ho. Tutto il box, preso nell’era ante-Spotify. Huber è uno di quelli che chiamo “compositori Spotify”: ossia, che val la pena di ascoltare ma senza comprare il disco, perché difficilmente li risentirai con continuità.

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On 7/11/2022 at 08:07, Ives dice:

Rilievi che ci stanno, quelli di Maja, però è pur vero che sono tutti dischi apprezzati da Hurwitz. Dovrebbe fare dei video di due ore...Forse, voleva fare un video con scelte più mainstream e per i neofiti, anche se la Supraphon non è molto reperibile fisicamente (e spesso a prezzi folli). Ad esempio, per una intro per me può bastare questo, francamente:

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Ottime segnalazioni per cominciare.

Rilancio con queste:

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Box Naxos con concerti e opere per piano di John Field, affidate a Benjamin Frith. Artista di transizione fra lo stile classico e il romanticismo, ma anche fra il fortepiano e il pianoforte, anticipò alcune tendenze pre-romantiche nel quinto concerto L'incendie par l'Orage. Anche il settimo è interessante (costruito con una struttura a pannelli e un pò pre-lisztiano), dal sapore schumanniano, è una delle sue cose più mature. Chopin gli deve sicuramente molto. Da segnalare anche l'integrale Chandos con lo specialista irlandese O'Rourke (ha inciso anche i Nocturnes di cui Field è un pò l'inventore) e Bamert sul podio (con strumenti antichi):

Field, J.: Piano Concertos Nos. 1-7 (O'Rourke) - Album by John Field,  Miceal O'Rourke | Spotify

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