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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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L'algoritmo di YouTube consiglia i 24 Capricci (in realtà all'origine Cadenze per Concerti per violino) di Pietro Antonio Locatelli, ed in effetti mi paiono molto interessanti:

A quanti debba controdediche.

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Coates: Symphony No.10 "Drones of Druids on Celtic Ruins" (1989)

CalArts Orchestra diretta da Susan Allen

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ciao a tutti! mamma mia, il forno crematorio proprio 😞

 

ANNIVERSARI DI IERI

- nel 1886 muore a Bayreuth Franz Liszt
- nel 1894 nasce a Krefeld il direttore d'orchestra e compositore Heinz Bongartz
- nel 1962 nasce a Leiden il violista e direttore d'orchestra Jan Willem de Vriend
- nel 1952 nasce a Siegen il violinista e direttore d'orchestra Reinhard Goebel
- nel 1816 muore a Donaueschingen il compositore, oboista, violoncellista e gambista Josef Fiala
- nel 1847 nasce a L'Avana il compositore Ignacio Cervantes

 

ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 1973 muore a Treviso il compositore Gian Francesco Malipiero
- nel 1997 muore a Mosca Svjatoslav Richter
- nel 1858 nasce a Vienna il compositore e organista Hans Rott
- nel 1941 nasce a Igualada il gambista, direttore d'orchestra, violoncellista e musicologo Jordi Savall

__________________________

 

 

composizione del 1867, da un originale per pianoforte, trio aggiunto

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ciao a tutti!

ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 1891 nasce a Barnes il compositore Arthur Bliss
- nel 1921 muore a Napoli il tenore Enrico Caruso
- nel 1945 muore a Roma Pietro Mascagni
- nel 1945 muore a Berlino il compositore e direttore d'orchestra Emil von Reznicek
- nel 1905 nasce a Monaco di Baviera il compositore Karl Amadeus Hartmann

________________________________

 

 

 

composto nel 1880 per commemorare l'assedio di kars

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10 ore fa, Madiel dice:

1958 !!! :o

A scavare nel passato pre-informato si trovano diverse interpretazioni barocche che sono valide ancora oggi... questi di Dart degli stessi anni hanno una resa molto simile:

ci sono registrazioni successive che sono invecchiate molto peggio, qui invece sembra di sentire l'OAE degli anni '90 o il tuo amato Pinnock!

Qui siamo nell'89 (quindi già in epoca hip) ma le differenze sono minime:

 

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2 ore fa, Majaniello dice:

A scavare nel passato pre-informato si trovano diverse interpretazioni barocche che sono valide ancora oggi... questi di Dart degli stessi anni hanno una resa molto simile:

ci sono registrazioni successive che sono invecchiate molto peggio, qui invece sembra di sentire l'OAE degli anni '90 o il tuo amato Pinnock!

Merito anche dei grandi solisti di quel concerto. Ho sentito il 5° sempre di Paillard, ma qualcosa non andava pur essendo una esecuzione valida. In primis il cembalo in tungsteno dal suono pesante ma un po' debole, forse a causa della ripresa del suono.

Non male l'esecuzione di sopra, la sto ascoltando ora.

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5 minuti fa, Rockmaninov dice:

Ciao ragazzi, chi mi sa dire il pezzo suonato al minuto 8:00 di questo video?
grazie

https://www.youtube.com/watch?v=hN0Whwj2SPM&t=480s

Ciao Rock!!

A me pare proprio questo (posto un altro arrangiamento per pianoforte):

 

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Per ora il primo movimento, ma confesso non mi è piaciuta neanche una nota. Tutta diretta con il freno a mano, estraniante e pesantissima.

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Forse da domani riesco a dedicarmi di nuovo al discorso sull'opera che ho messo in stand-by per mancanza di tempo, nel frattempo ascolto questo:

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Compositore a me ignoto, morto a 30 anni, allievo di Schmitt ma senza il pesantume del suo maestro. Mi ricorda un po' Auric, divertente quindi e con una certa padronanza dei mezzi tecnici. Krivine dirige visceralmente con swing, forse un po' troppo bruscamente, ma con questo caldo va anche bene così.

 

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15 ore fa, Madiel dice:

Per ora il primo movimento, ma confesso non mi è piaciuta neanche una nota. Tutta diretta con il freno a mano, estraniante e pesantissima.

Banalmente:

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Con i Jarvi il divertimento è assicurato.

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7 ore fa, Majaniello dice:

Banalmente:

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Con i Jarvi il divertimento è assicurato.

La mia edizione occidentale preferita è quella di Haitink:

Shostakovich*, Concertgebouw Orchestra*, Bernard Haitink ...

Praticamente perfetto.

 

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Richard Strauss, Sinfonia Domestica, Los Angeles Philharmonic Orchestra, Zubin Mehta

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Il colpevole torna sempre sul luogo del delitto! :rolleyes: Avevo lasciato il Forum qualche mese fa, causa una superflua scaramuccia riguardo a Mehta - in realtà, per varie questioni, sono stato oberatissimo di impegni, che hanno fatto sì che i miei ascolti divenissero praticamente nulli - e ritorno proprio con un post dedicato al mitico direttore indiano.

Pochi giorni fa mi sono regalato il box Decca dedicato all'aureo periodo californiano del giovane Mehta: oltre ad alcuni dischi che conoscevo molto bene - e mi hanno confermato la grandezza di alcune sue letture, forse ad oggi, troppo poco ricordate - altri sono stati delle piacevoli sorprese. Forse la sclerotizzazione interpretativa di questo grandissimo musicista, avvenuta gradualmente a partire dagli anni '80 ha nuociuto fin troppo alla sua fama, ma in questo caso - come ben saprete - c'è talento da vendere e il cofanetto si mantiene quasi tutto su livelli altissimi. Lo consiglio vivamente (per chi non avesse troppi doppioni), perché vale tutti i soldi spesi.

Detto questo, ultimamente sono tornato all'ascolto di quest'opera straussiana, di cui ho sempre fatto fatica trovare una registrazione che mi soddisfasse appieno. C'è il vecchio Furt nel '44, che però è penalizzato da un audio non proprio ineccepibile, ci sono Reiner e Szell, che mi sono sempre parsi un po' troppo freddini. Anche Maazel e Previn con i Wiener (entrambi DGG) non mi hanno fatto mai gridare al miracolo, il secondo specialmente, si perde in una analisi che alla fine mi ha lasciato sempre alquanto perplesso. Ieri ho sentito Wit (Naxos) su Spotify, e devo dire che non mi è affatto dispiaciuto: vincente sul coté lirico, manca però di un po' di slancio quando si tratta di schiacciare il pedale, soprattutto nelle pagine finali. Alla fine ritornavo sul classicissimo Karajan, di cui ho da sempre ammirato il sound straussiano: il disco con la sua Domestica è stato fino ad ora l'unico che finiva con una certa costanza sul piatto quando dovevo ascoltarmi l'alquanto sottovalutato lavoro del compositore bavarese.

Nel finesettimana però mi è venuto in mente un post di @Majaniello  del 2018 in cui mi ricordava che la lettura di Karajan aveva in grosso deficit interpretativo: la mancanza di ironia, essenziale per cogliere tutte le sfumature di un lavoro come questo, che non tratta né di eroi, né di trasfigurazioni, ma di temi di tutt'altro tenore. Allora ho colto l'occasione e mi sono ascoltato il disco di cui sopra. E con Mehta credo di aver finalmente trovato la quadra interpretativa della Domestica.

Non mi dilungherò ulteriormente, perché mi perderei solamente con un lungo elenco di sperticati elogi, dico solamente che tutto quello che cercavo, qui l'ho trovato: un suono orchestrale ai limiti dell'opulenza ma al contempo dettagliatissimo, con una grande attenzione a fare risaltare il minimo particolare strumentale - forse era proprio questa la vera grandezza del direttore indiano? - un virtuosismo pazzesco di tutta la compagine orchestrale, una lettura energica e giovanile - quasi solare oserei dire - estremamente romantica e piena di enfasi nei momenti giusti, senza mai essere pesante. Insomma c'è tutta l'esuberanza di un giovane direttore, esuberanza che però non oscura mai la complessità del lavoro in questione, ma anzi, le rende sicuramente giustizia. La splendida ripresa del suono di casa Decca di quegli anni, poi, fa il resto: una gioia senza alcun neo per le orecchie di ogni ascoltatore.

So che Mehta, ha fatto un remake con i Berliner Philharmoniker per RCA (oops, scusate, intendevo per Sony), che, sinceramente, non conosco, ma così, a naso, mi pare molto difficile bissare una lettura come questa. In futuro, vedrò di approfondire.

Dedico a tutti a tutti gli amici del Forum, ma in particolare (oltre a Maja, of course) a @Ives, @superburp, @Wittelsbach, @Madiel!;)

P.s. Col tempo vedrò di rispondere a tutti gli assist che mi sono perso in questi mesi di assenza. E forse vi siete tirati la zappa sui piedi! :rolleyes:^_^

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18 ore fa, Madiel dice:

La mia edizione occidentale preferita è quella di Haitink:

Shostakovich*, Concertgebouw Orchestra*, Bernard Haitink ...

Praticamente perfetto.

 

Io non sottovaluterei nemmeno il giovane Petrenko a Liverpool:

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Grazie @Snorlax, e ben ritrovato su questi schermi. Possiedo le letture telluriche del giovane Mehta in questo cofanetto. E ne sono stato sempre un gran sostenitore. Buone anche quelle successive coi Berliner (forse il remake era per Sony), ma vi emerge molta routine, anche se l'orchestra è splendida e forse ha una "cultura di suono" maggiore rispetto alla pur lodevole LAPO. Sono anche registrate meglio. Ma lo slancio e la vitalità (assommate al dettaglio e alla cura "affettuosa" e solare del fraseggio) del Mehta californiano sono da preferire, senza ombra di dubbio.

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