Vai al contenuto

Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Recommended Posts

  • Risposte 4,1k
  • Created
  • Ultima Risposta

Top Posters In This Topic

Top Posters In This Topic

14 ore fa, Snorlax dice:

No vabbé, qui c'è della telepatia! :o Sto ascoltando anch'io questo capolavoro di incisione. Anzi, ti devo essere riconoscente, perché l'ho scoperta proprio grazie a te e a @Ives quando, qualche anno fa, bazzicando il Forum da semplice lettore (forse era meglio per voi!), ne lessi mirabilia. Non aggiungo altro di mio, perché mi accodo al vostro giudizio. Tra l'altro oltre all'enorme valore artistico di questa esecuzione, c'è da dire che pure la ripresa del suono è veramente spettacolare, spaziosa ma dettagliata, rendendo così perfettamente giustizia alla tavolozza orchestrale berlioziana e all'uso immaginifico dei cori.

Per possederla materialmente ho dovuto procurarmi il cofanone DGG di Ozawa, ma fortunatamente, non avendo troppo in casa troppo materiale ozawiano - perdonate il neologismo - il numero dei doppioni non è così scandaloso. Aggiungo solo che, per conto mio, il Berlioz e il Ravel del direttore nipponico non possono mancare in ogni discoteca degna di essere chiamata tale.

Non capisco però perchè fu scelta la Mathis, cioè un soprano mozartiano (e ottima liederista!) per un ruolo di mezzo Falcon. Consultando gli archivi della Boston Symphony Orchestra, ci si accorge che il disco DGG è il compimento di una serie di concerti con lo stesso cast vocale (cosi come il Romeo e perchè allora non scegliere Van Dam invece del rozzo McIntyre?). Quindi, presumo, una scelta ponderata del direttore nippo-americano, che però rimane pressochè unica nella storia della discografia dell'opera. Quattro anni più tardi, Ozawa riprende la Damnation ma con la Hamari e poi la Varady e successivamente con la Von Stade, quindi mezzosoprani puri. Non che la Mathis canti male, ma manca indubbiamente di peso vocale e trasporto emotivo in molti passaggi. Per me, l'ideale è la Horne in un vecchio live alla RAI di Roma con Pretre sul podio (con Gedda e Soyer). Ovviamente tutto il resto (concertazione e standard esecutivi) non è paragonabile ai complessi bostoniani e la ripresa audio è alquanto precaria. Mi piace anche Josephine Veasey nel Davis I, voce che ho sempre apprezzato nelle incisioni berlioziane e a torto oggi un pò dimenticata.

°°°°°°

Walton

Belshazzar’s Feast

Willard White - baritone

Choral Arts Society of Washington

BBC Symphony Chorus

BBC Symphony Orchestra

Leonard Slatkin

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Ives dice:

Non capisco però perchè fu scelta la Mathis, cioè un soprano mozartiano (e ottima liederista!) per un ruolo di mezzo Falcon. Consultando gli archivi della Boston Symphony Orchestra, ci si accorge che il disco DGG è il compimento di una serie di concerti con lo stesso cast vocale (cosi come il Romeo e perchè allora non scegliere Van Dam invece del rozzo McIntyre?). Quindi, presumo, una scelta ponderata del direttore nippo-americano, che però rimane pressochè unica nella storia della discografia dell'opera. Quattro anni più tardi, Ozawa riprende la Damnation ma con la Hamari e poi la Varady e successivamente con la Von Stade, quindi mezzosoprani puri. Non che la Mathis canti male, ma manca indubbiamente di peso vocale e trasporto emotivo in molti passaggi. Per me, l'ideale è la Horne in un vecchio live alla RAI di Roma con Pretre sul podio (con Gedda e Soyer). Ovviamente tutto il resto (concertazione e standard esecutivi) non è paragonabile ai complessi bostoniani e la ripresa audio è alquanto precaria. Mi piace anche Josephine Veasey nel Davis I, voce che ho sempre apprezzato nelle incisioni berlioziane e a torto oggi un pò dimenticata.

 

Ecco, non osavo dirlo ma ho sempre trovato il cast indaguato al superbo commento orchestrale di Ozawa.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Ives dice:

Non capisco però perchè fu scelta la Mathis, cioè un soprano mozartiano (e ottima liederista!) per un ruolo di mezzo Falcon. Consultando gli archivi della Boston Symphony Orchestra, ci si accorge che il disco DGG è il compimento di una serie di concerti con lo stesso cast vocale (cosi come il Romeo e perchè allora non scegliere Van Dam invece del rozzo McIntyre?). Quindi, presumo, una scelta ponderata del direttore nippo-americano, che però rimane pressochè unica nella storia della discografia dell'opera. Quattro anni più tardi, Ozawa riprende la Damnation ma con la Hamari e poi la Varady e successivamente con la Von Stade, quindi mezzosoprani puri. Non che la Mathis canti male, ma manca indubbiamente di peso vocale e trasporto emotivo in molti passaggi. Per me, l'ideale è la Horne in un vecchio live alla RAI di Roma con Pretre sul podio (con Gedda e Soyer). Ovviamente tutto il resto (concertazione e standard esecutivi) non è paragonabile ai complessi bostoniani e la ripresa audio è alquanto precaria. Mi piace anche Josephine Veasey nel Davis I, voce che ho sempre apprezzato nelle incisioni berlioziane e a torto oggi un pò dimenticata.

Grazie Ives per l'ottima delucidazione. Bisognerebbe capire il perché di alcune scelte di Ozawa, che in ogni caso a me non paiono sfigurare nel complesso, anzi l'amalgama con la compagine strumentale mi pare riuscitissimo. A me ha dato da pensare più di tutti McIntyre - cantante che ho sempre ammirato - che più che a un Mefistofele, mi pare una sorta di Gurnemanz dotato di un pizzico di malizia. Un po' mi ha fatto tornare ai tempi di Hotter nella Damnation in tedesco con Furtone.

8 minuti fa, Wittelsbach dice:

Ecco, non osavo dirlo ma ho sempre trovato il cast indaguato al superbo commento orchestrale di Ozawa.

Adesso oso anch'io dicendo che per me il cast vocale ideale - oltre a Davis I, che però nella direzione (un po' troppo trattenuta in alcuni momenti) non ho trovato così eloquente rispetto a Ozawa - è quello di Markevitch, che molti comunque trovano non di primissimo livello. Mi pare anche @Ives sia un po' su questa linea. A me invece il trio Verreau/Rubio/Roux convince assai.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
28 minuti fa, Wittelsbach dice:

Ecco, non osavo dirlo ma ho sempre trovato il cast indaguato al superbo commento orchestrale di Ozawa.

Senza dubbio i punti di forza sono l'orchestra, i cori e Ozawa (e anche la registrazione, tutto sommato). Va presa per questo. La scelta del cast veramente la capisco poco (peraltro l'unico che aveva una certa affinità con quest'opera è Stuart Burrows). Davis I rimane per me il più equilibrato tra le varie componenti del canto, del coro e dell'orchestra. Altre edizioni (Nagano, Gardiner, Chung, Markevitch, Solti, Dutoit) hanno punti di forza (Van Dam è stato un grandissimo Mephisto, cosi come Terfel), ma flop clamorosi nei cast vocali (i tenori Riegel, Leech e Lewis) o nel coro o nell'orchestra (Markevitch è fenomenale in certi punti ma l'orchestra lo sorregge una volta su due). Checchè ne dica la critica, a me i cantanti di Markevitch suonano un pò troppo "vecchio stile" con tutto quel birignao francofono. Ma cantano benissimo, è una cosa mia. Sorry :cat_lol:

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Ives dice:

Senza dubbio i punti di forza sono l'orchestra, i cori e Ozawa (e anche la registrazione, tutto sommato). Va presa per questo. La scelta del cast veramente la capisco poco (peraltro l'unico che aveva una certa affinità con quest'opera è Stuart Burrows). Davis I rimane per me il più equilibrato tra le varie componenti del canto, del coro e dell'orchestra. Altre edizioni (Nagano, Gardiner, Chung, Markevitch, Solti, Dutoit) hanno punti di forza (Van Dam è stato un grandissimo Mephisto, cosi come Terfel), ma flop clamorosi nei cast vocali (i tenori Riegel, Leech e Lewis) o nel coro o nell'orchestra (Markevitch è fenomenale in certi punti ma l'orchestra lo sorregge una volta su due). Checchè ne dica la critica, a me i cantanti di Markevitch suonano un pò troppo "vecchio stile" con tutto quel birignao francofono. Ma cantano benissimo, è una cosa mia. Sorry :cat_lol:

Ci siamo risposti senza volerlo! Allora oso ancora: pensa che, io, a differenza tua, trovo l'Orchestre Lamoureux più che convincente con Markevitch, con quel suono ruvido e chiarissimo, comunque molto lontano dal corpo e dalla pasta dei Bostonians. L'orchestra parigina - ora credo un po' decaduta - ha dato grandi prove col direttore italo-ucraino, non solo nel repertorio domestico, ma anche, per esempio, con quello russo. Questo disco infatti...

81iZj6ODRLL._AC_SX466_.jpg

...per me è eccezionale, non solo per la spiritata direzione di Markevitch, ma anche per il suono brutale e sempre on the edge della compagine orchestrale. Poi sai, io a differenza tua, nutro un certo feticismo nei confronti delle vecchie orchestre galliche, ma posso capire che quel tipo di sound - oltre, talvolta, a qualche palese incertezza d'assieme - possa perplimere. Tuttavia, all'interno di esse, i grandi solisti non mancavano, anzi...:rolleyes:

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi mando un vocale di due ore e mezza con questo binomio (Meyer - Rameau) e, come direbbe Pizzul, ne ho ben donde.

E vediamo tra qualche oretta cos'ha in serbo e in bosniaco per noi la Brilliant.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ciao a tutti!

ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 1891 nasce a Soncovka Sergej Prokof'ev
- nel 1821 nasce a Kreis Wreschen il compositore Louis Lewandowski
- nel 1964 nasce a Milano il direttore d'orchestra Gianandrea Noseda
- nel 1670 muore a Roma il poeta, librettista, compositore e cantante castrato Loreto Vittori
- nel 1857 nasce a Napoli Ruggero Leoncavallo
- nel 1882 nasce a San Pietroburgo il direttore d'orchestra e compositore Albert Coates
- nel 1900 nasce a Bordeaux il compositore, critico musicale e dirigente della Radio televisione francese Henry Barraud

-------------------

 

 

siamo giunti agli sgoccioli del periodo neoclassico di stravinsky

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, Snorlax dice:

Ci siamo risposti senza volerlo! Allora oso ancora: pensa che, io, a differenza tua, trovo l'Orchestre Lamoureux più che convincente con Markevitch, con quel suono ruvido e chiarissimo, comunque molto lontano dal corpo e dalla pasta dei Bostonians. L'orchestra parigina - ora credo un po' decaduta - ha dato grandi prove col direttore italo-ucraino, non solo nel repertorio domestico, ma anche, per esempio, con quello russo. Questo disco infatti...

81iZj6ODRLL._AC_SX466_.jpg

...per me è eccezionale, non solo per la spiritata direzione di Markevitch, ma anche per il suono brutale e sempre on the edge della compagine orchestrale. Poi sai, io a differenza tua, nutro un certo feticismo nei confronti delle vecchie orchestre galliche, ma posso capire che quel tipo di sound - oltre, talvolta, a qualche palese incertezza d'assieme - possa perplimere. Tuttavia, all'interno di esse, i grandi solisti non mancavano, anzi...:rolleyes:

Figurati, la mia prima Fantastique, fu questa:

R-11571120-1557035526-7215.jpeg.jpg

Disco consumato...l'orchestra ha sonorità particolare, ma come precisione e senso dell'ensemble, pecca molto.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

George ONSLOW
Quintetto per archi n. 15 in do minore op. 38 "Il proiettile"

L'Archibudelli

Il curioso sottotitolo dal sapore haydniano è legato a un drammatico episodio avvenuto nel 1829 proprio mentre Onslow stava scrivendo questo quintetto. Rimase infatti gravemente ferito alla testa in un incidente di caccia che lo lasciò sordastro a un orecchio. Il secondo, terzo e quarto movimento evocano in modo diretto quest'esperienza perché sono sottotitolati rispettivamente Dolore, febbre e delirio, Convalescenza e Guarigione. 

Stimolato dal nuovo topic aperto da @Majaniello, ho ripreso in mano questo bellissimo disco di Onslow eseguito dall'ensemble di Anner Bylsma. Il commento è ricopiato pari pari dal post che scrissi al riguardo nel 2016. Opera tutt'altro che minore in ragione dell'inventiva, della sapienza costruttiva e del pieno dominio dello strumento "quintetto con due violoncelli".

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 ore fa, Ives dice:

Non capisco però perchè fu scelta la Mathis, cioè un soprano mozartiano (e ottima liederista!) per un ruolo di mezzo Falcon. Consultando gli archivi della Boston Symphony Orchestra, ci si accorge che il disco DGG è il compimento di una serie di concerti con lo stesso cast vocale (cosi come il Romeo e perchè allora non scegliere Van Dam invece del rozzo McIntyre?). Quindi, presumo, una scelta ponderata del direttore nippo-americano, che però rimane pressochè unica nella storia della discografia dell'opera. Quattro anni più tardi, Ozawa riprende la Damnation ma con la Hamari e poi la Varady e successivamente con la Von Stade, quindi mezzosoprani puri. Non che la Mathis canti male, ma manca indubbiamente di peso vocale e trasporto emotivo in molti passaggi. Per me, l'ideale è la Horne in un vecchio live alla RAI di Roma con Pretre sul podio (con Gedda e Soyer). Ovviamente tutto il resto (concertazione e standard esecutivi) non è paragonabile ai complessi bostoniani e la ripresa audio è alquanto precaria. Mi piace anche Josephine Veasey nel Davis I, voce che ho sempre apprezzato nelle incisioni berlioziane e a torto oggi un pò dimenticata.

 

 

5 ore fa, Wittelsbach dice:

Ecco, non osavo dirlo ma ho sempre trovato il cast indaguato al superbo commento orchestrale di Ozawa.

Ripeto sottovoce ciò che ho detto altre volte, anche a proposito di opere vere e proprie (e La damnation, a rigore, non è un'opera...): dei cantanti mi interessa mooolto poco se non fanno disastri, perché sono sono un elemento dell'insieme, devono - DEVONO!!! - integrarsi in tale insieme e non fare i pierini che si distinguono e chi comanda è il direttore. E' anche uno dei motivi per cui mi ripugna il periodo del cosiddetto "belcanto". Tutt'al più i cantanti diventano dei valori aggiunti quando invece sono molto bravi (es. Van Dam e la Hamari nel R&J di Ozawa) restando sempre integrati nella visione complessiva del direttore. Nella Damnation di Ozawa disastri vocali non ne colgo e d'altronde nessuno di voi (ben più bravi di me a cogliere le defaillances vocali) ne ha denunciati. E i cantanti di Ozawa si integrano alla perfezione nella sua visione dell'opera. Si rimane allora nell'ambito dei gusti e delle variabili relative (Tizio meglio o peggio, Caia più meno adeguata) e devo dire che invece (rispetto ad Ives) la Mathis mi piace molto proprio per quel suo essere un po' mozartiana spaesata, una Pamina timida e pudica guidata dal cuoricino sensibile e non dalla pancia e dalla passione, in un contesto demoniaco e ribollente.

Quanto poi alla specificità delle scelte del cast, non sempre - anzi quasi mai - è il direttore a deciderlo al 100% e un ruolo preponderante lo ha il produttore. E spesso le agende non collimano, così che, forse, il formidabile Van Dam in coincidenza con le date della registrazione era impegnato in Europa o, forse, nel 1973 non si era ancora cimentato col ruolo.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E me lo ascolto in religioso silènziolo. Melodicamente non è malvagio, e dire che nell'ordine del giorno qui presente segue a ruota l'ineffabile Ramò della Meyer. Sono opere di impegno modesto, il più delle volte con due tempi soli e molto mestiere. Pare che facesse parte (anche se non è documentalmente provato) del Quartetto toscano, formazione comprendente pure Boccherini, Filippo Manfredi (altro lucchese come il Bock) e Cambini.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

j. c. bach: sinfonia in si bemolle maggiore op.18 n.2 (1772-76) - era originariamente un'ouverture per l'opera lucio silla, andata in scena a mannheim nel 1776: dell'ouverture conserva dunque la scioltezza e l'eleganza un poco superficiale, un gusto monodico addirittura mozartiano, una vivacità del trattamento strumentale che è peculiare di johann christian. si noti soprattutto il "presto" finale, preceduto da un "allegro assai" e da un "andante" (da g. manzoni, guida all'ascolto della musica sinfonica)

 

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ciao a tutti!

ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 1948 muore a Città del Messico il compositore Manuel Ponce
- nel 1941 nasce a Melbourne il chitarrista e compositore John Williams

--------------

 

non so come farò oggi a sorbirmi due ore e mezza di questo monumento nelle condizioni in cui mi trovo, ma ce la farò. proverò a fare delle pause... :S

a chi gradisce e a @Majaniello   : )

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Meritevole di attenzione soprattutto per l'introduzione fosca (in re minore) che ciò nonostante non muta la tonalità di tutta l'opera (re maggiore e per eventuali contestazioni rivolgersi alla cassa). 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

j. s. bach: concerto brandeburghese n.1 in fa maggiore - comprende tre oboi, due corni, un fagotto, violino piccolo, archi e clavicembalo. all' "allegro" iniziale di carattere maestoso e dal ritmo instancabile, segue un "adagio" che è da considerarsi tra i rari pezzi strumentali di bach sul tipo della "melodia accompagnata", in cui l'oboe, il violino e i bassi si alternano nella slanciata condotta melodica, con l'intervento espressivo degli altri strumenti che punteggiano con armonie spesso dissonanti (a volte con sovrapposizione di tonalità diverse) il decorrere fiorito della parte principale. il terzo tempo, "allegro" in sei ottavi, riprende un carattere festosamente ritmico, mentre a conclusione del concerto, abbiamo un "minuetto" (e relativo "trio") e una "polacca" (pure con "trio") in cui predominano le sonorità corpose degli strumenti a fiato, quasi per dare alla composizione un carattere di laendler da eseguirsi all'aria aperta (da g. manzoni, guida all'ascolto della musica sinfonica)

 

 

sovrapposizione di tonalità diverse in bach :o 

ma siamo sicuri si sentisse bene manzoni? :mellow:

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Unisciti alla conversazione

Puoi rispondere adesso e registrarti subito dopo. Se hai un account, ACCEDI.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

  • Chi sta navigando   1 utente


×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy