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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2020

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48 minuti fa, giobar dice:

 sono invece allergici ai direttori che "filosofeggiano" e che, secondo la loro prospettiva assai sindacalizzata, fanno perdere tempo all'orchestra e

Che carini! Non sapevo lavorassero gratis et amore Dei!

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1 ora fa, Ives dice:

Vado a memoria, credo fosse un documentario sulle orchestre inglesi prodotto dalla BBC con varie interviste a musicisti. Mi colpirono molto questi giudizi negativi su Sinopoli (ma robe cattivissime tipo: "Non abbiamo mai capito se conoscesse davvero la musica o meno!") perchè solitamente il tono di questi documentari è al limite dell'apologia, figuriamoci prodotto dagli inglesi su orchestre locali :cat_lol:. Invece, Sinopoli e Solti venivano trattati malissimo (anche il rapporto di Solti  con la LPO veniva dipinto molto conflittuale, soprattutto per il suono imposto all'orchestra e per il gesto "scomposto"). Anche in un altro documentario sull'orchestra di Santa Cecilia, il rapporto con Sinopoli veniva definito "teso e burrascoso", nonostante i toni fossero più concilianti sul versante artistico. Che poi anche a Londra fece ottimi dischi (più in ambito operistico, a mio avviso).

 

59 minuti fa, giobar dice:

Situazione del tutto singolare della quale neanche io ero a conoscenza; anzi, avrei detto il contrario, perché proprio con la Philharmonia Sinopoli fece diverse tournées ed è difficile che un'orchestra gestita in modo cooperativistico - come la Philharmonia - se deve andare in giro si porti appresso un direttore che sia anche solo problematico e sospettato di non assicurare i risultati sperati. Peraltro, tutti i concerti di Sinopoli cui ho assistito furono con la Philharmonia e non emergeva certo un cattivo rapporto e anzi risultarono trionfali. Non escluderei che i giudizi sferzanti degli strumentisti siano ascrivibili all'ultimo periodo di attività di Sinopoli con l'orchestra, quando - come spesso succede anche per rapporti duratori fruttuosissimi (si pensi a Karajan- Berliner o a Ozawa-Boston) - le relazioni umane tendono a deteriorarsi. C'è poi da dire che molti orchestrali sono molto assorbiti dal lavoro tecnico-esecutivo e sono invece allergici ai direttori che "filosofeggiano" e che, secondo la loro prospettiva assai sindacalizzata, fanno perdere tempo all'orchestra e hanno pretese fuori contratto.

 

26 minuti fa, Ives dice:

Si, l'ho pensato anche io, e c'è da ricordare che le orchestre inglesi sono strutturate cosi, con pochissimo tempo per prove e tantissime attività live e di incisione. Hanno grandissima versatilità ma serve un direttore adatto a questo tipo di lavoro. Sinopoli forse alla lunga si è scontrato con questo modus operandi e la sua propensione a "filosofeggiare" a discapito della pratica, non ha aiutato. Però comunque se lo sono tenuto 10 anni (i maligni dicono perchè il contratto con la DGG imponeva un certo numero di registrazioni molto ben pagate). Qualcosa viene ricordato anche qui:

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Although the orchestra's standards remained high during Sinopoli's tenure, the conductor had what David Nice has described in The Guardian as "a love-hate relationship" with the musicians, public and critics, because of his "slow speeds and mannered, sometimes lifeless phrasing". London musicians never like too much talk, let alone an analytic seminar on the work in question". By 1990 it was far from certain that Sinopoli's appointment would last until 1994 as scheduled, but he brought to the orchestra a lucrative recording contract with DGG and tours to countries including Japan and Germany where the conductor was held in very much higher regard than in Britain. Although Sinopoli's Philharmonia performances of works such as Elgar's recordings attracted much disparaging criticism, he was felt to be more successful in opera. Nice comments that the Philharmonia players "lent an unprecedented degree of tonal beauty" to their opera recordings

Evidentemente, un fondo di verità c'è...ma da qui a definirlo "dilettante allo sbaraglio" ce ne corre. :tired:

Credo abbiate entrambi colto il punto. L'intellettualismo di Sinopoli - un intellettualismo sincero e un tutt'uno con la sua prassi musicale, non un suo orpello - forse era indigesto al pragmatismo di certe compagini d'oltremanica. Forse talvolta alcuni orchestrali - più o meno volontariamente - non sanno guardare al di là del proprio strumento. Un fenomeno del genere, se ben ricordo, successe anche a Roma, tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli '90 in occasione del Ring con l'Orchestra dell'Accademia S. Cecilia. Nonostante il grande risultato artistico - furono coinvolti tra i migliori cantanti wagneriani del tempo - e il totale impegno del direttore, da quel che so, i rapporti con l'orchestra divennero sempre più tesi, arrivando anche a duri scontri con i sindacati. Anche qui credo, centrasse il modus operandi di Sinopoli, il quale, pure a causa delle sue digressioni, richiedeva un certo numero di ore per mettere a punto il ciclo wagneriano.

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Webern, Quartetto d'archi Op.28.

Tranquilli, non sono impazzito per la quarantena, lo devo ascoltare perché devo analizzarlo per un Corso del Conservatorio :D:D .

A quanti debba controdediche.

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

Che carini! Non sapevo lavorassero gratis et amore Dei!

 

2 ore fa, Snorlax dice:

Nonostante il grande risultato artistico - furono coinvolti tra i migliori cantanti wagneriani del tempo - e il totale impegno del direttore, da quel che so, i rapporti con l'orchestra divennero sempre più tesi, arrivando anche a duri scontri con i sindacati. Anche qui credo, centrasse il modus operandi di Sinopoli, il quale, pure a causa delle sue digressioni, richiedeva un certo numero di ore per mettere a punto il ciclo wagneriano.

Proprio perché gli orchestrali non lavorano gratis e fra di loro non tutti hanno l'animo dell'apostolo dell'arte ma badano soprattutto alla pagnotta, i direttori che, secondo loro, si "perdono" in digressioni durante le prove e sacrificano in qualche misura la concertazione (specie con pezzi di difficile esecuzione), sono malvisti da molti perché esporrebbero l'orchestra e i singoli strumentisti al rischio di brutte figure, anche perché sforare il "monte ore" contrattualmente dedicato alle prove è molto difficile e metterebbe a rischio lo stesso rapporto col direttore.  

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4 ore fa, Ives dice:

 

Evidentemente, un fondo di verità c'è...ma da qui a definirlo "dilettante allo sbaraglio" ce ne corre. :tired:

Dubito che un dilettante, anche provvisto di una superorchestra, sarebbe riuscito a arrivare in porto, con risultati così convincenti, con partiture difficili come Pelleas und Melisande, Also sprach Zarathustra o certe sinfonie di Mahler.

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1 ora fa, giobar dice:

Proprio perché gli orchestrali non lavorano gratis e fra di loro non tutti hanno l'animo dell'apostolo dell'arte ma badano soprattutto alla pagnotta, i direttori che, secondo loro, si "perdono" in digressioni durante le prove e sacrificano in qualche misura la concertazione (specie con pezzi di difficile esecuzione), sono malvisti da molti perché esporrebbero l'orchestra e i singoli strumentisti al rischio di brutte figure, anche perché sforare il "monte ore" contrattualmente dedicato alle prove è molto difficile e metterebbe a rischio lo stesso rapporto col direttore.  

Chiaramente la pagnotta è fondamentale e lungi da me il biasimare l'orchestrale per questa fondamentale esigenza. Quello che invece contesto è, ad esempio, il fatto che una "digressione" sia considerata come una perdita di tempo e non come parte stessa e magari fondamento dell'esercitazione orchestrale. I metodi del direttore possono essere molteplici, e tutti egualmente validi. Credo che giudizi del genere siano un po' limitati e limitanti, altrimenti si dovrebbe accusare di scarsa professionalità - o addirittura definire come dei perditempo - una pletora di grandissimi nomi della direzione d'orchestra.

41 minuti fa, giobar dice:

Dubito che un dilettante, anche provvisto di una superorchestra, sarebbe riuscito a arrivare in porto, con risultati così convincenti, con partiture difficili come Pelleas und Melisande, Also sprach Zarathustra o certe sinfonie di Mahler.

Per non parlare di esecuzioni di riferimento anche di autori del secondo novecento, ad esempio il fondamentale di disco di Maderna per DGG. Credo sia giusto far notare che molti dei dischi più riusciti di Sinopoli in realtà siano dei live, ambito dove il rattoppo diventa più difficile, mancando il comfort e la sicurezza della sala d'incisione. Anche in dette registrazioni non ho mai ravvisato il benché minimo cedimento tecnico - non che il nitore e la precisione per me siano per me componenti essenziali - quindi questa famigerata accusa di semi-dilettantismo - o, per dirla in termini molto più morbidi di come alla fine Sinopoli fosse solamente un intellettuale prestato alla direzione - proprio non la capisco.

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1 ora fa, Euripide dice:

 

No! Stavolta bisogna ascoltare l'Autore con Benny Goodman

 

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2 minuti fa, Madiel dice:

No! Stavolta bisogna ascoltare l'Autore con Benny Goodman

 

infatti mi ha ammorbato un pochetto, ma più che l'interpretazione mi sa proprio la composizione in sè, per via dei jazzismi di cui non vado proprio pazzissimo ecco. cmq provo pure il tuo consiglio, grazie -_-

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3 minuti fa, Euripide dice:

infatti mi ha ammorbato un pochetto, ma più che l'interpretazione mi sa proprio la composizione in sè, per via dei jazzismi di cui non vado proprio pazzissimo ecco. cmq provo pure il tuo consiglio, grazie -_-

L'edizione di Boulez è glaciale e priva del mordente umoristico che, invece, la partitura richiede (in sostanza è una parodia del jazz americano del tempo). Il direttore francese, chissà perché, ha sempre sottovalutato l'umorismo di Stravinsky e sempre con esiti disastrosi :wacko:

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14 ore fa, Snorlax dice:

Credo abbiate entrambi colto il punto. L'intellettualismo di Sinopoli - un intellettualismo sincero e un tutt'uno con la sua prassi musicale, non un suo orpello - forse era indigesto al pragmatismo di certe compagini d'oltremanica. Forse talvolta alcuni orchestrali - più o meno volontariamente - non sanno guardare al di là del proprio strumento. Un fenomeno del genere, se ben ricordo, successe anche a Roma, tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli '90 in occasione del Ring con l'Orchestra dell'Accademia S. Cecilia. Nonostante il grande risultato artistico - furono coinvolti tra i migliori cantanti wagneriani del tempo - e il totale impegno del direttore, da quel che so, i rapporti con l'orchestra divennero sempre più tesi, arrivando anche a duri scontri con i sindacati. Anche qui credo, centrasse il modus operandi di Sinopoli, il quale, pure a causa delle sue digressioni, richiedeva un certo numero di ore per mettere a punto il ciclo wagneriano.

Dipende anche da orchestrale a orchestrale, secondo me, come recepisce certo lavoro sul suono o sui bilanciamenti, quanto è propenso ad apprendere un nuovo approccio. Emblematico il video della BBC con Celibidache (altro direttore super "filosofo" e avvezzo a digressioni e lunghe pause) che prova il Requiem di Fauré con i complessi della LSO, a cui il direttore romeno aveva imposto lunghissime sessioni di prove o comunque un lavoro che durò mesi, seppur non continuativo (fecero anche tournèe all'estero, famoso il concerto con Michelangeli). Alcuni membri dell'orchestra ne parlarono come di un'esperienza indimenticabile, altri come un incubo senza fine. Lo stesso Celibidache ammise di non essere il direttore adatto per quel tipo di orchestra, che aveva bisogno di un direttore che sapesse concertare in 2-3 giorni un intero programma. L'orchestra era fantastica, ma tra avere ottime orchestre e fare ottima musica, ce ne correva, sosteneva enfaticamente Celibidache. Dai concerti live disponibili non si evince grande feeling con la LSO...ma forse il Celi è un caso-limite. :cat_lol:

°°°°°°

M.Gould

Fall River Legend

New Zealand Symphony Orchestra

James Sedares

 

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Seguendo i consigli dell'algoritmo di YouTube: Liszt, Allegro "di bravura" Op.4 n.1.

Questo invece è un bel Pezzo e, a dispetto del nome, non presenta virtuosismi e "sbrodolamenti" fuori luogo. Liszt era comunque autore che oscillava sempre tra i due mondi, forse le "tamarrate" erano anche un'esigenza commerciale, ma si fa preferire decisamente quando fa il serio, e forse questo anche perché sotto sotto pur dovendo compiacere il pubblico in realtà si preferiva sull'altro versante, dunque qui siamo di frote al suo lato sincero.

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3 ore fa, Ives dice:

Dipende anche da orchestrale a orchestrale, secondo me, come recepisce certo lavoro sul suono o sui bilanciamenti, quanto è propenso ad apprendere un nuovo approccio. Emblematico il video della BBC con Celibidache (altro direttore super "filosofo" e avvezzo a digressioni e lunghe pause) che prova il Requiem di Fauré con i complessi della LSO, a cui il direttore romeno aveva imposto lunghissime sessioni di prove o comunque un lavoro che durò mesi, seppur non continuativo (fecero anche tournèe all'estero, famoso il concerto con Michelangeli). Alcuni membri dell'orchestra ne parlarono come di un'esperienza indimenticabile, altri come un incubo senza fine. Lo stesso Celibidache ammise di non essere il direttore adatto per quel tipo di orchestra, che aveva bisogno di un direttore che sapesse concertare in 2-3 giorni un intero programma. L'orchestra era fantastica, ma tra avere ottime orchestre e fare ottima musica, ce ne correva, sosteneva enfaticamente Celibidache. Dai concerti live disponibili non si evince grande feeling con la LSO...ma forse il Celi è un caso-limite.

Sì, sono perfettamente d'accordo. L'approccio verso una metodologia "poco ortodossa" può essere assai diverso da orchestrale a orchestrale, vedi i pareri assai discordanti che si creano intorno ad alcuni direttori, Sinopoli e Celibidache compresi. Oltre a questo che credo che a giocare un grosso ruolo in campo sia anche il rapporto con l'enstablishment culturale. Di certo Sinopoli fu fin dall'inizio indigesto a gran parte del mondo musicale della capitale britannica, che spesso non vide di buon occhio i particolari risultati artistici del direttore veneziano, il quale pativa il paragone anche con Riccardo Muti, personalità assai differente, ma molto amata oltremanica. Credo che il deteriorarsi del rapporto con la stampa e con certa critica, portò anche ad un esacerbarsi del legame direttore/orchestra, già non proprio idilliaco. Forse a metterci una pezza fu il contratto remunerativo con la DGG che fece comunque rimanere Sinopoli a Londra per più di dieci anni.

Edit: Anni fa lo vidi quel documentario su Celibidache, esemplificativo del cattivo rapporto che si può instaurare tra orchestra e direttore. Mi rimase impresso il fatto che ad un certo momento, credo dopo una pausa, l'intera sezione dei corni non si presento e arrivò deliberatamente in ritardo. Ho ancora in mente la faccia del Celi a riguardo.:o:huh:

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Se non sbaglio Sinopoli ebbe problemi con i sindacati anche nel suo breve periodo all'Opera di Roma.

Ora sto ascoltando con molta curiosità i Quadri di Mussorgskij/Ravel diretti proprio da Sinopoli. A Snorlax e chi altro apprezza.

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30 minuti fa, superburp dice:

Se non sbaglio Sinopoli ebbe problemi con i sindacati anche nel suo breve periodo all'Opera di Roma.

Ora sto ascoltando con molta curiosità i Quadri di Mussorgskij/Ravel diretti proprio da Sinopoli. A Snorlax e chi altro apprezza.

Grazie Burpo, dedica graditissima. Mi hai fatto in mente che forse devo rettificare: il Ring credo coinvolgesse il Teatro dell'Opera non S. Cecilia. Ho fatto confusione anche per il fatto che la Tetralogia venne data in forma di concerto. Chiedo venia.:sorry:

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2 ore fa, Kaioh dice:


Un Hovhaness quasi irriconoscibile.

Irriconoscibile rispetto a quale opera? Che termini di paragone hai in mente? Ho ascoltato sinfonie sue, ma era tanto tempo fa, e mi sembra che anche questa non rifiuti le coordinate che ricordo in lui!

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58 minuti fa, Snorlax dice:

Grazie Burpo, dedica graditissima. Mi hai fatto in mente che forse devo rettificare: il Ring credo coinvolgesse il Teatro dell'Opera non S. Cecilia. Ho fatto confusione anche per il fatto che la Tetralogia venne data in forma di concerto. Chiedo venia.:sorry:

Era Santa Cecilia in forma di concerto, poi non so se l'abbia fatto pure all'Opera di Roma:

Spoiler

Un-Sigfrido-in-marcia-verso-il-Sole-1024

 

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22 minuti fa, Ives dice:

Era Santa Cecilia in forma di concerto, poi non so se l'abbia fatto pure all'Opera di Roma:

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Un-Sigfrido-in-marcia-verso-il-Sole-1024

 

Hai ragione Ives, ho fatto un po' di confusione temporale, quindi devo rettificare la mia rettifica: tra l'aprile del 1988 e il giugno del 1991 la Tetralogia ebbe luogo in forma di concerto presso l'Auditorium di Via della Conciliazione, con l'Orchestra dell'Accademia di S. Cecilia, e già in questo caso, a quanto pare, la cosa non filò proprio del tutto liscia. L'esperimento si ripetè a fine anni '90 in occasione della nomina di Sinopoli a "Supervisore Generale" presso il Teatro dell'Opera di Roma, carica che il direttore ricoprì per appena due anni (1998-2000) per poi dimettersi. Questa volta il progetto rimane incompiuto, limitandosi all'Oro del Reno e alla Valchiria, a causa anche di uno grave scontro con le forze sindacali, ma non solo. Cito dalla Prefazione di Sandro Cappelletto, al bellissimo volumetto di Sinopoli Il mio Wagner:

"Dopo l'Oro del Reno a Febbraio, Sinopoli dirigerà ancora, nel marzo 1999, la Valchiria, la prima recita è fissata alle 19, ma soltanto alle 18, dopo una lunga riunione tra i delegati sindacali e il maestro, si ha la sicurezza dell'esecuzione. Il successo musicale è indiscutibile, il teatro torna a riempirsi, a suscitare l'attenzione della critica, ma in realtà l'esperienza sta già volgendo al termine. La nuova sovrintendenza dell'Opera di Roma non tenterà mai di realizzare quel piano, troppi buchi si sono aperti nella rete politica e istituzionale, troppe promessi appoggi vengono a mancare, forte è l'opposizione delle due principali fondazioni liriche italiane, la Scala di Milano e il Maggio Musicale Fiorentino, a un'ipotesi di un rinnovato protagonismo dell'Opera di Roma. Il Sigfrido e il Crepuscolo degli dei, che dovevano completare l'esecuzione della Tetralogia in forma di concerto, verranno affidati a un altro direttore. Sinopoli lascia il teatro con rammatico e delusione fortissimi, come conviene a un artista, quale è stato, di profonde passioni. I promessi finanziamenti privati finiranno altrove".

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ciao a tutti!

ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 1920 nasce a Venezia Bruno Maderna
- nel 1996 muore a Brescia l'organista e direttore d'orchestra Alceo Galliera
- nel 1899 nasce a New York il compositore Randall Thompson

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

Irriconoscibile rispetto a quale opera? Che termini di paragone hai in mente? Ho ascoltato sinfonie sue, ma era tanto tempo fa, e mi sembra che anche questa non rifiuti le coordinate che ricordo in lui!

Beh qui la composizione ha scatti di nervi che non sono molto frequenti nella sua musica, i glissando dell'orchestra per esempio. Il suo stile "classico" è abbastanza bucolico e fluente (e noioso, per come la vedo io). Poi ci saranno di sicuro anche altre opere con queste caratteristiche, del resto ha scritto come un forsennato per tutta la carriera.

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Buonasera a tutti voi 😊

Orazio Vecchi , Mascherata della malinconia e allegrezza.

Potrebbe piacere a @giobar

Persy vostra

 

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38 minuti fa, Persephone dice:

Buonasera a tutti voi 😊

Orazio Vecchi , Mascherata della malinconia e allegrezza.

Potrebbe piacere a @giobar

Persy vostra

 

Gradisco il pensiero :drinks:, ma è la seconda volta (mi pare) che mi becchi proprio su uno dei miei nervi scoperti musicali: i madrigali :crying_anim02:. Anche gli onnivori come me hanno, a volte, qualche idiosincrasia gastronomica :lol:

Io ora sto ascoltando, in disco, questa bella sinfonia di un autore svedese sottovalutato, che, per garantirsi pane e companatico a fronte dell'imprevedibilità del reddito come musicista, mise a frutto i suoi studi tecnici e fu per tutta la vita impiegato presso l'ufficio nazionale dei brevetti, fino a chiudere la carriera come direttore generale. Spero ti piaccia, io la trovo assai interessante e piacevole :music:

Kurt ATTERBERG
Sinfonia n. 2 in fa maggiore op. 6 (1913)

Radio-Sinfonie-Orchester Frankfurt
Ari Rasilainen

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