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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
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3 ore fa, Ives dice:

Dipende anche da orchestrale a orchestrale, secondo me, come recepisce certo lavoro sul suono o sui bilanciamenti, quanto è propenso ad apprendere un nuovo approccio. Emblematico il video della BBC con Celibidache (altro direttore super "filosofo" e avvezzo a digressioni e lunghe pause) che prova il Requiem di Fauré con i complessi della LSO, a cui il direttore romeno aveva imposto lunghissime sessioni di prove o comunque un lavoro che durò mesi, seppur non continuativo (fecero anche tournèe all'estero, famoso il concerto con Michelangeli). Alcuni membri dell'orchestra ne parlarono come di un'esperienza indimenticabile, altri come un incubo senza fine. Lo stesso Celibidache ammise di non essere il direttore adatto per quel tipo di orchestra, che aveva bisogno di un direttore che sapesse concertare in 2-3 giorni un intero programma. L'orchestra era fantastica, ma tra avere ottime orchestre e fare ottima musica, ce ne correva, sosteneva enfaticamente Celibidache. Dai concerti live disponibili non si evince grande feeling con la LSO...ma forse il Celi è un caso-limite.

Sì, sono perfettamente d'accordo. L'approccio verso una metodologia "poco ortodossa" può essere assai diverso da orchestrale a orchestrale, vedi i pareri assai discordanti che si creano intorno ad alcuni direttori, Sinopoli e Celibidache compresi. Oltre a questo che credo che a giocare un grosso ruolo in campo sia anche il rapporto con l'enstablishment culturale. Di certo Sinopoli fu fin dall'inizio indigesto a gran parte del mondo musicale della capitale britannica, che spesso non vide di buon occhio i particolari risultati artistici del direttore veneziano, il quale pativa il paragone anche con Riccardo Muti, personalità assai differente, ma molto amata oltremanica. Credo che il deteriorarsi del rapporto con la stampa e con certa critica, portò anche ad un esacerbarsi del legame direttore/orchestra, già non proprio idilliaco. Forse a metterci una pezza fu il contratto remunerativo con la DGG che fece comunque rimanere Sinopoli a Londra per più di dieci anni.

Edit: Anni fa lo vidi quel documentario su Celibidache, esemplificativo del cattivo rapporto che si può instaurare tra orchestra e direttore. Mi rimase impresso il fatto che ad un certo momento, credo dopo una pausa, l'intera sezione dei corni non si presento e arrivò deliberatamente in ritardo. Ho ancora in mente la faccia del Celi a riguardo.:o:huh:

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30 minuti fa, superburp dice:

Se non sbaglio Sinopoli ebbe problemi con i sindacati anche nel suo breve periodo all'Opera di Roma.

Ora sto ascoltando con molta curiosità i Quadri di Mussorgskij/Ravel diretti proprio da Sinopoli. A Snorlax e chi altro apprezza.

Grazie Burpo, dedica graditissima. Mi hai fatto in mente che forse devo rettificare: il Ring credo coinvolgesse il Teatro dell'Opera non S. Cecilia. Ho fatto confusione anche per il fatto che la Tetralogia venne data in forma di concerto. Chiedo venia.:sorry:

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2 ore fa, Kaioh dice:


Un Hovhaness quasi irriconoscibile.

Irriconoscibile rispetto a quale opera? Che termini di paragone hai in mente? Ho ascoltato sinfonie sue, ma era tanto tempo fa, e mi sembra che anche questa non rifiuti le coordinate che ricordo in lui!

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58 minuti fa, Snorlax dice:

Grazie Burpo, dedica graditissima. Mi hai fatto in mente che forse devo rettificare: il Ring credo coinvolgesse il Teatro dell'Opera non S. Cecilia. Ho fatto confusione anche per il fatto che la Tetralogia venne data in forma di concerto. Chiedo venia.:sorry:

Era Santa Cecilia in forma di concerto, poi non so se l'abbia fatto pure all'Opera di Roma:

Spoiler

Un-Sigfrido-in-marcia-verso-il-Sole-1024

 

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22 minuti fa, Ives dice:

Era Santa Cecilia in forma di concerto, poi non so se l'abbia fatto pure all'Opera di Roma:

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Un-Sigfrido-in-marcia-verso-il-Sole-1024

 

Hai ragione Ives, ho fatto un po' di confusione temporale, quindi devo rettificare la mia rettifica: tra l'aprile del 1988 e il giugno del 1991 la Tetralogia ebbe luogo in forma di concerto presso l'Auditorium di Via della Conciliazione, con l'Orchestra dell'Accademia di S. Cecilia, e già in questo caso, a quanto pare, la cosa non filò proprio del tutto liscia. L'esperimento si ripetè a fine anni '90 in occasione della nomina di Sinopoli a "Supervisore Generale" presso il Teatro dell'Opera di Roma, carica che il direttore ricoprì per appena due anni (1998-2000) per poi dimettersi. Questa volta il progetto rimane incompiuto, limitandosi all'Oro del Reno e alla Valchiria, a causa anche di uno grave scontro con le forze sindacali, ma non solo. Cito dalla Prefazione di Sandro Cappelletto, al bellissimo volumetto di Sinopoli Il mio Wagner:

"Dopo l'Oro del Reno a Febbraio, Sinopoli dirigerà ancora, nel marzo 1999, la Valchiria, la prima recita è fissata alle 19, ma soltanto alle 18, dopo una lunga riunione tra i delegati sindacali e il maestro, si ha la sicurezza dell'esecuzione. Il successo musicale è indiscutibile, il teatro torna a riempirsi, a suscitare l'attenzione della critica, ma in realtà l'esperienza sta già volgendo al termine. La nuova sovrintendenza dell'Opera di Roma non tenterà mai di realizzare quel piano, troppi buchi si sono aperti nella rete politica e istituzionale, troppe promessi appoggi vengono a mancare, forte è l'opposizione delle due principali fondazioni liriche italiane, la Scala di Milano e il Maggio Musicale Fiorentino, a un'ipotesi di un rinnovato protagonismo dell'Opera di Roma. Il Sigfrido e il Crepuscolo degli dei, che dovevano completare l'esecuzione della Tetralogia in forma di concerto, verranno affidati a un altro direttore. Sinopoli lascia il teatro con rammatico e delusione fortissimi, come conviene a un artista, quale è stato, di profonde passioni. I promessi finanziamenti privati finiranno altrove".

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

Irriconoscibile rispetto a quale opera? Che termini di paragone hai in mente? Ho ascoltato sinfonie sue, ma era tanto tempo fa, e mi sembra che anche questa non rifiuti le coordinate che ricordo in lui!

Beh qui la composizione ha scatti di nervi che non sono molto frequenti nella sua musica, i glissando dell'orchestra per esempio. Il suo stile "classico" è abbastanza bucolico e fluente (e noioso, per come la vedo io). Poi ci saranno di sicuro anche altre opere con queste caratteristiche, del resto ha scritto come un forsennato per tutta la carriera.

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38 minuti fa, Persephone dice:

Buonasera a tutti voi 😊

Orazio Vecchi , Mascherata della malinconia e allegrezza.

Potrebbe piacere a @giobar

Persy vostra

 

Gradisco il pensiero :drinks:, ma è la seconda volta (mi pare) che mi becchi proprio su uno dei miei nervi scoperti musicali: i madrigali :crying_anim02:. Anche gli onnivori come me hanno, a volte, qualche idiosincrasia gastronomica :lol:

Io ora sto ascoltando, in disco, questa bella sinfonia di un autore svedese sottovalutato, che, per garantirsi pane e companatico a fronte dell'imprevedibilità del reddito come musicista, mise a frutto i suoi studi tecnici e fu per tutta la vita impiegato presso l'ufficio nazionale dei brevetti, fino a chiudere la carriera come direttore generale. Spero ti piaccia, io la trovo assai interessante e piacevole :music:

Kurt ATTERBERG
Sinfonia n. 2 in fa maggiore op. 6 (1913)

Radio-Sinfonie-Orchester Frankfurt
Ari Rasilainen

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1 ora fa, Euripide dice:

ho appena scoperto che esiste un compositore turco, ancora vivo, che il prossimo 23 di ottobre compirà 99 anni! :o 

è del '21. @Madiel lo conosce di sicuro :D 

boh, quest'anno, ma a ottobre, compie 99 anni Ilhan Usmanbas. 

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D.Scarlatti, Sonata Kk.99 in Do minore (esegue Mario Sollazzo su una copia di pianoforte Cristofori).

Curioso l'effetto di questi primissimi pianoforti, timbro quasi da clavicembalo, ma con possibilità dinamiche come, perlappunto, in un qualsiasi pianoforte, sia pur non così marcate. Però sembrano proprio il perfetto "anello di congiunzione".

A quanti debba controdediche.

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34 minuti fa, giobar dice:

Héctor BERLIOZ
La damnation de Faust op. 24

Stuart Burrows - Donald McIntyre
Edith Mathis - Thomas Paul
Tanglewood Festival Chorus
Boston Symphony Orchestra
Seiji Ozawa

No vabbé, qui c'è della telepatia! :o Sto ascoltando anch'io questo capolavoro di incisione. Anzi, ti devo essere riconoscente, perché l'ho scoperta proprio grazie a te e a @Ives quando, qualche anno fa, bazzicando il Forum da semplice lettore (forse era meglio per voi!), ne lessi mirabilia. Non aggiungo altro di mio, perché mi accodo al vostro giudizio. Tra l'altro oltre all'enorme valore artistico di questa esecuzione, c'è da dire che pure la ripresa del suono è veramente spettacolare, spaziosa ma dettagliata, rendendo così perfettamente giustizia alla tavolozza orchestrale berlioziana e all'uso immaginifico dei cori.

Per possederla materialmente ho dovuto procurarmi il cofanone DGG di Ozawa, ma fortunatamente, non avendo troppo in casa troppo materiale ozawiano - perdonate il neologismo - il numero dei doppioni non è così scandaloso. Aggiungo solo che, per conto mio, il Berlioz e il Ravel del direttore nipponico non possono mancare in ogni discoteca degna di essere chiamata tale.

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1 ora fa, Snorlax dice:

No vabbé, qui c'è della telepatia! :o Sto ascoltando anch'io questo capolavoro di incisione. Anzi, ti devo essere riconoscente, perché l'ho scoperta proprio grazie a te e a @Ives quando, qualche anno fa, bazzicando il Forum da semplice lettore (forse era meglio per voi!), ne lessi mirabilia. Non aggiungo altro di mio, perché mi accodo al vostro giudizio. Tra l'altro oltre all'enorme valore artistico di questa esecuzione, c'è da dire che pure la ripresa del suono è veramente spettacolare, spaziosa ma dettagliata, rendendo così perfettamente giustizia alla tavolozza orchestrale berlioziana e all'uso immaginifico dei cori.

Per possederla materialmente ho dovuto procurarmi il cofanone DGG di Ozawa, ma fortunatamente, non avendo troppo in casa troppo materiale ozawiano - perdonate il neologismo - il numero dei doppioni non è così scandaloso. Aggiungo solo che, per conto mio, il Berlioz e il Ravel del direttore nipponico non possono mancare in ogni discoteca degna di essere chiamata tale.

Sai che secondo Rofolfo Celletti uno dei Faust migliori della discografia è quello di Frans Vroons con Furtwangler?

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1 ora fa, Snorlax dice:

No vabbé, qui c'è della telepatia! :o Sto ascoltando anch'io questo capolavoro di incisione. Anzi, ti devo essere riconoscente, perché l'ho scoperta proprio grazie a te e a @Ives quando, qualche anno fa, bazzicando il Forum da semplice lettore (forse era meglio per voi!), ne lessi mirabilia. Non aggiungo altro di mio, perché mi accodo al vostro giudizio. Tra l'altro oltre all'enorme valore artistico di questa esecuzione, c'è da dire che pure la ripresa del suono è veramente spettacolare, spaziosa ma dettagliata, rendendo così perfettamente giustizia alla tavolozza orchestrale berlioziana e all'uso immaginifico dei cori.

Per possederla materialmente ho dovuto procurarmi il cofanone DGG di Ozawa, ma fortunatamente, non avendo troppo in casa troppo materiale ozawiano - perdonate il neologismo - il numero dei doppioni non è così scandaloso. Aggiungo solo che, per conto mio, il Berlioz e il Ravel del direttore nipponico non possono mancare in ogni discoteca degna di essere chiamata tale.

:drinks:

Sono stupefacenti sia la poderosa concezione complessiva dell'opera da parte del direttore, piena di sfaccettature e sensibilità per ogni aspetto ma nel contempo straordinariamente unitaria e cogente (il tempo vola!), sia la cura miracolosa dei dettagli. Sto riascoltando ora "D'amour l'ardente flamme" rapito dalla capacità di Ozawa di esaltare il timbro di ogni strumento e di ogni sezione orchestrale e di inglobare la voce senza farne un pezzo di bravura ma un tutt'uno che esprime passione, tenerezza, languore, abbandono: certe pause e certi rallentandi sono pazzeschi, così come la souplesse della sezione celli-contrabbassi, chiamata non solo a sostenere l'armonia ma a fare l'eco dolce e malinconica del canto di Marguerite. Per non parlare dei momenti, specie nei cori, in cui si dispiega il ritratto della baldanza giovanile un po' rozza, espressa con timbri orchestrali che sanno quasi di banda di paese e di festa patronale e il trattamento del coro quasi con uno spezzettamento delle voci e una rottura dell'eufonia, così da dare ancor più l'immagine del casino.

E' incredibile che la Universal abbia di fatto tolto dalla circolazione l'ancor più straordinario Roméo et Juliette di Ozawa, senza includerlo in alcuno dei box celebrativi realizzati (a parte il più grosso con le incisioni DG che però per chi possiede gli altri è zeppo di doppioni). Era ricomparso qualche anno fa a cura della Universal giapponese, che per una volta tanto ne aveva anche curato la distribuzione internazionale, sebbene a prezzo da gioielleria, ma ora è di proibitiva reperibilità.

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1 ora fa, Euripide dice:

cmq, solo un piccolo appunto, sul sito dell'orchestra virtuale del flaminio, c'è scritto che l'orpheus stravinskiano è stato composto tra il 1945 e il 1947, mentre il video che sto ascoltando caricato sul canale wellesz riporta l'anno 1948 @Madiel da quanto leggo il 1948 è l'anno della prima esecuzione, non del termine della composizione 

chi avrà ragione? :D 

Ma non eri sul punto di lasciarci, giri ancora in forum ? :o

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