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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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Regali pasquali brillanti:

Buono, ma non per me. Il Barocco latino-americhèno sarebbe stato il non plus ùltrola.

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On 6/4/2020 at 23:07, Madiel dice:

Ben gradito il pezzo, ma l'orchestra sembra pure finta! :cat_lol: (e comunque non è gran cosa a quel che leggo)

 

Non ho molti termini di paragone, però l'interpretazione data in questo cd mi sembra viri più sul versante tardo-romantico decadente più che su una più modernista.

Se così fosse, non mi sorprenderebbe neanche, visto che il resto del cd fa capo alla sua produzione non atonale.

Comunque davvero gran bel pezzo.

Buona Pasqua a tutti!

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buongiorno e auguri a tutti (per chi ci crede e ci tiene : ) )!!!

ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 2001 muore a Montecarlo il direttore d'orchestra Alberto Erede
- nel 1933 nasce a Barcellona il soprano Montserrat Caballé
- nel 1782 muore a Vienna Pietro Metastasio
- nel 1961 nasce ad Avignone il cembalista e direttore d'orchestra Christophe Rousset
- nel 1981 muore a Berlino il compositore e direttore d'orchestra Hans Chemin-Petit
- nel 1992 muore a Treviso il direttore d'orchestra e compositore Ettore Gracis

_____________________

 

 

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Johann Sebastian BACH
Messa in si minore BWV 232

Barbara Bonney  - Angelika Kirschlager
John Mark Ainsley - Alastair Miles
Tokyo Opera Singers
Saito Kinen Orchestra
Seiji Ozawa

Ammetto di essermi avvicinato a questa esecuzione un po' prevenuto, malgrado ci siano buone recensioni in giro. In tempi di approcci filologici e di interpreti ultraspecializzati, un Bach giapponese, con un coro operistico, una grande orchestra moderna e un grande direttore ma specialista di Berlioz, Mahler e 900 in genere?  E invece l'ascolto riserva sorprese piacevoli. Un discorso fluido, vivace, ma anche intenso e affettuoso, senza inutili turgidezze e romanticherie d'accatto. Un'esecuzione che va dritta al cuore della musica e colpisce per la sua grande naturalezza.  Interessante anche la squadra di collaboratori di Ozawa. Tra le prime parti strumentali ci sono anche due illustri musiciste: la grande violinista giapponese Masuko Ushioda e all'organo niente meno che Christine Schornsheim. Un gran bel Bach per il giorno di Pasqua in clausura 😷.

E auguri a tutti!

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5 ore fa, Ives dice:

 

 
@Madiel che cercava belle Leningrado live su YouTube...🧐

Mi pare di averla sentita, dovrò ripassare… 

 

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On 11/4/2020 at 15:57, Snorlax dice:

E infatti...

Johann Sebastian Bach, St John Passion, P. Pears, G. Howell, J. Shirley-Quirk, R. Burgess, J. Hill, J. Tobin, A. Thompson, H. Harper, A. Hodgson, R. Tear, Wandsworth School Boys' Choir, English Chamber Orchestra, Benjamin Britten

SJP-Britten-R1-1a%255BDecca-3LP%255D.JPG

Sono particolarmente legato a questa registrazione, perché con essa è avvenuto il mio primo approccio al capolavoro bachiano. La posseggo addirittura in doppia copia, e dato che già ieri mi sono cimentato con un Bach made in England, oggi faccio il bis, con questa ben più conosciuta esecuzione, che comunque non ascoltavo da molti anni. Registrata undici anni dopo quella di Willcocks - siamo nell'aprile del '71 - nella suggestiva location dei Snape Maltings, vero e proprio tempio britteniano, si avvale della superba supervisione tecnica di Kenneth Wilkinson, personalità simbolo della qualità Decca e uno dei più grandi ingegneri del suono della storia del disco. In breve, cosa si può dire riguardo a questa esecuzione?

Cominciando sempre dal testo, esso non è il medesimo della produzione precedente. Si tratta di una traduzione compiuta ex novo da Imogen Holst e da Pears, che, a quanto pare, forse non era del tutto soddisfatto della precedente. Leggo in rete che la nuova versione risulta molto più libera e meno rispettosa dell'originale tedesco, tuttavia, stando al mio orecchio inesperto, non mi pare che la linea melodica bachiana ne patisca particolarmente. In ogni caso, la performance canora di Pears non cela il passare degli anni, e il confronto con l'Evangelista dell'era Willcocks per certi versi risulta impietoso. L'intelligenza di questo particolare cantante continua ad essere una costante, ma la voce mostra innegabili crepe, risultando spesso gessosa, palesando così numerose difficoltà di emissione, dovute anche ad una certa stanchezza del mezzo espressivo. Buono il resto dei solisti, tra cui spicca l'ottimo Shirley-Quirk che regala una delle sue prove migliori. Poderoso il Gesù del poco più che trentenne Gwynne Howell. Il coro, privo anche questa volta di voci femminili, è quello del prestigioso Istituto Wandsworth di Londra - purtroppo dismesso nel 1991 - diretto da Russell Burgess, il quale è impegnato anche nel ruolo di Pietro. La massa corale sembra abbastanza ampia, ma, nonostante questo, emerge una certa chiarezza delle singole linee, nonché, nonostante la giovane età dei componenti, una certa sicurezza nell'intonazione e nell'emissione, anche nei registri più acuti. Ottima la English Chamber Orchestra supportata da un continuo sobrio ma mai statico ed inerte. Se il dramma deficitava nella direzione di Willcocks, con Britten non si può dire altrettanto: sicuramente l'approccio del compositore britannico è volto ad una certa teatralità, ma è la teatralità a cui da sempre ci ha abituato questo musicista: sottile, fatta di piccoli gesti, di sottrazioni, che rifugge le esplosioni emotive. Si tratta di un approccio alternativo sia al romanticismo di Mengelberg e Furtwangler, sia alla oggettiva ieraticità di Klemperer o di Richter: è un Bach quasi intimistico quello di Britten, un Bach che rinuncia quasi totalmente all'alone tragico, per percorrere una strada nel solco di una laica tolleranza.

Insomma, una incisione non per tutti, ma che sicuramente va conosciutà per l'originalità dell'approccio, che costituisce una sorta di unicum nella sterminata discografia di questo immortale capolavoro bachiano.

...dedico a @Ives, @Wittelsbach, @superburp, @kraus, @giordanoted, @Madiel, @Majaniello e a chi gradisce...

 

Mai sentita neppure nominare! :o Se dirigeva come i suoi famosi Brandeburghesi, sarà di certo ottima. Intanto ricambio con

Prokofiev: Suite Scita

Orchestra Nazionale della Radiodiffusione francese diretta da Igor Markevitch 

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8 ore fa, superburp dice:

Ringrazio Snorlax per le dediche. Io ieri ho ascoltato la classica Passione secondo San Matteo diretta da Richter (anche se proprio a Snorlax non piace molto).

Grazie Burpo, in realtà negli ultimi tempi mi sono avvicinato un po' a Richter, anche se di certo non è my cup of tea. Infatti, la registrazione del '58 - pur non essendo tra i miei riferimenti - credo possa essere benissimo considerata come uno spartiacque interpretativo, mentre con quella tarda - risalente al '79 se non erro - che ho ascoltato per la prima volta da poco tempo, faccio molta fatica, la trovo pesantissima, pachidermica, - e non è affatto una questione di tempi, durando solamente cinque minuti in più della precedente - con quel fastidioso e sferragliante suono di cembalo (tra l'altro assente nella prima incisione) che fa tanto colonna sonora film di genere anni '70. In questo caso per me è no.:wacko:<_<

Io invece oggi mi sento proiettato nella contemporaneità (quella storica). Dunque ti controdedico due celebri hits:

Gyorgy Ligeti, Atmospères & Lontano, Wiener Philharmoniker, Claudio Abbado

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....estendo anche a @Madiel, @il viandante del sud, @Ives, @superburp e a chi gradisce...

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15 ore fa, Snorlax dice:

Grazie Burpo, in realtà negli ultimi tempi mi sono avvicinato un po' a Richter, anche se di certo non è my cup of tea. Infatti, la registrazione del '58 - pur non essendo tra i miei riferimenti - credo possa essere benissimo considerata come uno spartiacque interpretativo, mentre con quella tarda - risalente al '79 se non erro - che ho ascoltato per la prima volta da poco tempo, faccio molta fatica, la trovo pesantissima, pachidermica, - e non è affatto una questione di tempi, durando solamente cinque minuti in più della precedente - con quel fastidioso e sferragliante suono di cembalo (tra l'altro assente nella prima incisione) che fa tanto colonna sonora film di genere anni '70. In questo caso per me è no.:wacko:<_<

Io invece oggi mi sento proiettato nella contemporaneità (quella storica). Dunque ti controdedico due celebri hits:

Gyorgy Ligeti, Atmospères & Lontano, Wiener Philharmoniker, Claudio Abbado

81ynNQV8ssL._SS500_.jpg

....estendo anche a @Madiel, @il viandante del sud, @Ives, @superburp e a chi gradisce...

Grazie,

non so se gradisci, ad ogni modo:

 

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Buona Pasquetta a tutti voi miei cari amici.

Oggi un ascolto Palestriniano, una delle Messe Mantovane commissionate dal Duca Guglielmo Gonzaga all'ex Magister Cantorum della Cappella Sistina.

La particolarità sta nel fatto che queste messe furono scritte su  melodie in uso a Mantova selezionate da Duca e dovevano essere utilizzate nella Cappella Palatina di Santa Barbara nel Palazzo Ducale.

Liturgia privata commissionata da e per i nobili.

A chi gradisce

Persy vostra

🌹🙏

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