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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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29 minuti fa, Wittelsbach dice:

Se la Callas avesse inciso Donna Anna negli anni Cinquanta ci avrebbe dato probabilmente un'interpretazione di sicuro riferimento, sto provando a immaginarmi un suo "Non mi dir".

@Pinkerton

Esiste, 1953:

provino prima della firma del contratto con la EMI.

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21456-quartetto_italiano_the_complete_ri

La discografia ufficiale del Quartetto Italiano è stata recentemente riassunta da un monumentale cofanetto di 37 cd con tutte le loro registrazioni per la Philips, la Decca e la Deutsche Grammophon. Poi c'è qualche ristampa dei dischi Emi. Ora è arrivata questa testimonianza storica inestimabile: la Audite ha scoperto a Berlino molti inediti registrati per la Rias, la radio fondata dalle forze di liberazione statunitensi nel dopoguerra. Ne è uscito questo triplo cd che arricchisce di molti pezzi il patrimonio discografico della formazione italiana (Donizetti, Cherubini, Shostakovich) e ce ne presenta un ritratto giovanile, con tutta la sua sobrietà e la purezza del suo classicismo. L’opera 77 di Haydn è un modello d’eleganza, Ravel e Schumann sono di una raffinatezza senza pari. Bellissimo anche Schubert, illuminato da un fraseggio efficacissimo. E poi c’è la scelta di difendere un repertorio italiano allora completamente sconosciuto, dal settecento ai contemporanei. Il quartetto in fa magg. di Cherubini e il Quarto di Malipiero sono eseguiti mirabilmente. Troppo "cigolante" l'approccio a Shostakovich (il n. 7) @Snorlax

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18 minuti fa, Ives dice:

21456-quartetto_italiano_the_complete_ri

La discografia ufficiale del Quartetto Italiano è stata recentemente riassunta da un monumentale cofanetto di 37 cd con tutte le loro registrazioni per la Philips, la Decca e la Deutsche Grammophon. Poi c'è qualche ristampa dei dischi Emi. Ora è arrivata questa testimonianza storica inestimabile: la Audite ha scoperto a Berlino molti inediti registrati per la Rias, la radio fondata dalle forze di liberazione statunitensi nel dopoguerra. Ne è uscito questo triplo cd che arricchisce di molti pezzi il patrimonio discografico della formazione italiana (Donizetti, Cherubini, Shostakovich) e ce ne presenta un ritratto giovanile, con tutta la sua sobrietà e la purezza del suo classicismo. L’opera 77 di Haydn è un modello d’eleganza, Ravel e Schumann sono di una raffinatezza senza pari. Bellissimo anche Schubert, illuminato da un fraseggio efficacissimo. E poi c’è la scelta di difendere un repertorio italiano allora completamente sconosciuto, dal settecento ai contemporanei. Il quartetto in fa magg. di Cherubini e il Quarto di Malipiero sono eseguiti mirabilmente. Troppo "cigolante" l'approccio a Shostakovich (il n. 7) @Snorlax

wow che chicca.

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Ascolto un bellissimo pezzo di Petrassi dei tardi Quaranta.

Trovo irresistibile l'entrata del clavicembalo a 0:50, vagamente colonna sonora di film di genere.

 

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1 ora fa, Majaniello dice:

Esiste, 1953:

provino prima della firma del contratto con la EMI.

Beh non malaccio, malgrado le condizioni di registrazione tecnicamente non felici. Coloratura a volte non fluidissima, ma notevoli carezze vocali, che propiziano un'atmosfera coerente col significato scenico di quest'aria, come sempre con la Callas.

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Joseph HAYDN
Le ultime sette parole del nostro Redentore in croce Hob.XX:2

Inga Nielsen - Margareta Hintermeier
Anthony Rolfe-Johnson - Robert Holl
Arnold Schoenberg Chor
Concentus Musicus Wien
Nikolaus Harnoncourt

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5 ore fa, il viandante del sud dice:

Arnold Schoenberg

5 Pezzi per orchestra, op. 16

Beethoven Orchester Bonn

@Madiel

Ben gradito il pezzo, ma l'orchestra sembra pure finta! :cat_lol: (e comunque non è gran cosa a quel che leggo)

Ricambio con tutte le sinfonie di questo cofanetto che sto ascoltando (con la bavetta alla bocca) da stasera

Honegger: Symphonies Nos 1-5, Pacific 231, Mouvement symphonique ...

 

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Passiontide, tempo di brutalità, il canto sta alla sofferenza come l'insofferenza umana al drago di turno.

Possa l'umanità ricomprendere in una pace rinnovata la terribile contabilità del tempo bissestato di turno.

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17 ore fa, Madiel dice:

Ben gradito il pezzo, ma l'orchestra sembra pure finta! :cat_lol: (e comunque non è gran cosa a quel che leggo)

Ricambio con tutte le sinfonie di questo cofanetto che sto ascoltando (con la bavetta alla bocca) da stasera

Honegger: Symphonies Nos 1-5, Pacific 231, Mouvement symphonique ...

 

Com'è rispetto a Dutoit?

Io sto ascoltando questo bel requiem, ascoltato (mai per intero) un paio di volte alla radio anni fa:

Dedica ad Ives, kraus, Persephone ed Euripide.

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47 minuti fa, superburp dice:

Io sto ascoltando questo bel requiem, ascoltato (mai per intero) un paio di volte alla radio anni fa:

Dedica ad Ives, kraus, Persephone ed Euripide.

Grazie, Campra è uno dei Maestri del mottetto francese. La Messe de Requiem è la sua composizione più conosciuta, che gode di almeno due edizioni celebri (Gardiner, 1981 e Herreweghe, 1987). Il resto della produzione è un pò dimenticato. Peccato, perchè è un autore importante nel panorama musicale francese, tra seicento e settecento. Ricambio con:

Mahler

Six Early Songs (arr. Harold Byrns)

Bernd Weikl - baritone

Philharmonia Orchestra

Giuseppe Sinopoli

 

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Joseph HAYDN
Le ultime sette parole del nostro Redentore in croce Hob.XX:3
(versione per pianoforte)

Jos van Immerseel, fortepiano

Sto ascoltando in sequenza le varie versioni di questo capolavoro haydniano e trovo quella per tastiera di una asciuttezza drammatica sorprendente. Senza nulla togliere ai raggiungimenti espressivi e timbrici propri delle più note versioni per orchestra, coro e orchestra e quartetto, qui la nudità della sola tastiera - per giunta un fortepiano sotto le dita di uno specialista che evita come il demonio quasiasi effetto romanticheggiante ed esalta, grazie a un incisivo staccato, la pregnanza di ogni nota - fa emergere l'essenzialità della narrazione haydniana.  Incredibile che un'opera così ricca e di impatto tanto forte sia poco frequentata dai pianisti.

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1 ora fa, superburp dice:

Com'è rispetto a Dutoit?

Io sto ascoltando questo bel requiem, ascoltato (mai per intero) un paio di volte alla radio anni fa:

Dedica ad Ives, kraus, Persephone ed Euripide.

Grazie Super :) Di Campra, oltre alla messa da Requiem, ho questa bella cantata:

 

Che ti va in controdedica con annessi e connessi, peresempiamente e infattamente

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1 ora fa, superburp dice:

Com'è rispetto a Dutoit?

Io sto ascoltando questo bel requiem, ascoltato (mai per intero) un paio di volte alla radio anni fa:

Dedica ad Ives, kraus, Persephone ed Euripide.

grazie super! mai sentita una sola nota di Campra... :umnik2:

ricambio con questo capolavoro:

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ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 1877 muore a Genova il compositore Errico Petrella

 

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8 minuti fa, Euripide dice:

Errico Petrella

Che, non dimentichiamocelo, musicò I promessi sposi:

 

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Buonasera a tutti voi miei cari amici

Mozart , sonata per piano e violino k526

A chi gradisce

Persy vostra 

🌹

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3 ore fa, superburp dice:

Com'è rispetto a Dutoit?

Complessivamente migliore come interpretazioni, meno come qualità delle registrazioni, che vanno dal 1960 al 1986. Nella 1a più o meno si equivalgono, ma Dutoit ne dà una lettura più esasperata che non mi convince, in assoluto preferisco la più equilibrata edizione di Neumann (che abbiamo su Wellesz, un live del 1970). La 1a di Baudo ha l'incisione peggiore di tutto il cofanetto. Ottima la 2a di Baudo con qualche problema di equilibrio della tromba nella conclusione, invece Dutoit, nonostante la solita ottima ripresa sonora, ne dà una versione un po' scialba. Su tutti domina, però, quella celebre di von Karajan. Ottime 3a e 5a di Baudo, ma nel complesso preferisco Dutoit (anche a von Karajan), più grandioso e drammatico. Baudo fa una lettura molto aggraziata ed empatica della 4a, mentre Dutoit è ancora una volta insipido, riesce meglio nel movimento conclusivo. Eccellenti Pacific, Movimento sinfonico n.3 e Prélude pour la Tempete di Baudo che completano la raccolta,  ma per il solo Pacific 231 preferisco Dutoit. Nel complesso è un grande cofanetto che ho sempre consigliato, essenziale nella discografia honeggeriana.

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