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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
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Sentite l'effetto che fanno i corni suonati col vibrato, alla russa, evidenti soprattutto alla ripetizione dell'esposizione (sissignori, Svetlanov fa anche quella, a differenza di una successiva testimonianza con la Radio svedese).

Per te @Snorlax

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Franz SCHUBERT
Sonatina per violino e pianoforte in sol minore D.408 (op.137 n. 3)

Julia Fischer, violino
Martin Helmchen, pianoforte

Musica da camera in senso stretto, che vive del dialogo fitto, riservato, pudico fra i due strumenti e che per l'ascolto esige intimità e vicinanza. Ascoltai la Fischer ed Helmchen anni fa in una grande sala da concerto proprio in recital interamente dedicato allo Schubert per violino e pianoforte. Ne trassi una sgradevole impressione di noia, di lontananza, di straniamento, come se i due interpreti non suonassero per  il pubblico ma fossero lì per i fatti loro. Erano con tutta evidenza bravi e professionali, ma non suscitavano alcun feedback e non fui il solo ad andarmene via, alla fine, con molte perplessità. Oggi, all'ascolto di questo gioiello che è il loro doppio cd con l'integrale schubertiana per i loro strumenti capisco che sbagliarono ad accettare una scrittura per una sala con quasi 2000 posti dove proprio loro erano fuori posto. Avrebbero dovuto esigere un'atmostera e un contesto più intimi e raccolti, che permettesse loro di far sentire agli ascoltatori anche il respiro e il battito cardiaco e di cogliere, di rimando, lo stupore e la gioia davanti a un fare musica così raffinato, intenso e confidenziale. Ciò che avviene con questi dischi imperdibili.

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Rosa Tamarkina, seconda classificata al concorso Chopin di Varsavia nel 1937, era una pianista apprezzata e una professoressa al conservatorio di Mosca quando nel 1950 morì, a trent'anni. La Scribendum ha raccolto le testimonianze sonore della sua brevissima carriera, permettendoci di riscoprire questa pianista dal virtuosismo imperioso. Tra i momenti più impressionanti ci sono dei Fantasiestücke op. 111 di Schumann cupamente tragici, uno scherzo op. 39 di Chopin che è una barricata di suono, due improvvisi di Schubert che sono stelle filanti, una rapsodia n. 10 di Liszt dal tocco fantastico ed elegantissimo. Immancabile per una sovietica il secondo concerto di Rachmaninov, suonato in modo incendiario. Ripresa audio che va dal buono al discreto, vista l'epoca di registrazione.

 

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Buonasera a tutti ,

Visto che si parla di Beethoven e Direttori eccellenti , Overture del Coriolano, op 62.

Dirige l'orchestra di Basilea , Giovanni Antonini.

@kraus @6Rimbaud @Ives

 

 

Persy vostra

🌹

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15 ore fa, Persephone dice:

Buonasera a tutti ,

Visto che si parla di Beethoven e Direttori eccellenti , Overture del Coriolano, op 62.

Dirige l'orchestra di Basilea , Giovanni Antonini.

@kraus @6Rimbaud @Ives

 

 

Persy vostra

🌹

Grande Ouverture, Persy, grazie :) Ricambio con un Grieg ruvido, ma a tratti popolaresco (tipo nell'Allegro molto marcato o nel Presto al saltarello che formano la seconda metà del 1° quartetto di questo CD):

Risultato immagini per grieg string quartet tchernov popova

Si tratta a conti chiusi d'un quartetto e mezzo, in quanto il Quartetto n. 2 in fa (EG117), nonostante il lungo primo movimento (un tredici minuti abbondanti), è costituito solo da due tempi, ossia un Allegro vivace e gracioso (sic) e un Allegro scherzando. Dei due movimenti incompiuti restano invece solo abbozzi.

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5 ore fa, Wittelsbach dice:

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@Madiel dopo qualche anno ci riprovo

E dopo questa ti toccherà anche Hagith, un'ottimo drammone di impronta biblica ma trasposto in un tempo indeterminato, che pare a tutti gli effetti un cartone preparatorio per Re Ruggero. Musica al limite della tonalità, situazioni morbose, filosofia, conflitto tra bene e male, tra dovere e amore, insomma una roba per te :D 

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Franz LISZT
Rapsodie ungheresi n. 8, 9, 10, 11, 13

Claudio Arrau, pianoforte

Incisione del 1951-52 che si caratterizza per uno sfoggio di virtuosismo mai fine a se stesso e sempre nei confini di una musicalità eccelsa e di uno stile raffinatissimo. Un Liszt cesellato, intenso e visionario. Molto bello.

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1 ora fa, giobar dice:

Franz LISZT
Rapsodie ungheresi n. 8, 9, 10, 11, 13

Claudio Arrau, pianoforte

Incisione del 1951-52 che si caratterizza per uno sfoggio di virtuosismo mai fine a se stesso e sempre nei confini di una musicalità eccelsa e di uno stile raffinatissimo. Un Liszt cesellato, intenso e visionario. Molto bello.

Da leggere le pagine sempre un po' involute ma pregne che Rattalino dedicò all'Arrau interprete di Liszt e Schumann.

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