Vai al contenuto

Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
 Condividi

Recommended Posts

2 ore fa, kraus dice:

Ci sono, oltre alle cadenze, anche i cicli di Variazioni composti da Beethoven su temi mozartiani. Oltre a quello su "Se vuol ballare" citato nel mio ultimo ascolto, ce ne sono due su temi del Flauto magico:

E quelle, davvero nascoste, su "Là ci darem la mano" (WoO 28):

 

Grazie per queste perle Kraus 😊

Quindi possiamo tranquillamente festeggiare il B-B ( Beethoven Birthday) facendo soffiare qualche candelina sulla torta anche all'amico Wolfgang.

Che i due corrispondessero d'amorosi intenti si ravvisa anche in forma più sfumata nella Sonata in Do minore K457 di Mozart.

La passione, lo stato d'animo , gli accenti di intima sofferenza, fanno approdare  ad una fertile terra vergine , sulla quale posera' il piede Beethoven.

In particolare il secondo movimento, l'adagio , sarà la colonna ispiratrice del secondo movimento della "Sonata per pianoforte n.8, Patetica", nella quale Beeth proporrà un tema molto simile.

 

Inoltre l'ultimo tempo, fusione magistrale delle forme di rondò e di sonata costituisce il nuovo modello di finale mozartiano che insieme a certe pagine analoghe di Haydn, traccia le linee formali dei futuri rondò di Beethoven.

Questa nuova forma di rondò che si sviluppa sui modelli di C.P.E Bach , porta ad ua maggiore coesione interiore il gioioso susseguirsi di episodi dell'antico rondeau francese.

Le coreografiche idee contrastanti dell'antico "sonar a ronda" si mutano in temi secondari regolarmente esposti e ripresi 

Solo lo sviluppo conserva la antica struttura formale del rondò ma al posto del lavoro tematico vediamo una ripresa dell'idea  principale e dell'episodio secondario.

Questo finale prevede ritmi sincopati, pause, incisi che non danno pace nemmeno nelle note  finali.

La stessa inquietudine e la stessa meravigliosa passione convulsa del rondò Beethoveniano.

 

 

Link al commento
Condividi su altri siti

  • Risposte 4,3k
  • Creato
  • Ultima Risposta

Top utenti di questa discussione

Top utenti di questa discussione

Risultati immagini per "pal nemeth" "michael haydn " "MH 150"

Sinfonie nn. 15, 16 e 19 (MH 150, 152 e 198) + Sinfonia in sol dalla Cantata Quod video superiale MH 144

Altro giro e altro cambio di direttore (e d'orchestra) per la Brilliant, che s'affida a Pál Németh per quest'altro disco, leggermente inferiore ai tre precedenti e tutto dedicato a lavori dei primi anni '70. Un Michele ancora acerbo per qualche verso, con la Sinfonia n. 15 che sembra quasi sgomitare tra le varie Alte e Neue Lambacher contese tra Mozart padre & figlio. (Continua, scusate ma casco dal sonno) 

Preparamo li semi che domani se beccamo...

Edit: se gli Allegri parlano comunque una lingua robusta e ruspante, sostenuti dalla forza propulsiva di un'armonia sempre vivace, molto più disimpegnati sono gli Andanti di questo CD, che ricordano molto gli esempi galanti del fratello Joseph e di Mozart (il Della Croce li bolla con la definizione poco lusinghiera di "andanti-tappezzeria"). Michele giuoca compiaciuto con l'inversione Minuetto - Andante, inserendo la danza al secondo posto nella 15 e nella 16, senza che ciò abbia tuttavia effetti sconvolgenti sull'insieme.

Spicca sul resto la Sinfonia n. 19, la più estesa del gruppo, che esordisce con un ritmo di minuetto che ricorda alcuni incpit originali di Franz Joseph e si alterna nel corso di tutto il primo tempo ad una scansione più abituale per un Allegro; più elaborato è anche l'Andante, con una melodia più nitida, ma lascia il segno soprattutto il Trio del movimento seguente (in uno straniante minore), che rimane sospeso nel nulla prima che il ritorno del Minuetto lo spazzi via.

Spiritosissimo, quasi una sigla michaydniana, il Presto assai di congedo, passerella di temi, idee, trovate all'insegna del gioioso umorismo familiare. La suddivisione delle tracce, anche stavolta nella norma, conferma che l'attribuzione di una traccia a sinfonia era un brutto ricordo dei primi due dischi della raccolta.

Link al commento
Condividi su altri siti

8 ore fa, Persephone dice:

Grazie per queste perle Kraus 😊

Quindi possiamo tranquillamente festeggiare il B-B ( Beethoven Birthday) facendo soffiare qualche candelina sulla torta anche all'amico Wolfgang.

Che i due corrispondessero d'amorosi intenti si ravvisa anche in forma più sfumata nella Sonata in Do minore K457 di Mozart.

La passione, lo stato d'animo , gli accenti di intima sofferenza, fanno approdare  ad una fertile terra vergine , sulla quale posera' il piede Beethoven.

In particolare il secondo movimento, l'adagio , sarà la colonna ispiratrice del secondo movimento della "Sonata per pianoforte n.8, Patetica", nella quale Beeth proporrà un tema molto simile.

 

Inoltre l'ultimo tempo, fusione magistrale delle forme di rondò e di sonata costituisce il nuovo modello di finale mozartiano che insieme a certe pagine analoghe di Haydn, traccia le linee formali dei futuri rondò di Beethoven.

Questa nuova forma di rondò che si sviluppa sui modelli di C.P.E Bach , porta ad ua maggiore coesione interiore il gioioso susseguirsi di episodi dell'antico rondeau francese.

Le coreografiche idee contrastanti dell'antico "sonar a ronda" si mutano in temi secondari regolarmente esposti e ripresi 

Solo lo sviluppo conserva la antica struttura formale del rondò ma al posto del lavoro tematico vediamo una ripresa dell'idea  principale e dell'episodio secondario.

Questo finale prevede ritmi sincopati, pause, incisi che non danno pace nemmeno nelle note  finali.

La stessa inquietudine e la stessa meravigliosa passione convulsa del rondò Beethoveniano.

 

 

Le analogie tra la KV 457 e la Patetica sono un altro dei maggiori punti di contatto tra i due geni; dopo aver preso le mosse da Haydn (e persino da Clementi) nelle sue prime composizioni, Beethoven intuì nel minore mozartiano delle sonate e dei concerti un potenziale straordinario che contribuì ad alimentare i suoi primi lavori "di cattivo umore". Si ricopiò nota per nota il KV 466 e, dopo averlo opportunamente munito di nuove cadenze come s'è visto, ne fece tesoro per il suo Terzo Concerto per pianoforte; ebbe inoltre un debole per le opere liriche di Mozart (Flauto, Nozze e Don Giovanni in primis).

Un altro autore che Beethoven ammirava, oltre a CPE Bach, era Händel:

Il suo omaggio più consistente al genio di Halle fu però l'Ouverture "Die Weihe des Hauses" dove anziché variare Händel, lo rivisita in chiave classica:

 

Link al commento
Condividi su altri siti

Risultati immagini per music for keyboard II tasini

Altro bel discone di Tasini e della Tactus, alle prese con le magistrali Toccate-Sonate di un autore degno padre di tanto figlio; benché queste composizioni rechino tutte il nome di toccata, la loro natura bi- o tripartita le trasforma in composizioni particolarmente variegate e di affascinante complessità (le stesse Toccate di Bach, del resto, sono composite e suddivise in un numero anche maggiore di episodi).

L'unica opera che qui non sia ripartita in più fasi è la Toccata VIII in la minore, più che altro per la sua brevità; altra cosa è la successiva (la X in fa maggiore) che conta due episodi in Allegro, un Adagio, un Presto, un Arpeggio (un preludio di tipo accordale) e una Corrente; curiosamente manca solo la Fuga. Nell'ultimo brano del CD abbiamo anche un sottopezzo intitolato Aria alla francese.
 
Al di là della struttura, però, Scarlatti gioca perentoriamente le carte sicure della sua ispirazione e di un estro sempre ardente. Par quasi che si diverta a passare da un'idea all'altra, velando le sue creazioni di una misteriosa unità superiore.

Link al commento
Condividi su altri siti

5 ore fa, kraus dice:

Le analogie tra la KV 457 e la Patetica sono un altro dei maggiori punti di contatto tra i due geni; dopo aver preso le mosse da Haydn (e persino da Clementi) nelle sue prime composizioni, Beethoven intuì nel minore mozartiano delle sonate e dei concerti un potenziale straordinario che contribuì ad alimentare i suoi primi lavori "di cattivo umore". Si ricopiò nota per nota il KV 466 e, dopo averlo opportunamente munito di nuove cadenze come s'è visto, ne fece tesoro per il suo Terzo Concerto per pianoforte; ebbe inoltre un debole per le opere liriche di Mozart (Flauto, Nozze e Don Giovanni in primis).

Un altro autore che Beethoven ammirava, oltre a CPE Bach, era Händel:

Il suo omaggio più consistente al genio di Halle fu però l'Ouverture "Die Weihe des Hauses" dove anziché variare Händel, lo rivisita in chiave classica:

 

Secondo B.Paumgartner , nella k457 è racchiuso il "seme spirituale " dell'episodio in mi minore dello sviluppo dell' Eroica 

Sempre in tema di artisti ammirati da Beethoven , ritroviamo Cherubini, considerato da Ludwing il più grande compositore vivente dopo Haydn.

Beethoven gli scrisse personalmente, nel 1823,  per manifestare la sua grande ammirazione , specialmente riguardo alle opere teatrali.

Beeth considerava il libretto delle Due giornate di Cherubini , insieme a quello della Vestale di Spontini, i migliori di sua conoscenza.

Il Nostro considerava Spontini molto abile nell'ottenere effetti teatrali e nel riprodurre il fragore delle armi i musica.

Di Haendel e della sua musica, ammirava molto la semplicità e il carattere "popolare", la facilità di raggiungere obiettivi elevati con mezzi all'apparenza semplici.

Restando in tema di Variazioni Beethoveniane, non possiamo certo trascurare le 33 Variazioni su un valzer di Diabelli.

Ben 32 musicisti furono contattati da Anton Diabelli per scrivere una variazione su un suo tema.

Beethoven all'inizio si dimostrò alquanto riottoso e rifiuto- l'invito ma in seguito......scrisse ben 33 Variazioni , compiendo un lavoro di mole e spessore forse maggiore dai tempi delle Goldberg di Bach.

( che caratterino il nostro...mi ricorda tanto i malumori adolescenziali che conosco bene avendo due esempi in casa 😁)

A quanto pare la variazione 33....è TANTA ROBA !

 

Link al commento
Condividi su altri siti

4 ore fa, Persephone dice:

Ben 32 musicisti furono contattati da Anton Diabelli per scrivere una variazione su un suo tema.

E al promotore di quell'iniziativa andò pure meglio del previsto, perché alla fine presero parte all'impresa ben 51 compositori. Un po' di anni fa Amadeus pubblicò i due CD di Buchbinder con tutti questi contributi, oltre ovviamente a quello beethoveniano.

Ben grasso affare per un autore, il Diabelli, assolutamente imparagonabile ai compositori succitati i cui temi furono oggetto di altre variazioni beethoveniane, buono tutt'al più per gli esercizi e gli studi riservati ai dilettanti.

Qui di seguito tutta la pappardella delle variazioni, a cura del fior fiore del pantheon compositivo di primo '800: c'erano, tanto per non fare nomi, gente come Liszt (che all'epoca aveva 7 anni ed era forse alla prima composizione), Schubert, due Czerny al prezzo di uno (non parenti fra loro, però), Hummel e Franz Xaver Mozart, figlio di Wolfgang. Bonus di lusso: l'Arciduca Rodolfo d'Austria ("massì, abbondiamo, sennò poi dicono che siamo tirati").

Walter Riezler, grande biografo beethoveniano, cazzia in blocco quasi tutto l'ardito e baldanzoso plotone dei variazionisti, con rare e quanto mai lodevoli eccezioni (tra cui spicca quella di Joseph Panny, compositore di cui ancor oggi, purtroppo, si sa ben poco). 

Seguono, non appena li avrò trovati, le critiche del Riezler alla faccia dei nostri eroi.

Link al commento
Condividi su altri siti

16 ore fa, Alucard dice:

5028421957814.jpg?1577705434

Come sono ? Ne vale la pena ?

----

Rudolf Kelterborn (* 1931): Visions Sonores, per sei gruppi di percussioni e sei strumenti obbligati (1979)

Balser Schlgzeug Ensemble diretto da Paul Sacher

 

 

Link al commento
Condividi su altri siti

Ludwig van BEETHOVEN
Quintetto per archi in do maggiore op. 29

Quartetto di Tokyo
più Pinchas Zukerman alla 2a viola

Unico quintetto di Beethoven, è stranamente un'opera meno nota ed eseguite rispetto ai molti quartetti, sebbene non sia ad essi inferiore quanto a livello artistico. Basta una viola in più, d'altronde, a cambiare in modo radicale l'equilibrio sonoro e a fare di questo pezzo bellissimo un qualcosa che si distanzia parecchio, almeno sul piano timbrico, dai quartetti.

Link al commento
Condividi su altri siti

Ed ecco Riezler: "La maggior parte delle Variazioni sono trasformazioni puramente vacue, qualche volta pianisticamente interessanti, qua e là virtuosistiche, di una brillantezza che ricorda Carl Maria von Weber, come soprattutto il pezzo di Tomaschek, che trasformò il Walzer in una Polacca".

"Si annuncia anche il pezzo da salon" e nella sua forma peggiore in un Adagio in la bemolle, sdolcinato e dilettantistico, di Horzalka." Agevoliamo il contributo:

Daje con le botte: "Alcuni si pongono problemi formali: Drechsler scrive una "quasi Ouverture", Förster un "Capriccio", Sechter un Canone molto arido, l'arciduca Rodolfo una fuga scolastica (alla quale il tema si adatta ben poco), Joachim Hoffmann un fugato a tre voci."

 

 

Link al commento
Condividi su altri siti

"Solo pochissimi vanno più a fondo: Kerzkowsky (...) si preoccupa di creare immagini molto espressive, Kalkbrenner (...) sviluppa la pria parte della sua Variazione a partire dal motivo in levare del tema, però non prosegue."

"Ringer [recte: Rieger] sviluppa una Variazione sorprendentemente audace dal punto di vista armonica, che perde naturalmente il filo tematico e che forse proprio per questo non venne accolta da Diabelli. (...) L'undicenne Franz Liszt mostra nella sua fiorita Variazione preannunci di una fantasia vivace."

 

"Degno di nota è il contributo di Jos. Panny, un compositore quasi dimenticato, che conduceva, secondo Riemann, una "irrequieta vita nomade"; è un pezzo dalle connessioni un poco allentate, niente affatto esemplare, le cui figurazioni sono tuttavia vivaci e piene di sensibilità. Si vorrebbe conoscere altro di lui. [Anfatti.]"

 

Link al commento
Condividi su altri siti

"Uno solo tra tutti ha sentito che, dal punto di vista melodico-tematico, si doveva aggiungere al tema qualcosa di proprio: il giovane Franz Schubert che, con una incantevole e dolce melodia in do minore, lascia la struttura del tema invariata e trasforma solo le progressioni in modo discendente, come fa spesso anche Beethoven, portandoci nella sfera della musica geniale (il suo contributo era stato consegnato già nel 1821".

Ad ogni modo Riemann rimarca che "l'altezza solitaria a cui Beethoven si libra, l'enorme distanza che lo separa da quasi tutti i compositori contemporanei appaiono in completa evidenza."

Scusate il messaggio plurimo, ma i rilievi del grande Riemann, in occasione del genetliaco beethoveniano, meritavano una rispolverata.

Link al commento
Condividi su altri siti

On 3/1/2020 at 23:08, Madiel dice:

Poulenc: Dialogues des carmélites

Orchestra di Lione, Nagano

idem, ultimo atto.

Il finale dell'opera è proprio straziante :wacko:  Riguardo alla esecuzione, direi dieci e lode.

Link al commento
Condividi su altri siti

Risultati immagini per biber ruhadze

Il 2° CD, con le Sonate del Rosario dalla 10 alla 15 più la sedicente sedicesima (L'Angelo Custode). Ruhadze meritorio e meritevole come sempre, ma così, a brutto muso e senza indagini, ricordo emozioni migliori con la Lautenbacher:

Risultati immagini per the magic violin biber bach

Simpaticissime le note del CD che, velatamente, danno a Biber dell'opportunista (oltre che dell'innovatore, bontà loro): tutto questo perché si sospetta il tapino di aver riciclato le Sonate del Rosario per far fronte alla commissione dell'Arcivescovo di Salisburgo Maximilian Gandolph, benché altri studiosi ritengano che le abbia inizialmente scritte per il cassetto e in seguito utilizzate per farne dono all'arcivescovo. Nun v'abbastava er capolavoro?

hif-biber.jpg           "Ma tu guarda 'st'impuniti!"

Link al commento
Condividi su altri siti

Risultati immagini per "michael haydn "  németh

Le prime, ingenue ma già solide sinfonie di Michelino, che in ogni caso aveva già le idee ben chiare almeno sulla struttura, quadripartita con minuetto in terza posizione e presto finale generalmente molto breve. Qua e là ci sono avvincenti intuizioni come nell'andante della Sinfonia n. 3 in sol. 

A seguire il 3° CD dell'integrale delle Sonate per violino biberiane (altre opere scritte a Salisburgo, nel 1681 e senza titolo).

Link al commento
Condividi su altri siti

4 ore fa, kraus dice:

E al promotore di quell'iniziativa andò pure meglio del previsto, perché alla fine presero parte all'impresa ben 51 compositori. Un po' di anni fa Amadeus pubblicò i due CD di Buchbinder con tutti questi contributi, oltre ovviamente a quello beethoveniano.

Ben grasso affare per un autore, il Diabelli, assolutamente imparagonabile ai compositori succitati i cui temi furono oggetto di altre variazioni beethoveniane, buono tutt'al più per gli esercizi e gli studi riservati ai dilettanti.

Qui di seguito tutta la pappardella delle variazioni, a cura del fior fiore del pantheon compositivo di primo '800: c'erano, tanto per non fare nomi, gente come Liszt (che all'epoca aveva 7 anni ed era forse alla prima composizione), Schubert, due Czerny al prezzo di uno (non parenti fra loro, però), Hummel e Franz Xaver Mozart, figlio di Wolfgang. Bonus di lusso: l'Arciduca Rodolfo d'Austria ("massì, abbondiamo, sennò poi dicono che siamo tirati").

Walter Riezler, grande biografo beethoveniano, cazzia in blocco quasi tutto l'ardito e baldanzoso plotone dei variazionisti, con rare e quanto mai lodevoli eccezioni (tra cui spicca quella di Joseph Panny, compositore di cui ancor oggi, purtroppo, si sa ben poco). 

Seguono, non appena li avrò trovati, le critiche del Riezler alla faccia dei nostri eroi.

That's incredible !! Praticamente un X factor d'altri tempi girato all'inverso !

Il compositore "mediocre" lancia un'idea e la creme de la creme dei geni musicali planetari interpreta.....curiosa vicenda davvero.

Leggerò con piacere il tuo link e attendo le critiche del Rietzler, intanto approfondisco sui testi che ho a disposizione 😊

Nel mentre....

Comunque vorrei essere una mosca e viaggiare nel tempo, per capire PERCHÉ sulle prime Beethoven fece tanto il difficile 😁😁

 

Link al commento
Condividi su altri siti

13 minuti fa, Persephone dice:

Comunque vorrei essere una mosca e viaggiare nel tempo, per capire PERCHÉ sulle prime Beethoven fece tanto il difficile 😁😁

Tecnicamente il problema era la debolezza della melodia diabelliana, definita papale papale da Beeth "Schusterfleck" (termine colorito e di ardua traduzione, che si potrebbe rendere con "temazzo ripetitivo"), riferendosi alla ripetizione un tono sopra della frase iniziale, espediente che Diabelli usa in seguito anche nella seconda sezione del suo valzer. Poi, forse sorpreso dall'ampia partecipazione dei colleghi, cambiò idea e disse "Ma sì, Diabelli avrà le variazioni sul suo temazzo". "Variazioni" si badi, non "variazione", segno che aveva già in mente un piano diabolico per sbaragliare i concorrenti, o lo stava pian piano architettando.

13 minuti fa, Persephone dice:

Leggerò con piacere il tuo link e attendo le critiche del Rietzler

Qui :) (e post successivi)

Link al commento
Condividi su altri siti

15 minuti fa, kraus dice:

Tecnicamente il problema era la debolezza della melodia diabelliana, definita papale papale da Beeth "Schusterfleck" (termine colorito e di ardua traduzione, che si potrebbe rendere con "temazzo ripetitivo"), riferendosi alla ripetizione un tono sopra della frase iniziale, espediente che Diabelli usa in seguito anche nella seconda sezione del suo valzer. Poi, forse sorpreso dall'ampia partecipazione dei colleghi, cambiò idea e disse "Ma sì, Diabelli avrà le variazioni sul suo temazzo". "Variazioni" si badi, non "variazione", segno che aveva già in mente un piano diabolico per sbaragliare i concorrenti, o lo stava pian piano architettando.

Qui :) (e post successivi)

Praticamente....lo considerava " un mappazzone" 😁😀

Ops....mi sono sfuggiti i tuoi post.

Vado a leggere 😉

Link al commento
Condividi su altri siti

5 ore fa, Madiel dice:

Come sono ? Ne vale la pena ?

----

Rudolf Kelterborn (* 1931): Visions Sonores, per sei gruppi di percussioni e sei strumenti obbligati (1979)

Balser Schlgzeug Ensemble diretto da Paul Sacher

 

 

Assolutamente sì. Chiaramente non sono capolavori sonatistici ma mostrano un'inventiva tanto esuberante nelle sonate veloci quanto lirica in quelle lente.

 

Link al commento
Condividi su altri siti

1 ora fa, Alucard dice:

Assolutamente sì. Chiaramente non sono capolavori sonatistici ma mostrano un'inventiva tanto esuberante nelle sonate veloci quanto lirica in quelle lente.

 

Cercherò e ascolterò! :cat_smile:

----

Dal claustrale Poulenc mi immergo volentieri nel vizio e nel peccato con Salome (dai sottotitoli in ungherese! :D ) 

 

Link al commento
Condividi su altri siti

8 ore fa, Persephone dice:

Praticamente....lo considerava " un mappazzone" 😁😀

Ops....mi sono sfuggiti i tuoi post.

Vado a leggere 😉

Per altri particolari e notizie sulle Variazioni Diabelli c'è anche un gustoso testo, Il romanzo del pianoforte (di Dieter Hildebrandt), che purtroppo non riesco a rintracciare nella mia libreria. Dal piano diabellico al piano diabolico il passo era lungo, ma alla fine Beethoven tanto è andato al lardo e al largo, con le sue Veränderungen, che ci ha lasciato lo zampino anzi il segno. 

Intanto, mercé l'AutoRip, mi ascolto il Bach di Scott Ross:

Immagine correlata

Link al commento
Condividi su altri siti

1 ora fa, Antiphonal dice:
Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con l'Ave Maria di Felix Mendelssohn:

Finalmente! Non potèvone più dell'Ave Maria di Schubert (o di Gounod, che peraltro non è granché meglio) :D 

Link al commento
Condividi su altri siti

1 ora fa, kraus dice:

Per altri particolari e notizie sulle Variazioni Diabelli c'è anche un gustoso testo, Il romanzo del pianoforte (di Dieter Hildebrandt), che purtroppo non riesco a rintracciare nella mia libreria. Dal piano diabellico al piano diabolico il passo era lungo, ma alla fine Beethoven tanto è andato al lardo e al largo, con le sue Veränderungen, che ci ha lasciato lo zampino anzi il segno. 

Intanto, mercé l'AutoRip, mi ascolto il Bach di Scott Ross:

Immagine correlata

Ma tu guarda che coincidenza....il tuo suggerimento mi da l'autorizzazione a mettere in pratica una cosa che mi frullava nella capoccia già da quando è scocciato l'anno Beethoveniano.

Dedicherò alla mia idea un post appositamente dedicato, credo che l'argomento meriti un possibile apporto da noi e da chiunque voglia felicemente dare idee.

Nei prossimi tempi darò seguito all'idea 😎

Buona anti - befana 😁

 

Link al commento
Condividi su altri siti

  • Madiel locked this topic
Ospite
Questa discussione è chiusa.
 Condividi

  • Chi sta navigando   0 utenti

    • Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy