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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2020

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13 ore fa, giobar dice:

Appena rientrato dall'aver assistito all'ultima replica della prima ripresa in assoluto, dal 1942, dell'opera Palla de' Mozzi di Gino Marinuzzi. Inspiegabile il silenzio di questi 78 anni, a fronte di un'opera che, pur non essendo un capolavoro, è di fattura ottima, per molti versi sorprendente e in larghi tratti anche appassionante. La storia (libretto di Forzano) è proprio melodrammatica, di impronta direi verdiana. Eroi, tradimenti, amori contrastati, violenza, contrasto tra fedeltà e amore genitore-figlio. Ma non è per niente verdiana la realizzazione musicale. E' un'opera degli anni '30, che tiene conto in modo assai oculato e spesso ingegnoso degli approdi della musica moderna (atonalismo e dodecafonia a parte). Marinuzzi, sia come autore che come direttore era assai attento a ciò che succedeva nel mondo musicale e si dedicò con passione anche alla musica del suo tempo (per dire, all'estero si dedicò persino a Porgy and Bess). Sullo sfondo c'è Strauss, letto con occhiali multifocali pucciniani e persino stravinskiani. Assente invece il verismo e anzi qualche studioso spiega la scelta di un soggetto tanto demodé come reazione ai cascami del verismo. Qualcuno (Isotta, che ha dedicato molta attenzione a Marinuzzi) l'ha definita addirittura una lunga sinfonia in forma di opera. L'orchestra è protagonista assoluta, spesso persino invadente, con un organico grande e arricchito da strumenti inusuali come il clavicembalo, il liuto, il mandoloncello e molte percussioni. Anche gli strumenti tradizionali sono sfruttati fino al limite delle loro possibilità e con richieste molto particolari soprattutto per gli archi. La parte orchestrale è trattata comunque in modo assai vario, a volte con un suono turgido e potente, altre volte con suono rarefatto e trasparente e con grande risalto per intevrenti solistici. Ed è assai originale il gioco di rimandi continuo fra l'orchestra e le voci, con temi che si intrecciano spesso in modo vorticoso. Ricchissimo, e di impronta stravinskiana, il ricorso alla poliritmia sia nell'ambito dell'orchestra, con sezioni che suonano contemporaneamente ritmi diversi, che soprattutto nel rapporto voci, coro e orchestra. Da quel che si sente e anche da alcuni commenti di addetti ai lavori, la gestione da parte del direttore di questo guazzabuglio è molto ardua e nel caso di specie Giuseppe Grazioli è stato bravissimo anche a contenere, quando possibile, l'invasività dell'orchestra  sulle voci. Se a qualcuno interessa, domani dirò qualcosa sulla originale ma rispettosissima regia.

Qui si sente qualcosa!

 

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Barber

A Hand of Bridge (Chamber Opera)

Patricia Neway, soprano Eunice Alberts, contralto William Lewis, tenor Philip Moore, baritone

The Symphony of the Air - Vladimir Golschmann

 

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19 ore fa, Snorlax dice:

Richard Strauss, Don Juan / Till Eulenspiegel, Philharmonia Orchestra, Herbert von Karajan

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Non c'è molto da dire su queste incisioni risalenti al 1951, se non che si tratta di un ascolto di assoluto godimento. Lo Strauss di Karajan lo conosciamo tutti, appassionato ed energetico, ma in questo caso non abbiamo il muro di suono tipico delle più tarde incisioni coi Berliner, ma al suo posto una Philharmonia dalle timbriche più chiare e volatili: ogni screziatura dell'orchestrazione straussiana emerge con invidiabile nitidezza e così la compagine londinese ha ancora una volta occasione di dimostrare il suo assoluto virtuosismo. Eccezionale il Till - credo uno dei migliori mai incisi - che si avvale del corno di Dennis Brain, che modula i celeberrimi interventi solistici con una persuasività più unica che rara. Mono limpidissimo e ottima rimasterizzazione, che rende pienamente giustizia a queste splendide esecuzioni.

Dedico @Wittelsbach, @giordanoted, @superburp, @il viandante del sud, @Ives e a chi gradisce...

Inoltre una dedica speciale al mio carissimo amico @Majaniello che ogni tanto ci regala qualche sortita...:friends:

Il Till è una delle mie opere preferite, graditissima dedica!

(Contro)dedico con un primo ascolto assoluto per me:

Risultato immagini per igor stravinsky persephone rai

anche a @Persephone (eh beh, mi sembra "doveroso" :D )

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Vaughan Williams

Heroic Elegy & Triumphal Epilogue

Roderick Elms, organ

BBC Concert Orchestra

John Wilson

Bravo John, giovane e valido direttore che conquista la copertina di Gramophone:

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

Qui si sente qualcosa!

 

Grazie @Wittelsbach! Noto che il video è stato inserito proprio ieri, ultimo giorno delle repliche. Il video torna molto utile per rispondere a @Persephone.

Premessa. La realizzazione registica e scenica trae spunto da un precedente lavoro di Giorgio Barberio Corsetti e Pierrick Sorin, La pietra di paragone di Rossini, spettacolo coprodotto inizialmente dal Regio di Parma e dall'Chatelet di Parigi e incensato dalla critica internazionale come uno dei più geniali e divertenti degli ultimi anni. Fu poi ripreso dal teatro di Cagliari due anni fa con qualche aggiustamento registico e tecnico. Sorin è un francese esperto di video-art.

Il marchingegno è abbastanza semplice e al tempo stesso affascinante. I cantanti vengono ripresi da una telecamera sullo sfondo blu di un palcoscenico vuoto e tutto azzurro. Sui lati estremi del palcoscenico sono sistemati uno o due modellini con tutti gli elementi scenici, a loro volta ripresi da una telecamera. In alto viene proiettato su un grande schermo il risutato finale, che presenta gli interpreti fusi con le scene riprese dai. Gli altri elementi tridimensionali di volta in volta indispensabili (tavoli, sedie e simili) essi vengono portati in scena da inservienti in calzamaglia blu, così che risultano “invisibili” al chroma key. Con Rossini questo artificio risulta straordinario perché riesce a enfatizzare tutte le pieghe comiche e spettacolari dell'opera, anche perché la videoripresa da vicino permette di evidenziare tutte le smorfie e sfumature attoriali degli interpreti.

Ora il teatro cagliaritano ha chiesto ai due registi di tentare un'operazione analoga con un'opera seria, anzi un drammone a tinte fosche. Credo che dietro ci sia stata anche una commendevole esigenza di ammortizzare i costi delle apparecchiature acquisite due anni fa. Il risultato forse è stato meno esaltante rispetto a Rossini, un po' per il senso di déja vu della macchina registica, un po' perché riuscire a ottenere dai parecchi interpreti espressioni serie, drammatiche e al tempo stesso credibili è più arduo che tirar fuori smorfie e sberleffi dal minor numero di cantanti della Pietra di paragone. Ma è stato tutt'altro che un fallimento, perché gli interpreti, evidentemente pungolati dalla sfida di rendere al meglio un'opera ignota a tutti, sono stati tutti assai bravi e l'espediente delle riprese in primo piano ha comunque offerto una chiave di lettura e possibilità espressive  nuove rispetto al tipico approccio ai drammoni ottocenteschi in cui si rischano sempre schemi attoriali ormai stantii (braccia larghe o mani nei capelli per esprimere disperazione e simili).  Molto valida, in questo senso, la scena terribile in cui i quattro luogotenenti del condottiero Palla de' Mozzi si contendono la possibilità di stuprare la giovane figlia del nemico sconfitto dopo un lungo assedio. Le riprese esaltano al meglio la loro volgare cattiveria e la pretesa di fare della ragazza un mero oggetto di godimento. Per la cronaca, c'è il lieto fine perché la ragazza è più sveglia di loro, riesce a corromperli e addirittura il suo eroismo conquista il cuore del giovane figlio di Palla de' Mozzi.

Unica stonatura, la presenza fissa di un mimo (di per sè bravissimo) che accompagna, come in controcanto, tutte le scene con azioni grottesche che un po' stonano con il resto di ciò che avviene sul palco. Ma è un neo piccolo e trascurabile nel contesto di una realizzazione che comunque funziona molto bene.

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Panufnik: Sinfonia Mistica (n.6)

Orchestra Sinfonica della Radio Polacca diretta da L Borowicz

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Caro @Pinkerton ecco due campioni di vocalità ed espressività. Cantano in russo? Ce ne faremo una ragione.
Ivan Kozlovskij e Pavel Lisitsian.

 

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5 ore fa, giobar dice:

Grazie @Wittelsbach! Noto che il video è stato inserito proprio ieri, ultimo giorno delle repliche. Il video torna molto utile per rispondere a @Persephone.

Premessa. La realizzazione registica e scenica trae spunto da un precedente lavoro di Giorgio Barberio Corsetti e Pierrick Sorin, La pietra di paragone di Rossini, spettacolo coprodotto inizialmente dal Regio di Parma e dall'Chatelet di Parigi e incensato dalla critica internazionale come uno dei più geniali e divertenti degli ultimi anni. Fu poi ripreso dal teatro di Cagliari due anni fa con qualche aggiustamento registico e tecnico. Sorin è un francese esperto di video-art.

Il marchingegno è abbastanza semplice e al tempo stesso affascinante. I cantanti vengono ripresi da una telecamera sullo sfondo blu di un palcoscenico vuoto e tutto azzurro. Sui lati estremi del palcoscenico sono sistemati uno o due modellini con tutti gli elementi scenici, a loro volta ripresi da una telecamera. In alto viene proiettato su un grande schermo il risutato finale, che presenta gli interpreti fusi con le scene riprese dai. Gli altri elementi tridimensionali di volta in volta indispensabili (tavoli, sedie e simili) essi vengono portati in scena da inservienti in calzamaglia blu, così che risultano “invisibili” al chroma key. Con Rossini questo artificio risulta straordinario perché riesce a enfatizzare tutte le pieghe comiche e spettacolari dell'opera, anche perché la videoripresa da vicino permette di evidenziare tutte le smorfie e sfumature attoriali degli interpreti.

Ora il teatro cagliaritano ha chiesto ai due registi di tentare un'operazione analoga con un'opera seria, anzi un drammone a tinte fosche. Credo che dietro ci sia stata anche una commendevole esigenza di ammortizzare i costi delle apparecchiature acquisite due anni fa. Il risultato forse è stato meno esaltante rispetto a Rossini, un po' per il senso di déja vu della macchina registica, un po' perché riuscire a ottenere dai parecchi interpreti espressioni serie, drammatiche e al tempo stesso credibili è più arduo che tirar fuori smorfie e sberleffi dal minor numero di cantanti della Pietra di paragone. Ma è stato tutt'altro che un fallimento, perché gli interpreti, evidentemente pungolati dalla sfida di rendere al meglio un'opera ignota a tutti, sono stati tutti assai bravi e l'espediente delle riprese in primo piano ha comunque offerto una chiave di lettura e possibilità espressive  nuove rispetto al tipico approccio ai drammoni ottocenteschi in cui si rischano sempre schemi attoriali ormai stantii (braccia larghe o mani nei capelli per esprimere disperazione e simili).  Molto valida, in questo senso, la scena terribile in cui i quattro luogotenenti del condottiero Palla de' Mozzi si contendono la possibilità di stuprare la giovane figlia del nemico sconfitto dopo un lungo assedio. Le riprese esaltano al meglio la loro volgare cattiveria e la pretesa di fare della ragazza un mero oggetto di godimento. Per la cronaca, c'è il lieto fine perché la ragazza è più sveglia di loro, riesce a corromperli e addirittura il suo eroismo conquista il cuore del giovane figlio di Palla de' Mozzi.

Unica stonatura, la presenza fissa di un mimo (di per sè bravissimo) che accompagna, come in controcanto, tutte le scene con azioni grottesche che un po' stonano con il resto di ciò che avviene sul palco. Ma è un neo piccolo e trascurabile nel contesto di una realizzazione che comunque funziona molto bene.

Ma che belle cose che realizzano al Lirico di Cagliari! 

Credo che sia cosa altamente meritevole sia dare vita ad un'opera così particolare e poco conosciuta, sia cercare di contenere le spese utilizzando apparecchiature già presenti.

Di questi tempi lo sperpero di denaro è un vero e proprio peccato mortale anche in nome dell'arte e dello spettacolo.

Pensa che ci sono costumiste/i , specialmente nel Regno Unito che realizzano i costumi di scena riciclando abiti usati e vintage per dare vita ai personaggi teatrali o cinematografici.

L'arte del ri - utilizzo è molto di moda soprattutto all'estero.

Ho notato che anche i costumi erano curati e belli.

Ma questo è altro discorso e non voglio annoiarti.

Davvero geniale il sistema che mi hai descritto , è la prova tangibile che si possono utilizzare tecnologie modernissime senza stravolgere in modo grottesco l'opera e la sua filologia.

È esattamente questo che dovrebbe ottenere la regia , invece di esagerare con effetti esasperati che risultano pacchiani e fuori luogo.

Bravi !!

E bravissimi anche gli interpreti ! 

Sicuramente sarà stato un piacere godere di questo bellissimo spettacolo e si può chiudere un occhio sul mimo perché si è ripagati da tanto ingegno.

Grazie mille per la tua recensione e per il video postato da @Wittelsbach

Vi dedico un ascolto, oggi non si può che ascoltare Lei.

 

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1 ora fa, Persephone dice:

Credo che sia cosa altamente meritevole sia dare vita ad un'opera così particolare e poco conosciuta (...)

Davvero geniale il sistema che mi hai descritto , è la prova tangibile che si possono utilizzare tecnologie modernissime senza stravolgere in modo grottesco l'opera e la sua filologia.

È esattamente questo che dovrebbe ottenere la regia , invece di esagerare con effetti esasperati che risultano pacchiani e fuori luogo.

 

Da una ventina d'anni ormai il teatro Lirico di Cagliari ha instaurato la tradizione di offrire almeno un'opera sconosciuta in Italia o non più rappresentata da moltissimi anni. E' toccato ad autori poco noti (Marinuzzi, appunto, lo scorso anno Lo Schiavo di Gomes, e prima ancora Marschner, Braunfels, Enescu, Delius e altri) o a opere neglette di grandissimi (Strauss, Ciaikovsky, Respighi, Massenet e altri).

In questo caso le tecnologie moderne non hanno alterato una messa in scena che era tradizionalissima: fedeltà al libretto e rispetto dell'ambientazione storica quanto a scene e costumi.

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8 ore fa, il viandante del sud dice:

Il Till è una delle mie opere preferite, graditissima dedica!

(Contro)dedico con un primo ascolto assoluto per me:

Risultato immagini per igor stravinsky persephone rai

anche a @Persephone (eh beh, mi sembra "doveroso" :D )

Grazie mille Viandante 😁

Pensa che tempo fa , forse @Majaniello mi aveva domandato se avevo scelto il mio nick name ispirandomi a QUESTA Persephone. 😁

Contraccambio con il  Concerto grosso di Corelli n.6 

 

 

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6 minuti fa, giobar dice:

Da una ventina d'anni ormai il teatro Lirico di Cagliari ha instaurato la tradizione di offrire almeno un'opera sconosciuta in Italia o non più rappresentata da moltissimi anni. E' toccato ad autori poco noti (Marinuzzi, appunto, lo scorso anno Lo Schiavo di Gomes, e prima ancora Marschner, Braunfels, Enescu, Delius e altri) o a opere neglette di grandissimi (Strauss, Ciaikovsky, Respighi, Massenet e altri).

In questo caso le tecnologie moderne non hanno alterato una messa in scena che era tradizionalissima: fedeltà al libretto e rispetto dell'ambientazione storica quanto a scene e costumi.

Mi sembra un proponimento onorevole , infatti hai citato autori che non conosco affatto, salvo Enescu.

Il mio "debutto" come spettatrice d'opera è recente poiché ho sempre preferito la musica strumentale e non ho mai avuto la possibilità di approfondire.

Ultimamente ho la fortuna di poter avere qualche biglietto per andare alla Scala a prezzi vantaggiosi e sin dalla prima volta è stato un colpo di fulmine.

Però sono piuttosto ignorante e a parte i classici Puccini, Verdi , Wagner , Rossini, Mozart....Non conosco altri autori.

Il rispetto del libretto e dell'ambientazione è essenziale e anche i costumi sono importantissimi , ovviamente per questi ultimi ho una vera e propria venerazione !

Magari avrai portato i tuoi figli a teatro con te, è bellissimo poter condividere una passione in famiglia.

Io purtroppo sono l'unica a casa ad amare la musica classica , ogni tanto riesco a trascinare con me mio marito , che puntualmente si abbiocca sulla poltroncina del teatro.

Lui ancora non lo sa....ma ho già preso i biglietti per andare ad un concerto di un quartetto d'archi in una Abbazia del XII secolo ,la prossima settimana😁😀😁😀😎 

Mi sa che stavolta mi chiederà il divorzio 😁😁😁😁

 

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E per augurare a tutti la buona notte....

Un po' d'arpa che vi fa bene 😀😀😀

 

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51 minuti fa, Persephone dice:

Grazie mille Viandante 😁

Pensa che tempo fa , forse @Majaniello mi aveva domandato se avevo scelto il mio nick name ispirandomi a QUESTA Persephone. 😁

Contraccambio con il  Concerto grosso di Corelli n.6 

 

 

Corelli da Fusignano, ma grassie!

Non so la Persefone forumistica, quella stravinskiana mi dà l'idea di un ideale (neo)classico di dolente icasticità, come addentrarsi nei misteri eleusini e uscirne risplendenti di una verità e beltà a pochi intelligibili. Una tensione metafisica ebbra di afflizione e voluttà.

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Buona Giornaata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerin re minore per due flauti e orchestra di Franz Doppler:

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McPhee

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Dennis Russell Davies

 

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Eastman: Crazy Nigger, per quattro pianoforti (ca. 1980)

L'Autore e altri tre pianisti.

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21 ore fa, il viandante del sud dice:

Corelli da Fusignano, ma grassie!

Non so la Persefone forumistica, quella stravinskiana mi dà l'idea di un ideale (neo)classico di dolente icasticità, come addentrarsi nei misteri eleusini e uscirne risplendenti di una verità e beltà a pochi intelligibili. Una tensione metafisica ebbra di afflizione e voluttà.

Io sono un po' meno neoclassica e meno dolente 😁😁😀.

Però l'ispirazione è proprio quella della sposa di Ade nei miti eleusini.😀

 

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Che sorpresa!
Ho sentito la Prima, la Seconda e la numero 12.
Un'interpretazione di grande asciuttezza e meditazione!

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Buona Giornata a tutti gli amici ForuMattinieri/e con il concerto per clavicembalo e orchestra Op.7 n.5 di Johann Christian Bach:

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Claus Scherrer

 

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