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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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21 ore fa, giobar dice:

Das Marienleben è uno dei cicli di Lieder più importanti del 900. I testi di Rilke ripercorrono la vita della Madonna. In rete trovi parecchio su quest'opera.

Grazie per la delucidazione Giobar, vedrò di rimediare. :thank_you2:

4 ore fa, Wittelsbach dice:

E pensa che io ritengo graticamente che molta della sua fama sia dovuta ai suoi atteggiamenti eccentrici.

In parte sono d'accordo anch'io, nel senso che certe eccentricità costituiscono un fattore di grande fascino per un certo tipo di pubblico. L'attenuante per me è che credo ci fosse, non ci facesse. :cat_lol:

4 ore fa, Majaniello dice:

Perchè non hai letto questo:

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In terza media me lo prestò il padre di un mio amico. spacciandomelo come il Vangelo. Ho come l'impressione che in qualche modo mi abbia bloccato la crescita, perlomeno mentale.:cat_lol::cat_lol:

Bello il Chabrier operistico, vorrei tanto approfondirlo anch'io, secondo me c'è da divertirsi, e con molto gusto. Per via di Berlioz, purtroppo posseggo anch'io solamente la registrazione di C. Davis menzionata da Giobar, quindi non posso aiutarti più di tanto. Ammetto che Béatrice et Bénédict è l'opera che ho trascurato di più del sommo compositore francese.

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Il 2° Concerto da qui:

Saygun: Concerti Per Piano Nn.1 2: Gülsin Onay, Bilkent So: Amazon.it:  Musica

Ci torno dopo un po', e devo dire che lo trovo sempre più bello. Ha parti post romantiche, altre suonano bartokiane e hindemithiane, una punta di avanguardismo qua e là, e un tocco di esotismo (a 9:00 circa notavo una sfuggente citazione arabeggiante, forse un tema turco chissà). 

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Ieri sera-notte, prima di dormire, ho ascoltato Tosca diretta da Sinopoli.

Se non l'avete mai ascoltata, vi consiglio di trovare il tempo per farlo.

Samuel Ramey, per me il migliore della brigata, è un grande Scarpia, Domingo è Domingo, affidabile, sempre un po' imitativo di altri modelli (per tacer del fatto che mi sembra canti allo stesso modo quasi ogni opera) e la Freni, a mio modesto giudizio, è una grande cantante ma non è adatta al ruolo, o forse non mi sono ancora accomodato alla sua Tosca, e ci vuole un altro ascolto. La gran cosa qui, che emerge immediatamente, è invece la direzione di Sinopoli. Alla Philharmonia non concede nessuna bruschezza o scorciatoia verista, c'è sempre una grande trasparenza unita a un tono dolente, nostalgico e ruminante, i tempi sono sempre spontanei, naturali, e questa atmosfera torbida ma cantabile (lo so, sembra un assurdo accostamento) acquista declamante tragicità solo nei punti decisivi, nei punti giusti. La scena dell'alba con lo stornello del ragazzo non mi colpiva così dall'ascolto dell'edizione di De Sabata. La sensazione è quella di un grande, disturbante sogno (forse complice l'ora dell'ascolto). Una lettura molto soggettiva, ma davvero interessante.

Un motivo in più per rimpiangere il maestro veneziano.

Ai pucciniani del forum, e un invito all'ascolto per tutti gli altri.

 

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1 ora fa, giordanoted dice:

Ieri sera-notte, prima di dormire, ho ascoltato Tosca diretta da Sinopoli.

Se non l'avete mai ascoltata, vi consiglio di trovare il tempo per farlo.

Samuel Ramey, per me il migliore della brigata, è un grande Scarpia, Domingo è Domingo, affidabile, sempre un po' imitativo di altri modelli (per tacer del fatto che mi sembra canti allo stesso modo quasi ogni opera) e la Freni, a mio modesto giudizio, è una grande cantante ma non è adatta al ruolo, o forse non mi sono ancora accomodato alla sua Tosca, e ci vuole un altro ascolto. La gran cosa qui, che emerge immediatamente, è invece la direzione di Sinopoli. Alla Philharmonia non concede nessuna bruschezza o scorciatoia verista, c'è sempre una grande trasparenza unita a un tono dolente, nostalgico e ruminante, i tempi sono sempre spontanei, naturali, e questa atmosfera torbida ma cantabile (lo so, sembra un assurdo accostamento) acquista declamante tragicità solo nei punti decisivi, nei punti giusti. La scena dell'alba con lo stornello del ragazzo non mi colpiva così dall'ascolto dell'edizione di De Sabata. La sensazione è quella di un grande, disturbante sogno (forse complice l'ora dell'ascolto). Una lettura molto soggettiva, ma davvero interessante.

Un motivo in più per rimpiangere il maestro veneziano.

Ai pucciniani del forum, e un invito all'ascolto per tutti gli altri.

 

Con la Tosca di Maria Callas dell'edizione di De Sabata nelle orecchie, è duro per qualunque soprano il confronto.

Anche io ho questa Tosca, anzi, ho le tre opere Pucciniane dirette da Sinopoli (Manon, Tosca, Madama Butterfly) e quella più riuscita, a mio modestissimo parere, è proprio Madama Butterfly diretta con un taglio espressionistico quasi berghiano.

Mi approprio della dedica e del consiglio e riascolto questa Tosca

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2 ore fa, giordanoted dice:

Ieri sera-notte, prima di dormire, ho ascoltato Tosca diretta da Sinopoli.

Se non l'avete mai ascoltata, vi consiglio di trovare il tempo per farlo.

Samuel Ramey, per me il migliore della brigata, è un grande Scarpia, Domingo è Domingo, affidabile, sempre un po' imitativo di altri modelli (per tacer del fatto che mi sembra canti allo stesso modo quasi ogni opera) e la Freni, a mio modesto giudizio, è una grande cantante ma non è adatta al ruolo, o forse non mi sono ancora accomodato alla sua Tosca, e ci vuole un altro ascolto. La gran cosa qui, che emerge immediatamente, è invece la direzione di Sinopoli. Alla Philharmonia non concede nessuna bruschezza o scorciatoia verista, c'è sempre una grande trasparenza unita a un tono dolente, nostalgico e ruminante, i tempi sono sempre spontanei, naturali, e questa atmosfera torbida ma cantabile (lo so, sembra un assurdo accostamento) acquista declamante tragicità solo nei punti decisivi, nei punti giusti. La scena dell'alba con lo stornello del ragazzo non mi colpiva così dall'ascolto dell'edizione di De Sabata. La sensazione è quella di un grande, disturbante sogno (forse complice l'ora dell'ascolto). Una lettura molto soggettiva, ma davvero interessante.

Un motivo in più per rimpiangere il maestro veneziano.

Ai pucciniani del forum, e un invito all'ascolto per tutti gli altri.

 

 

21 minuti fa, glenngould dice:

Con la Tosca di Maria Callas dell'edizione di De Sabata nelle orecchie, è duro per qualunque soprano il confronto.

Anche io ho questa Tosca, anzi, ho le tre opere Pucciniane dirette da Sinopoli (Manon, Tosca, Madama Butterfly) e quella più riuscita, a mio modestissimo parere, è proprio Madama Butterfly diretta con un taglio espressionistico quasi berghiano.

Mi approprio della dedica e del consiglio e riascolto questa Tosca

Bravissimi. Amo quella Tosca dal 1996. Mi regalarono quella e il Ring di Karajan a Natale. Era la prima volta che sentivo Puccini, e mi ero detto: è un compositore al livello di Wagner! Ancora non avevo conosciuto le edizioni tutte voci e niente orchestra. Mi sono poi reso conto che era Sinopoli a darmi quella magnifica sensazione. A ogni nota traspare il genio armonico e timbrico di Puccini, quello “tenuto in non cale” dai pur affidabili direttori da teatro, che nel caso migliore davano almeno ritmo (e solo quello), nel peggiore niente.

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2 ore fa, giordanoted dice:

Ieri sera-notte, prima di dormire, ho ascoltato Tosca diretta da Sinopoli.

Se non l'avete mai ascoltata, vi consiglio di trovare il tempo per farlo.

Samuel Ramey, per me il migliore della brigata, è un grande Scarpia, Domingo è Domingo, affidabile, sempre un po' imitativo di altri modelli (per tacer del fatto che mi sembra canti allo stesso modo quasi ogni opera) e la Freni, a mio modesto giudizio, è una grande cantante ma non è adatta al ruolo, o forse non mi sono ancora accomodato alla sua Tosca, e ci vuole un altro ascolto. La gran cosa qui, che emerge immediatamente, è invece la direzione di Sinopoli. Alla Philharmonia non concede nessuna bruschezza o scorciatoia verista, c'è sempre una grande trasparenza unita a un tono dolente, nostalgico e ruminante, i tempi sono sempre spontanei, naturali, e questa atmosfera torbida ma cantabile (lo so, sembra un assurdo accostamento) acquista declamante tragicità solo nei punti decisivi, nei punti giusti. La scena dell'alba con lo stornello del ragazzo non mi colpiva così dall'ascolto dell'edizione di De Sabata. La sensazione è quella di un grande, disturbante sogno (forse complice l'ora dell'ascolto). Una lettura molto soggettiva, ma davvero interessante.

Un motivo in più per rimpiangere il maestro veneziano.

Ai pucciniani del forum, e un invito all'ascolto per tutti gli altri.

Vero, molto bella, anche se la dovrei risentire per un giudizio più attento. Una concertazione di grande cantabilità e musicalità. Analitica come era nelle corde di Sinopoli, ma non fredda, anzi teatralissima, sicuramente "moderna" rispetto ai vecchi direttori italiani d'opera. Per esempio, quando Scarpia dice "accordi di chitarra" si sentono sotto gli arpeggi degli archi in modo nitidissimo, come in poche altre edizioni. Poi la Philharmonia ha un suono splendido e potente. Sul cast, lo ricordo ottimo, Domingo forse il meno coinvolto; a me non piace molto la scelta di Ramey (preferisco più un baritono non un basso seppur alto come lui), però canta divinamente bene. Incappa pure in qualche errore di pronuncia, ma poca roba.

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4 ore fa, Wittelsbach dice:

Ti piace l’ottimo Keiser?

Tutto sommato sì, aveva una grande inventiva soprattutto nella parte strumentale delle opere. Le sue trame erano più eccentriche che originali, mentre sulla vocalità non dico nulla perché non sono ferrato nella tradizione operistica di quello squarcio di secolo. Di recente stavo anche per comprare una sua opera in cd, ma poi ho puntato altro. Sarà per il prossimo giro...

---------

La 5a Sinfonia di Rouse, da questo ottimo cd:

ROUSE, C.: Symphony No. 5 / Supplica / Concerto for Orchestra (Nashville  Symphony, Guerrero) - 8.559852

Morto un anno fa, già in vita era da considerare tra i maggiori compositori degli ultimi anni. Musica ricca d'inventiva, libera da accademismi eppure ancora debitrice della tradizione. I suoi miti erano Wagner e Bruckner, che spesso citava. 

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On 22/12/2020 at 14:37, Madiel dice:

E dove sei stato ? :o Bentornato in forum e ottima scelta, una edizione di riferimento!

Grazie! Ah niente di che: da Napoli a Roma, definitivamente da due anni per lavoro, solo che prima ci voleva un'ora per tornare al tetto natio poi all'improvviso ci son voluti 5 / 6 mesi. 

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1 ora fa, Yeats dice:

Giaches de Wert,  Madrigali
La Venexiana, Claudio Cavina

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@Madiel tu non ascolti questo repertorio (dico, rinascimentale) ? se sì, quali sono i tuoi autori (e opere) di riferimento?

Non seguo questo repertorio, se noti è assente nei miei ascolti e nelle mie discussioni. Difficilmente mi avventuro al di là del Monteverdi operistico. Totalmente ignorante del repertorio precedente al 1599. Mai appassionato al gregoriano, alle messe polifoniche o ai madrigali. Al più sento qualche canzone o qualche danza strumentale, ma da semplice ignorante della materia.

---------------

Stravinsky: Le Sacre

Philharmonia, Markevitch

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1 ora fa, Madiel dice:

Non seguo questo repertorio, se noti è assente nei miei ascolti e nelle mie discussioni. Difficilmente mi avventuro al di là del Monteverdi operistico. Totalmente ignorante del repertorio precedente al 1599. Mai appassionato al gregoriano, alle messe polifoniche o ai madrigali. Al più sento qualche canzone o qualche danza strumentale, ma da semplice ignorante della materia.

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Stravinsky: Le Sacre

Philharmonia, Markevitch

ah, ok.. comunque il canto gregoriano e la polifonia pre-arsnovistica non piacciono nemmeno a me.. voglio dire, io personalmente noto più differenza fra canto gregoriano e scuola franco-fiamminga quattrocentesca che fra quest’ultima e frescobaldi o schutz! 
—————— 
ora sto ascoltando la suite dalla snegurochka, di quel grande illuminista puskiniano che fu rimskij-korsakov (RSB/m. jurowski)

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On 22/12/2020 at 18:33, Snorlax dice:

In terza media me lo prestò il padre di un mio amico. spacciandomelo come il Vangelo.

Questo però non è colpa di Gould (almeno non tutta)! Io trovo che per giudicare serenamente Gould bisogna cercare di spogliarlo da tutti gli orpelli del mito che lui stesso ha cavalcato, praticamente sventolando le sue nevrosi e i suoi disagi psicologici come se fossero qualcosa di "figo". Ecco, al netto di questo aspetto (per me insopportabile), Gould mi ha interessato per i seguenti motivi:

1) aveva un approccio anti-romantico al repertorio, ed un repertorio che pur includendo il romanticismo non era romantico-centrico (quasi un unicum tra i solisti-divi, specie dell'epoca)

2) si interessava degli aspetti strutturali e sostanziali della musica cercando di demolire (o di ripensare) tutti gli aspetti puramente legati al virtuosismo dello strumento in quanto "effetto"

3) aveva senso dell'umorismo! umanamente e quindi anche in ciò che suonava

4) ha rivisto Bach in un'ottica che prefigura certi approdi filologici, non tanto nel senso del rispetto del testo, quanto in alcune idee di fondo (la gestione delle dinamiche "a terrazze", l'idea dei registri ecc)

5) ha usato la sua popolarità a scopo divulgativo in tivvù (anche qui bisognerebbe contestualizzare storicamente)

Poi uno può dissentire sulle interpretazioni singole, sul modo di fare, su certi pregiudizi di fondo ecc. però almeno è stata una voce realmente diversa in un panorama spesso molto omologato. Certo che anche lui aveva i suoi riferimenti, non è certo nato dal nulla. Magari non ti ho convinto eh, ma è che su Gould poi ci si divide sempre tra coloro che lo amano e coloro che lo detestano, senza porre l'accento sui meriti e i demeriti.

5 ore fa, Madiel dice:

Morto un anno fa, già in vita era da considerare tra i maggiori compositori degli ultimi anni. Musica ricca d'inventiva, libera da accademismi eppure ancora debitrice della tradizione. I suoi miti erano Wagner e Bruckner, che spesso citava. 

In Rouse la vena trombona si sente abbastanza bene, ma io in questi giorni sto ascoltando Chabrier, che era un super-wagneriano, proprio fanatico! Lui ci scherzava, diceva che non era abbastanza wagneriano per i wagneriani e lo era troppo per gli accademici! :D forse questo ha decretato il suo rapido oblio... in effetti penso che all'epoca o eri wagneriano o eri uno della cricca di Saint-saens (forse Faurè aveva una posizione più sfumata), e lui in quanto antiaccademico non poteva che essere wagneriano (pare che nell'unica opera seria che completò si senta un po' di più). Bizzarro che poi sia diventato l'idolo di quelli che da Wagner cercavano un'emancipazione!

Comunque non so da voi ma qui siamo già in fibrillazione natalizia (al sud va così, ci sfottono per questo). Oggi ho avuto tempo di ascoltare solo queste robine qua:

poi la mia compagna mi ha intimato di cambiare musica :D 

 

9 ore fa, giordanoted dice:

Ieri sera-notte, prima di dormire, ho ascoltato Tosca diretta da Sinopoli.

Se non l'avete mai ascoltata, vi consiglio di trovare il tempo per farlo.

A margine, ogni tanto anche io e Giordano siamo d'accordo (non so per colpa di chi). L'ho citato spessissimo in forum, per me un Puccini rivelatorio, ci possono essere passaggi che non mi convincono ma complessivamente l'idea di un Puccini che suona artista del '900 qual era e non un semplice musicista dalla romanza facile (che pure aveva!) è avvincente. La Freni inadatta, è vero, però che scavo della parola, che attenzione ad ogni minimo dettaglio! non so se è stato merito di Sinopoli, ma c'è una ricerca che la stessa 10 anni prima (e con una voce molto migliore) non si sognava. A me piacciono i cantanti vecchi e sfatti, cantano peggio ma a volte (non sempre purtroppo) sono interpreti migliori. 

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18 minuti fa, Yeats dice:

ah, ok.. comunque il canto gregoriano e la polifonia pre-arsnovistica non piacciono nemmeno a me.. voglio dire, io personalmente noto più differenza fra canto gregoriano e scuola franco-fiamminga quattrocentesca che fra quest’ultima e frescobaldi o schutz! 
 

Trovo noiosissime le messe fiamminghe: 1) non sono credente, per cui il messaggio religioso mi è del tutto estraneo; 2) non partecipo a quel tipo di metafisica, troppo distante dalla mia formazione intellettuale; 3) all'ennesimo melisma mi scendono per terra e se ne vanno a spasso per conto proprio :doh: Per me è un giardino incantato che resterà per sempre ben chiuso.

Con Frescobaldi ci ho provato, ma lo trovo troppo ermetico e incomprensibile, dovrei riprenderlo appena mi torna il coraggio; Schutz non mi dice nulla, ma lo conosco poco e potrei anche cambiare idea. Come linea di confine ho l'ultimo Monteverdi, diciamo attorno al 1640, in genere indietro non vado. Prendo tutto il barocco fino al 1750, e salto via quanto c'è tra il 1750 e il 1888 (esclusi pochi casi). 

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1 minuto fa, Majaniello dice:

In Rouse la vena trombona si sente abbastanza bene,

Questo è vero! Ma si riallacciava di proposito a certa tradizione germanica, era inevitabile.

1 minuto fa, Majaniello dice:

Comunque non so da voi ma qui siamo già in fibrillazione natalizia (al sud va così, ci sfottono per questo). Oggi ho avuto tempo di ascoltare solo queste robine qua:

poi la mia compagna mi ha intimato di cambiare musica :D 

Che kattiva! :D 

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