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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
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25 minuti fa, kraus dice:

TIM, informazione gratuita. Sono su Chrome e, almeno quando apro l'editor per scrivere un nuovo messaggio, l'occhio dello spoiler compare regolarmente tra le opzioni che, per la cronaca, sono suddivise nelle sezioni seguenti:

1) B (grassetto), I (corsivo) e U (sottolineato);

2) opzioni link, citazione, faccina e spoiler;   

3) opzione YouTube;

4) elenco puntato, elenco numerato;

5) carattere in apice, carattere in pedice;

6) giustificazione a sx, al centro, a dx;

7) carattere barrato; opzione taglia;

8 ) opzione di scelta colori.

 

Questo vedo io:

aaaa.jpg

24 minuti fa, giobar dice:

Pensa che io non riesco a interagire decentemente con diversi siti usando Chrome, mentre per altri è l'unico browser che funziona...:mellow:

A me è capitato che si incantasse su alcuni siti di e-commerce, ma di solito va. Tra l'altro è pure aggiornato. Vabè, comunque grazie a tutti e scusate il mega o.t. Dovrei pure tornare a lavorare in realtà 😅

10 minuti fa, glenngould dice:

Su Rai5 il Quarto concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven, tra gli altri, il mio preferito.

A chi gradisce

Anche il mio!

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La concezione di Gieseking, come giustamente mi ha fatto notare un conoscente, avvicina Mendelssohn a atmosfere lisztiane. Le romanze senza parole vengono apparentate agli Anni di pellegrinaggio. Un accostamento poetico che non mi sembra del tutto arbitrario. Gieseking scava più nel profondo di questi pezzi concisi e intimi. Altri interpreti sembrano prenderli molto meno sul serio. Benché artista diversissimo, in questa "serietà" circa tutto il suo repertorio, Gieseking mi ricorda Sviatoslav Richter. In entrambi ogni nota acquista un peso speciale come la parola in poesia.

Ai mendelssohniani e agli ammiratori di Gieseking.

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5 ore fa, kraus dice:

Anche Luigi Della Croce, nella monografia sui Concerti di Mozart, prende quest'opera con le molle: "Press'a poco tutti gli studiosi mozartiani, salvo pochissime eccezioni come il Saint-Foix [...], sono concordi nel riconoscere le banalità dell'orchestrazione e la scarsissima consistenza tematica, in particolare, del secondo movimento, mentre restano ancora un po' perplessi di fronte al primo, impregnato di genuino spirito mozartiano, e al rondò, che pure reca qualche scintilla geniale, in un contesto però alquanto grigio rispetto ai concerti della miracolosa fioritura del 1775".

Ma, per citare Ligabue parafrasandolo, il peggio doveva ancora venire perché, se questo concerto è stato considerato un "lavoro in tandem" (con Mozart a scrivere i temi e qualche abbozzo di sviluppo e il violinista bavarese Johann Fridriech Eck, a scrivere il resto), che dire del falso strafalso Concerto Adelaide (per gli amici KV 294a, per i catalogatori KV C 14.05)?

Questo sarebbe pure datato (26 maggio 1766) e dedicato alla Principessa Adelaide di Francia (da qui il suo nome), ma in realtà è stato composto di sana pianta dal violinista Marius Casadesus nel 1933. Dunque anche Mozart ha il suo Adagio di Albinoni... 

Inquietante quanto l'iconcina con l'occhio di cui andate raccontando 😁😁😁😁😁😁😁😁

Comunque temo che non sapremo mai la reale vicenda di quel concerto.

Vai a capire...magari Mozart ha tratteggiato una trama e qualcun'altro ha provveduto a riempire di contenuti meno pregiati.

Oppure occorre rassegnarsi ad accettare che anche i geni ogni tanto hanno la luna storta e compongono cose così.....

Intanto ...una bella robettina niente male , per rimanere in atmosfera Beethoveniana

 

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10 ore fa, Madiel dice:

... però i pezzi in questione ce li ho già ! E pure in edizioni più interessanti :o 

In realtà te lo citavo per via del titolo curioso. Tra l'altro, mi pare riguardo Berlioz, qualche giorno fa c'è stata la discussione sul suo populismo e quindi sottolineavo questa simpatica coincidenza. 

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5 ore fa, glenngould dice:

In realtà te lo citavo per via del titolo curioso. Tra l'altro, mi pare riguardo Berlioz, qualche giorno fa c'è stata la discussione sul suo populismo e quindi sottolineavo questa simpatica coincidenza. 

Anche la copertina di quel disco di MTT è molto populista :cat_lol:

°°°°

Con molte interruzioni, alcuni numeri da questo:

100971967_1_92.jpg?v=22

A dire il vero ho trovato Jacopo Melani citato accanto al nome di Stradella (che apprezzo molto) e quindi mi è venuta la curiosità... alla fine sono inciampato in Alessandro Melani, uno dei fratelli (anche l'altro era compositore e castrato), che sembra avere una molto relativa maggiore notorietà. Il '600 ho notato essere un secolo che raccoglie pochi entusiasmi, io stesso me ne sto occupando solo di recente: tolta l'enorme popolarità di Monteverdi (e forse di Lully, ma non da noi), i nomi davvero in vista si concentrano tutti verso la fine del secolo (Corelli, Torelli, Purcell, Biber, Marais, i primi che mi vengono), mentre nomi anche grossi come Frescobaldi, Charpentier, Schutz raccattano giusto gli apprezzamenti di qualche intenditore. Eppure io vedo questo secolo di fantasticherie, di peccato che si mischia alla preghiera, e anche - da un certo punto in poi - di eccessi molto affine alla musica di fine '700 e '800 soprattutto, il secolo mainstream par excellence. Grande potenziale quindi.

Ad esempio il nostro Melani è "famoso" per aver musicato per primo ne L'empio punito il soggetto scottante del Don Giovanni, in uno spettacolo ricco di pantomime ed effetti grandiosi come era d'uso all'epoca e come tornerà di gran moda nel XIX secolo (pensate al Profeta, ai Troiani, ma pure ai Vespri Siciliani). C'è un recente cd Glossa che andrebbe a tal proposito indagato. L'altra faccia era quella del maestro di cappella. Toscano di nascita, a Roma pare divenne un'autorità per il suo sfarzoso e ardito stile policorale, all'epoca considerato all'ultimo grido in fatto di innovazione. Melani fu un pioniere nella concezione strumentale della musica sacra, per lui suonarono solisti di gran prestigio come Pasquini e Corelli, e Scarlatti non rimase certo indifferente. Il cd fotografa bene lo stile corale "concertante" del nostro, con solisti e continuo contrapposti al doppio coro e una scrittura piuttosto moderna, che alterna omofonia a contrappunto serrato, con una condotta delle voci molto "strumentale", appunto, che fa pensare proprio a Scarlatti. Non ci sarà la scintilla del genio folgorante di Monteverdi, ma credo sia uno dei tanti autori di mezzo che meritano un recupero.

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Sto ascoltando il Quinto concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven su Rai5, solo che credo di aver fatto un errore madornale: in vista di questo momento, oggi ho ascoltato lo stesso concerto suonato da Gould con Ancerl alla direzione e ora ho un fastidioso filtro che mi impedisce un ascolto imparziale e sereno.

Bravissima, comunque, la nostra Gloria Campaner (tra l'altro che carisma).

Intanto, per i poveri gouldiani come il sottoscritto eternamente costretti ad averlo sempre nelle orecchie:

 @Snorlax il secondo movimento è da brividi, qui ci vorrebbe un tuo commento!

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Giacomo CARISSIMI
Cinque mottetti dalla raccolta Arion Romanus:
Mortalis homo - Sicut Stella - Convertere
Domine Deus - Panem caelestem

Ensemble Seicentonovecento
Flavio Colusso

61ELUagCOCL._AC_.jpg

Molto belli. I primi quattro sono per voce sola, il quinto per due voci. A poco a poco, nella raccolta (28 mottetti in totale), il numero delle voci aumenta sino a cinque. Questi sono caratterizzati da un tono per lo più sommesso, raccolto e affettuoso che li rende assai accattivanti e di ascolto abbastanza semplice. Per fortuna non ci sono troppi ghirigori vocali.

Chi volesse saperne di più, può leggere questo ponderoso e interessante programma per un concerto in cui l'Ensemble Seicentonovecento presentò una selezione dell'Arion Romanus:
http://www.seicentonovecento.net/files/Carissimi_Arion_Romanus_2008.pdf

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1 ora fa, giobar dice:

Giacomo CARISSIMI
Cinque mottetti dalla raccolta Arion Romanus:
Mortalis homo - Sicut Stella - Convertere
Domine Deus - Panem caelestem

Ensemble Seicentonovecento
Flavio Colusso

61ELUagCOCL._AC_.jpg

Molto belli. I primi quattro sono per voce sola, il quinto per due voci. A poco a poco, nella raccolta (28 mottetti in totale), il numero delle voci aumenta sino a cinque. Questi sono caratterizzati da un tono per lo più sommesso, raccolto e affettuoso che li rende assai accattivanti e di ascolto abbastanza semplice. Per fortuna non ci sono troppi ghirigori vocali.

Chi volesse saperne di più, può leggere questo ponderoso e interessante programma per un concerto in cui l'Ensemble Seicentonovecento presentò una selezione dell'Arion Romanus:
http://www.seicentonovecento.net/files/Carissimi_Arion_Romanus_2008.pdf

Grande giobar! Non molto tempo fa mi chiedevo come mai questo autore fosse così poco considerato. Carissimi era molto "less is more", niente fronzoli, non mi stupisco che ti piaccia, tu che apprezzi anche Schutz e sei allergico ai melismi. @Snorlaxne è fan. 

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