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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
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1 ora fa, Snorlax dice:

Gioachino Rossini, Il Barbiere di Siviglia, L. Infantino, C. Badioli, G. Simionato, G. Taddei, A. Cassinelli, P. Poldi, R. Broilo, Coro e Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, Fernando Previtali

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Una registrazione non solo storica, ma epocale.

...chissà cosa ne pensano i nostri espertoni @Wittelsbach, @Pinkerton, @Majaniello...

Il mio primo Barbiere! 😮 in realtà girava una selezione di questa a casa dei miei nonni (tra i pochissimi dischi di classica che ho ascoltato proprio da bambino). Io sono fan sia di Taddei che della Simionato. Nel suo essere antichissima è un'edizione moderna, nel senso che i gigioneggiamenti che all'epoca erano d'abitudine sono ridotti al minimo. E poi Rosina affidata ad un mezzo (come si dovrebbe) all'epoca era una vera rarità! 

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2 ore fa, giobar dice:

Dai, non sapevo che Kolja fosse figlio di Boris :oMalgrado lo stesso cognome, pensavo fossero di generazioni piuttosto distanti. Vedo ora che è stata una procreazione in età matura :D Proprio ieri mi è arrivato un bel disco di Kolja con sonate di Weinberg e Shostakovich.

Anche io pensavo lo stesso, credevo fosse un nipote! Per una curiosa combinazione quando l'ho scoperto, oramai diversi anni fa alla radio, suonava proprio il concerto del padre!

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2 ore fa, Snorlax dice:

Forse qualche critico con la puzza sotto il naso troverebbe queste registrazioni fin troppo rustiche, ma è proprio per questa ragione che io le trovo di una godibilità unica.

Gli esecutori di un disco Fonit Cetra d'annata:

Tiroler Bauerntanz - YouTube :cat_lol:

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Un disco dedicato a Bach dal pianista polacco Rafal Blechacz, comprendente pezzi celebri (il Concerto italiano e due Partite, tra cui la celeberrima prima) e pezzi più rari (i duetti bwv802-805).

L'influenza del fraseggio cristallino e trasparente di Gould è difficilmente ignorabile, ma comunque molto bravo.

Un talento da ascoltare dal vivo, quando si potrà di nuovo...

A tutti, Bach omnibus est dedicandum (chiedo venia a eventuali latinisti in forum).

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10 ore fa, Snorlax dice:

Gioachino Rossini, Il Barbiere di Siviglia, L. Infantino, C. Badioli, G. Simionato, G. Taddei, A. Cassinelli, P. Poldi, R. Broilo, Coro e Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, Fernando Previtali

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Quando adocchio un vecchio disco targato Cetra, cerco subito di accalappiarmelo: non sono tutti allo stesso livello, ma si percepisce una voglia di fare musica per la musica e un affiatamento d'assieme che non sempre mi è sembrato di sentire in registrazioni più blasonate. Forse qualche critico con la puzza sotto il naso troverebbe queste registrazioni fin troppo rustiche, ma è proprio per questa ragione che io le trovo di una godibilità unica.

Dicano quello che vogliano, ma questo Barbiere d'epoca prefilologica è diventata la mia personale reference, staccando ampiamente le altre posizioni. Uno potrebbe limitarsi a dire che già solo i nomi dei cantanti coinvolti basterebbero a determinare la grandezza di questa vetusta registrazione. Ma non è solo questo: qui non si canta e non si suona Rossini, qui si respira Rossini. Certo, non tutto è perfetto, oltretutto è pure presente qualche piccolo taglio d'ordinanza, i recitativi sono accompagnati col pianoforte e la qualità del suono non è proprio eccelsa; tutti fattori che potrebbero fare storcere il naso a qualcuno, ma per me sono bazzecole che non inficiano minimamente l'eccellenza del risultato. Una registrazione non solo storica, ma epocale.

...chissà cosa ne pensano i nostri espertoni @Wittelsbach, @Pinkerton, @Majaniello...

Hai ragione Snorlax a dir bene di questo Barbiere.

La registrazione è sommaria e, come accadeva spesso in quell'epoca, mette in primo piano le voci.

La Simionato, nitida e rotonda nel timbro e ben impostata tecnicamente, campeggia per ortodossia vocale delineando una Rosina di classe ma non priva della giusta verve.

Taddei è un Figaro forse non esattamente giovanile nel timbro,  ma sapido e vivido nel fraseggio.

Il tenore Infantino compensa qualche carenza fonatoria e un non sempre esatto appoggio diaframmatico che lo portano non non di rado a  sbiancare la voce, con una linea di canto aggraziata e soave.

Validi i due bassi.

Quanto a Previtali dirige con brio e senso del teatro.

In conclusione un Barbiere vitalissimo, assolutamente da conoscere.

 

 

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2 minuti fa, Madiel dice:

Ne cercavo anche di più vecchie, ma non le ho trovate. Alla fine ho rinunciato perché rischiavo di farti venire una reazione allergica :cat_lol:

Come se non lo avessi capito....... :glare::P

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19 minuti fa, Madiel dice:

Prendi questo e soffri in silenzio :rofl:

Ma tu la conosci la Ahlgrimm? anni '50, una vera virtuosa, faceva persino tutti i ritornelli, pure variati e con una certa cognizione degli abbellimenti! persino il suono del suo cembalo non è così enorme come quello di altri contemporanei, c'è addirittura qualche lievissima esitazione agogica a fini espressivi, in un epoca in cui l'intransigenza del ritmo era un dogma; Casella spiega nelle sue edizioni critiche come quella fosse una reazione agli arbitri romantici delle edizioni pre-busoniane, vedi quella di Czerny, l'unica deroga era l'allargando nel finale.

Ha inciso credo la prima integrale su cembalo della musica di Bach, un nome che andrebbe riscoperto e che bisognerebbe ristampare almeno a livello documentale.

PS: e si chiama pure Isolde! :cat_lol:

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10 minuti fa, Majaniello dice:

Ma tu la conosci la Ahlgrimm? anni '50, una vera virtuosa, faceva persino tutti i ritornelli, pure variati e con una certa cognizione degli abbellimenti! persino il suono del suo cembalo non è così enorme come quello di altri contemporanei, c'è addirittura qualche lievissima esitazione agogica a fini espressivi, in un epoca in cui l'intransigenza del ritmo era un dogma; Casella spiega nelle sue edizioni critiche come quella fosse una reazione agli arbitri romantici delle edizioni pre-busoniane, vedi quella di Czerny, l'unica deroga era l'allargando nel finale.

Ha inciso credo la prima integrale su cembalo della musica di Bach, un nome che andrebbe riscoperto e che bisognerebbe ristampare almeno a livello documentale.

PS: e si chiama pure Isolde! :cat_lol:

No, non la conosco, anche perchè sai che io sono rimasto fermo a Pinnock :cat_lol: M'informerò....

55 minuti fa, Madiel dice:

Walton: Concerto per violoncello e orchestra op.68

Muller-Schott/Previn

Una esecuzione magnifica! :o

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On 11/12/2020 at 11:43, Persephone dice:

Ben trovato Viandante ! Molto gradita la dedica e mi intriga il vostro discorso , lo leggerò con calma e ascolterò il tutto.

Oggi mi sento generosa e dedico a te e @kraus il Concerto in re maggiore di Galuppi.

 

Persy vostra 🌹

@Persephone 

Grazie,

i compositori cechi del '700 (e oltre) sono sempre fonte di soddisfazione (per me)

 

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Segnalo su Rai5 una serie di appuntamenti alle ore 17:00 con programmi dedicati al 250° beethoveniano.

Oggi hanno trasmesso il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 suonato da Leonora Armellini ( @leo92 alla quale vanno i miei complimenti e auguri).

Non ricordavo che il secondo movimento fosse così meraviglioso con quel dialogo tra pianoforte e clarinetto che ricorda molto il Mozart degli ultimi anni.

Riascolto il Concerto suonato da Glenn Gould

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Verdi fa zum pa pà? E allora Beethoven fa perepé perepé: 

Beethoven grande anche nel piccolo, autore di composizioni tutt'altro che trascurabili e men che mai di tutto riposo per gli esecutori: dovessi rinascere, non vorrei mai materializzarmi in una banda che debba suonare le composizioni beethoveniane per detto organico (una volta mi han proposto di reincarnarmi in una funzione matematica; l'idea non mi dispiace poi tanto, ci sto pensando). 

Sono infatti particolarmente arditi alcuni passaggi in cui si presentano all'improvviso modulazioni che mai ci si aspetterebbe di incontrare in un'opera apparentemente disimpegnata, che ai più evoca feste paesane e tartine scroccate alla volée dai clarinettisti in prima fila durante i rinfreschi.

Anche questo lotto di sorprendenti composizioni conferma che Beethoven fa parte di un mondo adulto, dove - alla Paolo Conte - si sbaglia da professionisti, ma "fossero tutti capaci di commettere simili errori!" (cit.) 

E passando da un pepperepé all'altro, mi sparo a dovere questa

La Vittoria di Wellington e la Sconfitta (o forse il Pareggio) di Beethoven? Per me, se ariva ai carci de rigore, jaa fa. Composizione davvero singolare, persino farsesca, che vede il Beeth alle prese con quel tipo di opere celebrative comunissime ai colleghi meno in vista, ma alquanto inusuali per lui. 

Metti un cannone nel motore ma, a dispetto della citazione che trovi poche battute dopo l'inizio, il compositore "non è un bravo ragazzo", nemmeno un po', e a un bel momento sbotta con tutta l'orchestra in una sorta di inseguimento musicale che a qualcuno ha ricordato (ahi, dura terra) il Sacre. 

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50 minuti fa, kraus dice:

una volta mi han proposto di reincarnarmi in una funzione matematica; l'idea non mi dispiace poi tanto, ci sto pensando 

ascolterei volentieri un poema sinfonico in stile neoclassico con questo soggetto: un signore che, svegliandosi, si ritrovi trasformato in una funzione geometrica sul foglio di qualche (non famoso) professore universitario. nom potrebbe essere un'opera né un balletto perché non dovrebbe assolutamente vedersi :lol:

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Sto finendo il cofanetto di Ahronovitch. Dopo uno Psyche di Franck piuttosto spento e anonimo, il penultimo cd del lotto è invece tra i più belli. Siamo alle prese col repertorio russo, in questo caso Glazunov. E un buon interprete secondo me è fondamentale per far capire la bellezza di certe composizioni di questo autore.
Abbiamo la Quinta sinfonia, una pagina molto tipica del sinfonismo russo, con lo Scherzo al secondo posto. Ahronovitch guida l'Orchestra della Radio Bavarese, e sembra amare molto questa quadrata e ben congegnata partitura, mettendo in luce i dettagli espressivi e anche il talentaccio costruttivo che Glazunov sapeva spesso mettere in mostra. Notevoli soprattutto il tempo lento e il movimento finale.
E non è tutto: lo stesso concerto prevede quel poema sinfonico Stenka Razin che persino i detrattori del compositore devono indicare tra le pagine migliori. E Ahronovitch, direttore che in questo cofanetto offre prove un po' discontinue, qui è sulla faccia luminosa della luna, con un'impeto focoso che, accoppiato alla rifinitura di suono degli strumentisti, fa faville.

Inutile dire che qui chiamo @Snorlax, @il viandante del sud (storico mio compagno di strada nell'indagare i compositori all'ombra delle grandi superstar) e @giobar, dichiarato ammiratore del direttore

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8 minuti fa, Yeats dice:

ascolterei volentieri un poema sinfonico in stile neoclassico con questo soggetto: un signore che, svegliandosi, si ritrovi trasformato in una funzione geometrica sul foglio di qualche (non famoso) professore universitario. nom potrebbe essere un'opera né un balletto perché non dovrebbe assolutamente vedersi :lol:

Perché non puntare più in alto? Un'opera lirica in 3 atti minimo :D 

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42 minuti fa, Wittelsbach dice:

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Sto finendo il cofanetto di Ahronovitch. Dopo uno Psyche di Franck piuttosto spento e anonimo, il penultimo cd del lotto è invece tra i più belli. Siamo alle prese col repertorio russo, in questo caso Glazunov. E un buon interprete secondo me è fondamentale per far capire la bellezza di certe composizioni di questo autore.
Abbiamo la Quinta sinfonia, una pagina molto tipica del sinfonismo russo, con lo Scherzo al secondo posto. Ahronovitch guida l'Orchestra della Radio Bavarese, e sembra amare molto questa quadrata e ben congegnata partitura, mettendo in luce i dettagli espressivi e anche il talentaccio costruttivo che Glazunov sapeva spesso mettere in mostra. Notevoli soprattutto il tempo lento e il movimento finale.
E non è tutto: lo stesso concerto prevede quel poema sinfonico Stenka Razin che persino i detrattori del compositore devono indicare tra le pagine migliori. E Ahronovitch, direttore che in questo cofanetto offre prove un po' discontinue, qui è sulla faccia luminosa della luna, con un'impeto focoso che, accoppiato alla rifinitura di suono degli strumentisti, fa faville.

Inutile dire che qui chiamo @Snorlax, @il viandante del sud (storico mio compagno di strada nell'indagare i compositori all'ombra delle grandi superstar) e @giobar, dichiarato ammiratore del direttore

@Wittelsbach

Spasibo, ben accetto!

Russia per Russia, ricambio con

già, questi compositori all'ombra quante soddisfazioni mi hanno dato e danno tuttora!

Anche a chi gradisce

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