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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
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44 minuti fa, Majaniello dice:

Reicha mi fa venire in testa il suggerimento di Wittels circa la Lenore. Sicuramente era un altro "avventuroso", almeno per l'epoca.

Ma che fine ha fatto il post in cui lo consigliavo? Sembra scomparso! Eppure l'avevo scritto.

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Ma bravi @Snorlax, @Majaniello e @Ives! Ottimo approfondimento su Berlioz. Io non saprei aggiungere altro alle vostre annotazioni. Mi limito a confermare che è fra i miei autori preferiti e che, come a Berlioz non interessava nulla di certa musica del passato, a me interessano ancor meno le disquisizioni sulla sua capacità-incapacità-diversa/abilità di utilizzare e sviluppare in modo ortodosso le strutture canoniche. Forse andava a naso e prendeva ciò che gli era utile per i suoi fini espressivi e comunque lo plasmava a modo suo senza porsi troppi problemi di rispetto di convenzioni che gli stavano strette.   

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 @Madiel anche per il buon Dave c'è vita dopo Bloch:

https://www.classicstoday.com/review/review-12404/

nei video mainstream non ne parla, ha paura di perdere il pubblico reazionario :cat_lol:

Seguirà, se ce la faccio col tempo, un video con sottotitoli in italiano :dance4: che ho appena scovato e che segnalo:

Nonostante sia famosa, non ho mai sentito la versione orchestrale! Ormai sono lanciatissimo sulla via di Darmstadt... 

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44 minuti fa, Majaniello dice:

 @Madiel anche per il buon Dave c'è vita dopo Bloch:

https://www.classicstoday.com/review/review-12404/

nei video mainstream non ne parla, ha paura di perdere il pubblico reazionario :cat_lol:

Seguirà, se ce la faccio col tempo, un video con sottotitoli in italiano :dance4: che ho appena scovato e che segnalo:

Nonostante sia famosa, non ho mai sentito la versione orchestrale! Ormai sono lanciatissimo sulla via di Darmstadt... 

Proprio oggi una interessante puntata di Wikimusic su Carter:
https://www.raiplayradio.it/audio/2020/12/WIKIMUSIC---Elliot-Carter-del-12122020-e7fb3da8-6aef-411e-b294-c81e916d37d3.html

Notations per orchestra è un pezzo godibilissimo e e divertente e spesso addirittura alcuni numeri sono usati come bis

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55 minuti fa, Majaniello dice:

 @Madiel anche per il buon Dave c'è vita dopo Bloch:

https://www.classicstoday.com/review/review-12404/

nei video mainstream non ne parla, ha paura di perdere il pubblico reazionario :cat_lol:

Bloch non è necessariamente un compositore reazionario, forse sì se lo paragoniamo a Carter ma questo è di un'altra generazione con altre necessità. Bloch fu neoclassico (alla sua maniera), prese ispirazione diretta dall'impressionismo (l'opera Macbeth), scrisse perfino una sinfonia parzialmente dodecafonica, le esperienze moderniste ci sono durante tutta la sua parabola artistica. I suoi difetti sono una notevole verbosità, l'impiego della musica popolare ebraica senza avere un reale talento per una operazione simile (esclusi un paio di pezzi il resto è noia), una certa mancanza di idee e, soprattutto, di umorismo. Due su cinque opere le azzeccava, ma è il resto fatto male che mi spaventa :D Se fossi Urvizzo e dovessi spingere il mio pubblico su un compositore rétro e ancora da scoprire, di certo non consiglierei Bloch. Almeno non lo spingerei con tanta forza, addirittura segnalando un suo concerto per violino come fondamentale del XX secolo. 

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1 ora fa, giobar dice:

Proprio oggi una interessante puntata di Wikimusic su Carter:
https://www.raiplayradio.it/audio/2020/12/WIKIMUSIC---Elliot-Carter-del-12122020-e7fb3da8-6aef-411e-b294-c81e916d37d3.html

Notations per orchestra è un pezzo godibilissimo e e divertente e spesso addirittura alcuni numeri sono usati come bis

Ormai sei superdigital :thumbsup_anim: 

1 ora fa, Madiel dice:

Bloch non è necessariamente un compositore reazionario, forse sì se lo paragoniamo a Carter ma questo è di un'altra generazione con altre necessità. Bloch fu neoclassico (alla sua maniera), prese ispirazione diretta dall'impressionismo (l'opera Macbeth), scrisse perfino una sinfonia parzialmente dodecafonica, le esperienze moderniste ci sono durante tutta la sua parabola artistica. I suoi difetti sono una notevole verbosità, l'impiego della musica popolare ebraica senza avere un reale talento per una operazione simile (esclusi un paio di pezzi il resto è noia), una certa mancanza di idee e, soprattutto, di umorismo. Due su cinque opere le azzeccava, ma è il resto fatto male che mi spaventa :D Se fossi Urvizzo e dovessi spingere il mio pubblico su un compositore rétro e ancora da scoprire, di certo non consiglierei Bloch. Almeno non lo spingerei con tanta forza, addirittura segnalando un suo concerto per violino come fondamentale del XX secolo. 

Veramente non volevo paragonare Bloch a nessuno, l'ho tirato fuori solo perchè sapevo che c'avresti fatto su dell'ironia :cat_lol: 

Più che altro volevo far notare come Hurwitz sul sito segnali dei pezzi (a Carter mette pure 10) che poi nei video non inserisce. Evidentemente il target youtube è ancora più generalista.

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28 minuti fa, Majaniello dice:

Veramente non volevo paragonare Bloch a nessuno, l'ho tirato fuori solo perchè sapevo che c'avresti fatto su dell'ironia :cat_lol: 

Sarebbe come sparare sulla croce rossa :cat_lol:

Cita

Più che altro volevo far notare come Hurwitz sul sito segnali dei pezzi (a Carter mette pure 10) che poi nei video non inserisce. Evidentemente il target youtube è ancora più generalista.

Beh, sono quelle ambiguità che ho fatto notare ieri con Richter. Fa mettere dei 10 ai suoi colleghi, in qualche vecchia recensione anonima (ma riconducibile a lui) ne parla bene, in altre si fa notare quanto sia obsoleto. Un modo come un altro per acchiappare lettori e far vedere tra le righe che tutto sommato ne farebbe a meno. E' anche possibile che sia indeciso di suo, non bisogna essere maliziosi per forza... :cat_lol:

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Sempre a proposito di concerti per violino fatti bene sono da citare quelli di Blacher e Schwarz-Schilling. Il primo (del 1948), è abbastanza noto e suonato spesso in area tedesca, esistono anche diverse incisioni (una suonata dal bravissimo figlio Kolja, v. video). Lavoro di taglio neoclassico, con evidenti rimandi a Milhaud e Stravinsky nella conclusione. L'altro di Schwarz-Schilling (del 1953), praticamente sconosciuto prima dell'incisione Naxos, è scritto in un vigoroso stile neobarocco sulla scia di Kaminski, Distler o dello Hindemith anni quaranta

E infine non dimentichiamoci del capolavoro, il Gregoriano di Respighi! 

 

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20 ore fa, Majaniello dice:

Reicha mi fa venire in testa il suggerimento di Wittels circa la Lenore. Sicuramente era un altro "avventuroso", almeno per l'epoca.

Ho citato Reicha come influsso su Berlioz in quanto uso molto particolare del contrappunto a cui tu alludevi in un precedente post. Che non è (e non poteva essere) ovviamente quello di derivazione bachiana che arriva fino a Wagner, Strauss e al '900 e oltre. Reicha all'epoca sullo studio del contrappunto era avanzatissimo e Berlioz fu suo allievo a Parigi. Sono tantissimi i passi in cui la complessità della scrittura polifonica è evidente, in cui una molteplicità di strati (in funzione drammatica e "coloristico-timbrica") ne costituiscono lo spessore e le stratificazioni poli-ritmiche. Mi vengono in mente questi (per non citare la fuga sul tema di Brander dalla Damnation):

 

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52 minuti fa, Ives dice:

markevitchlecoqdoreasterdg619170i_834_48

@Snorlax e @Wittelsbach questo Markevitch d'annata. Anche se la Grande Pasqua secondo me è meglio incisa col Concertgebouw (disco Philips) Bellissimo disco.

Non posso che concordare, disco strepitoso. Purtroppo nella mia versione...

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...manca proprio la Pasqua russa, che però conosco per altre vie. Tutto quello che c'è qui dentro è di primissima scelta, ma una menzione speciale la merita la Francesca da Rimini, tant'è che in vita mia non ho mai sentito una versione così travolgente e senza filtri. Per conto mio rimane ancora insuperata, anche dallo stesso Markevitch. C'è una tensione così alta che sembra quasi che ogni strumentista dell'Orchestra Lamoreux suoni con la pistola puntata alla tempia. Pazzesco. :o

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12 ore fa, Madiel dice:

bravissimo figlio Kolja

Dai, non sapevo che Kolja fosse figlio di Boris :o Malgrado lo stesso cognome, pensavo fossero di generazioni piuttosto distanti. Vedo ora che è stata una procreazione in età matura :D Proprio ieri mi è arrivato un bel disco di Kolja con sonate di Weinberg e Shostakovich.

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Gioachino Rossini, Il Barbiere di Siviglia, L. Infantino, C. Badioli, G. Simionato, G. Taddei, A. Cassinelli, P. Poldi, R. Broilo, Coro e Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, Fernando Previtali

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Quando adocchio un vecchio disco targato Cetra, cerco subito di accalappiarmelo: non sono tutti allo stesso livello, ma si percepisce una voglia di fare musica per la musica e un affiatamento d'assieme che non sempre mi è sembrato di sentire in registrazioni più blasonate. Forse qualche critico con la puzza sotto il naso troverebbe queste registrazioni fin troppo rustiche, ma è proprio per questa ragione che io le trovo di una godibilità unica.

Dicano quello che vogliano, ma questo Barbiere d'epoca prefilologica è diventata la mia personale reference, staccando ampiamente le altre posizioni. Uno potrebbe limitarsi a dire che già solo i nomi dei cantanti coinvolti basterebbero a determinare la grandezza di questa vetusta registrazione. Ma non è solo questo: qui non si canta e non si suona Rossini, qui si respira Rossini. Certo, non tutto è perfetto, oltretutto è pure presente qualche piccolo taglio d'ordinanza, i recitativi sono accompagnati col pianoforte e la qualità del suono non è proprio eccelsa; tutti fattori che potrebbero fare storcere il naso a qualcuno, ma per me sono bazzecole che non inficiano minimamente l'eccellenza del risultato. Una registrazione non solo storica, ma epocale.

...chissà cosa ne pensano i nostri espertoni @Wittelsbach, @Pinkerton, @Majaniello...

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