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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
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Vabbè, cara Brilliant, lo so che mi coccoli e mi lüsinghi col tuo canale tubaceo, ma onestamente, con tutto il bene che ti voglio, non posso materialmente mettermi insieme con una casa discografica.

Il fatto gli è che, da giorni e giorni, la major diamantata mi stuzzica suggerendomi di ascoltare Alkan - la cui musica non mi dispiace - e alla fine, dagli dagli, ho ceduto alle sue avances. E sentiamo questa Grande Sonate con annessi pezzettini accessori:

A chi dedichiamo l'ascolto? Boh... C'è qualcuno qua in giro che apprezza Alkan? Chi fosse interessato mi avvisi via fax.

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Una bellissima Quarta di Beethoven, energica ma snella, elastica, maliziosa, seguita dalla Consacrazione della casa dirette da scintillanti Wiener sotto la bacchetta di Schmidt-Isserstedt. È un vinile Decca dove si sente ogni più piccolo dettaglio, bravissimi gli ingegneri del suono.

Viva Ludovico.

A tutti e segnatamente al baxiano del forum, @il viandante del sud

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J.A de Almeida Prado: Concerto per pianoforte e orchestra n.1 (1982/1983)

Sonia Rubinsky, pianoforte; Minas Gerais PO, Fabio Mechetti

Direi un ottimo compositore, sa miscelare bene certe tecniche d'avanguardia con la tradizione classica, senza estremismi. C'è, però, un fantasma che aleggia su questa musica: i concerti per pianoforte di Camargo Guarnieri, in particolare il 4° e il 5° (v. in particolare il movimento III. Granitico, intenso). A differenza del modello, non ci sono rimandi specifici alla serialità e la musica è ambiguamente tonale. Il discorso è molto libero e fluente, il materiale minimo e viene estratto dal tema di quattro note che viene scandito in apertura (in sostanza il concerto è formato da una decina di variazioni di questo tema). Magnifico il movimento lento (il secondo), "Trasparente, floreale", con le sue sonorità preziose che potrebbero ricordare l'intensità degli analoghi movimenti dei concerti per pianoforte di Ginastera. A differenza di questo e di Camargo Guarnieri, il brasiliano tiene a bada la frenesia ritmica e la foga barbarica del solista - in sostanza presente solo in alcune sezioni estreme e nel 3° movimento. Rare influenze folkloriche.

@Wittelsbach

 

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Fai vedere la merce, Aldo ("Stiamo vendendo una stampante, piciu*, non le mie mani"):Roberto 'il Baffo': "Rischai di finire in Parlamento, ma non con Berlusconi"

Non ne usciamo più, da 'sto maltempo!

* L'insulto piemontese più sanguinoso che esista, equivalente grosso modo a "stupidello", "scioccherellino" o "incauto".

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50 minuti fa, giordanoted dice:

I Carmina Burana, quelli originali, interpretati dal Clemencic Consort

Ai premoderni, anche un po’ retrogradi, perché l’arte non progredisce linearmente, la stupidità, come pensava Flaubert, forse sì.

Giordano peccato che hai cancellato il messaggio delle romanze senza parole di Mendelssohn di Barenboim... quello è davvero un bel disco! come dicevo qualche giorno fà Barenboim ha delle qualità liriche particolari, e mi sono stupito di averle ritrovate in un repertorio contemporaneo come Boulez. Non è il mio interprete ideale di certo repertorio, ma bisogna ammettere che è uno che studia nel dettaglio la costruzione delle frasi e porta avanti delle idee musicali molto chiare. Tra l'altro, a proposito di Beethoven, è uscita la sua ennesima integrale DG, sarà almeno la quinta 😮 

Ora vado con, un po' a bocconi, con:

71441V903dL._AC_SL1500_.jpg

ne parlerò presto, devo avere una serata tutta libera per scrivere. Non era prevista nella mia rassegna operistica, ma nel frattempo è uscito questo disco e ben venga! Bononcini è un nome dimenticato ma, così dicono gli storici, di un certo rilievo (oltre che di grande celebrità nella sua epoca). Ci sarebbe la Camilla che forse è opera più importante, ma si trova solo su youtube. Questa invece è in tutti i formati e potrebbe essere più accattivante per tutti. 

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54 minuti fa, Majaniello dice:

Giordano peccato che hai cancellato il messaggio delle romanze senza parole di Mendelssohn di Barenboim... quello è davvero un bel disco! come dicevo qualche giorno fà Barenboim ha delle qualità liriche particolari, e mi sono stupito di averle ritrovate in un repertorio contemporaneo come Boulez. Non è il mio interprete ideale di certo repertorio, ma bisogna ammettere che è uno che studia nel dettaglio la costruzione delle frasi e porta avanti delle idee musicali molto chiare. Tra l'altro, a proposito di Beethoven, è uscita la sua ennesima integrale DG, sarà almeno la quinta 😮 

Ora vado con, un po' a bocconi, con:

71441V903dL._AC_SL1500_.jpg

ne parlerò presto, devo avere una serata tutta libera per scrivere. Non era prevista nella mia rassegna operistica, ma nel frattempo è uscito questo disco e ben venga! Bononcini è un nome dimenticato ma, così dicono gli storici, di un certo rilievo (oltre che di grande celebrità nella sua epoca). Ci sarebbe la Camilla che forse è opera più importante, ma si trova solo su youtube. Questa invece è in tutti i formati e potrebbe essere più accattivante per tutti. 

Ma no Maja, non è un peccato, lo hai notato solo tu pensa! Chissà perché altri no, eppure, come dici, Barenboim è proprio a suo agio in quel repertorio. Ma sai a volte le cose che diciamo meritano di essere ritirate e corrette con altre più eloquenti e accurate, o c’è il rischio che qualcuno si impermalisca. Io poi sono impulsivo come tu ben sai, mi capita spesso di usare toni eccessivi. E allora come dire: meglio essere sicuri che il messaggio arrivi a destinazione. E nel tuo caso mi pare che sia arrivato eccome! A tal proposito mi fa piacere che, mentre sull’altro post, bricconcello, hai sornionamente taciuto, ora  rispondi a questo nuovo a tono e senza sarcasmi fuori luogo. Segno che ho fatto bene a cambiare post. Ce l’hai tanto con me, ma come vedi ti vengo incontro.

Il Polifemo non lo conosco, ma dato il personaggio, ti sconsiglio di ascoltarlo “a bocconi”! Scherzi a parte, attendo con grande interesse la tua disamina.

p.s. 
non prendertela, sono peggio di un pedante filologico, il van Immerseel della grammatica: si scrive qualche giorno fa, non qualche giorno fà. 

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4 ore fa, Madiel dice:

J.A de Almeida Prado: Concerto per pianoforte e orchestra n.1 (1982/1983)

Sonia Rubinsky, pianoforte; Minas Gerais PO, Fabio Mechetti

Direi un ottimo compositore, sa miscelare bene certe tecniche d'avanguardia con la tradizione classica, senza estremismi. C'è, però, un fantasma che aleggia su questa musica: i concerti per pianoforte di Camargo Guarnieri, in particolare il 4° e il 5° (v. in particolare il movimento III. Granitico, intenso). A differenza del modello, non ci sono rimandi specifici alla serialità e la musica è ambiguamente tonale. Il discorso è molto libero e fluente, il materiale minimo e viene estratto dal tema di quattro note che viene scandito in apertura (in sostanza il concerto è formato da una decina di variazioni di questo tema). Magnifico il movimento lento (il secondo), "Trasparente, floreale", con le sue sonorità preziose che potrebbero ricordare l'intensità degli analoghi movimenti dei concerti per pianoforte di Ginastera. A differenza di questo e di Camargo Guarnieri, il brasiliano tiene a bada la frenesia ritmica e la foga barbarica del solista - in sostanza presente solo in alcune sezioni estreme e nel 3° movimento. Rare influenze folkloriche.

@Wittelsbach

 

io comunque sto apprezzando parecchio i brani che stai postando in questi giorni e che (ovviamente) non conoscevo. sia questo, sia quelli di stefan wolpe.

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43 minuti fa, giordanoted dice:

Ma no Maja, non è un peccato, lo hai notato solo tu pensa! Chissà perché altri no, eppure, come dici, Barenboim è proprio a suo agio in quel repertorio. Ma sai a volte le cose che diciamo meritano di essere ritirate e corrette con altre più eloquenti e accurate, o c’è il rischio che qualcuno si impermalisca. Io poi sono impulsivo come tu ben sai, mi capita spesso di usare toni eccessivi. E allora come dire: meglio essere sicuri che il messaggio arrivi a destinazione. E nel tuo caso mi pare che sia arrivato eccome! A tal proposito mi fa piacere che, mentre sull’altro post, bricconcello, hai sornionamente taciuto, ora  rispondi a questo nuovo a tono e senza sarcasmi fuori luogo. Segno che ho fatto bene a cambiare post. Ce l’hai tanto con me, ma come vedi ti vengo incontro.

T'era venuta male la frasetta, in effetti la seconda è più simpatica :rofl:

Dai rilassati ❤️ pace!

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3 ore fa, Yeats dice:

io comunque sto apprezzando parecchio i brani che stai postando in questi giorni e che (ovviamente) non conoscevo. sia questo, sia quelli di stefan wolpe.

Sono contento! Anche io sto scoprendo de Almeida Prado, come ho scritto ieri in altra discussione, lo conoscevo soprattutto per la fama e per un solo pezzo. Il cd di cui sopra comprende altri due lavori per pianoforte e orchestra, abbastanza diversi. Aurora (1975) è quello di taglio più modernista di tutti e ispirato a quella che chiamava "trans-tonalità" (un modo gentile per nascondere il frammentismo eclettico); è costituito da una serie di sezioni di carattere contrastante dove si sente un po' di tutto (spettralismo, Messiaen, tonalità vera e propria, momenti più aspri e dissonanti ecc.), ma niente di veramente radicale. Il Concerto Fribourgeois (1985) pare in alcuni momenti una continuazione del Concerto per pianoforte n.1, ma presenta un aspetto più chiaramente baroccheggiante in alcuni movimenti (per ex. l'inizio), perché è tutto costruito su temi bachiani e c'è pure la citazione di B.A.C.H. Anche l'organico è cameristico. Lo stile è di un moderato modernismo, l'orchestrazione non presenta i colori sgargianti del concerto. 

Direi che il cd sia piuttosto interessante, la musica tutto sommato ha tratti personali ed è di facile ascolto. Sono quel genere di autori che Urvizzo dovrebbe consigliare, invece di perdere tempo con certe porcherie nordamericane simil classiche o post minimaliste.

Al momento, invece, sono alle prese con questo altro disco veramente ottimo

Copland: the Modernist: Tilson-Thomas,Michael: Amazon.it: Musica

Dopo una magnifica esecuzione del Concerto per pianoforte, sono alle prese con le sconosciute e dissonanti Orchestral Variations (1957) - che dovrebbero essere la trascrizione delle giovanili Piano Variations (1930), che piacevano un sacco a Bernstein.

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Tanti Auguri Ludwig !

Hai 250 anni ma la tua musica è fresca come un fiore appena sbocciato.

Se fossi stata tua coetanea probabilmente ti avrei fatto la corte nonostante il tuo carattere un po' ....ruvido.

A tutti voi , in particolare a @Kraus 

Persy 🌹

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3 ore fa, Majaniello dice:

T'era venuta male la frasetta, in effetti la seconda è più simpatica :rofl:

Dai rilassati ❤️ pace!

Ah ecco, dunque il pippone lacrimevole che ci hai propinato su Mendelssohn, Barenboim, "che peccato che l’hai cancellato..." era tutta una commedia, anzi, il numero di un clown! E pensare che l'avevo cancellato per non darti un altro dolore, sostituendolo con uno più morbido e filosofico! Figurati che citavo Flaubert pensando: forse Maja va a leggersi Bouvard e Pécuchet, e si vede allo specchio! Come accade con i grandi libri, sai... Ma vai a fare del bene a un povero bisognoso... E invece ci sei ricaduto come una pera.

Comunque onore al merito: di musica ne capisci meno di un figlio a tua scelta di Järvi, ma non hai solo una formidabile coda di paglia, sei soprattutto un grande istrione!

E allora invece di rispondere a tono o tentare di reggere la parte, poiché com'è noto quando parli con me di musica non ti frega nulla, sbarelli, e il tuo vero pensiero (pensiero si fa per dire) finalmente emerge; ma sei proprio incorreggibile! Anche se non imprevedibile. A me ahimè è venuta male la frasetta (che poi chissà, se t'è rimasta sul gozzo e l'hai ritirata fuori nonostante l'avessi cancellata, tanto male non doveva essere...), a te è venuto male il tono serio, col naso rosso del pagliaccio sei sempre più credibile. Fai bene a non privartene mai, senza non saresti Majaniello, ma Majanulla! Siamo pari dai: frasettaro impulsivo contro clown dei pipponi. Che dici, anche se non metto la faccina scema come te (fai bene a usarle comunque, con le faccine non rischi di fare sempre gli stessi errori di grammatica, anzi ti consiglierei di usare SOLO faccine, credo che potresti egualmente esprimere in modo adeguato il tuo pensiero), ci ridiamo su insieme?

Pace? E chi ha mai fatto guerra? Si può forse guerreggiare con un clown? Si rischia di far piangere i bambini, sotto Natale poi, imperdonabile... e con questa aria elettrica...

Ti avevo solo risposto educatamente. Valli a capire certi circensi...

Aspetto sempre il tuo Polifemo che stai ascoltando "a bocconi", già rabbrividisco agli scempi grammaticali. Usa tante faccine!

 

 

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23 minuti fa, Yeats dice:

io comunque sto apprezzando parecchio i brani che stai postando in questi giorni e che (ovviamente) non conoscevo. sia questo, sia quelli di stefan wolpe.

Dimenticavo: il pezzo di Wolpe non è una suite originale, nel senso che è una raccolta fatta post mortem di una serie di danze scritte da questo autore negli anni venti. Lavoro piacevolissimo e grottesco, ricchissimo di influenze jazz e della musica leggera dell'epoca, ma si sente che non è omogeneo perchè ci sono movimenti propriamente jazz e altri quasi atonali, altri ancora di carattere burlesco o grottesco tolti da una serie di opere diverse.

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Continuiamo col festeggiato, se lo merita!

Quartetto per archi n. 7 in fa maggiore op. 59 n. 1 "Razumovsky"

Alban Berg Quartet

Il genio si manifesta, prepotente, dalle primissime battute, con quel tema fra lo scanzonato e lo svagato buttato lì dal violoncello solo, senza lasciarti immaginare quali pazzeschi sviluppi avverranno da lì a poche note :o Capolavoro sommo e ABQ al top.

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22 minuti fa, Madiel dice:

Sono contento! Anche io sto scoprendo de Almeida Prado, come ho scritto ieri in altra discussione, lo conoscevo soprattutto per la fama e per un solo pezzo. Il cd di cui sopra comprende altri due lavori per pianoforte e orchestra, abbastanza diversi. Aurora (1975) è quello di taglio più modernista di tutti e ispirato a quella che chiamava "trans-tonalità" (un modo gentile per nascondere il frammentismo eclettico); è costituito da una serie di sezioni di carattere contrastante dove si sente un po' di tutto (spettralismo, Messiaen, tonalità vera e propria, momenti più aspri e dissonanti ecc.), ma niente di veramente radicale. Il Concerto Fribourgois (1985) pare in alcuni momenti una continuazione del Concerto per pianoforte n.1, ma presenta un aspetto più chiaramente baroccheggiante in alcuni movimenti (per ex. l'inizio), perché è tutto costruito su temi bachiani e c'è pure la citazione di B.A.C.H. Anche l'organico è cameristico. Lo stile è di un moderato modernismo, l'orchestrazione non presenta i colori sgargianti del concerto. 

Direi che il cd sia piuttosto interessante, la musica tutto sommato ha tratti personali ed è di facile ascolto. Sono quel genere di autori che Urvizzo dovrebbe consigliare, invece di perdere tempo con certe porcherie nordamericane simil classiche o post minimaliste.

Al momento, invece, sono alle prese con questo altro disco veramente ottimo

Copland: the Modernist: Tilson-Thomas,Michael: Amazon.it: Musica

Dopo una magnifica esecuzione del Concerto per pianoforte, sono alle prese con le sconosciute e dissonanti Orchestral Variations (1957) - che dovrebbero essere la trascrizione delle giovanili Piano Variations (1930), che piacevano un sacco a Bernstein.

la "toccata furiosa" se non sbaglio! 

su wolpe, io non amo particolarmente le sonorità del jazz (forse l'unica cosa su cui concordo con adorno) ma il tono generale di quel brano le trasforma completamente. il brano che ho apprezzato di più però è il concerto per violoncello che hai postato, credo, ieri!

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