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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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21 ore fa, Euripide dice:

ciao a tutti! 

 

ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1924 muore a Bruxelles Giacomo Puccini
- nel 1797 nasce a Bergamo Gaetano Donizetti
- nel 1969 nasce a Molde il soprano Ann-Helen Moen
- nel 1959 muore a Grosshöchstetten il compositore e direttore d'orchestra Fritz Brun
- nel 1643 muore a Venezia Claudio Monteverdi
- nel 1942 nasce a Neuchâtel il baritono Philippe Huttenlocher
- nel 1957 muore a Los Angeles Erich Wolfgang Korngold
- nel 1972 muore a Los Angeles il compositore Carl Stalling
- nel 1869 muore a Berlino il soprano Giulia Grisi

Mi fa sempre ridere il cartello vicino casa mia, dove hanno dedicato una via a Donizetti indicando come anno di nascita il 1747! :D (L'anno di morte è giusto, lo fanno campare 101 anni :D)

Io proseguo la (ri)scoperta del cofanetto Strauss/Kempe col secondo cd (Till, Don Juan, Ein Heldenleben). A Madiel, Snorlax e chi altro apprezza.

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Ricostruzioni a iosa: pare che Schubert sia un autore fatto apposta per i vari direttori-compositori che si dilettano a completare le sue numerose per non dire innumerevoli incompiute.

La sinfonia è a tratti grintosa, ma il frammento ricostruito non è molto di più d'una pallida anticipazione dell'ottimismo instancabile infaticabile della Grande.

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On 24/11/2020 at 08:58, Majaniello dice:

Se posso suggerirti un disco gradevole (si trova anche su Spoty):

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Si parla sempre di Field, ma qui la capacità melodica e in generale di creare atmosfere sognanti non mi pare inferiore. Certo se ci si attende le complessità chopiniane si resta delusi, bisogna sempre considerare che Czerny è nato nel 1791.

Questo lo dedichiamo a @Persephone

Grazie mille per la dedica Niellino !

Fa davvero piacere ricevere così raffinati suggerimenti e proposte d'ascolto che andrò presto ad onorare.

Sul tema della complessità ci sarebbe da scrivere molto e trovo corrispondenza in altri ambiti artistici.

Si potrebbe parlare di come cambia la complessità nei secoli....

Mi scuso dell'imperdonabile ritardo e ti dedico un Eroico Beethoven visto che ci troviamo ad attraversare la vita con eroismo negli ultimi tempi.

La dedica va anche a @kraus a risposta della sua di qualche tempo fa. 😊😊

 

Persy vostra 🌹

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19 ore fa, Ives dice:

Bacewicz

Concerto for Strings

Haydn

Sinfonia Concertante

Beethoven

Symphony No. 8

London Symphony Orchestra

Paavo Järvi

@Majaniello

Nell'averlo riascoltato, questo direttore, giusto ieri sera nel Sibelius per Radio3, direi davvero che potrebbe venire dalla conduzione di Paavo Järvi la particolare morbidezza luminosa, che io rileverei, in queste squisite interpretazioni, così anche amorevolmente catturate dai fonici, di lavori che potrebbero facilmente anche ben essere altrimenti modernamente proposti spigolosi, la musica "beautifully happy" (00:18:58) perché no, di suo sempre così ritmicamente congegnante, di F.J. Haydn compresa, così come la sciostacovicciabile a piacere di G. Bacewicz, o la di suo "enigmatica" (00:43:15) "laterale" e "concettuale" (00:43:30) con tiri mattoidi (00:45:00) Ottava beethoveniana.

E così il canto dei soli, più di concerto che concertante.

Seppure no, oh una tale distinzione discriminativa nel toccare dei tutti di quei violini, mai mielosità filarmonica, neppure sotto le Feste Natalizie: che sostenere mirabile, sorprendente audiosinestesia di festina lente, ed essendo in video pure cinestetica 🙂

Passo a esaminare il "Donate Button" di cui al tenero (sì, l'avrei detto materno) "Enjoy the concert and stay safe" iniziale 🙂

 

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Alexander Borodin, Nelle steppe dell'Asia centrale, Orchestre Lamoureux, Paris, Igor Markevitch

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L'interpretazione elettrica e al contempo espressionista di Markevitch trascende il semplice descrittivismo di questo (giustamente) celebre quadro sinfonico. Un'esecuzione all'insegna dei grandi contrasti sonori, quasi brutale nel contrapporre dinamiche tra loro antitetiche. Ad assecondare questa particolare lettura, ci pensa la (fu) gloriosa compagine orchestrale parigina, con un suono tagliente e secco, quasi terreno nella sua concretezza. Una delle mie reference per questa piccola (grande) opera.

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach e alle nostre quote rosa @Persephone e @Ghila...

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Una volta a Santa Cecilia vidi un concerto dove suonava Radu Lupu. Non ricordo se un concerto di Mozart o uno dei primi di Beethoven, forse Mozart.

Rimasi deluso, il compitino svolto appena sufficiente, poi Lupu sembrava febbricitante, sbagliò un casino di note. Conseguenza: convinzione che Radu Lupu fosse un gigante inventato dalla critica miope o ubriaca. Pochi giorni dopo il Maestro annullò un concerto, dimostrazione che non stava bene.

Poi oggi ascolto alcuni suoi concerti di Mozart con la English Chamber Orchestra diretta du Uri Segel (Decca) e ascolto magia. Delicatezze, finezze trasognate, Mozart lieve ma mai stucchevole, dolce e terapeutico, epicureo (nel senso proprio del termine).

E anche gli Impromptus di Schubert, pur non essendo forse quelli che porterei sulla proverbiale isola deserta, magnifici.

Bravo Radu. E come si dice in certi casi: grazie di esistere.

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2 ore fa, Snorlax dice:

Alexander Borodin, Nelle steppe dell'Asia centrale, Orchestre Lamoureux, Paris, Igor Markevitch

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L'interpretazione elettrica e al contempo espressionista di Markevitch trascende il semplice descrittivismo di questo (giustamente) celebre quadro sinfonico. Un'esecuzione all'insegna dei grandi contrasti sonori, quasi brutale nel contrapporre dinamiche tra loro antitetiche. Ad assecondare questa particolare lettura, ci pensa la (fu) gloriosa compagine orchestrale parigina, con un suono tagliente e secco, quasi terreno nella sua concretezza. Una delle mie reference per questa piccola (grande) opera.

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach e alle nostre quote rosa @Persephone e @Ghila...

Le ultime Steppe che io abbia mai sentito sono quelle scure e caleidoscopiche di Kurt Sanderling, il più russo dei tedeschi!

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2 ore fa, Snorlax dice:

Alexander Borodin, Nelle steppe dell'Asia centrale, Orchestre Lamoureux, Paris, Igor Markevitch

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L'interpretazione elettrica e al contempo espressionista di Markevitch trascende il semplice descrittivismo di questo (giustamente) celebre quadro sinfonico. Un'esecuzione all'insegna dei grandi contrasti sonori, quasi brutale nel contrapporre dinamiche tra loro antitetiche. Ad assecondare questa particolare lettura, ci pensa la (fu) gloriosa compagine orchestrale parigina, con un suono tagliente e secco, quasi terreno nella sua concretezza. Una delle mie reference per questa piccola (grande) opera.

...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach e alle nostre quote rosa @Persephone e @Ghila...

Ma grazie @Snorlax (anche se non riesco a taggarti) !! :) Appena ho tempo me lo ascolto! Ciò che sto ascoltando io in pratica ve l'ho detto nella presentazione e in vari post, ma tra queste cose c'è anche Elgar, che vedo sta ascoltando anche @giobar. Sono curiosa e mi andrò ad ascoltare ciò che ascolti tu e molte altre delle vostre proposte qui sopra, ma io adesso sto mandando in loop il suo concerto per violoncello, sono fatta così, vado a fisse del momento. Poi prossimamente vi spiegherò perché questo pezzo e vi dirò anche con cosa sono in fissa esattamente in questi giorni. Ma non è detto che debba essere musica classica, vero?

 

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Una bella prima maniera beethoveniana sotto l'occhio sprezzante di Riezler, suo biografo d'eccezione. Naturalmente, all'epoca, questa composizione venne accolta come un non plus ultra dell'arte musicale, ma Beethoven scese dai tremila ben presto, rendendosi conto di cosa sarebbe stato capace di lì a poco.

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22 minuti fa, kraus dice:

 @Persephone

Anche qui un Beethoven mozartiano, démodé ma di felice inventiva.

Queste "piccolezze" beethoveniane mi sono sempre piaciute.

Ad esempio, la Sonata per corno op. 17

La ascolto adesso, con Hermann Baumann e il fortepiano di Stanley Hoogland

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