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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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(mah, copioeincollo, scritto di getto ieri sera ma ora mi suona troppo teso, facciamo solo se può offrire qualche spunto, magari in altro topic, tipo "la musica e la storia"...)

19 ore fa, Majaniello dice:

Cos'è la versione contemporanea della querelle maggiori-minori? :D Donatoni lo conosco e mi piace molto, Kurtag l'ho sempre sentito nominare ed è la prima volta che lo ascolto, almeno con una certa attenzione.  

Mi spiace d'aver dato la sgradevole impressione d'un redarguire: ma come, con seimila interventi in un forum di musica classica, sia pure uno italiano post sboom, non padroneggia un G. Kurtag? sono desolato fosse suonato così tagliente.

A parte che io volevo aprire solo alla complessità della fascinazione, e storica, in controluce, tra grandi figure, ma anche non così popolarmente frequentate, ma neppure accademicamente sedimentate se è per quello, di praticanti l'arte la ricerca e la disciplina musicale.

Ma ben altro, e per me piuttosto sconvolgente, oggi comunque rende tutto arduo e irriferibile come direi non mai, altro che titoli ed esami.

Le composizioni musicali ormai a disposizione, in particolare a un paio di decadi dall'insorgenza del WWW, sono un'infinità, sia detto in senso non figurato, al solo rapportare le loro lunghezze temporali a quella di una vita umana; calcolavo che per un diecimila album (sì, il formato discografico ha in qualche modo segnato la fruizione) ad ascoltarli (e neppure dico "leggerli attentamente”) a 10 a settimana ci vogliono un paio di decadi, a 20 la settimana certo solo dieci anni ma è professionismo: e un diecimila album io non li direi che una buona ...base, niente più, per poter dire d'essersi fatti un'idea della realtà musicale del proprio mondo, quello con cui si può sostenere una conversazione... (e inteso, scrivendo qui, che la classica richiama a, o correda, maggiormente d'altri generi, la più ampia considerazione del sottostante disciplinare, la musica in sé appunto).

(Di fronte a tale infinità non possono, a qualsiasi autostrada spirituale, che sia una scienza una religione una scuola o persino un'estetica, ormai che tremare i polsi. Banalmente da gran tempo io educherei anzitutto alla cortesia e ascesi cavalleresche, un po' d'altri tempi ma eran tempi volendo simili a questi, nella coltivazione della parità di dignità e lo slancio per foreste impredicibili, dico facendo buon viso al cattivo gioco dell'andamento non molto più che graficabile dei valori sulla piazza, e neppure la sola commerciale; oppure nella considerazione che le guerre civili, figlie delle rivoluzioni moderne, si sono probabilmente estinte con il Novecento "io voglio questa, di America, questa, di Italia" ritornati come pare si sia a un primordiale "io voglio questo bacino economico, punto").

Ma anche restando al di qua della complessità numerica, di cosa staremmo parlando? 

Infatti l'erudizione non educa, diceva quello, e la (conoscenza della) musica allora, come interviene? per la precisione Eraclito parlava di nous, e io sarei giusto portato a filosofare: che cos'è la musica? perché si fa musica, perché si ascolta musica? la musica esisterebbe senza gli umani? la musica umana sarebbe stata la stessa senza gli uccelli loro contemporanei, o se fossimo quadrupedi anziché bipedi? quanto è cambiata la ritmica con la scomparsa degli equini dalle nostre strade, e orecchie? e senza neppure inoltrarsi in sempre attuali considerazioni di genere o etnia: tipo quanto è diverso l'approccio per solo sviluppo contingente, come fosse desiderabile superarlo, alla musica, o la letteratura la scienza ecc, da una mente maschile anziché femminile, occidentale anziché orientale e  via di discriminazioni possibili o no o chissà?

È come lo sport (RIP Diego A. Maradona) la musica sublimazione di qualcosa, o non fosse mai l'umano la sublimazione d'una qualche musica?...

Quindi ben vengano anzitutto, o più che altro, cioè anziché primi confronti di virilità col righello, suggestioni ben portate, con corredo di valutazioni: un'osservazione sensibile e/o dotta e/o stuzzicante dà sempre più luce, e voglia di vivere, della sola misura del numero di pollici in su diviso quelli in giù.

Si potrebbe integrare Voltaire o chi per lui suggerendo: "Potrei non essere entusiasta di quello che vai dicendo ma son pronto a battermi perché tu possa dirlo ...bene" (evviva le scuole, di civiltà [beh, sì, qual è un forum internet ben strutturato]).

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On 25/11/2020 at 16:08, zippie dice:

G.F. Ghedini: Sette Ricercari, 1945

Sorprendente: riesce a mantenere il tratto di volta in volta carrousel, sciostacovicciano, pierrottiano, dolciastro, meditativo ... all'orlo, senza scadere troppo né in espressionismo né melensaggine, ma come richiamandone la fatalità tormentosa.
In cifra, e scrittura, comunque non particolarmente carica, né di invenzione né vissuto, performazione personale, ma appunto per questo più metafisica.

Validissima - densa, profonda, nella dinamica d'eleganza di contro alla ritmica spettacolare: di saldezza e tornita grandezza - la resa da parte del trio Rodolfo Bonucci, Arturo Bonucci, Aldo Orvieto ante 1997 (EAN 8011570333957)

Le registrazioni Stradivarius secondo me sempre quel tanto arrotondate, tagliate in frequenza, ma qui, sui pochi bit del WWW, ci si può solo astenere dal misurare, e ringraziare per l'occasione.

 

Vero, sono composizioni molto incisive e di tante sfumature. Questo, al contrario

che ho ascoltato poco dopo, non mi ha particolarmente colpito.

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6 ore fa, zippie dice:

Mi spiace d'aver dato la sgradevole impressione d'un redarguire: ma come, con seimila interventi in un forum di musica classica, sia pure uno italiano post sboom, non padroneggia un G. Kurtag? mi scuso fosse suonato così tagliente.

Zippie la mia era una battuta più a me stesso... sinceramente il tuo non mi è sembrato un intervento tagliente o supponente. Io poi, te l'ho già detto, alcune volte ho difficoltà a capirti, lo dico senza ironia, magari rileggendoti più volte non so, sarò io poco allenato con l'italiano.

Che dirti... ci sono tanti nomi importanti e famosi che non conosco, non penso dipenda dal numero di interventi quanto dal mio percorso, dopo tanti anni sto approcciando da poco la musica del '600 e in generale la musica del secondo novecento la frequento poco e quindi la conosco poco, le zone d'ombra sono tante. Cerco di essere metodico, con scarsissimi risultati peraltro, dato che qui, fortunatamente, gli spunti per le deviazioni abbondano sempre, e la curiosità non mi manca.

A me ad un certo punto viene spontaneo scegliere, a seconda dell'affinità col mio mondo, anzi se prima lo facevo poco, subendo di fatto il grande repertorio con un senso stupido di soggezione, oggi mi rimprovero di non farlo abbastanza e di essere troppo bulimico; e l'esigenza di scegliere cosa approfondire, a patto di non voler piluccare tutta la vita, si fa tanto più stringente quanto più s'allarga il raggio

6 ore fa, zippie dice:

(Di fronte a tale infinità non possono, a qualsiasi autostrada spirituale, che sia una scienza una religione una scuola o persino un'estetica, ormai che tremare i polsi. Banalmente da gran tempo io educherei anzitutto alla cortesia e ascesi cavalleresche, un po' d'altri tempi ma eran tempi volendo simili a questi, nella coltivazione della parità di dignità e lo slancio per foreste impredicibili, dico facendo buon viso al cattivo gioco dell'andamento non molto più che graficabile dei valori sulla piazza, e neppure la sola commerciale; oppure nella considerazione che le guerre civili, figlie delle rivoluzioni moderne, si sono probabilmente estinte con il Novecento "io voglio questa, di America, questa, di Italia" ritornati come pare si sia a un primordiale "io voglio questo bacino economico, punto").

Questa parentesi, per dire, non l'ho capita :huh:

6 ore fa, zippie dice:

Quindi ben vengano anzitutto, o più che altro, cioè anziché primi confronti di virilità col righello, suggestioni ben portate, con corredo di valutazioni: un'osservazione sensibile e/o dotta e/o stuzzicante dà sempre più luce, e voglia di vivere, della sola misura del numero di pollici in su diviso quelli in giù.

Non ho capito se ti riferisci agli scontri tra forumisti o ai confronti tra compositori. In ogni caso, trovo da sempre assurda una certa reticenza al confronto che spesso osservo (e molti me l'hanno confidata anche in privato), come se scatenare delle discussioni, o mettersi in gioco anche a rischio di "prenderle", non sia il sale di un forum, che viceversa assomiglia sempre più a una miriade di blog assommati. La gentilezza è una grande qualità solo se associata alla franchezza, che è una qualità ancor più grande. Magari la mia è una visione ancora pre-sboom :D

Se si parla di confronti tra compositori, stabilire chi è stato più importante di chi può offrire un orientamento che aiuta nella selezione, ma di certo preclude possibili sintonie di cui è un peccato privarsi. L'esperienza d'ascolto dovrebbe condurre ognuno di noi nella costruzione del proprio pantheon, al netto dei meccanismi della popolarità ma anche di quelli della storia. Non voglio imporre Scarlatti perchè è citato in tutti i testi come fondamentale, voglio che a Scarlatti, se è vero che è fondamentale, siano date le stesse chance che ha avuto Handel di essere scelto. Una scelta che appare libera, in un contesto di non equa visibilità, è giocoforza condizionata. Non è una mia scoperta il fatto che tende a piacerci quello a cui siamo maggiormente esposti, è l'abc del mercato. Poi liberalizzare il culto di altre religioni non impedisce ai cattolici di continuare ad essere cattolici. 

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Giovanni SGAMBATI
Cola di Rienzo - ouverture

Nurnberger Philharmoniker
Fabrizio Ventura

Bel lavoro giovanile di schietta impronta lisztiana, che si impone per lo slancio generale, per il rincorrersi dei bei temi eroici, cavallereschi ed elegiaci e per una costruzione abbastanza fantasiosa e varia che alterna sapientemente umori e atmosfere differenti. Caratteristica particolare è anche la spiccata italianità di diversi temi, con una cantabilità a volte quasi da canzone popolare: al riguardo, viene in mente il Capriccio italiano di Ciaikovsky, che però venne scritto quasi quindi anni dopo quest'ouverture. Un brano che meriterebbe una ripresa dal vivo e che non sfigurerebbe in apertura di un concerto sinfonico.

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23 minuti fa, Majaniello dice:

Non ho capito se ti riferisci agli scontri tra forumisti o ai confronti tra compositori. In ogni caso, trovo da sempre assurda una certa reticenza al confronto che spesso osservo (e molti me l'hanno confidata anche in privato), come se scatenare delle discussioni, o mettersi in gioco anche a rischio di "prenderle", non sia il sale di un forum, che viceversa assomiglia sempre più a una miriade di blog assommati. La gentilezza è una grande qualità solo se associata alla franchezza, che è una qualità ancor più grande. Magari la mia è una visione ancora pre-sboom :D

Hai ragione Maja, e incolpo pure me stesso. Nel mio caso, un fattore che impedisce di intavolare confronti è la pigrizia intellettuale, dato che portare avanti un discorso argomentato richiede non poco impegno. Sotto questo punto di vista tu sei il nostro Stakanov!

Stakhanov.JPG

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8 minuti fa, Euripide dice:

ciao a tutti! 

 

ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1965 nasce a Stoccolma il mezzosoprano Katarina Karnéus
 

Ancora un po' più in grande, così ce ne ricordiamo meglio :rofl::rofl:

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Bela BARTOK
Sonata per due pianoforti e percussione

Maria Yudina e Viktor Derevianko, pianoforti
Valentin Sneguirev e Ruslan Nikulin, percussione

Esecuzione all'insegna della ferocia ritmica, durante la quale, spesso, i pianisti si mettono in secondo piano per lasciare spazio alla bellurie delle percussioni. Tensione alle stelle anche nei momenti più tranquilli, che ti portano sull'orlo del panico. Formidabile.

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On 25/11/2020 at 17:02, Majaniello dice:

Cos'è la versione contemporanea della querelle maggiori-minori? :D Donatoni lo conosco e mi piace molto, Kurtag l'ho sempre sentito nominare ed è la prima volta che lo ascolto, almeno con una certa attenzione. Grazie delle dritte comunque (vale lo stesso per @Madiel e @Ives ), visto che ne parlate così bene ci proverò!

:rofl: ti piace viaggiare a 220 km/h eh?

Io sono affezionato a questo, non so se lo conosci (credo sia oop però), che si giova del suono caldo e "largo" di un Bosendorfer:

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conosco Heidsieck e Thyssens-Valentin (storica), gli altri sinceramente no. 

Lo conosco eccome, lo metto un gradino sotto la Thyssens-Valentin.

Sally Pinkas ha inciso sia le Barcarole che i Notturni, Delphine Bardin solo le Barcarole, Daniel Grinwood i Notturni. Non sono dei "completisti" e sono tutti e tre dischi molto recenti.

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12 ore fa, Endymion dice:

Questo, al contrario

che ho ascoltato poco dopo, non mi ha particolarmente colpito.

Perché, nella sua naïveté, mi ha conquistato, ancora una volta, come vi fosse invece del genio? ma perché, grazie a queste sequenze d'ascolto d'uno stesso Autore, ho potuto proprio cogliere la velleità, come cifra, di queste scritture: di semplificazione, non rustica ovvero di veracità, niente ruralia pastorali qui seppure, sì, qualcosa che si ha anche con gli inglesi: ma proprio portata scientemente a quell'orlo, di complicità che si materializza giusto con l'ascolto del pezzo al suonarlo, con l'ascoltatore...

E insomma, nonostante sia come lì, non è affatto: 
né di circostanza, non è galante, non realmente;
né bamboleggiante, non realmente;
vi è piuttosto un'onestà, domestica e schietta, ma del figlio che ha studiato, davvero sa farsi amare, complice questo  Massimo Giuseppe Bianchi, a questo pianoforte d'abete che sembra uno verticale.

Capace di divertire quindi, e d'intrigare, con una sorta di riflessione limpida lucida di fatto progressiva senza proprio provocazione, se non di sottigliezza fin estenuante per un ossimorico non-detto dichiarato ("sto proprio non dicendo non esponendo affatto quanto sto rendendo così evidente, e no, non per rendermi affascinante io, ma per confidenza e compresenza rapida inevitabile d'entrambi", un qualcosa di molto mendelssohniano!), entusiasmante no?

Certo non lo si può dire probabilmente tutto ben riuscito, all'altezza di qualcosa sempre, es. al minuto 5 non sa risolvere: risolve di, per me vuota, forza, eccetera qua e là, non sono in vena ora di puntualizzare ulteriormente tutto (ho passato la serata alternando ascolti floridi di E. Dohnány e E. Chausson all'analisi del L. Kirchner del cofanetto Fromm, e mi ha pigliato la ricezione sorridente, senza bilancino). Ma definitivamente, come inevitabilmente, un grato ascolto 🙂

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In realtà non è il vero decimillesimo messaggio (mi sembra di aver già superato la soglia prima che buona parte della sezione "Di tutto di più" del forum venisse rasa al suolo), ma facciamo finta che lo sia.

A seguire:

Il tormento dell'incompiuto si sente già nei temi sfibrati. Pur avendo letto che, a fronte di un Beethoven che festeggia la vittoria sul Destino, Schubert celebra invece la sconfitta, quest'idea non mi convince del tutto. Per quest'opera in particolare (purtroppo è solo un movimento: il Quartetto non venne mai completato), il "cultore della sconfitta" prese proprio ispirazione da Beethoven, e più precisamente dal "Quartetto Serioso" Op. 95. L'umore è affine.

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Da spotify. Brutta era 30 anni fa e brutta rimane 30 anni dopo. E' stato il disco con il quale ho conosciuto quest'opera, ma oggi sinceramente lo boccerei senza appello. Leppard aveva una frequentazione assai assidua con questo oratorio fin dagli anni '50 e credo esistano delle riprese audio con Vickers e la Sutherland al Covent Garden (ovviamente piene di tagli). Lo riprese anche quando collaborò con la Minnesota Orchestra. Qui siamo in UK a fine anni 80 ma sembra di essere 30 anni prima (eccetto i tagli, la partitura è quasi completa):  la direzione è slentata e pedante, musicalmente piattissima e pesante, privo di nerbo e grigissimo il colore orchestrale, troppo gravido l'accompagnamento al cembalo, a cui saltuariamente si aggiunge un organo. Del cast si salva poco e niente, forse solo la gradevole Burrowes, ma in un ruolo minore. Il resto sono tutti cantanti a fine carriera e in grande difficoltà: Tear è totalmente afono e si sforza enormemente; la Watts incappa in vibrati enormi; la Baker è completamente disseccata; Luxon allora in un breve periodo di fama discografica è ruvidissimo e sfocato. Come pure Shirley Quirk ha perso tutto il suo tono da baritono elegante. Anche il coro è anonimo e non si ricopre certo di gloria.

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Zitti zitti, questi da 'n venerdì all'antro se fanno tutta l'opera òmmenia de Bacche. 

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1 ora fa, Ives dice:

 

Da spotify. Brutta era 30 anni fa e brutta rimane 30 anni dopo. 

:cat_lol:

1 ora fa, Ives dice:

Il resto sono tutti cantanti a fine carriera e in grande difficoltà

C'è una "grande tradizione" di cantanti a fine corsa che fanno il barocco, un tempo era vista come un'opportunità per prolungare la carriera, non potendo più cantare il repertorio romantico (l'ha fatto anche Domingo in tempi recenti, prima di diventare "baritono"). C'erano anche grandi allestimenti (con cantanti in forma dico), come il Giulio Cesare alla Scala con Corelli, Barbieri, Christoff... poi si cambiavano d'abito e cantavano Cavalleria Rusticana :D 

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3 minuti fa, Yeats dice:

Mahler,  Kindertotenlieder
Christa Ludwig, Philharmonia Orchestra, André Vandernoot

ma si puo' dire che io preferisco il mahler liederista a quello sinfonico o è grave?

Certamente! Lo dicono anche alcuni studiosi illustri, come Principe.

Ben tornato in forum!

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3 minuti fa, Majaniello dice:

:cat_lol:

C'è una "grande tradizione" di cantanti a fine corsa che fanno il barocco, un tempo era vista come un'opportunità per prolungare la carriera, non potendo più cantare il repertorio romantico (l'ha fatto anche Domingo in tempi recenti, prima di diventare "baritono"). C'erano anche grandi allestimenti, come il Giulio Cesare alla Scala con Corelli, Barbieri, Christoff... poi si cambiavano d'abito e cantavano Cavalleria Rusticana :D 

Che male c'era? Gulda faceva Bach, Debussy e il jazz; Richter faceva Bach, Handel, Liszt e Webern; Sokolov fa Byrd, Rameau e Scriabin. A parte le puntualizzazioni sullo strumento usato e i talebani della specializzazione a tutti i costi, in genere si conviene che comunque la resa musicale, pur criticabile come qualsiasi esecuzione,  è elevata. Perché non potrei godere della voce di Corelli con Handel? (lo so, ci sono mille distinguo e non li ignoro, ma è una questione su cui continuo a non capire i puristi)

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8 minuti fa, giobar dice:

Che male c'era? Gulda faceva Bach, Debussy e il jazz; Richter faceva Bach, Handel, Liszt e Webern; Sokolov fa Byrd, Rameau e Scriabin. A parte le puntualizzazioni sullo strumento usato e i talebani della specializzazione a tutti i costi, in genere si conviene che comunque la resa musicale, pur criticabile come qualsiasi esecuzione,  è elevata. Perché non potrei godere della voce di Corelli con Handel? (lo so, ci sono mille distinguo e non li ignoro, ma è una questione su cui continuo a non capire i puristi)

Pensa che spasso al contrario, tipo la Invernizzi che canta Santuzza, o Rousset che dirige Bruckner! :D 

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